Meditazione: cos'è, come praticarla e benefici per la mente


Vivere in un mondo frenetico ci sottopone a stress costante, ansia e perdita di focus. Per questo motivo, la meditazione è diventata uno strumento scientificamente riconosciuto per ritrovare l'equilibrio interiore e il benessere psicofisico. Ma cos'è la meditazione e come si pratica concretamente? In questa guida completa esploreremo le origini di questa pratica millenaria, i diversi tipi di meditazione (dalla Mindfulness alla Vipassana), come iniziare a meditare a casa anche se sei un principiante e cosa dice la scienza sui suoi benefici terapeutici per il corpo e per la mente.
Cos'è la meditazione e come si pratica
La meditazione è una pratica che punta a raggiungere una maggiore padronanza delle attività della propria mente, aiutandola a concentrarsi su un singolo pensiero, un concetto o un elemento della realtà, senza lasciarsi distogliere da pensieri o stimoli esterni.
Si tratta di una pratica che punta all'auto-realizzazione ma che, allo stesso tempo, può avere anche uno scopo religioso, spirituale o filosofico, oppure mirare a un miglioramento delle proprie condizioni psicofisiche.
Scopi e obiettivi della pratica meditativa
Lo scopo principale della pratica meditativa è concentrare l'attenzione su noi stessi, seguendo percezioni, sensazioni, pensieri ed emozioni, per raggiungere un livello maggiore di consapevolezza e di calma interiore.
Diverse evidenze scientifiche suggeriscono che la meditazione possa contribuire a ridurre stress e ansia. Va però ricordato che non sostituisce un percorso di cura: è più corretto considerarla uno strumento di supporto al benessere piuttosto che una "cura" in senso clinico.

Come iniziare a meditare?
Per iniziare a meditare è necessario indossare indumenti comodi e dirigersi verso un luogo tranquillo e in cui non ci sia il rischio di venire interrotti. In genere, prima di cominciare, si stabilisce il tempo da dedicare alla pratica che generalmente si aggira intorno alla ventina di minuti per i più esperti. In ogni caso se hai iniziato da poco, puoi iniziare da pochi minuti per poi aumentare il tempo della meditazione.
L'importanza della postura nella meditazione
La posizione è fondamentale. Dopo aver fatto qualche esercizio di stretching per rilassare i muscoli, scegli una postura comoda che non sovraccarichi spalle, collo o schiena in modo da evitare infortuni. Un buon esempio è sedersi a gambe incrociate sopra un cuscino (posizione del loto). La cosa più importante è che la colonna vertebrale sia diritta e che tu ti senta rilassato.
Come usare il respiro e i mantra per concentrarsi
Un modo semplice per iniziare è concentrarsi sul respiro. Osserva come il tuo corpo si muove mentre inspiri ed espiri, notando il ritmo e l’intensità del respiro. Puoi anche usare immagini mentali, come il movimento della pancia che si alza e abbassa con ogni respiro.
Alcuni tipi di meditazione prevedono la ripetizione di un mantra, che può essere una parola (per esempio, “pace” o “calma”). La ripetizione di un mantra durante la meditazione aiuta a concentrarsi e a mantenere la mente focalizzata. Quando ripetiamo una parola come quelle citate, evitiamo che i pensieri vaghino e riusciamo a rimanere nel momento presente. Inoltre, alcune parole evocano sensazioni di tranquillità e, ripetendole, possiamo favorire un senso di rilassamento. Il suono del mantra stesso ha un effetto calmante, come una sorta di “ancora” che aiuta la mente a restare serena. In alcune tradizioni, il mantra ha anche un significato spirituale, creando una connessione più profonda con noi stessi o con qualcosa di più grande.
Tipi di meditazione a confronto
Esistono diverse tipologie di meditazione e non tutte implicano necessariamente lo stare seduti a terra con le gambe incrociate:
- Meditazione Buddista: tecnica zen inventata da un monaco indiano che prevede di restare seduti a terra immobili, con le gambe incrociate e con la mente focalizzata sul respiro;
- Meditazione trascendentale: prevede la ripetizione per 15-20 minuti di un “mantra”, da eseguire almeno 2 volte al giorno;
- Meditazione Vipassana: un modello di meditazione che serve per vedere la realtà senza filtri;
- Meditazione camminata: si tratta di un movimento che può apportare benefici al nostro corpo e alla nostra mente;
- Meditazione Mindfulness: basata su 3 concetti fondamentali, ovvero l'osservare senza giudicare, il concentrarsi sul presente e l'analizzare le azioni senza preconcetti;
- Meditazione Kundalini: ha l’obiettivo di risvegliare;
- Meditazione Dinamica: basata sul movimento ed è pensata per sfogare al massimo le proprie emozioni;
- Meditazione Merkaba: è una delle tecniche più complesse;
- Ho’oponopono: prevede la recitazione di un mantra che serve a guarire le ferite interiori, imparare l’arte del perdono e ritrovare l’armonia con la propria anima.
Nella seguente tabella abbiamo riassunto il focus principale di ogni tipo di meditazione.
| Tipo di Meditazione | Focus Principale | Ideale per... |
|---|---|---|
| Mindfulness | Consapevolezza del presente senza giudizio | Ridurre stress, ansia e pensieri ossessivi |
| Meditazione Vipassana | Visione profonda della realtà e dei sensi | Sviluppare una profonda autoconsapevolezza |
| Meditazione Trascendentale | Ripetizione di un mantra specifico | Rilassamento profondo (15-20 min, due volte al giorno) |
| Meditazione Zen (Buddista) | Postura immobile e focus sul respiro | Chi cerca disciplina e rigore mentale |
| Meditazione Camminata / Dinamica | Movimento consapevole ed espressione emotiva | Chi fa fatica a rimanere seduto e fermo |
| Ho’oponopono | Mantra di perdono e riconciliazione | Sanare ferite interiori e conflitti emotivi |

Quali sono i benefici della meditazione sulla salute?
Nel corso degli anni numerosi studi hanno indagato i possibili benefici della meditazione. È importante però leggere questi dati con la giusta prudenza: molti derivano da singoli studi condotti su popolazioni specifiche o su un particolare tipo di meditazione, e non sono automaticamente generalizzabili a tutte le persone né a tutte le pratiche. Le revisioni sistematiche più recenti indicano in genere effetti da piccoli a moderati su ansia, depressione e stress, come sintetizzato in una meta-analisi sugli effetti delle tecniche di mindfulness su ansia, depressione e stress.
Le principali aree in cui la ricerca ha osservato benefici sono:
- Salute del cuore: in specifici studi su pazienti con cardiopatia, programmi di meditazione (in particolare la meditazione trascendentale) sono stati associati a una riduzione degli eventi cardiovascolari. Si tratta di risultati riferiti a popolazioni cliniche selezionate e non estendibili alla popolazione generale.
- Benessere emotivo e neuroplasticità: alcune ricerche hanno osservato miglioramenti del tono dell'umore e cambiamenti nell'attività cerebrale dopo poche settimane di pratica costante.
- Percezione del dolore: in studi sperimentali su dolore indotto in laboratorio, la meditazione ha ridotto la percezione dolorifica; questi dati riguardano il dolore sperimentale e non necessariamente il dolore clinico cronico.
- Qualità del sonno: gli interventi basati sulla mindfulness possono migliorare la qualità percepita del sonno, come indicato da una meta-analisi sugli effetti degli interventi mindfulness sul sonno nelle persone con disturbi mentali comuni.
Vediamo ora più nel dettaglio i singoli ambiti.
Effetti sulla salute cardiovascolare
Una ricerca pubblicata sul Journal of the America Heart Association ha osservato che, in un gruppo di pazienti con malattia coronarica, la pratica regolare della meditazione trascendentale si associava a una riduzione del rischio di eventi cardiovascolari (infarto e ictus) rispetto a un programma di educazione a dieta ed esercizio fisico. Va sottolineato che questo risultato riguarda una popolazione clinica specifica e un tipo particolare di meditazione, e non è automaticamente estendibile a tutte le persone.
Impatto sul benessere emotivo e la plasticità neurale
Su un articolo pubblicato da Proceedings of the National Academy of Sciences si può leggere che esiste un miglioramento del tono dell’umore e dei livelli di neuroplasticità in coloro che per un mese praticano una forma di meditazione, da loro chiamata “integrative body-mind training” (IBMT).
Gestione del disagio e della sensibilità al dolore
Uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience ha evidenziato un effetto analgesico della meditazione: in condizioni sperimentali di dolore indotto in laboratorio è stata osservata una riduzione della percezione del dolore, accompagnata da una diminuzione del fastidio soggettivo associato. Trattandosi di dolore sperimentale, questi risultati non sono direttamente trasferibili alla gestione del dolore clinico o cronico.
Potenziamento delle capacità sensomotorie
I ricercatori della Ruhr-University Bochum hanno dimostrato che la meditazione zen ha effetti positivi sui processi di apprendimento.
Minimizzazione dei pensieri ossessivi
Secondo uno studio riportato sul Brazilian Journal of Psychiatry la pratica di queste tecniche permetterebbe di ridurre al minimo i pensieri ossessivi, poiché diventa più facile concentrarsi sul momento presente.
Coltivare l'empatia e la compassione
Sono stati i ricercatori dell'Università del Wisconsin a dimostrare che grazie alle tecniche di meditazione, è possibile diventare più compassionevoli e più gentili verso il prossimo: la compassione sembrerebbe essere migliorabile con l’allenamento e la pratica.
Fomentare la creatività e l'innovazione
Diversi studi scientifici hanno dimostrato che alcune tecniche di meditazione possono favorire lo sviluppo del pensiero creativo e che queste influenzano a lungo termine alcuni aspetti della cognizione umana, tra i quali anche il modo in cui vengono concepite le idee.
Meditazione per dormire bene
La meditazione per dormire è una tecnica utile per calmare mente e corpo prima di andare a letto, e può essere accompagnata dalla respirazione diaframmatica. Le pratiche di consapevolezza possono favorire il rilassamento e migliorare la qualità percepita del sonno, come indicato dalle revisioni sistematiche sugli interventi basati sulla mindfulness. Studi sulla respirazione lenta e strutturata mostrano inoltre un effetto di riduzione dell'attivazione fisiologica utile prima del riposo, come documentato in un studio randomizzato sulle pratiche di respirazione strutturata.
Che differenza c'è tra meditazione, yoga e mindfulness?
La meditazione è una pratica che aiuta a ridurre lo stress e a migliorare la consapevolezza. Si lega profondamente allo yoga e alla mindfulness, due discipline che favoriscono equilibrio e serenità, aiutando a vivere con maggiore presenza e armonia.
Lo yoga e la connessione con la meditazione
Spesso la meditazione viene associata anche allo yoga poiché quest'ultimo ha un effetto benefico nel migliorare gli squilibri del sistema nervoso dovuti allo stress. Ma non solo, perché lo yoga nella pratica meditativa contribuisce anche ad alleviare i sintomi della menopausa.
Connessione tra meditazione e mindfulness
Con il termine mindfulness si intende riuscire a portare attenzione al momento presente in modo curioso e non giudicante. Come la meditazione, anche la mindfulness ci permette di coltivare la capacità di portare attenzione al momento presente, con lo scopo di eliminare la sofferenza e coltivando una comprensione e accettazione profonda di qualunque cosa accada.
Serenis è un centro medico autorizzato in cui collaborano centinaia di esperti della salute mentale che sono specializzati sia in mindfulness che anche in tecniche di meditazione guidate. Puoi fissare un primo appuntamento gratuito da svolgere online compilando il questionario.
Controindicazioni: quali sono gli effetti negativi della meditazione?
Alcune persone potrebbero sperimentare sintomi fisici durante o dopo la meditazione, come vertigini, nausea, dolori muscolari o tensione. Questi sintomi di solito sono temporanei e possono essere causati dal rilascio di tensioni accumulate nel corpo o da una respirazione impropria durante la pratica.
La ricerca ha inoltre documentato che una quota di praticanti può andare incontro a esperienze spiacevoli o a veri e propri effetti avversi legati alla pratica meditativa, un aspetto a lungo poco considerato e oggi oggetto di studio sistematico, come descritto nel lavoro sulla definizione e misurazione degli effetti avversi nei programmi basati sulla mindfulness. Per questo, in presenza di disturbi psichiatrici preesistenti — come depressione o disturbi d'ansia — la meditazione potrebbe non essere appropriata o, in alcuni casi, accentuare i sintomi. È quindi consigliabile consultare un professionista della salute mentale prima di iniziare una pratica meditativa se si soffre di tali condizioni.
Meditazione e psicoterapia: quando la pratica incontra il percorso clinico
Sebbene la meditazione sia uno strumento straordinario per calmare la mente in autonomia, non può sostituire un percorso di cura nei momenti di profonda sofferenza psicologica. Le evidenze disponibili suggeriscono che meditazione e psicoterapia possano funzionare come approcci complementari: il lavoro clinico aiuta a elaborare i nodi emotivi profondi, mentre le tecniche di consapevolezza offrono strumenti pratici per gestire ansia e stress nel quotidiano. L'integrazione di metodi basati su meditazione, mindfulness e accettazione all'interno della psicoterapia è documentata in una revisione sistematica sui metodi di meditazione, mindfulness e accettazione in psicoterapia.
Tuttavia, avvicinarsi alla meditazione quando si stanno attraversando momenti di forte vulnerabilità può a volte far emergere vissuti dolorosi o difficili da gestire da soli. È qui che la guida di un professionista della salute mentale diventa fondamentale per canalizzare la pratica nel modo corretto e sicuro.
Se vuoi ritrovare il tuo equilibrio psicofisico, imparare a conoscersi è il primo passo per stare meglio. Con Serenis puoi esplorare le tue emozioni e capire come integrare la mindfulness e la meditazione nella tua vita quotidiana, supportato da professionisti qualificati.
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Sitografia
Bibliografia
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