Ageusia: cos’è e quali sono le cause del disturbo del gusto

L'ageusia è meglio conosciuta come disturbo del gusto e alla sua base possono esserci diverse cause, compresi i disturbi psicologici.

Cos'è l'ageusia, cause e cura.

Abbiamo tutti sentito parlare di ageusia, soprattutto in piena pandemia da Covid-19 in quanto era uno dei sintomi principali dell'infezione: la perdita del gusto. Non sempre, tuttavia, questo disturbo è causato da un virus, poiché alla base ci possono essere tantissime motivazioni differenti. Attraverso questo articolo cercheremo di fare un po' di chiarezza e capire come risolvere questo disturbo della percezione del gusto.

Cos’è l’ageusia

Come riporta un articolo di IRCCS Humanitas Research Hospital, l'ageusia è una condizione che consiste nella perdita del gusto che può emergere a causa di infezioni delle vie respiratorie superiori, traumi cranici, assunzione di farmaci e malattie che possono essere associate anche alla perdita dell'olfatto (anosmia). È bene sapere, tuttavia, che sensazioni di gusto anomalo possono essere dovute anche a patologie mentali.

C'è da fare però una distinzione: se si verifica una riduzione della sensibilità gustativa si parla di ipoageusia, in caso di una alterazione si ricorre alla definizione disgeusia. Il disturbo può essere temporaneo e durare pochi giorni, ma anche aggravarsi fino alla totale perdita di questo importante senso.

Incidenza sulla popolazione del disturbo del gusto

Sul sito dell'EOC - Ente Ospedaliero Cantonale, si può leggere che i disturbi del gusto (ageusia compresa) sono in realtà ben più rari di quelli dell'olfatto. Ciò non toglie che l'invecchiamento diminuisca la nostra capacità di percepire il gusto in modo intenso, tanto che si attenua in diversi modi.

Il motivo è molto semplice: con l'avanzare dell'età si perdono cellule olfattive e anche il bulbo olfattivo, e per questo si perde la capacità di distinguere i gusti.

Ma non solo, perché sull'articolo si può leggere che circa il 20% delle persone ha limitazioni nella percezione del gusto; il 3,8% non sente quasi nulla, mentre più della metà dei casi si ritrova a che fare con infiammazioni del naso e dei seni paranasali, che sono il motivo principale di una visita dal medico per un disturbo del gusto e dell'olfatto.

Dati sul disturbo del gusto

Ipogeusia e ageusia: differenze e similitudini

Mentre l'ageusia è la perdita totale del gusto, l'ipogeusia comporta una diminuzione della capacità di percepire i sapori. Le cause tra i due disturbi possono essere simili. In entrambi i casi, è importante consultare un medico se si sospetta di avere i sintomi per identificare la causa sottostante e ricevere un trattamento adeguato.

Cosa succede alla lingua con l'ageusia?

Le papille gustative, piccole strutture presenti sulla superficie della lingua, sono responsabili della percezione dei sapori. Con l'ageusia, queste papille possono essere temporaneamente o permanentemente danneggiate o disfunzionali, impedendo loro di rilevare i sapori.

Condizioni infiammatorie o infezioni della bocca, della lingua o delle vie respiratorie superiori possono influenzare il funzionamento delle papille gustative. Un effetto collaterale è dato dalla a secchezza della bocca (xerostomia) che può ridurre la capacità della lingua di percepire i sapori. La saliva è essenziale per dissolvere i composti alimentari e trasportarli alle papille gustative. Una produzione insufficiente di saliva può quindi contribuire all'ageusia.

Lingua e ageusia: cosa succede

Cause dell’ageusia

Il Manuale MSD versione per professionisti riporta che le cause del disturbo del gusto sono da ritrovare, oltre a quello che vi abbiamo elencato sopra, anche in:

  • Gengivite;
  • Xerostomia;
  • Molte delle stesse condizioni che causano anche perdita dell'olfatto;
  • Farmaci, tra cui antibiotici e antidepressivi o farmaci per trattare disturbi del neurosviluppo.

Malattie rare

L’ageusia totale può essere causata, molto raramente, anche da una paralisi bilaterale dei nervi cranici. Inoltre, sembrerebbe esserci una connessione con la Sindrome di Sjögren, una malattia neurocutanea rara, caratterizzata da eccessiva secchezza di occhi, bocca e altre mucose.

Malattie comuni

Diverse, invece, sono le malattie comuni che riguardano l'ageusia:

  • Glossite:
  • Glossodinia (sindrome della bocca urente);
  • Stomatite;
  • Bruciature della lingua;
  • Candidiasi;
  • Xerostomia (o secchezza delle fauci);
  • Patologie del cavo orale (gengivite, parodontite ecc.);
  • Malattie dell'apparato respiratorio;
  • Sindromi parainfluenzali;
  • Allergie respiratorie (rinite allergica);
  • Malattie nasali e dei seni paranasali, es;
  • Infezioni dell'orecchio medio (tra cui l'otite) ed altre patologie auricolari (come l'herpes zoster oticus);
  • Reflusso gastroesofageo (responsabile della percezione di un gusto acido);
  • Disturbi d'ansia;
  • Tumori;
  • Malattie endocrine (sindrome di Cushing, ipotiroidismo e diabete mellito);
  • Malattie del fegato e insufficienza renale (grave);
  • Disturbi psichiatrici (schizofrenia, anoressia nervosa).

Infine esistono forme di ageusia congenite, ossia presenti dalla nascita per l'assenza di recettori del gusto o derivanti da malformazioni.

L’incidenza del Covid nello sviluppo dell'ageusia

Come accennato all'inizio, l'ageusia può essere anche il sintomo di un'infezione virale e, non a caso, milioni di persone in tutto il mondo ne hanno sofferto durante la pandemia da Covid-19. A tal proposito, il British Medical Journal ha condotto un'indagine nella quale si parla di circa 27 milioni di casi di deficit persistente di olfatto e gusto post Covid-19.

Ciò che non è ancora chiaro, purtroppo, è quanto il Covid-19 comprometta la capacità di sentire odori e sapori, per quanto tempo, quali siano le persone più a rischio di problemi prolungati. Per molte persone, l'ageusia causata dal COVID-19 dura da una a tre settimane. Questo periodo può coincidere con la durata dell'infezione attiva. In una minoranza di casi, la perdita del gusto può persistere per mesi. Alcuni studi hanno rilevato che circa il 10-20% delle persone può continuare a sperimentare ageusia o ipogeusia (diminuzione del gusto) per oltre sei mesi dopo l'infezione iniziale.

Tale analisi, tuttavia, ipotizza che le donne siano più esposte a deficit prolungati di gusto e olfatto e che le persone che sin da principio hanno manifestato in modo severo la disfunzione sensoriale e congestione nasale hanno mostrato più fatica a recuperare il senso dell’olfatto.

Covid e ageusia correlazione

Ageusia e raffreddore: correlazione con anosmia

Durante un raffreddore, l'infiammazione e la congestione nasale possono influenzare il senso dell'olfatto (anosmia), che è strettamente legato al senso del gusto. Poiché una gran parte di ciò che percepiamo come gusto è in realtà determinata dall'olfatto, la perdita dell'olfatto può ridurre significativamente la capacità di percepire i sapori, portando a una sensazione di ageusia.

Normalmente, l'ageusia causata da un raffreddore è temporanea e il senso del gusto ritorna alla normalità una volta che l'infezione è risolta e la congestione diminuisce. Tuttavia, se la perdita del gusto persiste anche dopo la guarigione del raffreddore, è consigliabile consultare un medico per escludere altre cause potenziali.

Quando rivolgersi al medico?

Nella maggior parte dei casi l'ageusia si risolve da sola entro pochi giorni, se questo non succede è fondamentale rivolgersi al proprio medico per individuarne la causa e il rimedio più adatto per capire come fare a convivere con questo problema, ovviamente nell'eventualità in cui si rivelasse senza soluzione.

La terapia prevista: cura e trattamento

La cura dell'ageusia dipende essenzialmente dalla sua causa.

  • Se a scatenarla sono i farmaci, per esempio, la soluzione potrebbe essere interromperne l'assunzione, ma anche cambiarne il dosaggio (entrambi azioni che potrà scegliere di intraprendere solamente il medico).
  • Quando, invece, la causa è una malattia specifica è necessario curare la patologia che sta alla base. Se tra le motivazioni dell'ageusia ci sono disturbi d'ansia o psichiatrici, è necessario rivolgersi anche agli esperti della salute mentale, come quelli che collaborano con Serenis che hanno esperienza decennale sul trattamento di diversi disturbi.
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L'ageusia è permanente?

L'ageusia può essere temporanea o permanente, a seconda della causa sottostante e di altri fattori individuali. Mentre in molti casi l'ageusia è temporanea e si risolve da sola nel tempo, ci sono situazioni in cui può diventare permanente come gravi lesioni alla lingua e in caso di malattie croniche (Cooper MR, Brewer S, 2013).

Curare l'ageusia con i rimedi naturali

Sebbene sia importante consultare un medico per determinare le cause sottostanti e ricevere un trattamento appropriato, esistono anche diversi rimedi naturali e trattamenti da fare a casa come consumare cibi e bevande che possono aiutare a stimolare le papille gustative e migliorare la percezione del gusto.

RimedioCosa fare
ZenzeroMasticare un piccolo pezzo di zenzero fresco o bere tè allo zenzero per stimolare le papille gustative.
Olio Essenziale di LimoneAggiungere qualche goccia di olio essenziale di limone a un diffusore o annusare la buccia di un limone.
CannellaAggiungere cannella in polvere al tè o ai piatti per migliorare il gusto.
Sì all' idratazione Bere molta acqua per mantenere le mucose idratate e migliorare il senso del gusto.
Gargarismi con Acqua SalataFare gargarismi con mezzo cucchiaino di sale sciolto in un bicchiere di acqua tiepida per pulire la bocca e la gola.
Alimenti AcidiIncludere alimenti acidi come aceto di mele, agrumi e succo di pomodoro nella dieta per stimolare le papille gustative.
Erbe Aromatiche FrescheUsare erbe fresche come menta, basilico e rosmarino nelle preparazioni culinarie per aggiungere sapore ai cibi.
Chiodi di GarofanoMasticare un chiodo di garofano per qualche minuto o aggiungerli ai piatti per le loro proprietà antimicrobiche e per stimolare le papille gustative.

Cosa mangiare quando non sentiamo i sapori?

Quando si sperimenta l'ageusia e si ha difficoltà a gustare il cibo, può essere utile fare scelte alimentari che siano nutrienti, facili da masticare e che offrano una varietà di sapori e consistenze come cibi speziati, acidi o salati come curry, limone, agrumi, formaggi stagionati, olive o cibi in scatola, ma anche cibi caldi che stimolano l'attività delle papille gustative.

Fonti

  • IRCCS Humanitas Research Hospital, Ageusia.
  • EOC - Ente Ospedaliero Cantonale, Disturbi dell'olfatto e del gusto.
  • Manuale MSD versione per professionisti, Panoramica sulle alterazioni dell'olfatto e del gusto.
  • Tan, B. K. J., Han, R., Zhao, J. J., Tan, N. K. W., Quah, E. S. H., Tan, C. J. W., … & Toh, S. T. (2022). Prognosis and persistence of smell and taste dysfunction in patients with covid-19: meta-analysis with parametric cure modelling of recovery curves. bmj, 378.
  • Cooper MR, Brewer S, Broketa G. Reversible ageusia associated with romidepsin therapy. Am J Health Syst Pharm. 2013 Sep 1;70(17):1502-5. doi: 10.2146/130024. PMID: 23943181.
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Domenico De Donatis
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Domenico De Donatis è un medico psichiatra con esperienza nella cura dei disturbi psichiatrici. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Parma, ha poi ottenuto la specializzazione in Psichiatria all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Registrato presso l'Ordine dei Medici e Chirurghi di Pescara con il n° 4336, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute mentale dei suoi pazienti.

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Dott.ssa Martina Migliore
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.

FRFederico Russo
Federico Russo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048.

Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara.

Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.