L’ansia da prestazione spiegata: come riconoscerla e gestirla

L’ansia da prestazione è un problema relativamente comune e che, negli ultimi anni, si è particolarmente acuito. Le situazioni in cui si può presentare questo disturbo d’altronde sono davvero tante. 

È la giornata del tuo colloquio oppure devi affrontare una prova sportiva. Oppure, ancora, per la prima volta farai l’amore con la persona che ami. Hai immaginato per diverso tempo la situazione pensavi di avere tutto sotto controllo, ma all’improvviso avverti una spiacevole sensazione. I battiti del cuore accelerano, ti senti sotto esame, hai paura di sbagliare e avverti una sensazione di soffocamento: questi possono essere alcuni sintomi di ansia da prestazione.  

Cosa si intende per ansia prestazione      

L’ansia da prestazione si può descrivere come la preoccupazione eccessiva e il timore sproporzionato di affrontare una situazione che richiede una determinata performance. La persona, solitamente, anticipa la situazione, creandosi un quadro con esiti catastrofici. La paura di essere giudicato negativamente, di risultare inadeguato e di fallire è così forte da provocare sintomi sia fisici che psichici. 

Le sensazioni psicologiche vissute sono spiacevoli, con pensieri negativi, senso di impotenza e inadeguatezza. A livello fisico si possono avvertire irritabilità, tremori e insonnia che tendono ad aumentare man mano che l’evento si avvicina. A questi sintomi si possono accompagnare sudorazione eccessiva e tensioni muscolari che causano conseguenze comportamentali con una gestualità che tende a risultare grossolana e impacciata. 

Come riconoscerla: i sintomi

I sintomi dell’ansia da prestazione sono sia fisici che mentali. 

Da un punto di vista fisico la persona può avvertire: 

  • tremori;
  • tachicardia;
  • iperventilazione;
  • sensazione di soffocamento oppure di non riuscire a riprendere fiato;
  • tensione muscolare;
  • mal di testa; 
  • crampi e diarrea.

I sintomi mentali sono: 

  • Intensa paura del fallimento: la tua mente, quando immagini la prova che affronterai, visualizza il peggiore scenario possibile;
  • Scarsa concentrazione;
  • Overthinking:t roppi pensieri affollano la mente, impedendo di ragionare con lucidità;
  • Scarsa fiducia in sé stessi: si dubita delle proprie capacità e della possibilità di farcela. 

L’ansia da prestazione può portare a:

  • Scatti d’ira: alcune persone tendono a esprimere la loro preoccupazione con rabbia.
  • Una scarsa prestazionedistrazione, poco autocontrollo e concentrazione portano come conseguenza a non esprimere al meglio le proprie potenzialità. 
  • Autosabotaggio:le persone che soffrono di ansia da prestazione si preparano “inconsciamente” a fallire, fornendosi delle scuse per giustificare una cattiva prestazione. Dunque mettono in atto dei comportamenti che li portano ad avere una mancata preparazione, peggiorando l’ansia in un circolo vizioso che si rivela distruttivo. 
Ansia da prestazione

Perché viene? Le cause

L’ansia da prestazione è legata a numerosi fattori di rischio fra cui: 

  • Essere spesso sotto pressione: per chi pratica sport a livello agonistico, ad esempio, la disciplina sportiva rappresenta una parte della propria identità. Da questo punto di vista perdere una partita o un incontro potrebbe minare fortemente l’autostima e rappresentare qualcosa di insopportabile;
  • L’età: numerosi studi hanno dimostrato che gli adolescenti hanno una probabilità maggiore di provare ansia da prestazione, in particolare di sperimentare i sintomi fisici di questo disturbo; 
  • L’esperienza: l’ansia da prestazione si può verificare in persone ansiose che si trovano a vivere per la prima volta una determinata esperienza. 

Questo disturbo inoltre si sviluppa con maggiore facilità in persone:

  • Che soffrono già di disturbi di ansia;
  • Che sono sottoposte ad aspettative sociali alte; 
  • Che hanno avuto (oppure hanno tutt’ora) genitori molto esigenti e ambiziosi che criticano e valutano le performance;
  • Che hanno subito un fallimento in passato e sentono il bisogno di “riscattarsi”.

Ansia da prestazione sessuale

L’ansia da prestazione si può presentare in diversi settori: dalla scuola al lavoro, passando per lo sport, la sfera sociale e quella sessuale. L’ansia da prestazione sessuale, in particolare, è un disturbo d’ansia piuttosto comune che colpisce nel mondo milioni di persone. 

Quando un soggetto avverte una minaccia, che sia reale oppure immaginaria, il suo organismo reagisce istintivamente, mettendosi in una sorta di “modalità sopravvivenza”, caratterizzata da risposte di accensione e “arousal” aumentato, come se dovesse prepararsi a una reazione di fuga o di attacco. Questo provoca, a livello fisico, la produzione di sostanze chimiche che inibiscono il desiderio sessuale. L’eccitazione dunque viene smorzata per garantire alla persona di concentrarsi al massimo sulla minaccia deve affrontare. 

Solitamente le persone che soffrono di disturbi d’ansia hanno una maggiore probabilità di sperimentare l’ansia da prestazione sessuale. Anche traumi vissuti in passato, come un’aggressione o un abuso sessuale, possono innescare sentimenti di apprensione (e paura) legati al sesso. Altri fattori di rischio sono il dolore cronico, la mancanza di una educazione sessuale di qualità e cambiamenti ormonali legati a fasi particolari della vita, ad esempio dopo il parto o durante la menopausa.  

Alcune persone possono provare ansia legata al sesso perché le loro aspettative sono irrealistiche. Ciò accade, ad esempio, in soggetti che hanno una bassa autostima e considerano come punto di riferimento i rapporti che vengono mostrati nei film oppure nel porno. Un’educazione che promuove l’astinenza, invece, può provocare una vergogna nei confronti del sesso che può provocare ansia, così come la tendenza ad alimentare miti sulle prestazioni sessuali

Come superarla   

Per superare l’ansia da prestazione si possono mettere in atto alcune pratiche, sia prima dell’evento che nel momento in cui si affronta. 

Il controllo dei pensieri 

L’ansia deriva soprattutto dalle frasi che pronunciamo. Ad esempio: “Non sono preparato”, “Sono destinato a perdere”, “Non ce la farò”. Si tratta di parole che possono minare l’autostima e alimentano l’ansia da prestazione. Al contrario questi pensieri andrebbero sostituiti con messaggi incoraggianti come: “Posso farcela” oppure “Non è difficile, sono capace”.  

Il dialogo interiore positivo, secondo alcuni studi, permette di: 

  • aumentare la fiducia in se stessi;
  • diminuire i sintomi fisici dell’ansia;
  • migliorare le prestazioni.

La musica

Brani rilassanti possono aiutare a ridurre l’ansia e sono utili in numerose situazioni. Mettersi gli auricolari e ascoltare della musica potrebbe essere un buon metodo per placare i pensieri e contrastare i sintomi del disturbo, fermandoli prima che possano presentarsi. 

La meditazione

La meditazione può contribuire a ridurre l’ansia da prestazione, fra i metodi migliori c’è la mindfulness. Per provarla: 

  • Prendi un oggetto che hai vicino (può essere qualsiasi cosa);
  • Concentra la mente su quell’oggetto, esaminandone colore, consistenza e odore;
  • Mantieni l’attenzione fissa su quell’oggetto specifico, impedendo alla mente di vagare altrove;
  • Se senti i pensieri deragliare verso altro non seguirli, ma sposta nuovamente l’attenzione verso l’oggetto.

Quando chiedere aiuto

Quando l’ansia da prestazione arriva ad avere un impatto negativo sulla salute mentale, allora è fondamentale chiedere aiuto.  

Solitamente è il momento di chiedere un supporto professionale se: 

  • Inizi ad avere degli attacchi di panico con sintomi estremi come dolore toracico e debolezza muscolare;
  • La tua frequenza cardiaca rimane alta anche a riposo;
  • Comincia a notare degli improvvisi e frequenti cambiamenti d’umore;
  • Ti ritrovi a desiderare di essere gravemente ferito oppure ammalato per non affrontare la situazione che ti fa paura.

Su Serenis è possibile trovare un supporto psicologico grazie a un team di psicoterapeuti online pronti a fornire nuovi strumenti per affrontare l’ansia da prestazione. 

Scegliere uno psicologo: come fare

Una volta che hai preso la decisione di farti aiutare da uno psicologo, è importante scegliere quello giusto. Decisione difficile: ci sono diverse scuole di psicoterapia, diverse tecniche, e le recensioni online sono inutili perché tutte positive. Ma è proprio questo uno dei momenti più delicati: scegliere quello sbagliato può far fallire la terapia. 

Ecco qualche consiglio per scegliere il percorso che fa per te:

  • Assicurati che sia uno psicoterapeuta certificato. Gli psicologi che non sono psicoterapeuti possono darti dei validi consigli, ma non possono proporti un percorso di cura.
  • Scegli qualcuno che non sia legato a parenti o amici. Devi sentirti tranquillo e aprirti completamente durante la terapia, e questo avviene meglio con professionisti che non sono connessi alla tua sfera di conoscenze.
  • Trova uno psicoterapeuta esperto in disturbi d’ansia. Per quanto tutti i terapeuti abbiano avuto una formazione completa, migliaia di ore di esperienza sul campo e una specializzazione sono garanzia di un percorso di successo.
  • Scegli qualcuno con cui entri in sintonia. Questo lo puoi sapere veramente solo provando una seduta, ma in fase di prenotazione puoi porre delle domande che ti aiuteranno a capire meglio se lo psicoterapeuta che hai scelto fa al caso tuo. Come sarà strutturato il percorso? Su cosa ci si concentrerà? Sono previsti esercizi e compiti a casa? 

Una soluzione è Serenis, l’azienda che tra altre cose cura anche questo blog. Serenis ha psicoterapeuti esperti; te ne assegna uno adatto alla tua situazione, con cui farai una prova gratuita e inizierai un percorso (e se per qualche motivo non entri in sintonia, puoi richiedere un terapeuta diverso con un clic). Ci sono però molti altri validi modi per trovare uno psicoterapeuta valido: per esempio puoi chiedere al medico di base o rivolgerti ad un consultorio nella tua zona. L’importante è fare il primo passo.

Bibliografia e approfondimenti

  • Arlington: American Psychiatric Publishing., Diagnostic and Statistical Manual of Mental DisordersAmerican Psychiatric Associati., 2013
  • Cattani, D., Scapellato, P. (2017) Attacchi di panico e ansia acuta: Soccorso psicologico di base. Giunti O.S. Psychometrics: Firenze

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Revisori

reviewer

Dott. Raffaele Avico

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista certificato EMDR I

Ordine degli Psicologi del Piemonte num. 5822

Psicoterapeuta, psicotraumatologo e terapista EMDR. È membro della ESDT (European Society for Trauma and Dissociation) e socio AISTED (Associazione italiana per lo studio del trauma e della dissociazione).

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Dott. Rosario Urbani

Psicoterapeuta specializzato in cognitivo comportamentale

Ordine degli Psicologi della Campania num. 6653/A

Laureato in Neuroscienze presso la Seconda Università di Napoli. Specializzato presso l’istituto Skinner in psicoterapia cognitivo comportamentale. Analista del comportamento ABA e specializzato anche nella tecnica terapeutica dell'EMDR.

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Dott.ssa Maria Vallillo

Psicoterapeuta specialista in Lifespan Developmental Psychology

Ordine degli Psicologi del Lazio num. 25732

Laurea in Psicologia presso l'Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in psicoterapia e psicologia del ciclo di vita presso l’Università la Sapienza di Roma. Esperta in neuropsicologia e psicodiagnostica e perfezionata in psico-oncologia.