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Il questionario è il ROCI validato scientificamente.
È gratuito e scopri subito il risultato.
Il test sul DOC da relazione è un questionario di autovalutazione che ti aiuta a capire se i dubbi sulla tua relazione sentimentale hanno le caratteristiche delle ossessioni, cioè se sono pensieri intrusivi, ripetitivi e angoscianti che tornano anche quando il rapporto, nei fatti, funziona.


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Barbara MazzettiPsicologa e Psicoterapeuta analitica archetipica. Assistente alla Direzione Clinica di Serenis.

Lo strumento che ti proponiamo è il Relationship Obsessive-Compulsive Inventory (ROCI), uno dei principali strumenti internazionali per questo tema. Il test è gratuito, anonimo e il risultato arriva subito dopo l'ultima risposta. Ha valore orientativo e non diagnostico: non ti dirà se hai un disturbo, ma può darti una prima indicazione e aiutarti a capire se vale la pena parlarne con una psicologa o uno psicologo.
Avere dei dubbi sulla propria relazione, di per sé, è un'esperienza comune e non significa che ci sia qualcosa che non va. Il Relationship Obsessive-Compulsive Inventory (ROCI) valuta tre dimensioni: quello che senti tu verso il partner, quello che pensi che il partner senta verso di te e quanto la relazione ti sembra «giusta». Il questionario ha 14 affermazioni e per ciascuna indichi quanto ti rispecchia.
Esiste anche un secondo strumento, il Partner-Related Obsessive-Compulsive Symptoms Inventory (PROCSI), che si concentra sul controllo ossessivo dei difetti del partner in aree come l'aspetto fisico, la moralità, la competenza sociale e l'intelligenza. In ambito clinico questi questionari affiancano le interviste, come la Y-BOCS adattata, e non le sostituiscono: per questo il risultato che ricevi qui è una prima indicazione e non una valutazione completa.

Il DOC da relazione, in inglese Relationship Obsessive-Compulsive Disorder (ROCD), non è una diagnosi separata nel DSM-5: è una forma con cui può manifestarsi il disturbo ossessivo compulsivo (DOC), centrata sulla coppia o sul partner, per cui spesso la terapia di coppia può risultare utile.
Nel DOC da relazione ci sono le due componenti tipiche del disturbo ossessivo compulsivo. Le ossessioni sono pensieri, dubbi, immagini o impulsi che riguardano la relazione e che arrivano senza essere cercati. Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi o rituali mentali che servono ad abbassare il disagio o a ottenere certezze: chiedere continue rassicurazioni al partner, confrontarlo con altre persone, mettere alla prova i propri sentimenti per capire se «sono veri».
Si distinguono due presentazioni principali. Nei sintomi centrati sulla relazione i dubbi riguardano la «giustezza» del rapporto, i sentimenti che provi o quelli che prova il partner: «lo amo davvero?», «è la persona giusta per me?». Nei sintomi centrati sul partner la preoccupazione ossessiva riguarda i suoi difetti fisici o caratteriali, come l'aspetto, l'intelligenza, la competenza sociale o la moralità.
Uno studio osservazionale pubblicato su Frontiers in Psychiatry ha confrontato 22 persone con ROCD, 22 con DOC e 28 controlli senza disturbi (Doron et al., 2016). La gravità dei sintomi principali nel gruppo ROCD era simile a quella del gruppo DOC, quindi il peso sulla vita quotidiana non è inferiore. Chi aveva il ROCD mostrava inoltre convinzioni disfunzionali più rigide sia sul DOC sia sulle relazioni, come l'idea che senza una passione sempre intensa non possa esserci vero amore, e sintomi depressivi più marcati rispetto ai controlli. Gli autori ricordano che studi precedenti avevano già collegato questi sintomi a un peggior funzionamento relazionale e sessuale.

Si può curare il DOC da relazione?
Sì, si può curare e gestire con ottimi risultati se supportati da un professionista.

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Un segnale è il modo in cui si comportano i dubbi: nel DOC da relazione sono pensieri intrusivi, ripetitivi e angoscianti («lo amo davvero?», «è la persona giusta per me?») che tornano anche quando il rapporto funziona e che spingono a rituali come chiedere rassicurazioni, controllare i propri sentimenti o confrontare il partner con altre persone. Se questi dubbi occupano molto tempo e pesano sulla vita di coppia, vale la pena parlarne con una psicologa o uno psicologo, perché solo un professionista può valutare davvero la situazione. Se invece hai dubbi o pensieri intrusivi che non riguardano solo la sfera affettiva, fiai il nostro Test sul Disturbo Ossessivo-Compulsivo.
Un primo passo è un questionario di autovalutazione come il test sul DOC da relazione di questa pagina, basato sul ROCI: è gratuito, anonimo e ti dà subito un’indicazione. Ha però valore orientativo e non diagnostico. Per una valutazione vera e propria i clinici usano interviste strutturate come la Y-BOCS, che vanno condotte da una psicologa, da uno psicologo o da uno psichiatra.
Il primo passo è informarti sul disturbo e ascoltare il tuo partner senza giudicarlo, ricordando che i suoi dubbi non dipendono da te e non dicono nulla sul valore della vostra relazione. Evita di rispondere ogni volta alle richieste di rassicurazione, perché sul momento calmano ma alimentano il circolo ossessivo: puoi spiegare con gentilezza che ci sei, senza però dare conferme a ogni dubbio. Incoraggia il tuo partner a rivolgersi a una psicologa o a uno psicologo e ricordati di prenderti cura anche di te, magari con un supporto dedicato.
Più che «vincere» il DOC, l’obiettivo è ridurre il potere dei dubbi, imparando a non rispondere con rituali e controlli. Il trattamento di riferimento è la terapia cognitivo comportamentale con esposizione e prevenzione della risposta (ERP), che aiuta a stare nell’incertezza senza cercare conferme. In alcuni casi lo psichiatra può valutare anche un supporto farmacologico. Non esistono scorciatoie, ma con un percorso adeguato molte persone ottengono un miglioramento significativo.
Non è una diagnosi separata nel DSM-5: è una forma con cui può manifestarsi il disturbo ossessivo compulsivo, centrata sulla coppia o sul partner. Questo non lo rende meno impegnativo: in uno studio osservazionale la gravità dei sintomi nel gruppo con ROCD era simile a quella del gruppo con DOC (Doron et al., 2016).
I dubbi di coppia normali nascono da fatti concreti, sono proporzionati e tendono a ridursi parlando con il partner o prendendo una decisione. Nel DOC da relazione i dubbi sono ripetitivi e sproporzionati, tornano anche quando il rapporto va bene e portano a cercare una certezza assoluta che non arriva mai, con un disagio che toglie spazio alla vita quotidiana.
Le ossessioni più comuni sono dubbi sui propri sentimenti, su quelli del partner o sulla «giustezza» della relazione, e una preoccupazione costante per i difetti del partner, come aspetto fisico, intelligenza, moralità o competenza sociale. Le compulsioni sono comportamenti e rituali mentali per ottenere certezze: chiedere rassicurazioni, confrontare il partner con altre persone, mettere alla prova i propri sentimenti o analizzare continuamente la relazione.
Senza un intervento il DOC da relazione tende a persistere o a ripresentarsi, perché le compulsioni alimentano le ossessioni nel tempo. Con un percorso mirato, in particolare con la terapia cognitivo comportamentale, i sintomi possono ridursi in modo importante e i dubbi smettono di guidare le scelte di coppia. Ogni percorso è diverso, per questo è utile farsi seguire da un professionista.
Conviene farlo quando i dubbi tornano spesso, occupano molto tempo, ti causano forte disagio o influenzano la relazione, il lavoro o il sonno. Anche il risultato del test può essere un buon motivo per parlarne. Se vuoi, puoi iniziare un percorso con una psicologa o uno psicologo di Serenis.

Che cos'è il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)? Scoprilo in questo articolo.

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