Empatia: significato e come praticarla
La capacità di comprendere e condividere le emozioni e le prospettive degli altri è l'empatia. È fondamentale per costruire relazioni significative e per favorire un clima di comprensione e collaborazione reciproca.

Punti chiave
- Significato di empatia: l'empatia è la capacità di comprendere e condividere le emozioni degli altri. Coinvolge aspetti cognitivi e affettivi, favorendo connessioni autentiche. È essenziale nelle relazioni interpersonali e nelle professioni di aiuto.
- Tipi di empatia: esistono diversi tipi di empatia: cognitiva (comprendere il punto di vista), emotiva (condividere emozioni), compassionevole (desiderio di aiutare), affettiva (provare emozioni condivise) e somatica (reazioni fisiche a esperienze altrui).
- Come praticarla: per praticare l'empatia, ascolta attivamente, osserva segnali non verbali e metti da parte i pregiudizi. Cerca di comprendere il punto di vista altrui e condividi i tuoi sentimenti per favorire una connessione autentica.
Ti è mai capitato di vivere le emozioni di un’altra persona come se fossero le tue? Questa capacità è ciò che chiamiamo empatia, un processo cognitivo ed emotivo che favorisce le connessioni tra individui e ci spinge ad assumere comportamenti compassionevoli, come aiutare chi è in difficoltà.
In questo articolo esploreremo cos’è l’empatia, come svilupparla e come riconoscere e capire le emozioni degli altri.
Cos'è l'empatia? Una definizione
L’empatia è la capacità di percepire, comprendere e condividere le emozioni e i pensieri di un’altra persona. Chi è empatico combina due processi fondamentali:
- cognitivo, che permette di identificare e interpretare i sentimenti altrui;
- affettivo, che consente di vivere le emozioni dell’altro come proprie.
Il termine infatti deriva dal greco antico e significa letteralmente “sentire dentro”, evidenziando la capacità di condividere le esperienze emotive altrui. L’empatia non è un’emozione primaria: si sviluppa nel tempo, insieme ad altre competenze sociali come il senso di colpa o la vergogna.
Differenza tra empatia e compassione
L’empatia spesso viene confusa con la compassione, ma c’è una differenza chiave: l’empatia riguarda sentire e comprendere le emozioni degli altri, mentre la compassione implica anche un’azione concreta e positiva per alleviare la sofferenza altrui. Studi dimostrano che entrambe favoriscono atteggiamenti positivi e aumentano la disponibilità alla cooperazione e alla riconciliazione nei gruppi sociali.
Tipologie di empatia
L’empatia si manifesta in diverse forme. Ecco le cinque principali:
- empatia cognitiva: la capacità di comprendere in modo razionale il punto di vista e i sentimenti di qualcun altro;
- empatia emotiva: la capacità di comprendere le emozioni di un’altra persona e rispondere in maniera adeguata. Ad esempio, vedere un amico piangere per la perdita del suo animale domestico e sentirsi tristi e preoccupati per lui.
- empatia compassionevole: il desiderio di aiutare concretamente l’altro, come sostenere una persona che fatica a trasportare borse pesanti fino a casa.
- empatia affettiva: la capacità di condividere le emozioni altrui, compresa la felicità. Ad esempio, gioire per il successo di qualcuno che ha ottenuto una promozione.
- empatia somatica: una reazione fisica a ciò che l’altro sta vivendo, ad esempio sentire tensione allo stomaco o ansia quando un amico racconta una brutta esperienza.

Cosa significa essere empatici?
Essere una persona empatica significa avere sensibilità e intuizione, percependo il mondo attraverso una lente emotiva e riuscendo a comprendere profondamente le emozioni degli altri. La capacità empatica si manifesta in comportamenti concreti e atteggiamenti distintivi.
Ecco le principali caratteristiche di chi è empatico:
- presta un ascolto attivo, attento e genuino;
- è considerato confidente da chi che lo circonda;
- mostra sensibilità verso le emozioni altrui;
- riflette spesso sui sentimenti e le esperienze degli altri;
- è cercato per consigli, supporto e conforto;
- prova forti reazioni emotive di fronte a eventi tragici;
- si impegna attivamente ad aiutare chi soffre;
- riconosce quando qualcuno non è sincero;
- può sentirsi sopraffatto in contesti sociali intensi;
- esprime preoccupazione autentica per il benessere degli altri;
- trova difficile stabilire confini chiari nelle relazioni.

Teorie sull'empatia: lo studio di Martin Hoffman
L’empatia è considerata una abilità fondamentale dell’intelligenza emotiva, come sottolinea Daniel Goleman, e permette di comprendere e gestire le emozioni proprie e altrui, migliorando le relazioni interpersonali. Lo psicologo Martin Hoffman ha poi elaborato una teoria più dettagliata, descrivendo come l’empatia si sviluppi fin dall’infanzia attraverso diversi stadi evolutivi:
- contagio emotivo: nei primi mesi di vita il bambino non ha netti confini tra il Sé e l’Altro, quindi si lascia invadere dalle emozioni altrui sperimentandole come sue;
- distress empatico egocentrico: il bambino si riconosce come individuo separato, ma non comprende che gli altri possono avere emozioni diverse dalle sue, rimanendo centrato su sé stesso.;
- distress empatico quasi-egocentrico: Cominciano le basi della teoria della mente: il bambino capisce che le emozioni degli altri possono differire dalle sue, ma le reazioni non sono ancora adeguate. Ad esempio, se vede un adulto triste, può cercare di consolarlo come vorrebbe essere consolato lui, offrendo un giocattolo o un dolcetto;
- empatia situazionale: la teoria della mente è ormai acquisita e il bambino riesce ad assumere il punto di vista altrui in modo spontaneo, senza bisogno di riflettere sulla situazione;
- empatia oltre la situazione: nell’ultimo stadio, il bambino sviluppa ragionamenti astratti senza dover per forza fare riferimento a una particolare situazione: in questo modo può provare empatia anche verso persone ipotetiche, come le vittime di un disastro naturale.
Empatia e neuroni specchio
Il legame tra empatia e neuroni specchio è stato approfondito da numerosi studi neuroscientifici a partire dagli anni ’90. I neuroni specchio, scoperti dal gruppo di ricerca di Giacomo Rizzolatti presso l’Università di Parma, sono una particolare classe di neuroni che si attiva sia quando una persona compie un’azione, sia quando osserva la stessa azione compiuta da altri.
Dal punto di vista neurobiologico, osservare le azioni, le sensazioni o le emozioni di un’altra persona attiva nel nostro cervello le stesse aree coinvolte quando viviamo quelle esperienze in prima persona. Questo meccanismo, definito simulazione incarnata, permette una comprensione immediata degli stati emotivi altrui e rappresenta una delle basi biologiche dell’empatia. Il sistema dei neuroni specchio, condiviso anche con alcune specie animali, sembra aver svolto un ruolo adattivo fondamentale nello sviluppo delle relazioni sociali e della cooperazione.
Come sviluppare l'empatia
Per migliorare la propria empatia, si possono mettere in pratica questi consigli:
- quando qualcuno parla, lascia che finisca di esprimersi prima di rispondere;
- osserva il linguaggio del corpo e altri segnali non verbali per capire come si sente una persona;
- anche se hai opinioni diverse, sforzati di comprendere il punto di vista dell'altra persona;
- fai domande per comprendere meglio la situazione di cui si sta parlando, in modo pertinente;
- immagina come ti sentiresti se fossi nella stessa situazione;
- rifletti sui tuoi pregiudizi personali e su come possono influenzare la tua capacità di comprendere gli altri;
- cerca ciò che hai in comune con gli altri anziché focalizzarti sulle differenze;
- condividi i tuoi sentimenti con gli altri e sii disposto a essere vulnerabile.
Si può soffrire per troppa empatia?
Empatizzare ci rende persone sensibili e attente ai bisogni altrui, aperte e pronte ad accettare e accogliere gli altri. Questa qualità è fondamentale, soprattutto nelle professioni di aiuto, ma deve essere accompagnata dalla capacità di mantenere lucidità, regolare il coinvolgimento emotivo e tracciare confini chiari tra sé e l’altro.
Quando la separazione tra le emozioni altrui e le nostre diventa sottile, l’eccesso di empatia può avere conseguenze sulla salute mentale. Tra i possibili effetti:
- affaticamento emotivo: assorbire costantemente le emozioni degli altri può stancare mentalmente e fisicamente;
- apatia: l’empatia eccessiva può portare a intorpidimento emotivo, riducendo la capacità di rispondere adeguatamente ai bisogni altrui;
- depressione: esposizione continua alla sofferenza può generare tristezza, disperazione e preoccupazione costante.;
- burnout: affaticamento emotivo prolungato può sfociare in esaurimento fisico ed emotivo, soprattutto sul lavoro;
- ridotta capacità decisionale morale: troppa empatia può influenzare negativamente il nostro processo decisionale morale, portando a decisioni guidate più dalle emozioni che dalla ragione.
Psicoterapia per l'empatia
Essere empatici è una qualità preziosa, ma imparare a riconoscere i propri limiti è cruciale per la cura di sé. Un eccesso di coinvolgimento emotivo può compromettere il benessere emotivo e la lucidità nelle relazioni.
Con Serenis, centro medico autorizzato, puoi usufruire del nostro servizio psicoterapia online: con il supporto di un professionista qualificato, potrai imparare a gestire le tue emozioni e a proteggere il tuo equilibrio psicologico.