Segnali della codipendenza affettiva

La codipendenza affettiva si verifica quando una persona si sente dipendente emotivamente da un'altra in modo eccessivo, spesso a scapito dei propri bisogni e benessere.

|
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito
Codipendenza affettiva

In una relazione, è normale che l’equilibrio tra due individui cambi nel tempo. Tuttavia, quando il rapporto si basa sulla rinuncia costante ai propri bisogni per sostenere l’altro, può svilupparsi una dinamica relazionale disfunzionale. È il caso della codipendenza affettiva, un modello relazionale disfunzionale che può compromettere il benessere emotivo del singolo e della coppia.

In questo articolo vedremo cos’è la codipendenza, il significato di codipendente, come si manifesta e quali strategie possono aiutare a superarla.

Cos’è la codipendenza affettiva

La codipendenza affettiva è uno stato emotivo e psicologico in cui una persona lega la propria identità e autostima al prendersi cura di qualcun altro, anche a discapito del proprio benessere.

Il concetto di codipendenza nasce negli anni ’60 nello studio delle famiglie con problemi di alcolismo. Il termine "codipendente" si riferiva a coloro che avevano una relazione o convivevano con persone dipendenti dall'alcol o da altre sostanze. Negli anni ’80, con la nascita dei gruppi dei Codipendenti Anonimi, l’attenzione si è spostata e allargata sui comportamenti relazionali codipendenti in generale.

La codipendenza affettiva, dunque, si basa sul bisogno di “salvare” l’altro: essere codipendenti significa vivere la relazione con la speranza che il partner cambi grazie al proprio aiuto. Questo porta spesso a idealizzare sé stessi e il partner, sviluppando un atteggiamento di dedizione totale.
 

Non dobbiamo prendere il rifiuto come un riflesso del nostro valore personale. Se qualcuno che è importante (o anche qualcuno che non lo è) per te ti rifiuta o rifiuta le tue scelte, tu sei comunque reale e vali esattamente quanto varresti se non fossi stato rifiutato. Senti tutte le emozioni che accompagnano il rifiuto; parla dei tuoi pensieri; ma non mettere a repentaglio la tua autostima per la disapprovazione o il rifiuto altrui di chi sei o di ciò che hai fatto. Anche se la persona più importante per te ti rifiuta, tu sei comunque reale e va tutto bene. Se hai fatto qualcosa di inappropriato o devi risolvere un problema o cambiare comportamento, allora prendi le misure adeguate a prenderti cura di te stesso. Ma non rifiutarti e non dare così tanto potere al rifiuto degli altri. Non è necessario. 
― Melody Beattie, Codependent No More: How to Stop Controlling Others and Start Caring for Yourself

cos'è la codipendenza affettiva

Sintomi della co-dipendenza affettiva

I sintomi della codipendenza possono variare da persona a persona, ma generalmente includono:

  • bassa autostima: sentirsi inadeguati o non meritevoli di amore e attenzioni, a meno che non si soddisfino i bisogni altrui;
  • difficoltà nei confini: incapacità di dire “no”, sovraccaricarsi di responsabilità e mettere sempre gli altri al primo posto;
  • preoccupazione eccessiva per gli altri: concentrare tutta l’energia sui problemi, le emozioni e i bisogni altrui, trascurando sé stessi;
  • bisogno di controllo: tentare di influenzare o gestire le scelte, i comportamenti e le emozioni degli altri per mantenere stabilità nella relazione;
  • paura dell’abbandono: terrore di essere lasciati, che porta a sacrificare la propria felicità pur di mantenere il legame;
  • negazione dei propri bisogni: annullarsi, ignorando desideri e priorità personali per essere utili o accettati;
  • dipendenza emotiva: sentire di non poter vivere senza l’altro, basando la propria identità sulla relazione;
  • stress fisico e mentale: ansia, stanchezza cronica, insonnia e altri sintomi psicosomatici legati alla pressione di mantenere la relazione.

Riconoscere questi segnali è il primo passo per affrontare e rompere il ciclo della codipendenza.

Dipendenza affettiva o codipendenza? 

In una relazione sana si potrebbe dire: “Ho bisogno di te perché ti amo”. 
In un rapporto affetto da dipendenza emotiva eccessiva: “Ho bisogno di te perché senza di te non so stare”.
Nella codipendenza affettiva, invece: “Ti amo perché hai bisogno di me”.

Più specificatamente, la differenza sostanziale tra dipendenza affettiva e codipendenza può così riassumersi: 

  • il codipendente spera che il partner cambi grazie alle cure e all’attenzione fornite, ma teme anche che questo cambiamento possa mettere fine alla relazione, che si basa proprio sulla dipendenza reciproca;
  • la dipendenza affettiva, invece, invece, è caratterizzata soprattutto dalla paura dell’abbandono e dall’illusione di un partner salvifico. Ne derivano idealizzazione dell’altro e negazione di sé.

Chi sviluppa codipendenza tende spesso a scegliere partner percepiti come fragili o bisognosi di aiuto; chi vive una dipendenza affettiva, invece, tende a mantenere relazioni che alimentano la propria dipendenza emotiva.

Pensi di avere una dipendenza?

Parlane con qualcuno che può aiutarti a superarla. 

  • 100% professionisti qualificati
  • Primo colloquio gratuito
  • Centro medico autorizzato

Codipendenza affettiva e mancanza di differenziazione del sé

Secondo la Teoria dei Sistemi Familiari dello psichiatra Murray Bowen, la differenziazione del sé è un'abilità fondamentale che permette di gestire i rapporti con gli altri in modo equilibrato. 

Si manifesta su due livelli: 

  • a livello intrapersonale, la differenziazione del sé significa trovare un equilibrio tra emozioni e razionalità. Una persona differenziata può provare sentimenti intensi come rabbia o tristezza, ma resta capace di pensare con chiarezza e agire in modo appropriato. Attraverso l’intelligenza emotiva è possibile riconoscere le emozioni nel momento in cui sorgono, comprenderne le cause e gestirle in modo costruttivo;
  • a livello interpersonale, il concetto di differenziazione del sé indica la capacità di costruire legami intimi e profondi senza perdere il senso di chi siamo. In pratica, significa essere vicini a qualcuno senza diventarne dipendenti emotivamente, evitando quella fusione tipica della codipendenza affettiva.

Bowen inoltre identifica quattro aspetti chiave della differenziazione del sé:

  1. reattività emotiva: capacità di regolare le proprie emozioni senza esserne dominati;
  2. fusione con gli altri e influenza sociale: rischio di identificarsi completamente con le emozioni e le aspettative altrui, perdendo di vista i propri bisogni e desideri;
  3. cut-off emotivo: tendenza a interrompere i legami emotivi di fronte a conflitti o tensioni, invece di affrontarli e risolverli;
  4. posizione Io: capacità di esprimere chiaramente opinioni e sentimenti senza sentirsi minacciati o eccessivamente influenzati dagli altri.

La ricerca ha dimostrato che le persone con una maggiore differenziazione del sé godono di una migliore salute mentale e relazionale, con livelli più bassi di ansia e una maggiore soddisfazione nella vita e nelle relazioni.

Pensi di avere una dipendenza?

Parlane con qualcuno che può aiutarti a superarla. 

  • 100% professionisti qualificati
  • Primo colloquio gratuito
  • Centro medico autorizzato

Perché si diventa codipendenti?

Il modello di Bowen aiuta a comprendere la codipendenza affettiva come un comportamento appreso all’interno delle dinamiche familiari. Anche la controdipendenza affettiva, caratterizzata da un'eccessiva ricerca di indipendenza emotiva e dalla tendenza a evitare legami intimi, affonda le sue radici nel contesto familiare di origine.

Gli studiosi hanno osservato che la codipendenza può essere trasmessa tra generazioni attraverso modelli relazionali disfunzionali. Il tema è stato approfondito soprattutto da Melody Beattie e Robin Norwood, autrice del bestseller Donne che amano troppo.

Le cause della codipendenza affettiva

La codipendenza affettiva è spesso il risultato di diversi fattori emotivi e psicologici:

  • modelli relazionali disfunzionali appresi nella famiglia di origine;
  • disturbi d'ansia e depressione;
  • stile di attaccamento insicuro sviluppato durante l'infanzia;
  • tratti di personalità dipendente;
  • bassa autostima e mancanza di fiducia in sé stessi;
  • crescita con un genitore narcisista o con dipendenze;
  • traumi durante l'infanzia, esposizione ad abusi o violenze domestiche;
  • perdita precoce di una figura significativa.

Se nell’infanzia la codipendenza può rappresentare una strategia di adattamento, in età adulta diventa un ostacolo alla costruzione di relazioni sane ed equilibrate.

cause codipendenza affettiva

Codipendenza affettiva: come uscirne

Superare la codipendenza significa sviluppare consapevolezza della dinamica relazionale e imparare a riconoscere i propri bisogni. La Scala di Codipendenza Spann-Fischer è uno strumento utilizzato nella ricerca per valutare diversi aspetti caratterizzanti di questa dipendenza: la paura dell’abbandono, il bisogno di controllo, la scarsa fiducia in sé e la tendenza a trascurare i propri bisogni.

Per affrontare la codipendenza gli esperti consigliano la psicoterapia, che può aiutare a lavorare sull’autostima e sulle dinamiche della famiglia di origine che influenzano il modo in cui funzioniamo oggi. Questo percorso implica imparare a osservare sé stessi senza giudizio, rafforzare il proprio self empowerment  e comprendere il significato delle esperienze vissute.

Se pensi di trovarti in una relazione disfunzionale puoi chiedere aiuto su Serenis, il nostro centro medico autorizzato: attraverso la psicoterapia online, puoi lavorare sulla tua autonomia emotiva con il supporto di professionisti qualificati. 
Il primo colloquio è gratuito; le sedute successive costano 49€.

Fonti:

Bibliografia

Differentiation of self, perceived parental behavior, and psychological distress in college students. — Contemporary Family Therapy, 30(2), pp. 67-84

Peleg, O. (2008)

Differentiation of self and relationship satisfaction: Examining the mediating roles of authenticity and perceived partner acceptance. — Family Process, 55(4), pp. 731-742

Ross, A. S., Murdock, N. L., Shepperd, J. A. (2016)

The Differentiation of Self Inventory: Development and initial validation. — Journal of Counseling Psychology, 45(3), pp. 235-246

Skowron, E. A., Friedlander, M. L. (1998)

Assessing interpersonal fusion: Reliability and validity of a new DSI fusion with others subscale. — Journal of Marital and Family Therapy, 29(2), pp. 209-222

Skowron, E. A., Schmitt, T. A. (2003)

Il nostro processo di revisione
Scopri di più
Approfondimento
Coinvolgiamo nella stesura dei contenuti clinici terapeuti con almeno 2.000 ore di esperienza.
Verifica
Studiamo le ricerche sul tema clinico e quando possibile le inseriamo in bibliografia.
Chiarezza
Perfezioniamo gli articoli dal punto di vista stilistico privilegiando la comprensione del testo.
Validano gli articoli
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
Leggi la biografia
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Leggi la biografia
Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
Trova un terapeuta
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito