Psicosintesi: cos'è e come funziona la psicoterapia di Assagioli

Punti chiave:
- La psicosintesi è un approccio psicologico e psicoterapeutico ideato dallo psichiatra Roberto Assagioli, che mira all'integrazione delle diverse parti della personalità.
- Si distingue dagli approcci centrati solo sul sintomo perché considera anche valori, significato e dimensione spirituale della persona (senza imporre alcuna credenza).
- La ricerca specifica sulla sua efficacia è più limitata rispetto ad altri orientamenti come la TCC: è utile saperlo per scegliere in modo informato.
- Per la scelta dell'orientamento conta molto anche la relazione con il terapeuta.
- Il primo passo è un colloquio con uno psicoterapeuta per capire quale percorso sia più adatto.
Cos'è la psicosintesi
La psicosintesi è un approccio psicologico sviluppato da Roberto Assagioli che considera la persona nella sua interezza, comprendendo emozioni, pensieri, comportamenti, aspirazioni e valori. Il suo obiettivo è favorire una maggiore conoscenza di sé e l'integrazione dei diversi aspetti della personalità.
Nata in Italia nel Novecento, la psicosintesi affonda le proprie radici nella psicoanalisi, ma amplia l'attenzione oltre i conflitti inconsci, includendo anche le potenzialità personali e la ricerca di significato.
Secondo questo modello, conoscere le proprie difficoltà è importante, ma lo è anche comprendere quali risorse possono contribuire al cambiamento. La psicosintesi propone quindi un percorso che considera sia gli aspetti problematici sia quelli creativi e costruttivi dell'esperienza umana.
Può essere applicata alla crescita personale e, quando praticata da un professionista abilitato, alla psicoterapia. Non tutte le attività che si richiamano alla psicosintesi costituiscono infatti un trattamento sanitario.
Per conoscere gli altri orientamenti puoi consultare la guida Serenis ai diversi tipi di psicoterapia.

Chi è Roberto Assagioli e come nasce la psicosintesi
Roberto Assagioli (1888-1974) è stato un medico e psichiatra italiano, nato a Venezia, considerato il fondatore della psicosintesi. Fu tra i primi studiosi a interessarsi alla diffusione della psicoanalisi in Italia, prima di sviluppare un proprio modello psicologico.
Collaborò con Freud e Jung, ma si distaccò dalla psicoanalisi classica ritenendola eccessivamente focalizzata sulle patologie e sulle pulsioni inferiori.
All'inizio del Novecento, Assagioli approfondì dunque le teorie di Freud e il ruolo dell'inconscio nella vita psichica. Riteneva che lo studio della persona non dovesse limitarsi ai conflitti e alle esperienze dolorose, ma comprendere anche:
- Le capacità di scelta e di autodeterminazione.
- Le risorse creative e le aspirazioni personali.
- La possibilità di integrare aspetti differenti della propria personalità.
Nel 1926 fondò a Roma l'Istituto di Cultura e di Terapia Psichica, successivamente divenuto Istituto di Psicosintesi, attivo ancora oggi con un sito ufficiale. L’obiettivo di Assagioli era creare un sistema che non solo curasse il “paziente”, ma aiutasse l’individuo “sano” a realizzare il proprio potenziale attraverso l’integrazione di tutte le parti della psiche.
Il pensiero di Assagioli contribuì allo sviluppo della psicologia transpersonale e umanistica, mantenendo al centro il tema dell'integrazione della personalità.
I principi della psicosintesi: il modello e i concetti chiave
Per spiegare il funzionamento della mente, Assagioli elaborò un modello rappresentato attraverso un diagramma a forma di ovale. Questo schema, chiamato ovoide, descrive simbolicamente diversi livelli dell'esperienza psichica e il loro rapporto con la coscienza.
I principali elementi del modello sono:
- Inconscio inferiore: comprende, nella teoria, processi biologici, istinti e complessi emotivi. Per esempio, una reazione intensa potrebbe essere collegata a esperienze che la persona fatica a riconoscere.
- Inconscio medio: dove risiedono le esperienze attuali e le funzioni mentali ordinarie, come il ricordo di un appuntamento.
- Inconscio superiore o superconscio: indica, nel modello, la dimensione delle aspirazioni, dell'intuizione e delle esperienze considerate più elevate, come quelle spirituali.
- Campo di coscienza e Io: riguardano ciò di cui la persona è consapevole in un dato momento e il centro della propria esperienza cosciente.
- Sé transpersonale: rappresenta una dimensione più ampia dell'identità, collegata alla ricerca di significato e alla realizzazione personale.
Accanto all'ovoide, Assagioli attribuiva importanza alle subpersonalità, aspetti differenti del proprio modo di essere. Un esempio illustrativo è quello di una persona che desidera sicurezza ma, contemporaneamente, sente il bisogno di cambiare lavoro.
La volontà è considerata la funzione centrale dell’Io, necessaria per guidare e coordinare le varie funzioni psichiche (sensazioni, emozioni, pensieri, immaginazione).
Precisiamo che questi elementi sono costrutti teorici della psicosintesi, non strutture della mente dimostrate o misurate direttamente dalla ricerca scientifica. Inoltre, la dimensione spirituale presente nel modello non implica necessariamente l'adesione a una fede religiosa.
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Psicosintesi terapeutica: come si svolge una terapia
La psicosintesi terapeutica è un percorso che mira a favorire la conoscenza di sé e l'integrazione dei diversi aspetti della personalità. Quando viene condotta da uno psicologo o medico abilitato alla psicoterapia, può essere utilizzata come orientamento psicoterapeutico.
Dopo i primi colloqui, dedicati alla storia personale e alla definizione degli obiettivi, il lavoro può svilupparsi attraverso tre momenti fondamentali:
- Conoscenza della personalità: la persona esplora emozioni, bisogni e subpersonalità, riconoscendo eventuali conflitti interiori. Per esempio, potrebbe scoprire che il desiderio di indipendenza convive con un forte bisogno di approvazione.
- Disidentificazione: attraverso il lavoro terapeutico, impara a osservare pensieri ed emozioni senza identificarsi completamente con essi. Il principio è che provare paura, per esempio, non significa essere definiti soltanto da quella paura.
- Sintesi: i diversi aspetti della personalità vengono progressivamente riconosciuti e integrati, cercando una maggiore coerenza tra bisogni, valori e scelte personali.
Nella prospettiva di Assagioli, la volontà contribuisce a orientare questo processo verso obiettivi significativi.
La durata del percorso non è prestabilita: dipende dalle esigenze della persona, dagli obiettivi concordati e dall'andamento della relazione terapeutica.
Tecniche ed esercizi della psicosintesi
La psicosintesi utilizza diverse tecniche per favorire la consapevolezza di sé e il processo di integrazione della personalità. Gli strumenti vengono scelti dal terapeuta in relazione alla storia, agli obiettivi e alle esigenze della persona.
Tra le tecniche caratteristiche dell'approccio troviamo:
- Visualizzazione guidata: utilizza immagini mentali e rappresentazioni simboliche per esplorare emozioni, desideri e possibilità di cambiamento. Il terapeuta può proporre un'esperienza immaginativa e aiutare la persona a comprenderne il significato.
- Disidentificazione: mira a sviluppare la capacità di osservare i propri stati interiori senza sentirsi completamente definiti da essi. È collegata alla distinzione, centrale nel pensiero di Assagioli, tra chi osserva e i contenuti della coscienza.
- Dialogo con le subpersonalità: permette di esplorare aspetti della personalità che possono avere bisogni o obiettivi differenti. Per esempio, una parte potrebbe desiderare stabilità mentre un'altra ricerca nuove esperienze.
- Meditazione ed esercizi sulla volontà: vengono utilizzati per approfondire l'attenzione consapevole e il rapporto tra intenzioni, valori e scelte personali.
Queste tecniche non costituiscono un programma di esercizi valido per tutti. In particolare, le esperienze immaginative possono richiedere cautela quando la persona ha vissuto eventi traumatici: devono essere valutate e proposte da un professionista qualificato.

Per chi può essere adatta (e per chi può esserlo meno)
La psicosintesi può suscitare interesse in chi desidera esplorare non soltanto le proprie difficoltà, ma anche il significato attribuito alle esperienze e la direzione che vorrebbe dare alla propria vita.
Il suo modello può risultare particolarmente vicino alle aspettative di chi desidera:
- Approfondire la conoscenza dei propri valori e delle proprie aspirazioni.
- Comprendere aspetti di sé che sembrano entrare in conflitto.
- Riflettere su cambiamenti personali e momenti di incertezza.
- Esplorare il rapporto tra identità, volontà e scelte di vita.
Queste caratteristiche descrivono possibili interessi personali, non indicazioni cliniche dimostrate.
Quando invece si cerca un trattamento specifico per un disturbo psicologico, dobbiamo considerare anche la disponibilità di evidenze scientifiche. Per esempio, le linee guida NICE raccomandano interventi cognitivo-comportamentali per il disturbo d'ansia generalizzata e il disturbo ossessivo-compulsivo.
Ciò non significa che la psicosintesi sia necessariamente inadatta a chi vive un disagio psicologico, ma la scelta dovrebbe essere discussa con uno psicoterapeuta, valutando le necessità individuali, gli obiettivi e le conoscenze scientifiche disponibili.
Cosa dice la ricerca: l'evidenza sulla psicosintesi
Nonostante la psicosintesi abbia una lunga tradizione teorica e clinica, le prove scientifiche sulla sua efficacia psicoterapeutica sono ancora limitate. Rispetto ad altri orientamenti come la terapia cognitivo-comportamentale (TCC), la psicosintesi dispone di un numero inferiore di studi clinici randomizzati e la ricerca è spesso basata su studi di caso o analisi qualitative.
A tal proposito, dobbiamo distinguere tre aspetti:
- Il modello teorico: i concetti di Assagioli descrivono un modo di comprendere la personalità, ma non costituiscono di per sé una prova di efficacia clinica.
- L'esperienza terapeutica: le osservazioni dei professionisti possono offrire spunti utili, ma non sostituiscono studi controllati.
- Le evidenze scientifiche: per valutare un trattamento servono ricerche che ne misurino i risultati, considerino possibili spiegazioni alternative e, quando possibile, lo confrontino con altri interventi.
Non stiamo dicendo che la psicosintesi sia inefficace, ma non disponiamo di prove sufficienti per formulare conclusioni solide sulla sua efficacia.
Un elemento rilevante riguarda per esempio la relazione terapeutica. Una meta-analisi di Flückiger e colleghi (2018) ha riscontrato un'associazione positiva tra qualità dell'alleanza terapeutica ed esiti della psicoterapia. Il risultato, però, riguarda diversi orientamenti e non dimostra specificamente l'efficacia della psicosintesi.
Anche una revisione di Dragioti e colleghi (2017) sottolinea l'importanza di valutare criticamente la qualità metodologica degli studi sulla psicoterapia: i risultati favorevoli non sempre corrispondono a evidenze sufficientemente robuste.
Psicosintesi e altri orientamenti: le differenze
La psicosintesi condivide alcuni elementi con altri orientamenti psicoterapeutici, ma si distingue per l'attenzione all'integrazione della personalità, alla volontà e alla dimensione del Sé. Conoscere queste differenze può aiutarci a comprendere meglio il modello di Assagioli, senza stabilire una gerarchia tra gli approcci.
Nella tabella seguente abbiamo messo a confronto la psicosintesi con altri orientamenti molto conosciuti.
| Orientamento | Focus principale | Differenza rispetto alla psicosintesi |
| Psicoanalisi e psicodinamica | Inconscio, conflitti ed esperienze relazionali | Rispetto all'analisi e alla decompressione del passato e dell'inconscio pulsionale/represso della psicoanalisi, la psicosintesi si focalizza sull'integrazione attiva della personalità orientata al futuro e sul potenziale spirituale (inconscio superiore) |
| Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) | Relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti | Rispetto alla TCC, che mira in prima istanza alla ristrutturazione dei pensieri disfunzionali e alla modifica dei comportamenti sintomatici, la psicosintesi adotta un approccio più olistico che include la dimensione emotiva, intuitiva e spirituale dell'individuo. |
| Psicoterapia Gestalt | Consapevolezza dell'esperienza presente | Rispetto alla Gestalt, che lavora sul qui-e-ora e sulla consapevolezza dell'esperienza presente, la psicosintesi integra anche una visione transpersonale dell'essere umano e un progetto evolutivo a lungo termine coordinato dalla volontà. |
| Psicoterapia sistemico-relazionale | Dinamiche familiari, sociali e relazionali | Rispetto al modello sistemico, che individua la causa del disagio nelle dinamiche e nelle comunicazioni dell'intero sistema familiare o sociale, la psicosintesi sposta il focus sul processo di autoconsapevolezza e autorealizzazione interiore del singolo individuo. |
La differenza più importante, dal punto di vista della ricerca, riguarda la disponibilità di studi. Per esempio, la TCC è raccomandata dalle linee guida NICE per il disturbo d'ansia generalizzata e per il disturbo ossessivo-compulsivo, sulla base di protocolli specifici. Al momento non disponiamo di raccomandazioni equivalenti per la psicosintesi.
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Come scegliere e come iniziare
Se la psicosintesi ti incuriosisce, puoi parlarne con uno psicoterapeuta per comprendere se le sue caratteristiche rispondano alle tue aspettative. La scelta di un percorso dovrebbe considerare non soltanto l'interesse per un determinato modello, ma anche le difficoltà che desideri affrontare e le evidenze disponibili per il trattamento.
Durante un primo colloquio potresti chiedere:
- Quale orientamento utilizza il professionista e come si svolgono le sedute.
- Quali obiettivi possono essere concordati e come verranno valutati i progressi.
- Quali trattamenti sono maggiormente supportati dalla ricerca per la propria situazione.
- Come affrontare eventuali dubbi o difficoltà nella relazione terapeutica.
Anche il rapporto con lo psicoterapeuta ha un ruolo importante: sentirsi ascoltati e poter discutere apertamente delle proprie aspettative contribuisce alla costruzione di un percorso condiviso.
Con Serenis puoi iniziare un percorso di psicoterapia online e confrontarti con un professionista sulle tue esigenze. Il primo colloquio può aiutarti a orientarti tra gli approcci disponibili.
Attenzione: se stai vivendo una crisi psicologica grave o temi per la tua sicurezza, rivolgiti al medico, al pronto soccorso o ai servizi di emergenza.
Il consiglio dello psicologo Se un approccio psicoterapeutico ti incuriosisce, non sentirti obbligato a condividerne tutti i principi per poterlo prendere in considerazione. Durante il primo colloquio puoi chiedere al professionista di spiegarti come utilizza concretamente il proprio modello teorico, quali risultati è ragionevole aspettarsi e quali limiti presenta. Nel caso della psicosintesi, puoi anche chiarire quale spazio venga dato ai concetti di Sé e spiritualità e se questi siano compatibili con la tua visione personale. La psicoterapia dovrebbe essere uno spazio in cui puoi fare domande, esprimere dubbi e partecipare consapevolmente alle scelte che riguardano il tuo percorso. |
Sitografia
