Gli psicofarmaci fanno aumentare il peso?

Se il medico ti ha proposto uno psicofarmaco e temi di ingrassare, la tua preoccupazione è comprensibile e molto comune. È uno dei motivi più frequenti per cui le persone esitano a iniziare una terapia, o la interrompono da sole. In questo articolo trovi cosa dicono davvero gli studi su psicofarmaci e aumento di peso: quali farmaci lo causano, quanto peso in media, perché succede e cosa puoi fare per limitarlo.
Scritto daDomenico De DonatisPsichiatra
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Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato11 agosto 2025
•
Aggiornato24 settembre 2026
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Aumento di peso per gli psicofarmaci

Punti chiave

  • Non è una regola generale: circa un terzo di chi assume psicofarmaci nota un aumento di peso clinicamente rilevante, ma dipende molto dal farmaco specifico.
  • I più a rischio: olanzapina e clozapina, tra gli antipsicotici, sono i farmaci con l'effetto più marcato sul peso.
  • Non è un cedimento di volontà: il farmaco agisce su fame, sazietà e metabolismo attraverso meccanismi biologici precisi.
  • Si può intervenire: alimentazione, attività fisica e, nei casi più difficili, un cambio di terapia concordato con lo psichiatra possono aiutare a contenere il problema.

Gli psicofarmaci fanno ingrassare?

Studi clinici recenti dimostrano che il 30-49% dei pazienti in terapia con psicofarmaci sperimenta un aumento di peso clinicamente significativo (Pillinger et al. 2020), definito come un incremento superiore al 7% del peso corporeo iniziale entro i primi 12 mesi di trattamento. Inoltre, alcuni farmaci specifici mostrano percentuali ancora più elevate: per esempio, l'olanzapina può causare aumento di peso nel 60-80% dei pazienti, mentre la clozapina raggiunge tassi fino all'80% nei pazienti al primo episodio psicotico. (Pillinger et al. 2020)

L'aumento di peso tende a manifestarsi rapidamente: i primi chili si accumulano spesso nelle prime 4-12 settimane di trattamento, con una media di 2-6 kg nei primi tre mesi per i farmaci ad alto rischio (Kuźbicka et al. 2024). Una tempistica così rapida rende fondamentale un monitoraggio precoce e l'implementazione di strategie preventive fin dall'inizio della terapia.

Tutti gli psicofarmaci comportano aumento di peso?

No, dipende moltissimo dal farmaco. Non esiste un unico effetto "psicofarmaci = aumento di peso": alcuni principi attivi lo causano in modo marcato, altri sono sostanzialmente neutri, e alcuni possono persino favorire un calo ponderale.

Lo studio di riferimento sugli antipsicotici ha realizzato un maxi-confronto tra ben 18 farmaci diversi, unendo i dati di quasi 26.000 pazienti trattati per circa 6 settimane (Pillinger et al., 2020). I risultati:

FarmacoAumento di peso medio (6 settimane)Effetto su colesterolo e glicemia
Clozapina+3,0 kgIl più marcato tra tutti i farmaci testati
Olanzapina+2,7 kgIl secondo più marcato
Quetiapina, risperidoneAumento moderatoAumento lieve
Aripiprazolo, ziprasidone, lurasidone, cariprazinaNessun aumento significativoNessun effetto negativo rilevato

Per gli antidepressivi, il dato più aggiornato viene da uno studio su oltre 183.000 pazienti americani seguiti per 24 mesi (Petimar et al., 2024). Prendendo la sertralina come riferimento (è l'antidepressivo più prescritto), a 6 mesi:

FarmacoPeso rispetto alla sertralina
Bupropione0,2 kg in meno
FluoxetinaSostanzialmente uguale
Citalopram, venlafaxina0,1-0,2 kg in più
Duloxetina, escitalopram, paroxetina0,3-0,4 kg in più

C'è anche un effetto a lungo termine da conoscere: chi assume un antidepressivo ha, rispetto a chi non lo assume, un rischio più alto di prendere almeno il 5% del proprio peso corporeo, e questo rischio resta elevato per almeno 6 anni di trattamento (Gafoor et al., 2018).

Gli psicofarmaci fanno ingrassare

Quali farmaci fanno aumentare di peso?

La ricerca clinica ha identificato differenze significative tra i vari psicofarmaci che causano l’aumento del peso. Di seguito una panoramica dettagliata dei farmaci più studiati.

Antipsicotici: olanzapina e clozapina sono i più a rischio

L'olanzapina fa ingrassare?

È uno dei farmaci con l'impatto più significativo sul peso. Secondo la scheda tecnica dell'olanzapina, l'aumento di peso è un effetto molto comune (interessa più di 1 paziente su 10). Nei primi due mesi di terapia circa 1 paziente su 5 guadagna almeno il 7% del proprio peso iniziale; dopo un anno di trattamento, questa percentuale sale a circa 2 pazienti su 3.

Per questo il foglietto illustrativo raccomanda:

  • il monitoraggio regolare del peso: a inizio terapia, poi dopo 4, 8 e 12 settimane, e successivamente ogni 3 mesi;
  • glicemia e colesterolo/trigliceridi: all'inizio, dopo 12 settimane e poi con controlli periodici.

Negli adolescenti l'aumento di peso è ancora più marcato che negli adulti, motivo per cui il farmaco non è raccomandato sotto i 18 anni.

La clozapina fa ingrassare?

Sì, ed è insieme all'olanzapina il farmaco con il profilo più impegnativo su peso, colesterolo, trigliceridi e glicemia (Pillinger et al., 2020). Proprio per questo la clozapina si usa solo nella schizofrenia resistente ad altri trattamenti, sotto stretto controllo medico, con esami del sangue regolari (anche per il rischio, distinto dal peso, di riduzione dei globuli bianchi).

Quali antipsicotici sono più neutri sul peso?

Aripiprazolo, ziprasidone, lurasidone e cariprazina non hanno mostrato un aumento di peso significativo rispetto al placebo (Pillinger et al., 2020; Wu et al., 2022).

Alcuni studi osservazionali su periodi più lunghi hanno tuttavia rilevato che anche con aripiprazolo una parte dei pazienti arriva comunque a un aumento di peso clinicamente rilevante (Alonso-Pedrero et al., 2019). Ciò significa che "farmaco a basso rischio" non equivale a "farmaco a rischio zero". Il monitoraggio del peso resta comunque importante con qualunque antipsicotico.

Antidepressivi: le differenze tra una molecola e l'altra

La sertralina fa ingrassare o dimagrire?

La sertralina è l'antidepressivo più utilizzato e, nei confronti tra le varie cure, si colloca in una posizione intermedia. Non è tra i farmaci che fanno ingrassare meno (come il bupropione o la fluoxetina), ma non è nemmeno tra quelli che rischiano di far prendere più peso (come la paroxetina o l'escitalopram) (Petimar et al., 2024).

Come per tutti gli SSRI, l'effetto varia molto da persona a persona e tende a manifestarsi più nel lungo termine che nelle prime settimane.

La fluoxetina fa ingrassare?

No, è tra gli antidepressivi con il profilo più favorevole. Nelle prime settimane può addirittura causare una lieve perdita di peso, legata alla riduzione dell'appetito; nel lungo periodo il peso tende a stabilizzarsi (Petimar et al., 2024).

La paroxetina e l'escitalopram fanno ingrassare?

Tra gli antidepressivi più comuni, questi farmaci sono quelli che fanno registrare la probabilità più alta di prendere peso rispetto alla sertralina (Petimar et al., 2024). Questo non significa affatto che chiunque li assuma ingrasserà di sicuro. Significa solo che, a parità di abitudini, il rischio medio è leggermente superiore.

La venlafaxina fa ingrassare?

La venlafaxina è un farmaco di tipo SNRI (una classe di antidepressivi differente dai classici SSRI). Con questa molecola l'aumento di peso è un po' più marcato rispetto alla sertralina, ma tende a bloccarsi dopo 12-18 mesi. Con gli altri antidepressivi comuni, invece, il peso rischia di continuare a salire anche dopo questo periodo (Petimar et al., 2024).

La mirtazapina fa ingrassare?

Questo antidepressivo è noto in letteratura per un effetto sull'appetito legato al blocco dei recettori dell'istamina, lo stesso meccanismo degli antistaminici che danno sonnolenza e fame.

Quale antidepressivo fa dimagrire?

Il bupropione è l'unico costantemente associato a una lieve perdita di peso, anche a distanza di mesi.

Gli autori dello studio collegano questo effetto al meccanismo d'azione, diverso da quello degli SSRI; mentre la sertralina e gli altri SSRI agiscono soprattutto sulla serotonina, il bupropione blocca la ricaptazione di dopamina e noradrenalina, due neurotrasmettitori legati a motivazione, energia e attenzione.

Un secondo meccanismo, ancora più direttamente legato al peso, è che il bupropione sembra attivare il sistema della melanocortina nell'ipotalamo, lo stesso circuito cerebrale che segnala sazietà e che viene sfruttato, con farmaci diversi, anche in alcune terapie specifiche per l'obesità (Petimar et al., 2024).

Litio e aumento di peso

Utilizzato per stabilizzare l'umore nel disturbo bipolare, il il litio non è tra i farmaci con l'effetto più marcato sul peso. Tuttavia, chi lo assume deve sottoporsi a esami regolari. Questo accade perché la dose corretta di litio è una linea molto sottile: basta poco per prenderne troppo o troppo poco. I primi controlli del sangue si fanno dopo 4-8 giorni, poi una volta a settimana all'inizio, e infine ogni tre mesi quando la situazione è stabile.

C'è però un legame indiretto con la bilancia. Prima di iniziare la cura, il medico controlla reni, cuore e tiroide. Il litio può infatti rallentare il funzionamento della tiroide nel tempo e quando questa ghiandola funziona meno, il metabolismo rallenta ed è più facile accumulare chili in più.

Le benzodiazepine (Lexotan, Xanax): effetto minimo e indiretto

Il Lexotan (bromazepam) fa ingrassare?

Il bromazepam, conosciuto anche come Lexotan, presenta un basso profilo di rischio. Le benzodiazepine, incluso il lexotan, sono generalmente classificate come "peso-neutri" secondo le revisioni sistematiche più recenti. Gli eventuali aumenti di peso sono indiretti, legati alla sedazione che può ridurre l'attività fisica, piuttosto che a effetti metabolici diretti. L'uso a breve termine raramente causa variazioni di peso significative.

Lo Xanax (alprazolam) fa aumentare di peso?

Come le altre benzodiazepine, non ha un effetto metabolico diretto documentato. Eventuali variazioni di peso nell'uso a breve termine sono generalmente minime.

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A chi puoi rivolgerti per le domande sugli psicofarmaci e l'aumento di peso?

Per quanto riguarda gli psicofarmaci, lo psichiatra è il professionista che prescrive questa tipologia di farmaci e costruisce, insieme a te, un piano terapeutico su misura.

Se riscontri degli effetti collaterali indesiderati, come ad esempio l'aumento del peso corporeo, puoi parlare direttamente con il tuo psichiatra e chiarire con il suo aiuto i dubbi sugli effetti collaterali ed eventualmente pianificare un cambio di terapia, se necessario.

Se hai bisogno di parlare con uno psichiatra, perché stai iniziando una terapia o hai dubbi sugli effetti collaterali, puoi parlarne con un professionista psichiatra del nostro centro medico. Puoi prenotare una prima visita con un nostro psichiatra compilando il nostro questionario. I nostri percorsi di psichiatria online iniziano con una prima visita che costa 89 €, mentre le visite successive costano 77 €.

Perché gli psicofarmaci fanno aumentare l'appetito e rallentano il metabolismo

Capire perché succede può aiutarti a sentirti meno in colpa dato che non si tratta di una questione di forza di volontà.

Gli psicofarmaci infatti agiscono su alcuni sistemi del cervello e del corpo che regolano fame, sazietà ed energia.

  • Il senso di fame cambia: molti psicofarmaci interagiscono con i recettori della serotonina nell'ipotalamo, l'area del cervello che regola quando senti fame e quando ti senti sazio. Il risultato può essere un appetito più costante, spesso rivolto verso dolci e carboidrati.
  • Ti senti più stanco e ti muovi di meno: alcuni farmaci bloccano anche i recettori dell'istamina, gli stessi bloccati dagli antistaminici per le allergie, che infatti danno sonnolenza. Meno energia significa, indirettamente, meno attività fisica e meno calorie bruciate.
  • Il metabolismo rallenta: alcuni farmaci riducono la sensibilità delle cellule all'insulina, l'ormone che permette di usare gli zuccheri come energia. Il corpo diventa meno efficiente nel bruciare i nutrienti, anche a parità di dieta. Questo effetto può comparire nelle prime settimane, prima ancora che si veda un cambiamento sulla bilancia. Per questo le linee guida raccomandano di controllare glicemia e lipidi fin dall'inizio della terapia con antipsicotici (National Institute for Health and Care Excellence, 2014).
  • Il corpo accumula grasso in modo diverso: alcuni farmaci favoriscono l'accumulo di grasso, in particolare nella zona addominale, indipendentemente dalle quantità di cibo assunte.
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Come evitare di ingrassare durante la terapia farmacologica

L'aumento di peso non va accettato come una conseguenza inevitabile. Le linee guida cliniche più recenti raccomandano di agire subito, fin dalle prime settimane di terapia, perché un aumento rapido nel primo mese predice un aumento più marcato nel tempo (Perry et al., 2023).

Non devi accettare passivamente l'aumento di peso come una conseguenza inevitabile dei farmaci. Esistono strategie concrete ed efficaci per proteggere il tuo peso corporeo e il consiglio è iniziare subito e non aspettare che i chili si accumulino. Agire preventivamente è molto più facile che cercare di perdere peso dopo.

  1. Alimentazione: non servono diete drastiche. Bastano cambiamenti semplici: più verdura e frutta, cereali integrali al posto di quelli raffinati, meno dolci e cibi confezionati.
  2. Attività fisica: anche se ti senti più stanco del solito, 20-30 minuti di camminata veloce al giorno aiutano a contrastare l'accumulo di peso. Se riesci, aggiungi due sedute settimanali di esercizi di resistenza (NICE, 2025).
  3. Monitoraggio: un diario alimentare, anche solo per qualche settimana, aiuta a distinguere la fame vera dalla fame nervosa. Pesarti una volta a settimana, sempre nello stesso giorno e momento, è più utile che pesarti ogni giorno.
  4. Supporto professionale: un percorso con un nutrizionista, affiancato alla terapia psichiatrica, riduce concretamente l'aumento di peso legato ai farmaci: lo confermano diversi studi controllati su interventi non farmacologici (dieta, attività fisica, terapia cognitivo-comportamentale), efficaci soprattutto se iniziati presto (Álvarez-Jiménez et al., 2008).
  5. Cambio di terapia, quando serve: nei casi in cui l'aumento di peso resti un problema importante, esistono anche opzioni farmacologiche di supporto (come la metformina), da valutare solo con lo psichiatra sulla base di linee guida cliniche specifiche (Carolan et al., 2025). In nessun caso queste strategie sostituiscono un percorso di alimentazione e attività fisica.

Nessuno di questi accorgimenti sostituisce il parere del medico, e nessuna dieta drastica va iniziata senza aver prima parlato con lo psichiatra o un nutrizionista, specialmente se hai già avuto un disturbo del comportamento alimentare.

Fonti:

Sitografia

Comparative effects of 18 antipsychotics on metabolic function in patients with schizophrenia, predictors of metabolic dysregulation, and association with psychopathology: a systematic review and network meta-analysis

The Lancet Psychiatry

Carbolithium (litio carbonato) 150/300 mg capsule rigide. Riassunto delle caratteristiche del prodotto.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Zyprexa (olanzapina) 2,5/5/7,5/10/15/20 mg compresse rivestite. Riassunto delle caratteristiche del prodotto.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Lexotan (bromazepam) 3/6 mg capsule rigide. Riassunto delle caratteristiche del prodotto.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Effects of antidepressant and antipsychotic use on weight gain: A systematic review.

Obesity Reviews

Non-pharmacological management of antipsychotic-induced weight gain: Systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials

he British Journal of Psychiatry

Metformin for the Prevention of Antipsychotic-Induced Weight Gain: Guideline Development and Consensus Validation

Schizophrenia Bulletin

Antidepressant utilisation and incidence of weight gain during 10 years’ follow-up: population based cohort study

BMJ

Positive cardiometabolic health resource: An intervention framework for people experiencing psychosis and schizophrenia (Lester UK Adaptation, 2023 update).

Royal College of Psychiatrists.

Medication-Induced Weight Change Across Common Antidepressant Treatments: A Target Trial Emulation Study

Annals of Internal Medicine

Metabolic Adverse Effects of Psychotropic Drug Therapy: A Systematic Review

European Journal of Investigation in Health Psychology and Education

Antipsychotic-Induced Weight Gain: Dose-Response Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials

Schizophrenia Bulletin

Alcune domande che potresti avere sull'aumento di peso dovuto agli psicofarmaci

Queste cose non le sa nessuno
In Italia parliamo di "benessere mentale" solo da qualche anno: molte persone non hanno grande consapevolezza di quello che si nasconde dietro le emozioni. Se conosci qualcuno che avrebbe bisogno di leggere questo articolo, puoi condividerlo da qui.
Scritto da
Domenico De DonatisPsichiatra
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Domenico De Donatis è un medico psichiatra con esperienza nella cura dei disturbi psichiatrici. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Parma, ha poi ottenuto la specializzazione in Psichiatria all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Registrato presso l'Ordine dei Medici e Chirurghi di Milano n° 51304, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute mentale dei suoi pazienti.
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
Stella MilazzoScientific & Medical Copywriter
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Stella Milazzo è una Scientific & Medical Copywriter freelance con formazione in ambito farmaceutico. Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha maturato esperienza nella ricerca universitaria e nell’industria farmaceutica prima di dedicarsi alla comunicazione scientifica e divulgativa per il settore health e life science. Si occupa di redazione di articoli science-based, contenuti SEO e fact-checking, contenuti social e strategie editoriali, con attenzione alla correttezza delle fonti e alla chiarezza per il pubblico generale.
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