Citalopram: cos'è, a cosa serve ed effetti collaterali

Punti chiave
- Cos'è il Citalopram: è un farmaco antidepressivo SSRI che agisce sulla serotonina nel cervello per migliorare l’equilibrio dell’umore.
- A cosa serve: il Citalopram viene prescritto per trattare depressione, ansia generalizzata, attacchi di panico e fobie sociali, aiutando a ridurre sintomi come agitazione, tristezza e blocchi emotivi.
- Citalopram e psicoterapia: l’associazione tra Citalopram e psicoterapia rafforza i benefici del trattamento agendo su cause biologiche ed emotive.
Il citalopram è un antidepressivo della classe degli SSRI, usato negli adulti per trattare la depressione maggiore e il disturbo di panico, con o senza agorafobia. Gli effetti e gli eventuali effetti indesiderati variano da persona a persona. Indicazione, dose e durata della terapia vanno valutate con il medico sulla base del quadro individuale.
Cos'è il Citalopram?
Il citalopram è il principio attivo contenuto in alcuni farmaci antidepressivi chiamati inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). È stato uno dei primi SSRI a entrare in commercio e funziona come altre molecole della stessa classe, per esempio la fluoxetina, principio attivo del Prozac.
Il citalopram è un racemo, cioè una miscela in parti uguali di due forme della stessa molecola. L’escitalopram è una di queste due forme. I due principi attivi sono correlati, ma non sono intercambiabili senza una valutazione del medico.
Nomi commerciali del citalopram
Sulla confezione potresti non trovare scritto "citalopram". Questo principio attivo è infatti contenuto in diversi farmaci antidepressivi in commercio in Italia, sia di marca sia generici.
Tutti contengono la stessa molecola e agiscono allo stesso modo. Possono però differire per dosaggio ed eccipienti, per questo la scelta spetta sempre al medico.

A cosa serve il citalopram?
Secondo la scheda tecnica (RCP) AIFA, le indicazioni autorizzate comprendono:
- depressione maggiore, cioè gli episodi depressivi maggiori;
- disturbo di panico, con o senza agorafobia, la paura di uscire di casa o di trovarsi in luoghi pubblici. Per il panico, le linee guida NICE indicano come farmaco di prima scelta proprio un SSRI autorizzato per questo disturbo.
Come funziona?
Il principio attivo agisce aumentando i livelli di serotonina nel cervello, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell’umore, del sonno, dell’appetito e di altri processi psicologici.
Immagina la serotonina come un messaggero che porta informazioni da un neurone all'altro. Dopo aver consegnato il messaggio, viene "richiamata" dal neurone che l'aveva inviata. Il citalopram rallenta questo richiamo: così la serotonina resta in circolo più a lungo e può continuare a fare il suo lavoro.
L'efficacia del citalopram è legata proprio a questo meccanismo d’azione, che favorisce un graduale miglioramento dei sintomi e della qualità di vita, soprattutto nei casi in cui le emozioni difficili diventano un ostacolo costante nella quotidianità.
Il citalopram non è l'unica opzione disponibile tra gli SSRI: a seconda del quadro clinico, lo psichiatra potrebbe valutare molecole alternative come la sertralina, la paroxetina o la fluvoxamina.
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Come si assume il citalopram?
Non esiste una dose uguale per tutti. Il medico la stabilisce tenendo conto del disturbo, dell'età, di come funziona il fegato e degli altri farmaci che assumi.
In pratica:
- il foglio illustrativo consiglia di prenderlo alla stessa ora ogni giorno, al mattino o alla sera, con o senza cibo;
- il medico controlla come rispondi e, se serve, adatta la terapia;
- se dimentichi una dose, segui il foglio illustrativo, che raccomanda di non raddoppiare quella successiva. Nel dubbio, chiedi al medico o al farmacista.
Qual è la posologia del Citalopram?
La posologia e la durata del trattamento con il Citalopram devono sempre essere decise dal medico, che valuta la patologia, la gravità dei sintomi e le condizioni generali della persona.
Di seguito le dosi indicative e tratte dalla scheda tecnica e dal foglio illustrativo. Solo il medico può stabilire quella giusta per te.
| Situazione | Come si prende |
| Depressione, adulti | 20 mg al giorno; il medico può aumentarla fino a un massimo di 40 mg |
| Disturbo di panico, adulti | 10 mg al giorno nella prima settimana, poi 20 mg; massimo 40 mg |
| Over 65 | Dose iniziale 10 mg; massimo 20 mg al giorno |
| Problemi al fegato lievi o moderati, metabolizzatori lenti del CYP2C19 | 10 mg al giorno per le prime due settimane; massimo 20 mg |
| Durata | Individuale, di solito almeno 6 mesi |
Citalopram in gocce: a cosa servono e come si dosano
La formulazione in gocce del citalopram è una soluzione orale pensata per chi ha difficoltà a deglutire le compresse o per chi necessita di un dosaggio più graduale e personalizzato, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento.
Il principio attivo e gli effetti sono identici a quelli delle compresse, cambia solo la modalità di somministrazione. Come per le compresse, anche con le gocce il dosaggio iniziale e gli incrementi successivi vengono decisi dal medico in base al disturbo trattato (depressione o disturbo da attacchi di panico), all'età e alla presenza di altre condizioni come insufficienza epatica o renale.
I dosaggi più comuni del Citalopram sono:
- Depressione: dose iniziale di 20 mg al giorno;
- Disturbo da attacchi di panico: si parte da 10 mg al giorno, con possibile aumento fino a 20 mg, massimo 40 mg al giorno;
- Persone sopra i 65 anni o con problemi al fegato: dose massima di 20 mg al giorno;
- Dose massima assoluta: 40 mg al giorno.
In caso di dimenticanza della dose, non va mai assunta una quantità doppia per recuperare. Se si sospetta un sovradosaggio, che può causare sonnolenza, nausea o altri sintomi, è importante contattare subito un medico o il pronto soccorso.
Per qualsiasi dubbio sulla modalità di assunzione, è sempre meglio parlare con il proprio medico.
Citalopram in gocce e compresse: che differenza c’è?
Oltre alle gocce esiste una soluzione in compresse, il principio attivo è lo stesso.
Proprio perché si tratta di formulazioni diverse, però, non si passa dalle compresse alle gocce, o viceversa, facendo il calcolo da soli. Il dosaggio giusto per te lo indica il medico.
Citalopram: cosa aspettarsi nei primi giorni di terapia?
Le prime settimane sono spesso le più delicate: gli effetti collaterali possono arrivare prima dei benefici, e questo può scoraggiare. Sapere in anticipo cosa aspettarsi aiuta ad affrontarle con più serenità. Ecco la tempistica descritta dalla scheda tecnica:
| Quando | Cosa può succedere |
| Prime 1-2 settimane | Gli effetti indesiderati sono più frequenti. Di solito sono lievi e transitori |
| Almeno 2 settimane | Non ci si deve aspettare l'effetto antidepressivo prima di questo periodo |
| 2-4 settimane | In genere il miglioramento dell'umore inizia in questa fase |
| 3-4 settimane | Il medico rivaluta la risposta ed eventualmente la dose |
| Circa 3 mesi | Nel disturbo di panico l'efficacia massima arriva dopo circa 3 mesi |
Quali sono gli effetti collaterali normali nelle prime settimane?
Mentre l'organismo si abitua al farmaco, i disturbi più frequenti sono nausea, bocca secca, sonnolenza o insonnia, mal di testa, agitazione e sudorazione. Questi effetti, secondo la scheda tecnica, tendono ad attenuarsi man mano che la depressione migliora.
Se assumi il citalopram per il disturbo di panico, all'inizio potresti sentire l'ansia aumentare. Può spaventare, ma è un fenomeno conosciuto (la scheda tecnica lo definisce "ansia paradossa"). Di solito si riduce nel giro di due settimane, e iniziare con una dose bassa ne limita il rischio.
C'è invece un segnale da riferire subito al medico: l'acatisia, un'irrequietezza fastidiosa che ti spinge a muoverti e ti rende difficile stare fermo. È più probabile nelle prime settimane.
Posso interrompere autonomamente il Citalopram nei primi giorni di terapia?
Meglio di no, anche se gli inizi sono faticosi. Interromperlo non ti permetterebbe di capire se il farmaco funziona e potrebbe darti sintomi da sospensione. Se qualcosa non va, la strada giusta è parlarne con il medico: a volte basta un piccolo aggiustamento.

Citalopram: gli effetti collaterali
Gli effetti collaterali degli antidepressivi non compaiono in tutti e variano da persona a persona. Conoscere questi possibili effetti aiuta a riconoscerli prontamente e a consultare il medico quando necessario.
Una cosa importante
Le informazioni che trovi in questo articolo hanno uno scopo divulgativo, e non sostituiscono il parere di un medico. Ogni persona reagisce in modo diverso ai farmaci, e questo vale anche per gli eventuali effetti collaterali.
Per capire cosa è meglio per te, parla con un medico e leggi bene il foglietto illustrativo.
Effetti collaterali comuni
Ecco gli effetti più frequenti secondo il foglio illustrativo:
| Frequenza | Effetti |
| Molto comuni (più di 1 persona su 10) | Sonnolenza, difficoltà a dormire, mal di testa, stordimento, agitazione, nervosismo, tremito, palpitazioni, stipsi, nausea, bocca secca, sudorazione, senso di debolezza |
| Comuni (fino a 1 su 10) | Perdita di peso o di appetito, ansia, confusione, difficoltà di concentrazione, perdita di memoria, sogni anomali, calo del desiderio sessuale, problemi di erezione, eiaculazione o orgasmo, mancanza di emozioni, capogiri, prurito o formicolio, battito accelerato, disturbi digestivi, diarrea, stanchezza, sbadigli |
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Effetti meno frequenti
- Non comuni (fino a 1 su 100): aumento di appetito e peso, euforia, aggressività, allucinazioni, svenimento, battito lento, orticaria, sensibilità alla luce, perdita di capelli, mestruazioni abbondanti.
- Rari (fino a 1 su 1.000): tic e altri movimenti involontari, febbre, calo del sodio nel sangue, lividi.
Citalopram: effetti gravi e segnali di allarme
Alcuni effetti, anche se poco frequenti, richiedono un intervento medico immediato:
- battito veloce e irregolare o svenimento, che possono indicare un'alterazione del ritmo cardiaco;
- febbre alta, agitazione, confusione, tremori e spasmi muscolari: possono essere segni della sindrome serotoninergica, una reazione rara ma grave;
- gonfiore di viso e gola con difficoltà a respirare, segno di una grave reazione allergica;
- convulsioni, mania (un'eccitazione con comportamenti insoliti), sanguinamenti abbondanti, pelle e occhi gialli o impossibilità a urinare.
Se ti vengono pensieri di farti del male, sappi che non sei solo e che non devi aspettare. All'inizio della cura questi pensieri possono comparire o farsi più intensi, perché l'effetto antidepressivo richiede tempo; il rischio è maggiore sotto i 25 anni. Contatta subito il medico o vai in pronto soccorso (112 o 118).
Smettere il citalopram: perché va concordato con il medico
Quando ti senti meglio, è naturale voler smettere. Farlo all'improvviso, però, può dare sintomi da sospensione. Secondo la scheda tecnica, i più frequenti sono:
- capogiri e sensazioni simili a una “scossa elettrica”;
- disturbi del sonno e sogni vividi;
- ansia, agitazione, irritabilità;
- nausea, sudorazione, mal di testa.
Di solito sono lievi o moderati e passano da soli, ma in alcune persone possono essere più intensi o durare più a lungo. Anche saltare delle dosi può provocarli.
Nonostante questi possibili disagi, secondo le linee guida del NICE, la maggior parte delle persone smette gli antidepressivi con successo, riducendo la dose gradualmente insieme a chi li ha prescritti.

Quando non usare il Citalopram
Secondo la scheda tecnica, il citalopram non va usato:
- in caso di allergia al principio attivo o agli eccipienti;
- in caso di QT lungo, noto o presente dalla nascita;
- insieme ai farmaci indicati più sotto.
Non va usato, inoltre, sotto i 18 anni. Negli studi su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi sono stati osservati più spesso comportamenti suicidari e ostilità rispetto al placebo.
Citalopram e cuore: il prolungamento del QT
Il QT è un tratto dell’elettrocardiogramma che misura il tempo che il cuore impiega per “ricaricarsi” tra un battito e l’altro. Il citalopram può allungarlo, e l’effetto cresce con la dose. Per questo, nel 2011, l’AIFA ha diffuso una nota informativa che ha abbassato le dosi massime, con limiti più bassi per anziani e persone con problemi al fegato.
Il rischio è più alto nelle donne, in chi ha potassio o magnesio bassi e in chi ha già problemi di cuore. In questi casi il medico può chiederti un elettrocardiogramma prima di iniziare.
Interazioni con altri farmaci
Racconta al medico tutto ciò che prendi, integratori compresi.
La scheda tecnica raccomanda di non associare:
- antidepressivi IMAO, come la moclobemide e la selegilina, e l’antibiotico linezolid (salvo stretto controllo medico): rischio di sindrome serotoninergica;
- farmaci che allungano il QT: alcuni antiaritmici, antipsicotici come pimozide e aloperidolo), antidepressivi triciclici, alcuni antibiotici e antistaminici;
- sumatriptan e farmaci simili per l’emicrania;
- oppioidi come la buprenorfina;
- erba di San Giovanni (iperico), che può aumentare gli effetti indesiderati.
Da usare con cautela, sotto controllo medico:
- tramadolo, triptofano, litio e buspirone, che aumentano l’effetto sulla serotonina;
- anticoagulanti, aspirina e antinfiammatori (FANS), per il rischio di sanguinamento;
- omeprazolo, fluconazolo e farmaci che abbassano potassio o magnesio.
Ma può essere affrontata e superata. Parlane con uno psicoterapeuta.
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Citalopram e alcol
Il foglio illustrativo raccomanda di non bere alcol durante la terapia. La scheda tecnica precisa che non sono state dimostrate interazioni tra alcol e citalopram, ma giudica comunque l’associazione sconsigliabile.
Gravidanza
Secondo la scheda tecnica, i dati su oltre 2.500 gravidanze non mostrano tossicità per il feto o il neonato. Il citalopram va comunque usato solo se chiaramente necessario, dopo aver valutato rischi e benefici con il medico.
- Ultimi mesi di gravidanza: il neonato può avere difficoltà a respirare o ad alimentarsi, tremori, irritabilità, muscoli rigidi o flosci. Di solito i sintomi compaiono entro 24 ore dal parto.
- Ipertensione polmonare persistente del neonato: il rischio osservato con gli SSRI è di circa 5 casi su 1.000 gravidanze, contro 1-2 su 1.000 nella popolazione generale.
- Sanguinamento dopo il parto: il rischio aumenta se si assumono SSRI nel mese prima del parto. L’avvertenza è stata estesa a tutti gli SSRI dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA).
Parlane con psichiatra e ginecologo e non sospendere il farmaco all’improvviso.
Allattamento
Il citalopram passa nel latte materno in piccole quantità. Secondo la scheda tecnica, il lattante ne riceve circa il 5% della dose materna, in rapporto al peso. La letteratura scientifica riporta pochi casi di effetti lievi, come sonnolenza o irritabilità, e nessun effetto sullo sviluppo nei bambini seguiti fino a 5 anni. Per questo il farmaco non è considerato, di per sé, un motivo per smettere di allattare (LactMed, 2026). In ogni caso, la scheda tecnica raccomanda cautela e di valutare con il medico se sospendere l’allattamento.

Citalopram: prezzo e rimborsabilità
Il Citalopram è un medicinale di fascia A quindi, se prescritto dal medico con ricetta rossa o dematerializzata, il suo costo è completamente a carico del SSN. Potresti, in alcuni casi, dover pagare un ticket che varia da regione a regione.
Se lo si acquista privatamente, il prezzo del Citalopram varia a seconda del formato e della casa farmaceutica, aggirandosi comunque tra i 7 e i 12 euro.
Citalopram e psicoterapia
Il Citalopram è un farmaco che aiuta a riequilibrare gli squilibri chimici legati a depressione e ansia, ma per ottenere risultati più duraturi spesso è utile affiancarlo a un percorso di psicoterapia.
La terapia psicologica permette di lavorare sulle radici emotive e sui modelli di comportamento che contribuiscono al disagio, completando così l’effetto del farmaco. Se pensi di averne bisogno, puoi fare psicoterapia con noi di Serenis. Il nostro centro medico offre percorsi di psicoterapia online con professionisti che hanno in media 13 anni di esperienza.
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Sitografia
