Citalopram: cos'è, a cosa serve ed effetti collaterali

Il Citalopram è un farmaco antidepressivo SSRI usato per il trattamento della depressione e altri disturbi dell’umore, regolando la serotonina nel cervello.

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Citalopram

Punti chiave

  • Cos'è il Citalopram: è un farmaco antidepressivo SSRI che agisce sulla serotonina nel cervello per migliorare l’equilibrio dell’umore.
  • A cosa serve: il Citalopram viene prescritto per trattare depressione, ansia generalizzata, attacchi di panico e fobie sociali, aiutando a ridurre sintomi come agitazione, tristezza e blocchi emotivi.
  • Citalopram e psicoterapia: l’associazione tra Citalopram e psicoterapia rafforza i benefici del trattamento agendo su cause biologiche ed emotive.

Cos'è il Citalopram?

Il Citalopram è un farmaco appartenente alla famiglia degli antidepressivi, classificato come un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI). È simile alla fluoxetina, il principio attivo del Prozac, medicinale molto usato per la depressione.

Il farmaco è stato sviluppato alla fine degli anni ’80 e ha iniziato a essere utilizzato clinicamente nei primi anni ’90.

La sua scoperta si deve a un team di ricercatori della casa farmaceutica danese Lundbeck, che ha lavorato per creare un antidepressivo efficace ma con meno effetti collaterali rispetto ai farmaci antidepressivi tradizionali.

Grazie a queste caratteristiche, il Citalopram ha rapidamente conquistato un ruolo importante nella terapia dei disturbi depressivi e d’ansia.

Oggi è uno dei farmaci più prescritti a livello globale per la cura della depressione, dei disturbi d’ansia generalizzati e di altri disturbi correlati.

Cos'è il Citalopram

Nomi commerciali del Citalopram: quali medicine lo contengono?

Il Citalopram è il principio attivo di diversi farmaci antidepressivi disponibili in commercio e viene prescritto sia con il nome del principio attivo sia con nomi commerciali diversi.

Tutti questi farmaci condividono la stessa molecola e agiscono allo stesso modo, anche se possono differire per dosaggio, forma farmaceutica o eccipienti.

Tra i principali farmaci che contengono Citalopram troviamo:

  • Seropram;
  • Felipram;
  • Elopram;
  • Ricap;
  • Sintopram;
  • Frimaind;
  • Return;
  • Verisan;
  • Feliximir;
  • Kaidor;
  • Marpram;
  • Percitale.

La scelta tra un farmaco e l’altro dipende da valutazioni cliniche, preferenze individuali e disponibilità del prodotto, e va sempre fatta in accordo con il proprio medico o psichiatra.

A cosa serve il Citalopram?

Il Citalopram è indicato per il trattamento di diverse condizioni legate all’umore e all’ansia negli adulti. Viene prescritto in particolare per:

  • Depressione;
  • Attacchi di panico;
  • Agorafobia;
  • Ansia sociale.

Il principio attivo agisce aumentando i livelli di serotonina nel cervello, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell’umore, del sonno, dell’appetito e di altri processi psicologici.

Quando c'è un'alterazione dei livelli di serotonina, si possono manifestare sintomi depressivi o ansiosi.

Il Citalopram serve a ristabilire l’equilibrio, prolungando la permanenza della serotonina nelle sinapsi, cioè nello spazio di comunicazione tra i neuroni.

La sua efficacia è legata proprio a questo meccanismo d’azione, che favorisce un graduale miglioramento dei sintomi e della qualità di vita, soprattutto nei casi in cui le emozioni difficili diventano un ostacolo costante nella quotidianità.

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Qual è la posologia del Citalopram?

La posologia e la durata del trattamento con il Citalopram devono sempre essere decise dal medico, che valuta la patologia, la gravità dei sintomi e le condizioni generali della persona.

Solitamente, negli adulti, il trattamento inizia con 20 mg al giorno in un'unica assunzione con la possibilità di arrivare a un massimo di 40 mg al giorno se la risposta terapeutica lo richiede.

Per le persone con più di 65 anni la dose raccomandata è più bassa, tra i 10 e i 20 mg al giorno fino ad un massimo di 20 mg.

Il farmaco può impiegare alcune settimane prima di mostrare i primi effetti, per questo è importante proseguire la terapia anche se i miglioramenti non sono immediati.

Di solito, la durata del trattamento si aggira intorno ai 6 mesi-9 mesi.

Le compresse vanno prese con un po’ d’acqua, sempre alla stessa ora del giorno, per mantenere costante l’efficacia.

Il Citalopram è disponibile anche in formulazione liquida, sotto forma di gocce, che possono essere preferite in caso di difficoltà a deglutire le compresse o per dosaggi più personalizzati.

Anche in questo caso, il medico stabilirà la quantità e la modalità di assunzione più adatte.

Dosaggio del Citalopram in gocce

I dosaggi più comuni del Citalopram sono:

  • Depressione: dose iniziale di 20 mg al giorno;
  • Disturbo da attacchi di panico: si parte da 10 mg al giorno, con possibile aumento fino a 20 mg, massimo 40 mg al giorno;
  • Persone sopra i 65 anni o con problemi al fegato: dose massima di 20 mg al giorno;
  • Dose massima assoluta: 40 mg al giorno.

In caso di dimenticanza della dose, non va mai assunta una quantità doppia per recuperare.

Se si sospetta un sovradosaggio, che può causare sonnolenza, nausea o altri sintomi, è importante contattare subito un medico o il pronto soccorso.

Per qualsiasi dubbio sulla modalità di assunzione, è sempre meglio parlare con il proprio medico.

Citalopram: cosa aspettarsi nei primi giorni di terapia?

Iniziare una terapia con il Citalopram solleva spesso domande concrete: quando comincerà a fare effetto? È normale sentirsi peggio all'inizio? Cosa va segnalato al medico? Vediamo le risposte.

Quando si sentono i primi effetti del Citalopram?

L'effetto terapeutico completo del Citalopram sull'umore richiede generalmente 2-4 settimane dall'inizio della terapia. Nelle prime 1-2 settimane possono comparire segnali precoci — un leggero recupero di energia o un maggiore interesse nelle attività quotidiane — ma il miglioramento stabile arriva più avanti.

Questo ritardo è fisiologico: il Citalopram agisce subito a livello biochimico, ma il cervello ha bisogno di tempo per adattare i propri recettori al nuovo equilibrio della serotonina. Non notare miglioramenti immediati nei primi giorni di assunzione non significa che il farmaco non stia funzionando.

Quali sono gli effetti collaterali normali nelle prime settimane?

Nei primi giorni di terapia con il Citalopram è comune avvertire alcune sensazioni transitorie legate all'adattamento dell'organismo. Le più frequenti sono:

  • nausea lieve, specie se il farmaco viene assunto a stomaco vuoto;
  • sonnolenza oppure, al contrario, difficoltà ad addormentarsi;
  • leggera agitazione o senso di irrequietezza interna;
  • capogiri e mal di testa.

Questi effetti tendono a ridursi spontaneamente entro 1-2 settimane e non indicano necessariamente un'intolleranza al farmaco.

Per chi assume Citalopram per i disturbi d'ansia con crisi di panico, nelle prime settimane di terapia è possibile notare un aumento temporaneo dei sintomi d'ansia rispetto al punto di partenza. Si tratta di un fenomeno atteso — legato all'adattamento del sistema serotoninergico — che si risolve con il proseguire del trattamento, in genere entro i primi 15 giorni.

Posso interrompere autonomamente il Citalopram nei primi giorni di terapia?

No, la cosa più importante nei primi giorni di Citalopram è non interrompere il farmaco in autonomia: una sospensione brusca può causare sintomi da sospensione e impedisce di valutarne l'effettiva efficacia. Qualsiasi dubbio sulla tollerabilità va condiviso con il proprio medico o psichiatra, che può modulare il dosaggio iniziale o suggerire la modalità di assunzione più adatta.

Come si assume il Citalopram

Citalopram: gli effetti collaterali

Gli effetti collaterali degli antidepressivi sono un aspetto fondamentale da valutare all’inizio di una terapia farmacologica.

Anche il Citalopram, come altri farmaci, può provocare reazioni indesiderate, che però variano da persona a persona per intensità e frequenza.

Conoscere questi possibili effetti aiuta a riconoscerli prontamente e a consultare il medico quando necessario.

Una cosa importante

Le informazioni che trovi in questo articolo hanno uno scopo divulgativo, e non sostituiscono il parere di un medico. Ogni persona reagisce in modo diverso ai farmaci, e questo vale anche per gli eventuali effetti collaterali.

Per capire cosa è meglio per te, parla con un medico e leggi bene il foglietto illustrativo.

Effetti collaterali comuni

Tra gli effetti più frequenti si trovano:

  • Sonnolenza o difficoltà a dormire;
  • Mal di testa;
  • Bocca secca;
  • Sudorazione aumentata;
  • Sensazione di stanchezza o debolezza;
  • Nausea, vomito, disturbi digestivi come stipsi o diarrea
  • Palpitazioni o battito cardiaco irregolare
  • Aumento di appetito o di peso
  • Disturbi della memoria e difficoltà di concentrazione
  • Cambiamenti dell’umore, ansia o agitazione;
  • Formicolii, prurito, tremori o capogiri;
  • Riduzione del desiderio sessuale e problemi legati alla funzionalità sessuale.
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Effetti collaterali più rari ma seri

Alcuni effetti si manifestano con minore frequenza e includono:

  • Allucinazioni o episodi di mania;
  • Tachicardia o rallentamento del battito cardiaco;
  • Reazioni allergiche sulla pelle come orticaria, rash, o sensibilità al sole;
  • Perdita di capelli o mestruazioni abbondanti;
  • Disturbi urinari come difficoltà a urinare o ritenzione;
  • Contrazioni muscolari incontrollate, tic o convulsioni.

Citalopram: effetti gravi e segnali di allarme

In rari casi possono comparire effetti gravi che richiedono un intervento medico immediato, tra cui:

  • Convulsioni o attacchi epilettici;
  • Sindrome serotoninergica (febbre alta, tremori, confusione, spasmi muscolari);
  • Grave reazione allergica con gonfiore del viso o della gola, difficoltà a respirare;
  • Emorragie, ittero o problemi epatici;

Sintomi da sospensione del Citalopram

Interrompere bruscamente il Citalopram può provocare sintomi di sospensione, che solitamente sono lievi o moderati ma vanno monitorati con attenzione. Tra questi:

  • Capogiri, tremori, disturbi sensoriali come formicolio o sensazione di scosse elettriche;
  • Disturbi del sonno o sogni anomali;
  • Ansia, agitazione o confusione;
  • Sudorazione, nausea, diarrea o palpitazioni;
  • Instabilità emotiva o irritabilità.

Per questo motivo, la sospensione deve sempre avvenire gradualmente, sotto controllo medico.

Sintomi da sospensione del Citalopram

Quando non usare il Citalopram

Non si deve prendere il Citalopram se si stanno assumendo alcuni farmaci specifici che possono causare effetti gravi, come la sindrome serotoninergica. Questi includono:

  • Inibitori della monoamino-ossidasi (IMAO), come selegilina e moclobemide, usati per la depressione;
  • Buspirone, utilizzato per l’ansia;
  • Linezolid, un antibiotico.

Inoltre, il citalopram non deve essere usato con farmaci che possono prolungare il tratto QT dell’elettrocardiogramma, aumentando il rischio di aritmie.

Tra questi troviamo antiaritmici di classe IA e III, alcuni antipsicotici (pimozide, aloperidolo), antidepressivi triciclici, alcuni antibiotici come eritromicina IV, e altri farmaci specifici come alofantrina e alcuni antistaminici.

Citalopram e combinazioni con altri farmaci

Altri medicinali, se assunti insieme al citalopram, richiedono cautela e la supervisione medica perché possono aumentare il rischio di effetti indesiderati. Tra questi:

  • Sumatriptan e farmaci simili per l’emicrania;
  • Tramadolo, usato per il dolore;
  • Litio e triptofano, per alcuni disturbi mentali, per il rischio di aumento dell’effetto serotoninergico;
  • Farmaci contenenti buprenorfina, che possono causare sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente pericolosa;
  • Prodotti a base di Erba di San Giovanni;
  • Anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici come aspirina e ticlopidina, perché possono aumentare il rischio di sanguinamenti;
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e alcuni antipsicotici.

È importante segnalare al medico anche se si assumono farmaci che possono abbassare i livelli di potassio o magnesio nel sangue, o farmaci che aumentano il rischio di convulsioni.

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Citalopram e alcol

Durante il trattamento con citalopram, è consigliato evitare il consumo di alcol, perché può aumentare gli effetti collaterali e compromettere l’efficacia del farmaco.

Assumere Citalopram in gravidanza

L’uso del Citalopram in gravidanza deve essere valutato attentamente dal medico, a causa della possibile presenza di effetti collaterali come la sindrome da disadattamento neonatale.

I neonati possono infatti manifestare sintomi caratterizzati da irrequietezza, tremore, aumento del tono muscolare, aumento del pianto che tuttavia normalmente risultano lievi senza necessità di intervento medico.

Se si assume il farmaco in gravidanza, è importante evitare interruzioni brusche e informare ostetrici e medici.

L’assunzione vicina al parto può portare ad un lieve aumento del rischio di sanguinamenti nel post-partum.

Assumere Citalopram in gravidanza

Citalopram e allattamento

Il citalopram passa nel latte materno, quindi durante l’allattamento il suo uso deve essere valutato con cautela e sotto controllo medico.

Citalopram: prezzo e rimborsabilità

Il Citalopram è un medicinale di fascia A quindi, se prescritto dal medico con ricetta rossa o dematerializzata, il suo costo è completamente a carico del SSN. Potresti, in alcuni casi, dover pagare un ticket che varia da regione a regione.

Se lo si acquista privatamente, il prezzo del Citalopram varia a seconda del formato e della casa farmaceutica, aggirandosi comunque tra i 7 e i 12 euro

Citalopram e psicoterapia

Il Citalopram è un farmaco che aiuta a riequilibrare gli squilibri chimici legati a depressione e ansia, ma per ottenere risultati più duraturi spesso è utile affiancarlo a un percorso di psicoterapia.

La terapia psicologica permette di lavorare sulle radici emotive e sui modelli di comportamento che contribuiscono al disagio, completando così l’effetto del farmaco.

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Fonti:

Bibliografia

Citalopram: A review of pharmacological and clinical effects.  — Journal of Psychiatry & Neuroscience, 25(3), pp. 241-254

Bezchlibnyk-Butler, I., K. Z., Aleksic, Kennedy, S. H. (2000)

Farmaci antidepressivi. — BooksprintEdizioni.

Mercuri, A. (2000)

Citalopram in the treatment of depression — Annals of Pharmacotherapy, 34(6), pp. 761-771

Parker, N. G., Brown, C. S. (2000)

Citalopram: A comprehensive review. — Expert Opinion on Pharmacotherapy, 2(4), pp. 681-698

Pollock, B. G. (2005)

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FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
DDDDomenico De Donatis
Domenico De DonatisPsichiatra
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Domenico De Donatis è un medico psichiatra con esperienza nella cura dei disturbi psichiatrici. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Parma, ha poi ottenuto la specializzazione in Psichiatria all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Registrato presso l'Ordine dei Medici e Chirurghi di Milano n° 51304, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute mentale dei suoi pazienti.
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