Apatia: cause, sintomi, diagnosi e come curarla

Punti chiave:
- Cos’è l’apatia: l'apatia è una condizione psicologica caratterizzata dalla mancanza di emozioni, motivazione e interesse verso gli eventi della vita, anche quelli normalmente piacevoli. Può portare a una sensazione di disconnessione dal mondo esterno.
- Diagnosticare l’apatia: per diagnosticare l'apatia si considerano criteri come la riduzione della motivazione, cambiamenti comportamentali, emotivi e mentali, e l'impatto negativo sulla qualità della vita. Esistono anche test specifici, come l'Apathy Evaluation Scale (AES).
- Curare l’apatia: il trattamento dell'apatia può includere farmaci antidepressivi, stimolanti della dopamina o psicoterapia, come la terapia cognitivo-comportamentale. L’approccio terapeutico ottimale unisce diverse strategie per stimolare l'interesse e il coinvolgimento nella vita quotidiana.
Cos’è l’apatia?
L’apatia è una condizione psicologica che si caratterizza per un’assenza, o diminuzione, di qualsiasi reazione a livello emotivo di fronte agli eventi e alle diverse situazioni della vita, anche a quelle solitamente vissute con gioia.
L'apatia può sfociare in una perdita di interesse e piacere, coinvolgendo la sfera comportamentale, emozionale e cognitiva, rientrando tra i 7 sintomi della depressione femminile. Questo atteggiamento porta molte persone a considerare l’apatia sinonimo di “freddezza” e “indifferenza”.
Il soggetto apatico vive uno stato di assenza di motivazione, mancanza di fiducia, di energia e di interesse nei confronti della vita, come se avesse un muro fra il suo mondo interiore e ciò che avviene fuori che impedisce di provare emozioni.
Manifestazioni comportamentali dell'apatia
Il comportamento di una persona apatica può essere suddiviso in tre aree critiche secondo i criteri diagnostici internazionali aggiornati (2018/2021):
- riduzione dell'iniziativa (dominio comportamentale), è la perdita di auto-attivazione. La persona appare passiva e richiede costanti stimoli esterni per agire.
- riduzione dell'interesse (dominio cognitivo), si manifesta come una perdita di curiosità e coinvolgimento mentale verso l’ambiente circostante.
- riduzione dell'espressione emotiva (dominio affettivo), è il cosiddetto “appiattimento affettivo” o blunting.
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Significato del termine apatia
L'origine del termine "apatia" risale all'antica Grecia. Deriva dal greco antico "ἀπάθεια" (apátheia), che letteralmente significa "senza passione" o "senza emozione".
Il suo contrario viene identificato nell'empatia, che implica una connessione emotiva e una sensibilità nei confronti degli altri.
Nella filosofia greca, l'apatia era considerata una virtù, indicante uno stato di equilibrio emotivo e distacco dagli impulsi irrazionali. Tuttavia, nel corso dei secoli, il significato del termine è evoluto e nella psicologia moderna è associato più comunemente a uno stato di indifferenza emotiva. Mentre l'apatia si riferisce quindi a un'indifferenza emotiva e a un mancato interesse verso le esperienze esterne, l'atarassia è una condizione di tranquillità interiore e serenità, ottenuta secondo i filosofi attraverso il controllo delle proprie reazioni emotive.

I sintomi dell’apatia: come si comporta una persona apatica?
Una persona apatica tende a essere indifferente, ovvero a non provare una reazione emotiva, davanti a ciò che accade intorno a sé, con scarso interesse per le relazioni sociali. Fatica a trovare motivazione nel lavoro o in altre attività quotidiane, e spesso non riesce a trarre piacere nemmeno dalle esperienze che un tempo considerava gratificanti.
Come riconoscere una persona che soffre di apatia?
- Potrebbe sembrare distante o distaccata dagli eventi e dalle persone intorno. Che non significa non provare emozioni, ma piuttosto che tali emozioni non riescono a emergere in modo significativo.
- Potrebbe sembrare passiva e poco reattiva agli stimoli esterni, e mostrare una sorta di stanchezza emotiva che la rende incapace di partecipare attivamente alla vita quotidiana. Questa mancanza di coinvolgimento può essere interpretata come indifferenza, ma spesso è il risultato di un senso di disconnessione interiore.
Le altre manifestazioni di una mancanza di stimoli ed emozioni si possono suddividere in sintomi psicologici e sintomi fisici.
Sintomi psicologici
Tra i principali sintomi psicologici di un soggetto apatico ritroviamo:
- mancanza di motivazione e interesse,
- disinteresse a instaurare nuovi rapporti sociali e a mantenere quelli già esistenti,
- sensazioni di indifferenza, noia, inutilità,
- assenza di risposte emotive e passione,
- tendenza a isolarsi,
- problemi in ambito lavorativo,
- voglia di trascorrere più tempo di prima in casa, davanti alla televisione o al cellulare,
- senso di disconnessione mentale.
Sintomi fisici
I principali sintomi fisici dell'apatia sono l'affaticamento e l'astenia che si manifestano come:
- stanchezza o sonnolenza;
- difficoltà di concentrazione;
- fatica nel completare compiti.
Tra i sintomi comportamentali invece ci sono:
- scarsità e/o diminuzione di energia,
- difficoltà a portare a termine le attività quotidiane,
- fluttuazioni emotive e cambiamenti delle capacità di pensiero,
- difficoltà a compiere mansioni, ad agire e a prendere l’iniziativa,
- meno appetito di prima o attacchi di fame improvvisa.
Le cause dell’apatia
L’apatia non è una malattia a sé, ma può essere un sintomo di varie malattie psichiatriche e neurologiche, così come dell'abuso di diverse sostanze psicoattive. Inoltre, può manifestarsi in seguito a specifiche condizioni mediche come traumi cranici, carenze nutrizionali, febbre gialla, sifilide, ipertiroidismo, porfiria e meningite tubercolare.
Si riscontra frequentemente in:
- malattie neurodegenerative: Alzheimer, Parkinson, Huntington e Demenza.
- patologie cerebrovascolari: Ictus, specialmente se coinvolge le aree frontali.
- psichiatria: schizofrenia (sintomi negativi), depressione grave o come effetto collaterale di alcuni farmaci (sindrome da apatia indotta da SSRI).
Le cause che possono portare il soggetto a manifestare apatia possono essere legate ad eventi come:
- un evento traumatico (l'apatia è sintomi di PTSD),
- un lutto,
- una separazione,
- o la perdita del lavoro.

Aspetti biologici e neurologici dell'apatia
L’apatia può essere un campanello di allarme di alcune patologie (Fahed M, 2021) tra cui:
- morbo di Parkinson (Camargo CHF, Serpa RA, 2016),
- paralisi cronica progressiva,
- insufficienza tiroidea,
- la malattia di Alzheimer,
- demenza frontotemporale,
- demenza vascolare,
- Malattia di Huntington,
- e altri problemi legati alla sfera neurologica come ictus o trauma cerebrale.
L'apatia può coinvolgere diverse strutture neuroanatomiche. Può derivare da lesioni cerebrali traumatiche o vascolari, che colpiscono i lobi frontali o i gangli della base. Dal punto di vista neurofisiologico, l’apatia può derivare da:
- compromissione del collegamento tra emozione e azione;
- inerzia cognitiva;
- deficit di auto-attivazione: in soggetti con lesioni ai nuclei della base, si può osservare una totale incapacità di svolgere qualsiasi azione, una condizione nota come abulia. Questi soggetti possono rispondere correttamente solo quando vengono guidati esternamente, indicando una mancanza di guida interna.
Esiste una forte correlazione tra lesioni o degenerazione del lobo frontale del cervello e la manifestazione di apatia. Il lobo frontale è coinvolto in molte funzioni cognitive superiori, tra cui la regolazione dell'umore, la pianificazione e l'elaborazione delle emozioni. Pertanto, lesioni o disfunzioni in questa regione possono influenzare significativamente il comportamento e le emozioni di una persona, portando all'insorgenza di sintomi apatici. (fonte: jpsycopathol)
Inoltre, lesioni nelle aree dei gangli di base, come il globo pallido o il talamo, possono portare a informazioni disorganizzate che impediscono la condotta autonoma. Gli studi di neuroimmagine mostrano una riduzione dell'attività nella corteccia prefrontale nei soggetti apatici con lesioni ai gangli basali, nonostante la corteccia stessa sia strutturalmente intatta.
Nell'apatia cognitiva o inerzia cognitiva, caratterizzata dalla riduzione dell'iniziativa e da deficit esecutivi nell'attenzione, pianificazione, programmazione e flessibilità cognitiva, le lesioni si localizzano nel circuito prefrontale dorso laterale. Al contrario, nell'apatia emotivo-affettiva, si riscontrano lesioni nel circuito prefrontale orbito-mediale, in stretta connessione con il sistema limbico, tra cui l'amigdala, come dimostrato dagli studi di neuroimaging. Questo circuito è responsabile dell'integrazione tra gratificazione, emozione e comportamento.
La correlazione tra demenza e apatia
La demenza è una condizione caratterizzata dalla progressiva perdita di funzioni cognitive. L'apatia è un sintomo comune tra le persone con demenza e può essere considerato un segno di deterioramento emotivo e cognitivo.
Alcuni fattori che contribuiscono alla relazione tra demenza e apatia includono:
- Degenerazione cerebrale: Nelle persone con demenza, i cambiamenti neurologici nel cervello possono influenzare i circuiti neurali che regolano le emozioni, portando a una maggiore probabilità di sviluppare apatia.
- Disturbi neuropsichiatrici: L'apatia può essere un sintomo comune di disturbi neuropsichiatrici associati alla demenza, come la depressione maggiore o l'ansia, che possono aggravare i sintomi cognitivi e comportamentali.
Apatia e depressione
L’apatia può essere un sintomo della depressione: la mancanza di interesse è presente anche nella sindrome depressiva, che però si caratterizza soprattutto per altri stati d’animo.
L’apatia quindi può essere intesa come un campanello d’allarme per la depressione ma non come la patologia stessa, così come esistono differenze tra la depressione e la tristezza.
La distinzione è fondamentale per la gestione clinica, poiché i trattamenti differiscono significativamente. (Lanctôt et al., 2023)
| Caratteristica | Apatia | Depressione |
|---|---|---|
| Emozione prevalente | Indifferenza, “vuoto” affettivo | Tristezza, disperazione, colpa |
| Consapevolezza | Spesso il paziente non ne soffre (anosognosia) | Il paziente è profondamente sofferente |
| Pensieri negativi | Generalmente assenti | Ideazione suicidaria, bassa autostima |
| Sintomi fisici | Principalmente legati all’inerzia | Insonnia, variazioni dell’appetito, dolore |
| Risposta agli stimoli | Può migliorare temporaneamente se sollecitato | Difficilmente modificabile dallo stimolo esterno |

Diagnosi di apatia: criteri diagnostici
Per diagnosticare l'apatia vengono presi in considerazione quattro criteri (o segni) diagnostici:
- la mancanza o riduzione di motivazione;
- cambiamenti a livello comportamentale, mentale e/o emotivo (difficoltà a comunicare, disinteresse, ecc.);
- cambiamenti comportamentali non causati da altre condizioni (disabilità fisiche, abuso di sostanza, ecc.);
- effetti sulla qualità della vita del soggetto.
L’apatia può essere una risposta fisiologica temporanea allo stress, ma diventa una condizione clinica quando interferisce stabilmente con il funzionamento quotidiano. La distinzione si basa sulla durata, sulla persistenza e sull’impatto funzionale.
Secondo il consenso internazionale (2018/2021), l’apatia è patologica quando soddisfa i seguenti criteri:
- criterio temporale e di cambiamento, i sintomi devono durare da almeno 4 settimane e rappresentano un cambiamento netto rispetto al comportamento abituale della persona.
- presenza di almeno due domini compromessi fra comportamentale, cognitivo ed affettivo
- compromissione funzionale, l’apatia causa una riduzione significativa dell’autonomia (ad esempio si trascura il lavoro, la gestione della casa o le relazioni sociali).

Test per l'apatia
In ambito clinico, il comportamento apativo viene misurato tramite scale standardizzate:
- Apathy Evaluation Scale (o AES), un questionario di 18 domande che fornisce una valutazione del livello di apatia generale vissuta dal soggetto. Questo test per l’apatia è uno strumento utile per una prima diagnosi e per poter intervenire con l’aiuto di un o una terapeuta (Steffens et al., 2021).
- Lille Apathy Rating Scale (LARS): particolarmente utilizzata nella malattia di Parkinson.
Prognosi
La prognosi dell'apatia dipende da diversi fattori, inclusa la causa sottostante e la gravità dei sintomi. In alcuni casi, l'apatia può risolversi spontaneamente nel tempo, soprattutto se è legata a situazioni temporanee come lo stress o il dolore emotivo.
Si parla talvolta di apatia da stress, proprio per intendere la perdita di interesse che si verifica quando ci si sente stressati.
Tuttavia, se l'apatia è associata a condizioni mediche croniche, lesioni cerebrali o disturbi psichiatrici, può essere necessario un intervento terapeutico mirato.
Negli ultimi anni, diverse ricerche scientifiche hanno evidenziato l'efficacia della stimolazione elettroterapica craniale nel trattamento dell'apatia. Questo approccio terapeutico sembra essere particolarmente benefico per i pazienti che hanno subito traumi cerebrali, con lesioni specificamente localizzate nel lobo frontale del cervello.
Cura e trattamento: come uscire dall'apatia
Il trattamento dell’apatia richiede un approccio multimodale e personalizzato, poiché non esiste una terapia universale. La gestione clinica deve basarsi sulla causa sottostante (Alzheimer, Parkinson, post-ictus, depressione) e dare priorità agli interventi non farmacologici prima di ricorrere ai farmaci.
Per curare l’apatia è possibile intervenire sia con l’utilizzo di farmaci, sia seguendo un percorso di psicoterapia. Un percorso ottimale include una combinazione tra i due.
Interventi non farmacologici
Nelle demenze e nel declino cognitivo lieve (MCI), le terapie non farmacologiche mostrano l’evidenza più robusta per la riduzione dell’apatia, con minimi effetti collaterali. (Meyer & O’Keefe, 2020)
- stimolazione multisensoriale (Snoezelen): utilizzo di luci, suoni e stimoli tattili per coinvolgere il paziente in modo passivo ma reattivo.
- musicoterapia: la musica (attiva o passiva) ha dimostrato di ridurre significativamente i livelli di apatia, favorendo l’impegno emotivo.
- attività fisica strutturata: esercizi aerobici e di gruppo aiutano a migliorare l’auto-attivazione e l’interazione sociale.
- terapia assistita con animali (Pet Therapy): può fornire uno stimolo esterno immediato per l’iniziativa sociale. (Zafra-Tanaka et al., 2019)
Farmaci per l'apatia
I farmaci per l'apatia devono essere prescritti unicamente da uno o una specialista. Tra quelli solitamente prescritti troviamo:
- farmaci antidepressivi;
- agenti antidemenza, che trattano la malattia di Alzheimer;
- stimolanti della dopamina, che trattano il morbo di Parkinson;
- agenti antipsicotici, utilizzati per trattare la schizofrenia;
- stimolanti della circolazione cerebrale e del metabolismo, impiegati i sintomi di ictus;
- psicostimolanti per curare l’apatia senza una causa di fondo conosciuta.
Questi farmaci possono essere necessari nel caso in cui ci sia una condizione patologia sottostante, in questo caso è necessaria la valutazione farmacologica da parte di uno psichiatra. Se hai bisogno di confrontarti con uno psichiatra per chiarire dubbi sui farmaci e sui possibili effetti collaterali, puoi rivolgerti al nostro centro medico.
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Apatia: come uscirne con la psicoterapia
La psicoterapia per l’apatia differisce sostanzialmente da quella per la depressione. Poiché la persona apatica manca della spinta interna per iniziare il cambiamento, il trattamento psicoterapeutico si sposta spesso verso approcci comportamentali e mediati dal caregiver.
Tra i vari approcci psicoterapeutici, per curare l'apatia sono molto utili:
- attivazione comportamentale (Behavioral Activation - BA), è considerata la tecnica di prima scelta. Invece di lavorare sui pensieri (difficile per chi ha scarsa iniziativa cognitiva), si focalizza sull’aumento dei comportamenti che generano gratificazione.
- la terapia cognitivo-comportamentale, che va a lavorare sui modelli di pensiero del soggetto e i comportamenti che ne derivano, riportando il paziente a uno stato di benessere generale e a una maggior consapevolezza di ciò che prova.
- la terapia familiare risulta di grande aiuto nel supporto del paziente: la famiglia impara le caratteristiche dell'apatia per fornire il giusto supporto.
Il caso di M., un giovane studente universitario affetto da apatia, depressione ansiosa e alessitimia, è stato affrontato con un approccio terapeutico completo e individualizzato. Abbiamo lavorato sull'alfabetizzazione emotiva, aiutando M. a identificare, esplorare e comprendere meglio le sue emozioni. Attraverso esercizi pratici e discussioni approfondite, ha imparato a riconoscere i suoi stati emotivi e a gestirli in modo più efficace, promuovendo una maggiore consapevolezza e resilienza emotiva.Per quanto riguarda la sperimentazione di tecniche immaginative, abbiamo esplorato varie forme di espressione creativa, come l'arte e la scrittura, per aiutare M. a esplorare il suo mondo interiore in modi nuovi e significativi. Questo gli ha permesso di accedere a emozioni profonde e risorse interne che altrimenti sarebbero rimaste inesplorate.Infine, abbiamo lavorato insieme per aiutare M. a riscoprire la sua motivazione e il suo senso di scopo nella vita.
Strategie terapeutiche pratiche per affrontare l'apatia
Nell'ambito della terapia per l'apatia, possono essere utilizzate diverse strategie che mirano a stimolare l'interesse, ristabilire la motivazione e promuovere il coinvolgimento attivo nella vita quotidiana. Queste strategie possono includere:
- suddividere compiti complessi in mini-obiettivi facilmente raggiungibili per ridurre il costo dello sforzo cognitivo,
- identificare attività che in passato fornivano soddisfazione e reinserirle nella routine, fornendo stimoli ambientali per avviarle,
- ridurre le barriere all’azione (es. preparare i materiali per un hobby prima che la persona debba iniziare),
- interventi cognitivo-comportamentali,
- tecniche di mindfulness e consapevolezza,
- sostegno sociale,
- coinvolgimento in attività gratificanti e significative.
Il processo utilizzato dagli psicoterapeuti nel trattamento dell'apatia coinvolge l'operazionalizzazione del vissuto rispetto agli stati interni del soggetto, al fine di comprendere il meccanismo di ideazione, il contatto emotivo e i meccanismo del piacere,
Con questo processo si cerca di rendere misurabili e comprensibili le esperienze soggettive e gli stati emotivi interni delle persone. In altre parole, si tratta di tradurre le esperienze interiori, come emozioni, pensieri e sensazioni, in termini di comportamenti osservabili o indicatori misurabili.
Come stimolare una persona apatica
È importante avvicinarsi con gentilezza e comprensione verso le persone apatiche, cercando di comprendere le loro esperienze e offrendo supporto senza giudizio.
Dal punto di vista terapeutico, per prima cosa è necessario riconnettere la persona con la dimensione del piacere. Il soggetto potrebbe infatti avere difficoltà a riconoscere che qualcosa gli piaccia e in che misura. In tal senso, è opportuno lavorare sulla percezione del piacere. Successivamente, per aiutare chi soffre di apatia a ritrovare la sua serenità è essenziale il supporto di chi gli vuole bene, standogli accanto giorno dopo giorno, e adottando tutta una serie di accorgimenti comportamentali, come:
- incoraggiare la persona che soffre di carenza di emozioni a svolgere le attività che gli piacciono;
- congratularsi con il soggetto per i risultati ottenuti;
- cercare di stimolare l’interesse verso attività diverse ma senza insistere;
- ascoltare la persona;
- cambiare la routine quotidiana provando a stimolare una reazione del paziente;
- aiutare la persona a stabilire degli obiettivi anche piccoli e a raggiungerli.
Cosa fare se sei tu a sentirti apatico
Il primo passo è riconoscere che non si tratta di un difetto di volontà o pigrizia, ma di una disfunzione neurobiologica dei circuiti della ricompensa e dello sforzo.
Se sono escluse con un medico le cause organiche (come ipotiroidismo o carenze vitaminiche) o una depressione clinica sottostante, per reagire si può applicare la tecnica dell’attivazione comportamentale. Inizia attività brevissime di soli cinque minuti senza attendere la “voglia di fare”, poiché la spinta emotiva solitamente segue l’azione e non la precede; semplifica ogni compito in micro-obiettivi e stabilisci una routine rigida per ridurre lo sforzo decisionale. Se il distacco persiste, è fondamentale rivolgersi a uno specialista per valutare percorsi di psicoterapia mirata o supporti farmacologici dopaminergici.
Sitografia