Agevolazione di 30€ per la giornata mondiale della salute mentale: usa il codice SALUTEMENTALE

Lutto: cos'è e come è possibile superarlo

Il lutto è una risposta naturale alla perdita di una persona cara, un processo emotivo che coinvolge dolore, tristezza e disorientamento. L'elaborazione del lutto richiede tempo e spesso il supporto di un aiuto psicologico per riuscire a gestire il complesso insieme di emozioni e pensieri che la perdita scatena.
Scritto daDott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
Icona revisione
Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato09 settembre 2025
•
Aggiornato13 ottobre 2026
Trova il professionista giusto per te.
Parlane con uno psicoterapeuta
Come superare un lutto

Cos'è il lutto e come si manifesta?

Il lutto è la reazione emotiva e psicologica alla perdita di una persona cara. Può includere sentimenti di tristezza, dolore, rabbia e confusione.

Questa esperienza varia da persona a persona e può manifestarsi in diversi modi, come pianto, isolamento o difficoltà a concentrarsi. 

Si tratta di un processo naturale che richiede tempo. Alcune persone trovano conforto nel supporto di amici e familiari, mentre altre possono avere bisogno di aiuto professionale per elaborare la perdita. Anche la perdita di un animale da compagnia può essere vissuta come un vero lutto: se ti stai chiedendo come superare la morte di un cane, sappi che quel dolore merita lo stesso ascolto.

Elaborazione del lutto

L'elaborazione del lutto è il processo emotivo e psicologico che permette di affrontare la perdita di una persona cara. Questo percorso include la rielaborazione dei ricordi, dei legami affettivi e dei cambiamenti nella vita quotidiana.

La durata e l'intensità del lutto dipendono dal tipo di relazione con la persona scomparsa e da diversi fattori personali e ambientali. In genere, la fase più intensa si conclude entro 6-24 mesi, coerentemente con quanto osservato in letteratura clinica (Schoo et al., 2025) soprattutto in caso di perdite significative come genitori, figli, partner o fratelli. Tuttavia, il lutto è un'esperienza soggettiva e può avere tempi diversi per ciascuna persona.

Le 5 fasi dell'elaborazione del lutto secondo Elisabeth Kübler-Ross

La psichiatra svizzera Elisabeth Kübler-Ross ha descritto il lutto come un processo in cinque fasi: 

  1. Negazione: meccanismo di difesa iniziale che serve a proteggerci dallo shock.
  2. Rabbia: può essere rivolta verso se stessi, verso la persona scomparsa o verso il destino.
  3. Contrattazione: il tentativo di "negoziare" con la realtà per riprendere il controllo.
  4. Depressione: la fase del dolore profondo e della consapevolezza della perdita.
  5. Accettazione: non significa "dimenticare", ma imparare a convivere con l'assenza.

Il suo modello ha influenzato l'approccio psicologico allo studio della perdita e del dolore emotivo. Vediamole più nel dettaglio. 

Negazione

La negazione è un meccanismo di difesa psicologico e innato che scatta immediatamente dopo lo shock della perdita. In questa prima fase, la mente rifiuta la realtà dell'evento per proteggersi da un dolore troppo grande da sopportare.

Frasi come "Non può essere vero" o "Non è successo davvero" riflettono il tentativo del cervello di guadagnare tempo per iniziare, molto lentamente, a metabolizzare la notizia.

Rabbia

Quando la realtà della perdita diventa innegabile, il muro della negazione crolla e lascia spazio a una profonda rabbia. Si tratta di un'emozione naturale ma complessa, che l'individuo proietta all'esterno nel tentativo di cercare un colpevole o una spiegazione. La rabbia può essere rivolta verso se stessi (sotto forma di senso di colpa), verso i medici, verso il destino o persino verso la persona scomparsa per averci "abbandonato".

Contrattazione o patteggiamento

La contrattazione (o bargaining) rappresenta il momento in cui la persona tenta di riprendere il controllo sulla propria vita. Si formulano pensieri ipotetici legati al passato, nel disperato tentativo di "negoziare" con la realtà (es. "Se solo avessi fatto questo...", "Se potessi tornare indietro"). Questa fase serve a verificare cosa si è in grado di fare per superare l'impotenza causata dalla morte della persona amata.

Depressione

La depressione nel lutto coincide con il momento in cui subentra la piena e totale consapevolezza della perdita. Non si tratta di depressione clinica, ma di una risposta fisiologica al dolore profondo. In questa fase emergono sentimenti di tristezza assoluta, solitudine, apatia e sensazione di vuoto. La persona realizza che la perdita è irreversibile e tende a chiudersi in se stessa per iniziare a elaborare intimamente il distacco.

Accettazione

L'accettazione è l'ultima fase del percorso, in cui il dolore si attenua e perde la sua natura invalidante. Raggiungere l'accettazione non significa dimenticare la persona cara o non soffrire più, ma significa imparare a convivere con la sua assenza. La persona riesce finalmente a riorganizzare la propria quotidianità e a guardare al futuro, integrando il ricordo della persona scomparsa nella propria nuova vita.

L'elaborazione del lutto in quattro fasi secondo Bowlby

Il lutto, in questo contesto, è generalmente diviso in quattro fasi (Bowlby, 1980):

  1. Shock e stordimento
  2. Rabbia
  3. Disorganizzazione, tristezza e disperazione
  4. Accettazione e riorganizzazione

Fase di shock e stordimento

Subito dopo la perdita, l'individuo sperimenta una fase di shock e stordimento emotivo che può durare da poche ore a diversi giorni. Inizialmente, la persona può negare la realtà della perdita, come una forma di protezione emotiva.

La persona appare distaccata, quasi anestetizzata dal punto di vista emotivo. Questa reazione funge da barriera protettiva contro il trauma immediato, permettendo al soggetto di gestire le prime e urgenti incombenze pratiche.

Fase della ricerca e della rabbia

Una volta che la realtà inizia a farsi strada, si possono provare sentimenti di rabbia, unita alla ricerca della persona cara scomparsa.

In questo secondo momento, l'incredulità lascia il posto a una forte inquietudine. La persona oscilla tra una furente rabbia per l'ingiustizia subita e un'intensa attività di ricerca della persona scomparsa. Questo si manifesta con l'attesa inconscia di vederla entrare dalla porta, il focalizzarsi sui suoi oggetti personali o il rivivere costantemente i vecchi ricordi.

Fase della disorganizzazione e della disperazione

La dolorosa constatazione che la persona amata non tornerà fa crollare ogni illusione, portando alla disorganizzazione emotiva. È la fase più acuta della tristezza e dell'apatia: la persona sperimenta una forte stanchezza fisica e mentale, si allontana da amici e parenti e tende all'isolamento sociale, poiché i vecchi schemi di vita quotidiana sembrano aver perso ogni significato.

Fase della riorganizzazione e della ricostruzione

Col tempo, si giunge a un’accettazione della perdita e si inizia a trovare un nuovo equilibrio nella propria vita.

L'ultima fase coincide con la ricostruzione. Il dolore acuto si trasforma gradualmente in una profonda nostalgia e il legame con il defunto viene interiorizzato in modo stabile. La persona inizia a trovare un nuovo equilibrio nella propria vita, ridefinendo la propria identità, riallacciando i rapporti sociali e investendo nuovamente le proprie energie in progetti futuri.

Come elaborare il lutto

Che differenza c'è tra lutto anticipatorio e lutto successivo?

Il dolore per la perdita di una persona cara non segue un cronometro e, contrariamente a quanto si pensa, non comincia sempre nel momento del decesso. Esiste infatti una distinzione fondamentale in psicologia tra lutto anticipatorio e lutto successivo (o post-mortem). La differenza principale risiede nel momento in cui la mente inizia a elaborare il distacco e nelle dinamiche emotive che si scatenano in chi assiste un malato.

Comprendere in quale di queste due dimensioni ci si trova aiuta a normalizzare emozioni intense e apparentemente contrastanti, come l'angoscia prima della perdita o il senso di colpa dopo.

Cos'è il lutto anticipatorio?

Il lutto non inizia necessariamente con la morte vera e propria. Esiste un tipo di lutto chiamato lutto anticipatorio, che si verifica quando ci si prepara psicologicamente e emotivamente alla perdita di una persona cara. Questo accade spesso quando qualcuno è affetto da una malattia terminale. Anche se la persona è ancora viva, il processo di elaborazione della perdita inizia già nella mente di chi l'assiste, provocando angoscia e dolore.

Il lutto successivo

Il lutto successivo, che è quello che tutti conosciamo, invece si manifesta dopo la perdita effettiva. È un processo naturale, necessario per integrare l'esperienza della morte e riadattarsi alla vita senza la persona amata. 

Dopo un lutto non ci sono emozioni giuste o sbagliate

Ma se hai l'impressione che non tornerai mai la persona di prima, parlane con un professionista.

  • Centro medico autorizzato
  • 100% professionisti qualificati
  • Primo colloquio gratuito

Quando si parla di lutto complicato o patologico?

Come detto, il lutto è una reazione fisiologica ad un evento sconvolgente ma purtroppo inevitabile. Nonostante questo, non tutti riescono a elaborare il lutto in modo naturale. Uno studio su un campione rappresentativo ha rilevato la comparsa di una reazione persistente e invalidante tra il 5% e il 10% di chi ha subito un lutto, a seconda della popolazione e dei criteri diagnostici applicati

In alcuni casi, il dolore diventa eccessivo e persistente, trasformandosi in quello che viene chiamato lutto complicato o lutto patologico. Questo accade quando la persona non riesce a superare la perdita e resta intrappolata in uno stato di sofferenza cronica. Secondo i criteri diagnostici del DSM-5-TR, i sintomi di un lutto complicato perdurano per più di 12 mesi dall'avvenimento (Prigerson et al.) e possono includere:

  • pensieri ossessivi nei confronti della persona defunta
  • incapacità di accettare la realtà
  • senso di colpa riguardo alle circostanze della morte
  • sensazione di vuoto e disperazione

Il lutto complicato può condurre a maggior rischio di problemi medici, disabilità, ospedalizzazioni e tentativi di suicidio.

Per questo motivo quando un lutto interferisce in modo significativo con la capacità della persona di vivere la propria vita quotidiana, è necessario un intervento terapeutico.

Quali sono le conseguenze fisiche, le somatizzazioni e i disturbi legati al lutto?

Il lutto non si manifesta solo a livello emotivo, ma può avere un impatto profondo anche sul corpo e sulla mente. Tra i problemi associati al lutto troviamo:

  • Somatizzazioni: il dolore emotivo può essere "tradotto" in sintomi fisici, come mal di testa, dolori muscolari, stanchezza cronica e disturbi gastrointestinali.
  • Sintomi depressivi: la depressione è una risposta comune al lutto, specialmente nelle fasi più intense del dolore. In alcuni casi, però, questa può persistere e trasformarsi in depressione clinica.
  • Sintomi cognitivi: il lutto colpisce anche il piano cognitivo, non solo quello emotivo. Tra i segnali più comuni ci sono i pensieri intrusivi legati alla persona scomparsa, la difficoltà a concentrarsi, una sensazione di confusione mentale e, in alcuni casi, una vera e propria sensazione di sentirsi storditi" o distaccati dalla realtà.
  • Disturbo post-traumatico da stress (PTSD): soprattutto quando la morte è stata improvvisa o violenta, possono svilupparsi sintomi di PTSD, come flashback, incubi e ipervigilanza.
  • Fobie specifiche: alcune persone sviluppano paure irrazionali legate alla morte o alla malattia dopo la perdita di una persona cara.
Donna con il volto nascosto tra le mani, somatizzazioni legate al lutto

Consigli pratici di auto-cura quotidiana durante il lutto

L’obiettivo è bilanciare l’elaborazione della perdita con il ripristino delle funzioni vitali.

Di seguito una tabella riassuntiva dei principali interventi che è possibile condurre nella propria quotidianità.

AmbitoIntervento PraticoRazionale Clinico
Routine QuotidianaMantenere orari fissi per pasti, sonno e attività minima.Può aiutare a ridurre il carico cognitivo.
Salute FisicaAttività fisica moderata (camminata 20-30 min).Aiuta a diminuire il rischio cardiovascolare associato al lutto acuto.
Connessione SocialeProgrammare brevi contatti sociali, anche se non se ne ha voglia.Il supporto sociale è uno dei principali fattori protettivi contro il lutto complicato.
Igiene del SonnoEvitare schermi prima di dormire; limitare caffeina.L’insonnia può essere un predittore di peggioramento della salute mentale nel lutto.
Espressione EmotivaDedicare un tempo circoscritto (es. 30 min) per “stare nel dolore” (scrivere, guardare foto).Permette di dosare l’esposizione al dolore evitando il collasso emotivo.

È poi altrettanto importante considerare cosa non fare durante il lutto (comportamenti maladattivi). Nello specifico, è importante vitare comportamenti che ostacolano l’integrazione della perdita o che aumentano la vulnerabilità biologica.

  • non abusare di alcol o farmaci non prescritti
  • non prendere decisioni radicali nel primo anno: evitare di vendere casa, cambiare lavoro o interrompere relazioni stabili.
  • non isolarsi completamente
  • non forzarsi a “superarlo” entro una data: il lutto non segue tappe lineari. Imponersi una scadenza aumenta il senso di fallimento e l’autocritica, alimentando il lutto patologico.
  • non sopprimere i ricordi negativi: cercare di idealizzare il defunto eliminando i conflitti passati impedisce un’integrazione realistica della relazione nella memoria.

Quando chiedere aiuto ad un professionista

Ci sono segnali che richiedono un contatto con uno psicologo o uno psichiatra a prescindere da quanto tempo sia passato dalla perdita:

  • pensieri di suicidio o comportamenti autolesivi
  • allucinazioni persistenti (diverso dalla sensazione transitoria di percepire la presenza della persona scomparsa, che è comune e non è di per sé un segnale d'allarme)
  • incapacità prolungata di occuparsi di sé
  • uso di alcol o sostanze per gestire il dolore
  • rabbia o senso di colpa così intensi da mettere a rischio la propria incolumità o quella di altri

Oltre a questi segnali immediati, esiste anche un criterio legato alla durata: quando il dolore resta intenso oltre i 12 mesi (soglia DSM-5-TR), e interferisce in modo concreto con la vita quotidiana, può essere il momento di parlarne con uno specialista.

Altri segnali meno evidenti ma altrettanto significativi: 

  • evitare sistematicamente luoghi, persone o oggetti legati alla persona scomparsa al punto da limitare la propria vita sociale;
  • sentire che una parte di sé è morta insieme a lei, o aver perso il senso del futuro;
  • restare bloccati a rimuginare sulle circostanze della morte, senza riuscire a integrare la perdita nella propria storia. 

Il rischio è più alto in caso di perdite improvvise o violente, morte di un figlio, o quando manca un supporto sociale adeguato.

Come superare il lutto con il sostegno psicologico

Il processo di elaborazione di un lutto può essere estremamente difficile da affrontare da soli, per questo motivo il sostegno psicologico può giocare un ruolo fondamentale nell'aiutare una persona a superare il lutto. Tra gli approcci principali troviamo:

  • La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è uno degli approcci più efficaci per trattare il lutto complicato. Attraverso tecniche come la ristrutturazione cognitiva, il terapeuta aiuta la persona a reinterpretare il significato della perdita in modo più costruttivo e meno doloroso (Imber, 1998).
  • La terapia sistemico-relazionale, che si concentra sugli schemi familiari alterati dal lutto. Questo metodo lavora sulla riorganizzazione delle dinamiche interne, aiutando i membri della famiglia a ristabilire connessioni e a creare nuovi equilibri relazionali, adattandosi al cambiamento e ricostruendo i legami in modo più funzionale.

Superare il lutto non significa dimenticare la persona amata, ma imparare a convivere con la perdita e ritrovare un senso di stabilità emotiva e relazionale. Il percorso può essere lungo e complesso, ma grazie al sostegno psicologico le persone possono imparare a gestire il dolore e, gradualmente, ritrovare un equilibrio. 

Hai difficoltà ad affrontare la perdita di una persona cara? Non devi farlo da solo. Prenota un colloquio con un terapeuta di Serenis per iniziare un percorso guidato di elaborazione del lutto.

Dopo un lutto non ci sono emozioni giuste o sbagliate

Ma se hai l'impressione che non tornerai mai la persona di prima, parlane con un professionista.

  • Centro medico autorizzato
  • 100% professionisti qualificati
  • Primo colloquio gratuito
Fonti:

Sitografia

Grief and prolonged grief disorder.

StatPearls - NCBI Bookshelf.

Effectiveness and feasibility of internet-based interventions for grief after bereavement: Systematic review and meta-analysis.

JMIR Mental Health, 8(12), e29661.

Validation of the new DSM‐5‐TR criteria for prolonged grief disorder and the PG‐13‐revised (PG‐13‐R) scale.

World Psychiatry

Prolonged grief disorder in ICD-11 and DSM-5-TR: differences in prevalence and diagnostic criteria.

Frontiers in Psychiatry

Bibliografia

Grief as pathology: The evolution of grief theory in psychology from Freud to the present. — History of Psychology, 13(1), pp. 46-73

Granek, L. (2010)

The nature of grief: The evolution and psychology of reactions to loss. — Routledge.

Archer, J. (2003)

The psychology of grief: A review. — Advances in Behaviour Research and Therapy, 6(3), pp. 153-205

Shackleton, C. (1984)

Alcune domande che potresti avere sul Lutto

Queste cose non le sa nessuno
In Italia parliamo di "benessere mentale" solo da qualche anno: molte persone non hanno grande consapevolezza di quello che si nasconde dietro le emozioni. Se conosci qualcuno che avrebbe bisogno di leggere questo articolo, puoi condividerlo da qui.
Scritto da
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
Leggi la biografia
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
Articoli correlati
Scopri tutti
  • Superare il lutto per la morte di un genitore
    Come superare il lutto per la morte di un genitore

    Affrontare il lutto per la perdita di un genitore può essere un processo doloroso e complesso. Scopri strategie efficaci per superare questa difficile esperienza, comprese modalità di elaborazione emotiva, ricerca di supporto e preservazione del legame con il genitore defunto.

    Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2026
  • Lutto perinatale
    Lutto perinatale: conseguenze emotive e come superarlo

    Il lutto perinatale porta con sé una gamma unica di sfide emotive. Scopri le conseguenze emotive comuni e come superare questa esperienza dolorosa.

    Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026
  • Come consolare una persona in lutto.
    Frasi di conforto per il lutto: quali sono, e a cosa servono

    Trova modi gentili per consolare una persona in lutto e aiutarla nel processo di elaborazione del dolore, con parole di conforto sincere e empatiche.

    Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2026
Il nostro processo di revisione
Scopri di più
Approfondimento
Coinvolgiamo nella stesura dei contenuti clinici i terapeuti con almeno 2.000 ore di esperienza.
Verifica
Studiamo le ricerche sul tema clinico e quando possibile le inseriamo in bibliografia.
Chiarezza
Perfezioniamo gli articoli dal punto di vista stilistico privilegiando la comprensione del testo.
Validano gli articoli
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Leggi la biografia
Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
Trova un terapeuta
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito