DSA: cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento?
I DSA possono andare a compromettere la capacità di leggere, scrivere o rapportarsi con i numeri. I DSA non vanno confusi con i deficit intellettivi, poiché non compromettono la capacità intellettiva di chi ne è affetto ma dei disturbi del neurosviluppo.

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (o Disturbi Evolutivi e Specifici dell’Apprendimento) sono delle atipie appartenenti alla categoria dei disturbi del neurosviluppo. In questo gruppo rientrano anche i disturbi del movimento, i disturbi della percezione e le disabilità intellettive.
Identificati anche con il loro acronimo DSA, questi disturbi possono compromettere la capacità di leggere, scrivere o rapportarsi coi numeri.
In questo articolo approfondiremo più nel dettaglio cos’è un DSA e qual è il significato di questo acronimo, come avviene una corretta diagnosi e quali sono i percorsi di supporto più indicati. Vedremo inoltre il ruolo delle diverse figure specialistiche coinvolte nel supportare bambini e ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento.
Cos'è un DSA?
Cosa vuol dire DSA? Si tratta dell'acronimo con cui sono comunemente conosciuti i Disturbi Specifici dell'Apprendimento: un gruppo di condizioni che incidono negativamente sulla capacità di acquisire e utilizzare alcune abilità accademiche.
Non sono legati a deficit intellettivi né a mancanza di opportunità educative: le persone con DSA hanno un’intelligenza nella norma e hanno avuto accesso a un’istruzione adeguata. In questo contesto, dunque, si fa riferimento a difficoltà specifiche che possono interessare la lettura, la scrittura o il calcolo, e che rendono più complesso il percorso scolastico se non vengono riconosciute e supportate correttamente.
Secondo una stima del MIUR (2007), la prevalenza dei disturbi specifici dell’apprendimento tra la terza e la quinta classe della scuola primaria, e la terza classe della scuola secondaria di primo grado, varia mediamente tra il 3% e il 4%. Questo intervallo può dipendere dall’età in cui viene effettuata la diagnosi e dagli strumenti utilizzati per individuarla.
Quali sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento?
Tra i principali DSA rientrano:
- dislessia: un disturbo che comporta un’atipia del neurosviluppo e compromette la capacità di lettura;
- disgrafia: riguarda le abilità motorie implicate nella scrittura e si manifesta con una difficoltà nella realizzazione dei segni grafici, come lettere e numeri;
- disortografia: è un disturbo di tipo cognitivo che interessa la conversione dei fonemi in grafemi, ovvero dei suoni in simboli grafici, e non va confuso con la disgrafia;
- discalculia: comporta difficoltà nel comprendere i numeri, nel calcolo e nello svolgimento delle operazioni matematiche.
Ogni DSA presenta sintomi specifici. È importante ricordare che questi disturbi dell’apprendimento possono presentarsi anche in comorbidità: ad esempio, la dislessia è spesso associata alla disgrafia e alla disortografia.

Comorbidità e DSA
I bambini con DSA possono manifestare difficoltà anche in ambito sociale, come nel rispettare i turni o comprendere le regole dei giochi, condividendo alcune caratteristiche con forme lievi dello spettro autistico.
Possono inoltre presentare:
- una ridotta capacità di attenzione;
- agitazione motoria;
- difficoltà nella motricità fine (come scrittura e copia);
- una forte variabilità delle prestazioni e del comportamento nel tempo.
La Consensus Conference del 2007 ha evidenziato un’elevata presenza di comorbidità, sia tra i diversi disturbi specifici dell’apprendimento, sia tra i DSA e altri disturbi del neurosviluppo, come le disprassie. Queste ultime condividono con i DSA difficoltà che coinvolgono abilità cognitive e motorie, in particolare la coordinazione e la pianificazione dei movimenti.
Tra le comorbidità associate ai DSA rientrano anche:
- disturbi del comportamento;
- disturbi dell’umore;
- disturbi d’ansia.
Non di rado, infatti, i DSA si accompagnano a condizioni di natura psicopatologica o neurologica, come:
- disturbi dello spettro ansioso e depressione;
- disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).
Questo conferma l’elevata eterogeneità dei profili con cui i disturbi specifici dell’apprendimento possono manifestarsi, influenzando in modo significativo l’approccio diagnostico e il percorso di supporto.
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Caratteristiche dei DSA
Il DSM-5 individua le principali caratteristiche dei DSA proprio nell’acronimo utilizzato per definirli:
- disturbi evolutivi: il DSA si sviluppa in parallelo all’evoluzione cognitiva e al neurosviluppo del bambino. Le difficoltà emergono generalmente durante l’età scolare, e grossomodo fino alla seconda scuola elementare;
- specifici: i disturbi specifici dell’apprendimento riguardano una singola abilità e non implicano un deficit intellettivo a livello sistematico. Questo significa che, in presenza di un DSA, una sola area del funzionamento risulta compromessa;
- dell’apprendimento: i DSA interessano i processi di apprendimento e riguardano quindi una neurodiversità e non una patologia.
In sintesi, secondo la Consensus Conference dell’Istituto Superiore di Sanità (2011), i Disturbi Specifici dell’Apprendimento colpiscono uno specifico dominio di abilità, come quelle fondamentali per gli apprendimenti scolastici (lettura, scrittura e calcolo) senza compromettere le capacità cognitive globali della persona. Questo è confermato dal fatto che i punteggi ottenuti ai test QI nei bambini con DSA risultano generalmente nella media.
Cause dei DSA
Le cause dei DSA sono eterogenee e multifattoriali e possono includere diversi fattori:
- genetici: i figli di persone con DSA presentano una maggiore probabilità di sviluppare lo stesso disturbo, suggerendo una predisposizione ereditaria;
- ambientali: comportamenti a rischio durante la gravidanza, come l’abuso di sostanze, possono interferire con il neurosviluppo del bambino e contribuire all’insorgenza del disturbo (fonte: NIH);
- acquisiti: in alcuni casi le difficoltà di apprendimento possono insorgere in seguito a traumi, lesioni, ictus o altri eventi traumatici (in questi casi si parla di DSA acquisiti);
- evolutivi: quando le difficoltà emergono durante l’età scolare, in assenza di eventi lesivi, si parla di DSA evolutivi.
I disturbi specifici dell’apprendimento nascono dunque da disfunzioni neurobiologiche che vanno ad intaccare specifiche aree di interesse, legate ad abilità come la scrittura, la lettura e la capacità di fare i calcoli (Kulkarni M, Kalantre S, 2021).

Tuttavia è importante sottolineare che non tutte le difficoltà di apprendimento indicano la presenza di un DSA. Alcune problematiche simili possono infatti essere causate da forte ansia o difficoltà relazionali del bambino. In questi casi, non è corretto parlare di DSA come disturbo, poiché manca la componente neurologica che caratterizza i disturbi specifici dell’apprendimento.
Conseguenze psicologiche dei DSA
L’ansia e lo stress sono condizioni frequenti nelle persone che convivono con i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). La paura di non riuscire a soddisfare le aspettative, di fallire o di essere giudicati negativamente può generare livelli elevati di ansia, che a loro volta rischiano di compromettere ulteriormente le prestazioni scolastiche e il benessere emotivo.
Nei bambini e nei ragazzi con DSA, le difficoltà legate all’apprendimento possono infatti innescare un circolo vizioso: l’ansia interferisce con la concentrazione e la memoria, rendendo l’apprendimento ancora più complesso e rafforzando la percezione di inadeguatezza.
Nel tempo, le continue sfide scolastiche associate ai disturbi specifici dell’apprendimento possono portare a una riduzione della motivazione e dell’interesse verso la scuola. La mancanza di successi accademici e di esperienze gratificanti può favorire sentimenti di scoraggiamento, spingendo lo studente a rinunciare progressivamente all’impegno e agli sforzi nello studio.
Qual è la relazione tra DSA e memoria?
I DSA possono influenzare in modo significativo il funzionamento della memoria, in particolare la memoria di lavoro e la memoria a breve termine, con ricadute dirette sull’apprendimento e sulle prestazioni scolastiche.
Alcuni segnali precoci di possibili difficoltà scolastiche includono disturbi o ritardi nell’espressione verbale e nella comprensione dell’ascolto. I bambini con DSA possono inoltre presentare difficoltà nella memoria a breve e a lungo termine, nell’utilizzo di strategie mnemoniche come la ripetizione e nella capacità di ricordare o rievocare parole.
La memoria di lavoro svolge un ruolo fondamentale nell’elaborazione delle informazioni a breve termine ed è essenziale per l’esecuzione di compiti cognitivi complessi come la comprensione del testo, il calcolo mentale e l’ortografia. Gli studenti con dislessia, ad esempio, incontrano spesso difficoltà nel mantenere e manipolare le informazioni necessarie per leggere e comprendere un testo o risolvere problemi matematici.
Allo stesso tempo, possono emergere difficoltà nel ricordare sequenze di numeri, parole o verbi, una condizione legata al funzionamento della memoria a breve termine, che rappresenta uno degli aspetti più vulnerabili nei disturbi specifici dell’apprendimento.
Un esperimento
Uno studio che ha confrontato bambini con disturbi specifici dell’apprendimento e un gruppo di controllo di bambini senza DSA, durante un compito di memoria di lavoro, ha evidenziato differenze significative. Attraverso l’uso dell’elettroencefalogramma (EEG) correlato al compito, è emerso che i bambini con DSA mostravano una minore accuratezza nelle prestazioni rispetto al gruppo di controllo.
L’analisi dell’attività cerebrale ha inoltre rilevato:
- una maggiore attività delle onde delta e theta;
- una minore attività delle onde gamma ad alta frequenza nelle aree cerebrali posteriori.
Questi risultati suggeriscono una gestione meno efficiente delle risorse neurali coinvolte nella memoria di lavoro e indicano un possibile ritardo nella maturazione neurale nei bambini con DSA.
Diagnosticare un Disturbo specifico dell'Apprendimento
Secondo il DSM-5, per poter diagnosticare un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) i sintomi devono essere presenti per almeno sei mesi, nonostante interventi educativi mirati e adeguati. Le difficoltà devono inoltre emergere durante gli anni scolastici, quando le abilità di lettura, scrittura e calcolo vengono maggiormente sollecitate.
I bambini con DSA possono manifestare segnali precoci come difficoltà nell’acquisizione dell’alfabeto o problemi nei processi di apprendimento associativo, comportamentale o esecutivo.
Criteri diagnostici
I principali sintomi e criteri clinici necessari per la diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento includono:
- quoziente intellettivo nella norma o superiore: le persone con DSA hanno un'intelligenza nella media o superiore alla media, a conferma del fatto che le difficoltà non sono riconducibili a un ritardo cognitivo globale;
- assenza di disabilità o svantaggi: il DSA non è causato da deficit visivi, uditivi o da disturbi del linguaggio (come disfasia o afasia), né da condizioni socio-economiche sfavorevoli o carenze educative;
- persistenza dell'errore: le difficoltà di apprendimento risultano stabili nel tempo e non si risolvono spontaneamente, nonostante un insegnamento adeguato e un supporto mirato.
Come avviene la diagnosi
La diagnosi di un DSA si basa su una valutazione multidisciplinare, che comprende test standardizzati e osservazioni cliniche. Per una diagnosi accurata è necessario il coinvolgimento di più figure specialistiche, tra cui neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti e pedagogisti. Per ciascun disturbo specifico dell’apprendimento possono essere seguiti iter diagnostici e di intervento differenti, in base alle caratteristiche individuali del bambino.
È tuttavia importante sottolineare che non esistono prove scientifiche sufficienti a sostegno dell’efficacia dei trattamenti visivi per i disturbi dell’apprendimento. Procedure diagnostiche o terapeutiche basate esclusivamente sulla vista (come l’allenamento visivo o l’uso di lenti colorate) non sono supportate da evidenze scientifiche valide. La ricerca attuale non dimostra, infatti, che i bambini con DSA sottoposti a terapie visive mostrino una maggiore reattività o un miglioramento significativo rispetto a quelli che non vi partecipano (Handler S.M., Fierson W.M., 2011).
Un intervento precoce e personalizzato è dunque fondamentale per aiutare le persone con Disturbi Specifici dell’Apprendimento a sviluppare strategie compensative, migliorare le competenze scolastiche e ridurre l’impatto emotivo e psicologico del disturbo.
Test per la diagnosi di DSA
I test per la diagnosi dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono strumenti fondamentali per individuare difficoltà specifiche nelle abilità di lettura, scrittura e calcolo. Questi test vengono somministrati da professionisti qualificati, come psicologi, neuropsichiatri infantili o logopedisti specializzati nei disturbi del linguaggio e dell’apprendimento: la loro somministrazione rientra all’interno di una valutazione multidisciplinare, indispensabile per ottenere una diagnosi accurata e costruire un percorso di supporto adeguato alle esigenze della persona.
Nonostante ci siano variazioni nelle definizioni e nell'applicazione a livello internazionale, vi è un accordo generale sulle seguenti due considerazioni:
- L'abilità compromessa deve essere significativamente inferiore ai valori normativi attesi per l'età o la classe frequentata, con un punteggio inferiore a -2 deviazioni standard (-2ds);
- Il livello intellettivo deve rientrare nei limiti della norma, con un QI non inferiore a -1 deviazione standard (-1ds), equivalente a un punteggio di almeno 85 rispetto ai valori medi attesi per l'età (Consensus Conference, 2007).
| Obiettivo del Test | Tipologie di Test |
| Valutazione del QI | WISC-IV (Wechsler Intelligence Scale for Children - Fourth Edition) WAIS-IV (Wechsler Adult Intelligence Scale - Fourth Edition) |
| Valutazione delle abilità di calcolo | AC-MT (Test di valutazione delle abilità di calcolo e problem solving matematico) Test di Denominazione di Numeri e di Calcolo a Mente (TENN-UMC) |
| Valutazione delle abilità di lettura | Test MT Reading Prove di lettura di parole e non parole (DDE-2, Batteria per la valutazione della dislessia e della disortografia evolutiva) |
| Test per valutare la scrittura | BVSCO-2 (Batteria per la valutazione della scrittura e della competenza ortografica) Scala di Valutazione della Scrittura (SCO) |
| Valutazione delle funzioni esecutive e attentive | BIA (Batteria Italiana per l’ADHD) Test di Vigilanza e Attenzione (TOVA) |
| Valutazione delle abilità di comprensione | Test di Comprensione del Testo (TCT) |
Il test rilascia una redazione del rapporto diagnostico, un documento che dettaglia i risultati dei test, la diagnosi e le raccomandazioni per interventi educativi e terapeutici. Tuttavia, per ottenere una diagnosi accurata, è fondamentale rivolgersi a centri specializzati e seguire un percorso diagnostico completo e multidisciplinare.
Prognosi dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento
La prognosi dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) può essere valutata su più livelli, ciascuno influenzato da fattori individuali, clinici e ambientali. In particolare, riguarda:
- l’evoluzione nel tempo dell'efficienza nelle abilità di lettura, scrittura e calcolo;
- il grado di adattamento psicosociale e la qualità della vita;
- la presenza o lo sviluppo di disturbi psicopatologici, come indicato dalle comorbidità;
- il progresso nell'ambito scolastico e professionale.
La prognosi di un DSA come disturbo del neurosviluppo dipende da una combinazione di fattori che possono aumentare o ridurre la vulnerabilità della persona. La progressione nei diversi ambiti può variare in modo significativo ed è influenzata da diversi elementi (Consensus Conference, 2007), tra cui:
- la gravità iniziale del DSA;
- la tempestività e l'efficacia degli interventi;
- il livello cognitivo e metacognitivo del soggetto;
- la presenza di compromissioni neuropsicologiche aggiuntive;
- la compresenza di difficoltà nelle diverse aree (lettura, scrittura, calcolo);
- la presenza di disturbi psichiatrici concomitanti;
- il tipo di supporto ambientale ricevuto.
Raccomandazioni cliniche del metodo della Consensus Conference
Il rapporto "Raccomandazioni per la pratica clinica definite con il metodo della Consensus Conference", pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), fornisce indicazioni fondamentali per la gestione clinica dei DSA.
Il documento è stato elaborato attraverso il metodo della Consensus Conference e si basa su un processo strutturato di revisione e valutazione delle evidenze scientifiche da parte di un gruppo di esperti nel campo dei disturbi specifici dell’apprendimento.
Di seguito, analizziamo la diagnosi prevista per ogni specifico disturbo, seguendo le linee guida del MIUR.
Diagnosi della dislessia evolutiva
La diagnosi della dislessia evolutiva richiede una valutazione approfondita che includa prove standardizzate di lettura a vari livelli: lettere, parole, non-parole e brani. È fondamentale valutare sia la rapidità che l'accuratezza della performance e stabilire una significativa discrepanza rispetto ai valori medi attesi per l'età o la classe frequentata dal bambino.
Negli ultimi anni si sta inoltre attribuendo crescente attenzione al disturbo della comprensione del testo, considerato sempre più spesso come un’entità distinta e potenzialmente indipendente dai disturbi di decodifica.
Ad oggi, tuttavia, non esistono criteri univoci che definiscano a quali specifiche prove di lettura (parole, non-parole o brani) applicare i criteri diagnostici e a quali età. Questo perché ciascuna prova valuta processi cognitivi parzialmente differenti, e le prestazioni possono variare in modo significativo in base all’età del bambino e al tipo di intervento educativo ricevuto. Per questo motivo, la formulazione della diagnosi di dislessia evolutiva si basa attualmente su un giudizio clinico complessivo, che tiene conto dell’intero quadro osservativo.
In linea generale, la diagnosi dovrebbe essere effettuata alla fine del secondo anno della scuola primaria. In alcuni casi, tuttavia, può essere opportuno anticipare la valutazione già al termine del primo anno, soprattutto quando sono presenti indicatori diagnostici rilevanti.
Diagnosi dei disturbi della scrittura
Il disturbo della scrittura può essere suddiviso in due componenti principali: linguistica e motoria. Una valutazione accurata richiede la somministrazione di prove standardizzate, mirate a identificare le difficoltà specifiche del bambino:
- per la disortografia, il parametro di valutazione principale è la correttezza, con un'attenzione particolare al numero di errori e alla loro distribuzione percentuale (al di sotto del quinto centile);
- per la disgrafia, invece, si valuta la fluenza e si analizzano le caratteristiche qualitative del segno grafico.
Il disturbo della scrittura può manifestarsi raramente in isolamento, mentre più spesso si presenta in associazione ad altri disturbi specifici dell’apprendimento.
Per questo motivo, gli esperti suggeriscono di utilizzare la dicitura estesa: "Disturbo Specifico di Apprendimento della Lettura e/o della Scrittura (grafia e/o ortografia) e/o del Calcolo" per descrivere la possibile co-occorrenza di più disturbi, senza attribuire priorità o gerarchia tra di essi.
Diagnosi della discalculia
La letteratura più recente sul Disturbo del Calcolo individua due profili distinti di discalculia:
- debolezza nella strutturazione cognitiva delle componenti numeriche di base: riguarda la capacità di quantificazione, comparazione e seriazione;
- difficoltà nelle procedure esecutive come la lettura, la scrittura e l'organizzazione dei numeri, oltre al calcolo stesso.
È generalmente concordato di escludere dalla diagnosi le difficoltà nella soluzione dei problemi matematici. Anche per il Disturbo Specifico del Calcolo, come per quelli della lettura e della scrittura, si raccomanda l'uso di prove standardizzate per valutare correttezza e rapidità, con un parametro di -2ds rispetto ai valori medi attesi per l'età e/o la classe frequentata.
Nell'analisi delle competenze di cognizione numerica, si consiglia di tenere conto soprattutto del parametro della rapidità. Per quanto riguarda l'analisi dei disturbi delle procedure esecutive e del calcolo, si concorda sulla diagnosi non prima della fine del terzo anno della scuola primaria per evitare falsi positivi.
Anche il Disturbo del Calcolo può manifestarsi in isolamento o in associazione con altri disturbi specifici.
Soluzioni ai DSA
Molti genitori si trovano a dover affrontare le difficoltà tipiche dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) in ambito familiare. In Italia, nell’anno scolastico 2018/2019, circa il 3,1% degli studenti ha presentato uno di questi disturbi, sottolineando l’importanza di conoscere e saper riconoscere i DSA, a partire dai sintomi specifici.
È altrettanto importante evitare approcci casalinghi impropri, che possono risultare controproducenti, come:
- forzare il bambino a leggere, scrivere o fare calcoli;
- costringerlo a svolgere dettati se presenta disortografia;
- far praticare esercizi matematici intensivi in presenza di discalculia.
Il primo passo consiste invece nel ricevere una diagnosi corretta, che può essere effettuata solo da professionisti qualificati, come uno psicologo infantile, un neurologo o un logopedista. Successivamente, è fondamentale fornire un supporto costante e calibrato, aiutando il bambino a sviluppare strategie efficaci per gestire il DSA sia a scuola sia nella vita quotidiana. In questo modo, il disturbo non diventa un ostacolo insormontabile, ma una sfida da affrontare con strumenti e sostegno adeguati.

DSA: come intervenire a scuola?
L’intervento sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) come dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, richiede strategie mirate per supportare al meglio gli studenti durante il percorso scolastico.
In Italia, la Legge 170/2010 riconosce e tutela il diritto all'istruzione degli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento, garantendo interventi personalizzati e strumenti compensativi per favorire il successo scolastico.
Per attuare questo diritto, le scuole collaborano con psicologi, logopedisti e neuropsichiatri infantili, che partecipano alla diagnosi e alla stesura del profilo individuale dello studente, così da definire un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Questo documento descrive le strategie e gli strumenti più adatti a ciascun alunno, bilanciando supporti concreti con misure dispensative.
In parallelo, è fondamentale adottare strategie didattiche pratiche e multisensoriali, come giochi musicali o esercizi con più canali sensoriali (visivo, uditivo e tattile). Ad esempio, nell’insegnamento dei verbi risultano molto utili giochi di completamento delle frasi, inventare storie o recitare filastrocche.
A chi rivolgersi: figure specializzate per i DSA
Per affrontare in modo efficace i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), è dunque fondamentale coinvolgere professionisti specializzati, ciascuno con un ruolo preciso all’interno di un percorso multidisciplinare.
- neuropsichiatra infantile: coordina il lavoro dell’équipe e conduce la diagnosi clinica, valutando il funzionamento neurocognitivo e individuando eventuali comorbidità;
- psicologo o psicoterapeuta: si occupa del supporto psicologico, valutando le abilità cognitive, emotive e comportamentali, e fornendo strumenti per gestire l’impatto emotivo dei DSA;
- logopedista: interviene nella riabilitazione linguistica e comunicativa, aiutando i bambini a migliorare lettura, scrittura e capacità di linguaggio;
- pedagogista e tutor dell’apprendimento: il primo adatta le strategie educative, il secondo offre supporto pratico e operativo, accompagnando lo studente nella gestione delle difficoltà scolastiche.
Formazione e specializzazione
Questi professionisti possono approfondire le proprie competenze attraverso master in Neuropsicologia e trattamento dei disturbi dell’apprendimento (DSA). L’obiettivo dei master è fornire conoscenze approfondite sui disturbi dell’apprendimento e sviluppare le capacità per progettare interventi educativi efficaci. Molte università italiane offrono corsi di specializzazione, formando professionisti in grado di garantire interventi personalizzati e completi per studenti con DSA.

Trattamento dei DSA
In Italia esistono numerosi centri di eccellenza specializzati nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi del neurosviluppo, tra cui rientrano i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), l’autismo e il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD).
Per accedere ai servizi del SSN, è solitamente necessaria una prescrizione dal pediatra o dal medico di base, seguita dalla prenotazione di una visita specialistica. Nei centri privati, invece, è possibile contattare direttamente la struttura per informazioni su costi e modalità di prenotazione, portando tutta la documentazione scolastica e sanitaria relativa al bambino, inclusi eventuali test e valutazioni già effettuate.
Oltre agli ospedali con dipartimenti dedicati, esistono associazioni e organizzazioni di supporto che offrono risorse preziose per famiglie, insegnanti e studenti:
- Associazione Italiana Dislessia (AID): fornisce risorse, formazione e supporto pratico; sul sito web è possibile trovare informazioni sui servizi locali e sui centri accreditati;
- Fondazione Italiana Dislessia (FID): offre informazioni e supporto sui DSA e può aiutare a individuare centri specializzati sul territorio.
Terapia medica, comportamentale e psicologica
In alcuni casi, soprattutto quando i DSA sono associati ad altri disturbi come l’ADHD, il professionista può prescrivere terapia farmacologica. I farmaci per l'ADHD si rivelano molto utili a migliorare attenzione e controllo degli impulsi, facilitando l’apprendimento.
Attraverso la terapia psicologica e comportamentale, invece, gli invidui con DSA possono apprendere abilità specifiche e tecniche di autoregolazione, come il rinforzo positivo. La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT), in particolare, può aiutare a sviluppare strategie per affrontare ansia e stress legati alle difficoltà di apprendimento, migliorando al contempo l'autostima e la motivazione.
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