Svenimento da stress emotivo: sintomi, cause e gestione

Tra le cause dello svenimento, esiste una forte correlazione con lo stress emotivo.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Scritto daDott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato18 luglio 2024
Aggiornato05 agosto 2026
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Svenimento da stress emotivo

La frase "Mi sento svenire" è comune in chi soffre di attacchi di panico, ma può derivare da molte altre cause, essendo una conseguenza dello stress prolungato.

Cos’è uno svenimento?

Lo svenimento, noto anche come sincope, è una perdita temporanea di coscienza che si verifica in seguito a un improvviso calo della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca e a un insufficiente flusso sanguigno cerebrale. Quando il cervello percepisce tale carenza, reagisce provocando la perdita di coscienza: sdraiarsi a terra, infatti, è la posizione che favorisce maggiormente l'irrorazione cerebrale.

Lo svenimento è spesso causato da una condizione di stress che colpisce l’organismo. Le cause possono includere paura, emozioni forti, dolore acuto, alcol, droghe, alcuni farmaci, crisi convulsive, calo di zuccheri nel sangue o abbassamenti improvvisi della pressione arteriosa.

Sincope da stress: di cosa parliamo esattamente

Nel linguaggio comune si usano quasi come sinonimi le espressioni "svenimento da stress", "sincope da stress" e "crisi vagale". Dal punto di vista clinico, però, la dicitura corretta è sincope vasovagale (o riflessa) con innesco emotivo, la sincope da stress non è quindi una categoria medica a parte, ma una delle situazioni che più comunemente scatenano questo tipo di sincope. Conoscere questa distinzione è utile soprattutto se ti capita di leggere referti medici o di parlarne con uno specialista, che userà probabilmente il termine "sincope vasovagale" più spesso di "svenimento da stress".

Il ruolo dello stress e la correlazione con lo svenimento da stress emotivo

Lo stress, se moderato, può essere utile per motivarci a superare le sfide (eustress). Tuttavia, quando diventa cronico (distress) può portare a una serie di conseguenze negative, sia fisiche che emotive. In alcuni casi, una forte emozione, uno shock o anche uno stato ansioso che non passa e che tende a sopraffarci, possono causare uno svenimento da stress.

Donne che si tiene la testa per paura di svenimento e stress

Il nostro sistema immunitario viene messo a dura prova dall’azione del cortisolo in eccesso, rendendoci suscettibili alle infezioni, all’ingrossamento dei linfonodi e all'aumento dei globuli bianchi. Le conseguenze fisiche dello stress non finiscono qui. Tra le più importanti ricordiamo:

  • aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna;
  • mal di testa ed emicrania;
  • acne, dermatite da stress e psicosomatica;
  • disturbi del sonno e frequenti risvegli notturni;
  • difficoltà digestive e disturbi gastrointestinali come la colite psicosomatica;
  • epistassi;
  • febbre;
  • disturbi vestibolari come labirintite e vertigini.

Cosa succede nel corpo quando si sviene per lo stress

Il corpo non sviene a caso, segue una sequenza precisa, che vale la pena conoscere per capire perché in quei momenti ci si sente così impotenti.

Tutto parte da un'attivazione eccessiva del nervo vago, che normalmente regola battito cardiaco e pressione in modo equilibrato. Quando un'emozione è troppo intensa, il nervo vago può reagire in modo sproporzionato: rallenta il battito cardiaco e dilata i vasi sanguigni contemporaneamente, un doppio effetto che fa crollare la pressione arteriosa in pochi secondi.

A questo si aggiunge spesso l'iperventilazione: respirare più in fretta del necessario abbassa la quantità di anidride carbonica nel sangue, il che restringe ulteriormente i vasi sanguigni diretti al cervello. (Immink et al., 2014, Journal of Applied Physiology)

Il risultato combinato di pressione bassa e vasi più stretti è una ridotta perfusione cerebrale, al cervello arriva temporaneamente meno sangue e meno ossigeno di quanto gli serva per restare vigile. La perdita di coscienza, per quanto spaventosa, è a questo punto un meccanismo di difesa: sdraiarsi a terra è il modo più rapido che il corpo ha per far tornare il sangue al cervello senza dover lavorare contro la gravità.

Svenimento da stress emotivo: sintomi e come si manifesta

Lo svenimento da stress emotivo si verifica quando una situazione di stress intenso, l'ansia o un trauma emotivo causano una rapida riduzione del flusso sanguigno al cervello (Claus Vögele, 2003).

Nell'ansia, la sensazione di svenimento è quasi esclusivamente attribuibile all'iperventilazione. Respirare troppo velocemente, diminuisce la concentrazione di anidride carbonica nel sangue: i vasi sanguigni si restringono, diminuisce l'afflusso di sangue al cervello e possono sopraggiungere svenimenti improvvisi.

La paura stessa di svenire può aumentare la probabilità di sentirsi sul punto di perdere i sensi. Inoltre, controllare costantemente i sintomi nel tentativo di prevenirli può in realtà intensificarli. L'evitamento di situazioni che si teme possano causare svenimento alimenta ulteriormente la fobia e peggiora l'ansia.

I sintomi del collasso sono facilmente riconoscibili: all'improvviso iniziamo ad avere la vista offuscata, abbiamo caldo o freddo, sudiamo in maniera eccessiva, avvertiamo nausea e problemi all'udito, un forte senso di debolezza, le gambe molli.

La sincope provoca una rapida perdita del tono muscolare; cadiamo bruscamente a terra, perdendo il colorito del viso. In seguito, nel momento in cui ci riprendiamo, ci sentiamo confusi, deboli e affaticati. La sincope può essere di natura gastrointestinale; in questo caso lo svenimento è causato da problemi digestivi come ulcere peptiche o reflusso gastroesofageo. I sintomi possono includere nausea, vomito e dolore addominale.

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Cos'è la lipotimia?

A volte, la sensazione di svenimento non provoca la perdita di coscienza. Hai presente quello stato in cui "ho la sensazione di svenire, ma non svengo"? In questo caso parliamo di lipotimia ovvero una sorta di "quasi-svenimento", una condizione in cui avverti tutti i sintomi tipici della sincope ma rimani sempre vigile.

Una delle cause della lipotimia è la crisi vagale che consiste in un'eccessiva stimolazione del nervo vago che rallenta la frequenza cardiaca e rende difficile la circolazione del sangue al cervello. A provocarla può essere un forte stress, un disagio emotivo, paura, attacchi di panico ma anche il caldo, l'ipoglicemia, la disidratazione, la stanchezza e alcuni farmaci.

Come distinguere lo svenimento da stress emotivo da attacco di panico?

Attacchi di panico e svenimenti condividono la stessa sintomatologia: senso di oppressione al petto, vertigini, nausea e palpitazioni. Le differenze però sono sostanziali. L'attacco di panico, al contrario della sincope, non passa generalmente in pochi minuti. Durante una crisi non perdiamo mai conoscenza e, una volta che ci riprendiamo, ci sentiamo stanchi, sopraffatti e in preda all'ansia.

Questo perché durante un attacco di panico il corpo rilascia una forte scarica di adrenalina, che aumenta frequenza cardiaca e pressione invece di farli crollare. Il cervello resta quindi ben irrorato, e una perdita di coscienza reale è fisiologicamente improbabile.

Come capire se i giramenti di testa sono dovuti all'ansia e allo stress emotivo? La diagnosi

Le vertigini (giramenti di testa) sono causate dall'alterazione dei sistemi cerebrali che controllano il senso dell'equilibrio e dell'orientamento spaziale. Quando siamo sotto stress, gli ormoni possono influenzare il nostro sistema vestibolare e influenzare i messaggi che arrivano dal nostro cervello e causare lo svenimento da stress emotivo.

Il giramento di testa causato dallo stress è spesso accompagnato da mancanza di equilibrio, da confusione e dalla sensazione di avere la testa vuota. Le vertigini, che in questo caso appaiono durante un attacco di panico, non hanno una spiegazione oggettiva e passano nel momento in cui scompare lo stimolo "stressante".

L'iter diagnostico per affrontare gli episodi di svenimento segue un percorso per esclusione. Inizia con una valutazione delle funzioni vitali, che prevede la verifica delle condizioni cliniche di base del paziente. Successivamente, si procede con esami mirati per escludere cause fisiche, come problemi cardiaci o neurologici. Solo quando queste possibili cause sono state escluse, si considera l'origine psicologica, valutando se lo svenimento possa essere legato a stress o ansia.

Svenimento e ansia

Come si arriva alla diagnosi di uno svenimento da stress

Una delle cose che più disorienta chi ha uno svenimento è non sapere a chi rivolgersi né cosa aspettarsi dalla visita medica. In realtà il percorso diagnostico è abbastanza standardizzato, e conoscerlo in anticipo aiuta a viverlo con meno ansia.

Il medico parte sempre da una ricostruzione dettagliata dell'episodio: cosa stavi facendo, cosa hai provato subito prima, quanto è durata la perdita di coscienza, se ci sono stati movimenti involontari o perdita di controllo degli sfinteri. Questi dettagli, banali in apparenza, sono quelli che permettono di distinguere una sincope vasovagale da altre cause molto più rare.

Prima di attribuire lo svenimento allo stress, il medico deve escludere che ci sia una causa organica e procedere quindi con gli esami che escludono le cause fisiche:

  • Elettrocardiogramma (ECG): verifica che il ritmo cardiaco non abbia anomalie che potrebbero spiegare da sole la perdita di coscienza.
  • Ecocardiogramma: controlla struttura e funzionalità del cuore, utile soprattutto se lo svenimento è avvenuto durante uno sforzo fisico.
  • Esami del sangue: per escludere anemia, ipoglicemia o squilibri elettrolitici come causa scatenante.
  • Test da sforzo o holter cardiaco: richiesti solo se si sospetta un'aritmia intermittente, difficile da cogliere con un ECG singolo.
  • Test del tilt (tavola basculante): in casi selezionati, riproduce in ambiente controllato il calo di pressione che porta alla sincope, confermando la diagnosi di forma vasovagale.

Solo dopo aver escluso le cause cardiache e neurologiche, il quadro clinico viene letto alla luce del contesto emotivo: cosa stava succedendo nella vita della persona in quel periodo, se ci sono già episodi di ansia o attacchi di panico, se lo svenimento si ripete sempre in situazioni simili. A questo punto può essere utile anche un confronto con uno psicologo, non per "etichettare" il problema ma per capire quali leve lavorare per prevenirlo.

Cosa può provocare uno svenimento improvviso? Le cause

Uno svenimento improvviso può essere provocato dallo stress ma anche da:

  • problemi cardiaci
  • ipotensione ortostatica
  • disidratazione
  • ipoglicemia
  • digiuno prolungato
  • chinetosi

Esistono anche alcune cause neurologiche che provocano lo svenimento. Tra le principali troviamo le crisi epilettiche, caratterizzate da una perdita di coscienza accompagnata da convulsioni. In questo caso la sincope comporta spesso la perdita di urina e feci.

Quale malattia fa svenire e quali sono i fattori di rischio?

Sono diverse le malattie che possono causare svenimenti improvvisi. Tra le principali ricordiamo l'anemia, l'ipotiroidismo, problemi cardiaci, disturbi vasovagali e malattie endocrine. L'adolescenza è la fascia d'età in cui la sincope vasovagale è più frequente in assoluto: uno studio su una vasta coorte pediatrica ha rilevato un'incidenza del 28,85% tra i 12 e i 18 anni, contro l'8,32% in età scolare (6-11 anni) e il 2,71% in età prescolare, con un picco specifico a 16 anni e una prevalenza nettamente maggiore nelle femmine (31,72% contro 26,25% nei maschi), probabilmente legata alle fluttuazioni ormonali della pubertà e alla rapida crescita corporea.

Quanto ci si mette a riprendersi da uno svenimento?

La perdita di coscienza persiste al massimo per uno o due minuti; trascorso questo tempo, la persona torna lentamente cosciente anche se il completo recupero della pressione arteriosa cerebrale può richiedere un buon quarto d'ora, in base alla circostanza scatenante.

Quando preoccuparsi di uno svenimento e a chi rivolgersi?

È necessario contattare il medico curante se:

  • lo svenimento è accompagnato da dolore al petto, difficoltà respiratorie o altri sintomi gravi;
  • si sviene frequentemente;
  • si perde conoscenza per un periodo di tempo prolungato;
  • lo stato confusionale persiste a lungo.

Le linee guida ufficiali della Società Europea di Cardiologia identificano alcuni segnali che richiedono sempre una valutazione d'urgenza in Pronto Soccorso:

  • lo svenimento avviene durante uno sforzo fisico o mentre si è seduti/sdraiati (non in piedi);
  • non è preceduto da alcun segnale d'allarme, o il preavviso è inferiore a 10 secondi;
  • è preceduto da palpitazioni improvvise e intense;
  • la persona ha una cardiopatia nota o una storia familiare di morte cardiaca improvvisa in giovane età;
  • si accompagna a dolore toracico, difficoltà respiratorie o mal di testa violento.

Se invece l'episodio si ripete sempre con le stesse modalità, è sempre preceduto da segnali chiari (nausea, sudorazione fredda, pallore) ed è legato a un fattore scatenante riconoscibile (stress, caldo, stazione eretta prolungata), rientra tipicamente nei criteri di basso rischio e può essere gestito ambulatorialmente.

Gestire lo stress e la tensione non è facile ma gli psicoterapeuti di Serenis possono aiutarti a elaborare le strategie di coping più efficaci per ritrovare il tuo benessere fisico ed emotivo. Per superare la paura di svenire, può essere molto utile la terapia breve strategica. Questo approccio terapeutico aiuta a affrontare la paura in modo graduale e sicuro.

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Cosa non fare dopo lo svenimento?

Ci sono alcune cose che dobbiamo evitare per riprenderci al più presto e rimedi contro lo svenimento:

  • non alzarsi troppo velocemente: è importante rimanere seduti o sdraiati per un po' e alzarsi lentamente per evitare un nuovo collasso;
  • non ignorare i sintomi: se avvertiamo sintomi persistenti come vertigini, confusione o dolore toracico, è importante consultare un medico;
  • non guidare: fino a quando non ci si sente completamente ripresi, è meglio evitare di mettersi alla guida.

Come soccorrere una persona svenuta?

  1. Verificare che le vie respiratorie siano libere, allentando vestiti stretti.
  2. Sollevare i piedi a un livello superiore rispetto al cuore.
  3. Se la persona ha vomitato, girarla su un lato per evitare il soffocamento.
  4. Dopo il recupero, farla restare sdraiata per 10-15 minuti in un ambiente fresco e tranquillo.
Fonti:

Sitografia

ESC Guidelines for the diagnosis and management of syncope.

European Heart Journal, Società Europea di Cardiologia (ESC)

Hyperventilation, cerebral perfusion, and syncope.

Journal of Applied Physiology

Investigation on the Incidence of Syncope in Children and Adolescents Aged 2–18 Years in Changsha.

Frontiers in Pediatrics.

Large-Group One-Session Treatment: A Feasibility Study of Exposure Combined With Applied Tension or Diaphragmatic Breathing in Highly Blood-Injury-Injection Fearful Individuals.

Frontiers in Psychology.

Cognitive behavioural therapy as a potential treatment for vasovagal/neurocardiogenic syncope — a pilot study.

Europace.

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FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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