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Quetiapina: cos'è, a cosa serve e effetti collaterali

La quetiapina è un antipsicotico di seconda generazione spesso impiegato in diverse condizioni psichiatriche. Il suo profilo farmacologico complesso la rende uno strumento terapeutico potenzialmente utile in numerose situazioni cliniche.
Scritto daChristian NastiPsichiatra
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Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato22 gennaio 2026
•
Aggiornato09 ottobre 2026
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Mucchio di capsule e compresse multicolori, tra cui la quetiapina

Cos'è la quetiapina?

La quetiapina fa parte di un gruppo di psicofarmaci noti come antipsicotici atipici di seconda generazione, una classe di farmaci a cui appartiene anche l'olanzapina (nota con il nome commerciale Zyprexa). È utilizzato nel trattamento di alcune condizioni psichiatriche gravi, quali schizofrenia, disturbo bipolare e, in casi specifici, depressione resistente (Kerr-Gaffney et al., 2025).

La quetiapina, è commercializzata in diverse formulazioni: quella a rilascio prolungato (detta anche quetiapina RP) e quella a rilascio immediato (anche in gocce).

Il nome commerciale più noto in Italia è Seroquel. Attualmente, sono disponibili numerosi equivalenti, tra cui quetiapina Teva, quetiapina EG, Quetamed, Xentamed, Quentiax e vari altri farmaci generici.

Trattandosi di un farmaco versatile e diffuso, esistono parecchie formulazioni diverse in quanto a dosaggi, tra cui quetiapina 25 mg, quetiapina 50 mg, quetiapina 100 mg, quetiapina 150, quetiapina 200 mg, quetiapina 300 mg,  e quetiapina 400 mg.

Il farmaco è disponibile anche in formulazioni particolari come ad esempio Akelya, che  è una formulazione in gocce. Tuttavia, nella maggior parte dei Paesi europei non sono facilmente disponibili versioni in formulazione liquida.

Esempi di farmaci che contengono la quetiapina

Tra i principali medicinali che contengono quetiapina troviamo:

  • Seroquel
  • Quentiax
  • Quetiapina Mylan
  • Quetiapina EG
  • Quetiapina Teva 
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A cosa serve la quetiapina?

La quetiapina può essere prescritta per trattare varie condizioni cliniche, sempre sotto controllo medico. Le principali indicazioni includono:

  • Schizofrenia: è uno dei principali campi d'applicazione. La quetiapina aiuta a regolare sintomi come allucinazioni, deliri, disorganizzazione del pensiero e del comportamento.
  • Disturbo bipolare: viene utilizzata per gli episodi maniacali acuti e depressivi, ma anche per la terapia di mantenimento. Esistono evidenze circa la capacità della quetiapina di calmare l'agitazione e stabilizzare l'umore. Tali proprietà sono ascrivibili soprattutto alle formulazioni a rilascio prolungato.
  • Depressione resistente: in alcuni protocolli, la quetiapina viene impiegata come coadiuvante negli episodi depressivi maggiori quando i trattamenti di prima linea non hanno prodotto risultati soddisfacenti. È noto il suo utilizzo nella depressione agitata, condizione per cui può risultare utile per il suo effetto sedativo. In questi contesti la strategia di utilizzo di quetiapina a rilascio prolungato viene spesso definita di “augmentation”.
  • Insonnia cronica: non è affatto raro che le persone cerchino informazioni relative alla quetiapina per dormire. Tuttavia, va chiarito come l'impiego della quetiapina per l'insonnia sia off-label e necessiti sempre di una valutazione specialistica accurata. Le revisioni sistematiche sull'effetto della quetiapina sul sonno segnalano un beneficio modesto a fronte di un profilo di rischio che ne sconsiglia l'uso come trattamento di prima linea per l'insonnia. (Lin et al., 2022).
  • Ansia severa: alcuni pazienti riferiscono miglioramenti anche in presenza di ansia intensa, ma anche in questo caso il suo utilizzo è completamente off-label.
  • Dipendenze: la quetiapina è stata utilizzata anche per il trattamento di soggetti con dipendenza da sostanze (alcol, metanfetamina, cocaina e benzodiazepine), In generale il suo utilizzo è legato al tentativo di diminuire la difficoltà che le persone con problemi di addiciton hanno circa il controllo dei propri impulsi ad agire. Anche questo uso è off-label.
Uomo seduto in poltrona con una mano sul viso, per la quetiapina

Come funziona la quetiapina?

Il meccanismo d'azione del principio attivo è piuttosto complesso e coinvolge:

  • l'antagonismo dei recettori dopaminergici D2, attraverso il quale migliora i sintomi psicotici
  • Il blocco dei recettori serotoninergici 5-HT2A
  • l'azione su recettori istaminergici H1, responsabili dell'effetto sedativo
  • il legame con i recettori adrenergici, che contribuisce all’effetto sedativo, ma può anche causare ipotensione.

Quetiapina negli anziani: dosaggio ed effetti collaterali

Nelle persone anziane la quetiapina funziona esattamente come negli adulti più giovani, ma richiede una gestione più attenta. Il motivo è farmacologico: il farmaco rimane in circolo per più tempo, amplificando sia gli effetti terapeutici sia quelli indesiderati.

Per questo motivo le linee guida indicano di partire sempre da un dosaggio basso, di solito 25 mg al giorno, e di aumentare molto gradualmente, con incrementi di 25-50 mg, lasciando più tempo tra un aggiustamento e l'altro rispetto a quanto si farebbe con un paziente giovane adulto. Il dosaggio finale necessario è generalmente più basso.

Negli anziani alcuni effetti collaterali meritano un'attenzione particolare:

  • Ipotensione ortostatica (calo della pressione quando ci si alza): può causare vertigini e aumenta concretamente il rischio di cadute, soprattutto nelle prime settimane di trattamento e nelle prime ore dopo l'assunzione
  • Sonnolenza intensa: si verifica spesso all'inizio del trattamento ed è più marcata rispetto ai pazienti più giovani, sempre per via della clearance ridotta
  • Effetti cardiaci: prolungamento dell'intervallo QT e tachicardia richiedono un monitoraggio ECG periodico, specialmente se coesiste una patologia cardiovascolare preesistente

Posologia: come si assume la quetiapina?

I dosaggi variano in base alla diagnosi, all'età del paziente, alla risposta individuale, alla presenza di comorbidità e al tipo di formulazione (rilascio immediato o prolungato).

Una delle domande più frequenti è la seguente: "dopo quanto fa effetto la quetiapina?". In genere, la sedazione può comparire in tempi relativamente brevi, mentre l'effetto sul tono dell'umore richiede più tempo. Il cibo può influenzare le modalità di assorbimento delle formulazioni a rilascio prolungato, per le quali è consigliabile l’assunzione lontano dai pasti.

Trattamento di psicosi acute e croniche, inclusa la schizofrenia

Il medico può prescrivere quetiapina a rilascio immediato o prolungato. Rispetto ad altri antipsicotici impiegati per la schizofrenia, come il risperidone (commercializzato come Risperdal), la quetiapina presenta una diversa gestione dei dosaggi. Per gli adulti la dose iniziale varia tra i 50 mg/die del primo giorno e 750 mg/die, da dividere in due somministrazioni. Sono sconsigliate dosi superiori a 800 mg/die, ma è possibile raggiungere dosi più elevate in casi selezionati e sotto stretto monitoraggio specialistico.

Negli anziani, invece, è consigliabile iniziare più lentamente e con dosaggi più bassi, magari pari a 25 mg al giorno, con incrementi lenti nell'ordine dei 25-50 mg fino al raggiungimento della dose necessaria per il controllo dei sintomi. Va sottolineato come negli anziani la capacità dell'organismo di eliminare il principio attivo (clearance) diminuisce. Per questo motivo, l'antipsicotico resta in circolo per più tempo. Ciò comporta la necessità di dosaggi più bassi rispetto a giovani e adulti, oltre che intervalli più lunghi tra un incremento e l'altro.

Mano aperta con una compressa rosa di quetiapina per psicosi e schizofrenia

Trattamento degli episodi maniacali associati a disturbo bipolare

Negli adulti, la dose iniziale è pari a 100 mg/die, da dividere in due somministrazioni giornaliere. In seguito, la dose va aumentata di 100 mg al giorno, fino a raggiungere un dosaggio massimo di 800 mg/die. La FDA americana raccomanda di non superare i 600 mg al dì nei ragazzi con disturbo bipolare che non hanno ancora compiuto i 18 anni d'età.

Trattamento degli episodi depressivi associati a disturbo bipolare

In questo caso, i pazienti devono assumere dosi di quetiapina comprese tra i 50 mg del primo giorno e un massimo di 300 mg/die. 

La quetiapina esiste in gocce?

Sì, esiste una formulazione liquida di quetiapina: si chiama Akelya ed è una soluzione orale. In pratica, però, questa forma farmaceutica non è comunemente disponibile nelle farmacie italiane, né è al momento rimborsata dal SSN come le compresse standard.

Le formulazioni più diffuse e facilmente reperibili restano due:

  • Compresse a rilascio immediato, disponibili in vari dosaggi (25 mg, 50 mg, 100 mg, 200 mg, 300 mg e 400 mg)
  • Compresse a rilascio prolungato (indicate come quetiapina RP), che si assumono di solito in monosomministrazione serale

Il ricorso alla formulazione in gocce viene considerato solo in casi specifici, ad esempio quando chi deve assumere il farmaco ha difficoltà a deglutire le compresse. È in ogni caso una scelta che va valutata insieme allo psichiatra che ha preso in carico il trattamento.

Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere la quetiapina?

Esistono numerosi aspetti clinici da considerare:

  • Sedazione e compromissione della vigilanza: la quetiapina può provocare sonnolenza, soprattutto all'inizio del trattamento o in caso di associazione con altre molecole sedative (es. benzodiazepine). 
    Lo stesso accade associando quetiapina e alcol, poiché tale interazione può amplificare gli effetti depressivi sul sistema nervoso centrale.
  • Aumento di peso: davvero la quetiapina fa ingrassare? In alcuni casi la risposta è affermativa, poiché il farmaco tende ad aumentare l'appetito e, per questo motivo, questo effetto può essere gestito e contenuto con strategie comportamentali; per cui l’aumento ponderale tende ad essere moderato. Qualora l'impatto metabolico o la sedazione risultino problematici per il paziente, lo specialista può valutare opzioni alternative come l'aripiprazolo (commercializzato come Abilify) o il Latuda, caratterizzati da un profilo di tollerabilità differente.
  • Effetti metabolici: questi possono includere alterazioni della glicemia o del profilo lipidico. Per questo motivo è importante un monitoraggio periodico (Sonim et al., 2025).
  • Popolazioni a rischio: è importante valutare attentamente gli effetti del principio attivo su pazienti anziani, persone con malattie cardiovascolari, soggetti con rischio di ipotensione, individui con familiarità per il diabete, persone che assumono alcol o altre sostanze depressogene.
  • Sospensione del farmaco: una domanda molto frequente è "la sospensione graduale della quetiapina come deve essere gestita?" La sospensione deve essere effettuata sempre in maniera progressiva e sotto attenta supervisione medica, allo scopo di monitorare tutti i cambiamenti e prevenire ricadute sintomatiche.
  • Gravidanza e allattamento: prima di avviare la cura è necessario valutare il rapporto rischi/benefici. Sebbene al momento non si abbiano a disposizione informazioni precise sul suo utilizzo, è al momento noto che, nel caso di esposizione durante il terzo trimestre , sono pervenute segnalazioni di tremore, agitazione, debolezza, rigidità muscolare, sonnolenza e difficoltà respiratorie in alcuni neonati. Inoltre, il principio attivo viene escreto nel latte materno, pertanto l'uso del farmaco è sconsigliato alle donne che allattano al seno

Quali sono gli effetti collaterali della quetiapina?

Gli effetti collaterali della quetiapina possono variare. Nella maggior parte dei casi sono lievi e transitori. Tra i più comuni figurano:

  • sonnolenza
  • vertigini
  • ipotensione ortostatica
  • bocca secca
  • stipsi

Gli effetti più complessi includono

  • alterazioni metaboliche
  • aumento dei livelli di trigliceridi
  • incremento della glicemia
  • tachicardia
  • neutropenia di grado variabile, riscontrata nel 2-3% dei pazienti (evento possibile soprattutto durante i primi due mesi di terapia)
  • cataratta
  • aumento del rischio di ictus e mortalità improvvisa nei pazienti anziani con demenza
  • sintomi extrapiramidali: risultano rari rispetto ad altre molecole della stessa categoria come l'amisulpride (nota con il nome commerciale Solian). Inoltre, nei quadri clinici particolarmente complessi o resistenti, lo psichiatra potrebbe valutare il ricorso alla clozapina, che richiede un monitoraggio ematico costante.

Effetti collaterali possibili a lungo termine:

  • aumento di peso
  • effetti cardiaci (ipotensione, tachicardia, prolungamento del QT)
  • problemi endocrini
  • sintomi neurologici (sindrome extrapiramidale, acatisia, apnea nel sonno)
  • sindrome neurolettica maligna (molto rara)
  • pancreatite (evento rarissimo)

Questi possibili effetti richiedono monitoraggio medico, ma senza allarmismi, non tutti si manifestano contemporaneamente e, soprattutto, possono essere di intensità davvero minima. A causa della minore capacità di smaltire il farmaco, tuttavia, gli effetti collaterali negli anziani possono essere più intensi, ragion per cui non è raro imbattersi in articoli o studi scientifici intitolati "quetiapina effetti collaterali negli anziani".

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Cosa succede per un sovradosaggio da quetiapina?

In caso di sovradosaggio di quetiapina, i sintomi e le conseguenze cliniche sono principalmente riconducibili a un'accentuazione degli effetti farmacologici noti del farmaco.

Un sovradosaggio del principio attivo può provocare:

  • sedazione profonda
  • ipotensione marcata
  • tachicardia
  • compromissione dello stato di coscienza

Nei casi più severi, il sovradosaggio può evolvere in problematiche critiche:

  • Prolungamento dell'intervallo QT (un'alterazione della conduzione cardiaca)
  • Convulsioni e stato epilettico
  • Rabdomiolisi (grave danno e rottura del tessuto muscolare)
  • Depressione respiratoria
  • Ritenzione urinaria
  • Confusione, delirio e/o agitazione

Si tratta di situazioni mediche serie, che richiedono intervento professionale immediato.

Considerazioni finali sulla quetiapina

La quetiapina è un farmaco complesso, utilizzato in una vasta gamma di disturbi psichiatrici, in virtù della sua flessibilità terapeutica e delle diverse formulazioni disponibili, tra cui la quetiapina a rilascio prolungato e la quetiapina a rilascio immediato. Tuttavia, come ogni antipsicotico, richiede un attento monitoraggio clinico, finalizzato a bilanciarne benefici ed effetti collaterali.

Fonti:

Sitografia

Riassunto delle caratteristiche del prodotto

Agenzia Italiana del Farmaco

Nota Informativa AIFA su quetiapina

Agenzia Italiana del Farmaco

Quetiapine for insomnia.

Canadian Agency for Drugs and Technologies in Health.

Quetiapine for bipolar disorder.

Canadian Agency for Drugs and Technologies in Health.

Metabolic Adverse Effects of Low‐Dose Quetiapine: A Systematic Review and Meta‐Analysis.

Acta Psychiatrica Scandinavica, 152(5)

Use of Low-dose Quetiapine and the Risk of Major Adverse Cardiovascular Events | HMA-EMA Catalogues of real-world data sources and studies.

University of Southern Denmark (SDU)

Clinical and cost-effectiveness of lithium versus quetiapine augmentation for treatment-resistant depression in adults: LQD a pragmatic randomised controlled trial.

Health Technology Assessment, 29(12)

Effects of quetiapine on sleep: A systematic review and meta-analysis of clinical trials.

European Neuropsychopharmacology, 67

Quetiapine.

StatPearls - NCBI Bookshelf.

Bibliografia

Quetiapine monotherapy for mania associated with bipolar disorder: combined analysis of two international, double-blind, randomised, placebo-controlled studies. — Curr Med Res Opin.

Vieta E., Mullen J., Brecher M., Paulsson B., Jones M. (2005)

Alcune domande che potresti avere sulla Quetiapina

Queste cose non le sa nessuno
In Italia parliamo di "benessere mentale" solo da qualche anno: molte persone non hanno grande consapevolezza di quello che si nasconde dietro le emozioni. Se conosci qualcuno che avrebbe bisogno di leggere questo articolo, puoi condividerlo da qui.
Scritto da
Christian NastiPsichiatra
Leggi la biografia
Christian Nasti è un Medico Psichiatra attivo presso diverse strutture, tra cui Serenis. Laureato con lode in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Siena, ha conseguito la specializzazione in Psichiatria con il massimo dei voti e lode presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha inoltre conseguito la certificazione in psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) presso Studi Cognitivi. Si dedica alla salute mentale dei pazienti attraverso visite psichiatriche sia in presenza che online, combinando l'attività clinica con tecniche cognitivo-comportamentali volte ad offrire ad ogni paziente un percorso altamente personalizzato. Il suo percorso è caratterizzato da un forte interesse per l'impegno sociale, l'educazione alla salute e il rispetto delle minoranze.
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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.