Lendormin (brotizolam): cos'è, a cosa serve e quali avvertenze conoscere

Punti chiave
- Cos'è: Lendormin è il nome commerciale del brotizolam, una benzodiazepina che induce sedazione e sonno.
- A cosa serve: trattamento per brevi periodi dell'insonnia negli adulti, solo quando è grave, disabilitante e fonte di forte disagio.
- Ricetta: si ottiene solo con ricetta medica ripetibile ed è in fascia C, cioè a carico del cittadino.
- Attenzione: può dare tolleranza e dipendenza. Evita l'alcol e fai attenzione alla guida. Non iniziare, cambiare o sospendere il farmaco di tua iniziativa.
Cos'è Lendormin e qual è il suo principio attivo
Lendormin è il nome commerciale di un farmaco il cui principio attivo è il brotizolam. Appartiene alla famiglia delle benzodiazepine, medicinali che, come spiega il foglio illustrativo, inducono sedazione (rilassamento fisico e mentale) e sonno. In Italia il titolare dell'autorizzazione è Boehringer Ingelheim Italia S.p.A.
Nella classificazione internazionale dei farmaci, il brotizolam rientra tra gli ipnotici e sedativi derivati benzodiazepinici (codice ATC N05CD09).
Lendormin e brotizolam: sono la stessa cosa?
Sì. Brotizolam è il nome della molecola, Lendormin il nome con cui il farmaco è venduto. Chi cerca "brotizolam nome commerciale" troverà quindi Lendormin, e chi cerca "Lendormin principio attivo" troverà il brotizolam.
Esistono anche medicinali equivalenti (generici) con lo stesso principio attivo e lo stesso dosaggio, registrati nella banca dati AIFA come:
- Brotizolam EG
- Brotizolam Mylan
- Brotizolam DOC Generici
Il passaggio dal farmaco di marca all'equivalente, o viceversa, va sempre concordato con il medico o il farmacista.
Da sapere Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo e non sostituisce il foglio illustrativo di Lendormin. Prima di assumere il farmaco leggilo con attenzione e conservalo. |
A cosa serve Lendormin
Lendormin si usa per trattare l’insonnia negli adulti, per brevi periodi. Per insonnia il foglio illustrativo intende la difficoltà ad addormentarsi e/o i risvegli frequenti o prolungati durante la notte.
C'è però una condizione precisa. Le benzodiazepine sono indicate solo quando l'insonnia è grave, disabilitante (cioè impedisce di svolgere le normali attività) e causa un grave disagio. Questa formulazione è comune a tutti gli ipnotici benzodiazepinici ed è stata armonizzata dall'AIFA nel 2011.
In parole semplici, chi cerca "Lendormin per dormire" deve sapere tre cose:
- agisce sul sintomo, non sulle cause dell'insonnia (stress, ansia, dolore, abitudini, altre malattie);
- non è un ansiolitico da prendere di giorno per stare più calmi;
- non si usa sotto i 18 anni: è controindicato in bambini e adolescenti, perché non ci sono studi in questa fascia d'età.

Come agisce e quanto dura l'effetto
I neuroni comunicano tra loro attraverso messaggeri chimici. Uno di questi, il GABA, funziona come un freno, abbassando l'attività del sistema nervoso. Le benzodiazepine si agganciano a specifici recettori (i recettori benzodiazepinici) e rendono questo freno più efficace.
Secondo la scheda tecnica, il brotizolam si lega con alta affinità ai recettori benzodiazepinici e riduce il tempo necessario per addormentarsi e il numero dei risvegli notturni.
Lendormin: dopo quanto fa effetto e quanto dura?
Lendormin agisce in fretta. Viene assorbito rapidamente e raggiunge il livello più alto nel sangue in circa 45 minuti. Per questo si prende appena prima di andare a letto.
Per misurare quanto dura l’effetto si usa l'emivita, cioè il tempo che serve all'organismo per eliminare metà del farmaco. Nel brotizolam è di circa 3-8 ore negli adulti sani. Per questo è considerato una benzodiazepina a breve durata d'azione, come triazolam e alprazolam (De Crescenzo et al., 2022).
Secondo la scheda tecnica, però, in alcune persone il farmaco resta in circolo più a lungo:
- negli anziani, in media circa 9 ore;
- in chi ha la cirrosi epatica, in media quasi 13 ore.
Quante ore si dorme con Lendormin?
Non esiste un numero di ore valido per tutti, l'effetto cambia da persona a persona. Il foglio illustrativo raccomanda di prendere la compressa solo quando hai davanti 6-7 ore da dedicare al riposo e di assicurarsi, per ridurre il rischio di vuoti di memoria, circa 7-8 ore di sonno senza interruzioni.
Se il sonno è più breve, al risveglio possono restare sonnolenza e riflessi rallentati (questo conta soprattutto se al mattino devi guidare: vedi più avanti nella sezione “Lendormin e guida”).

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Lendormin: dosaggio e come si prende
Secondo il foglio illustrativo, questo farmaco è disponibile come Lendormin 0,25 mg compresse, divisibili in due metà uguali, in confezioni da 30 compresse.
Quanto Lendormin si può prendere?
| Chi | Dose raccomandata |
| Adulti (dai 18 anni) | 0,25 mg (1 compressa) la sera, prima di andare a letto |
| Anziani | Da 0,125 mg (mezza compressa) a 0,25 mg (1 compressa) la sera |
| Ridotta funzionalità del fegato | Dose ridotta, secondo prescrizione |
| Insufficienza respiratoria cronica con ipercapnia | Il medico può ridurre la dose |
| Ridotta funzionalità del rene | Nessun aggiustamento necessario |
| Minori di 18 anni | Controindicato |
Le dosi sono tratte dal foglio illustrativo e sono indicative: solo il medico stabilisce quella giusta per te.
Si parte sempre dalla dose minima raccomandata. La dose di 0,25 mg (1 compressa) non va superata, perché aumenta il rischio di effetti indesiderati.
Sovradosaggio Se prendi più compresse del dovuto, avvisa subito il medico o vai al pronto soccorso più vicino. Il rischio è molto più alto se insieme hai bevuto alcol o preso altri sedativi. |
Quando prenderlo
La compressa va presa con poco liquido, appena prima di andare a letto, quando hai a disposizione 6-7 ore per dormire.
Per quanto tempo si può prendere
Il trattamento deve essere il più breve possibile: da pochi giorni a un massimo di 2 settimane, compresa la fase di riduzione graduale della dose. Già all'inizio il medico spiega che la terapia sarà limitata nel tempo e come si diminuirà. Solo in alcuni casi, dopo una nuova valutazione, può decidere di prolungarla.

Lendormin crea dipendenza? Tolleranza e uso prolungato
Sì, può succedere. Come tutte le benzodiazepine, Lendormin può portare a dipendenza fisica e psichica, anche alle dosi terapeutiche. Il rischio aumenta con la dose e con la durata del trattamento, ed è maggiore in chi in passato ha avuto problemi con alcol o droghe. È il motivo principale per cui il farmaco è pensato per un uso breve.
Due concetti aiutano a capire:
- Tolleranza: dopo un uso ripetuto per alcune settimane, l'effetto del farmaco può ridursi. È un po' come abituarsi a un rumore di fondo: dopo un po' non lo si nota più.
- Dipendenza: l'organismo si abitua alla presenza del farmaco e, se viene tolto all'improvviso, reagisce con sintomi da astinenza.
La dipendenza è un possibile effetto del farmaco, non una colpa di chi lo assume. Proprio per questo la durata della terapia viene decisa e seguita dal medico.
Ma è un medico come tutti gli altri. E può aiutarti a rimettere a posto le cose.
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Cosa succede se si interrompe di colpo
Secondo il foglio illustrativo, una sospensione brusca può provocare:
- insonnia di rimbalzo: i disturbi del sonno tornano, anche più intensi di prima, spesso con sbalzi d'umore, ansia e irrequietezza;
- sintomi da astinenza: mal di testa, dolori muscolari, ansia e tensione, irrequietezza, confusione, irritabilità; nei casi gravi anche disturbi della percezione e crisi epilettiche.
Per ridurre questo rischio è il medico a programmare una riduzione graduale, adattata alla singola persona.
Le linee guida concordano. La European Insomnia Guideline indica le benzodiazepine per il trattamento a breve termine, fino a 4 settimane, e ricorda che la tolleranza può svilupparsi in giorni o settimane e che aumentare la dose può accelerare la dipendenza (Riemann et al., 2023).
Sulla stessa linea è un gruppo di esperti italiani di insonnia (Insomnia Expert Consensus Group), che nel 2024 ha pubblicato un documento di consenso raccomandando, per le benzodiazepine a breve durata d'azione nelle persone sotto i 65 anni, un uso limitato a 4 settimane al massimo (Palagini et al., 2024).
Per Lendormin, il foglio illustrativo fissa un limite ancora più stretto: 2 settimane.
Attenzione Se assumi Lendormin da tempo, non interromperlo da solo. Parlane con il medico: sarà lui a definire come procedere in sicurezza. Per approfondire, leggi il nostro articolo sulla dipendenza da benzodiazepine. |
Effetti collaterali e controindicazioni di Lendormin
Leggere l'elenco degli effetti indesiderati può spaventare, ma non tutte le persone li manifestano. Secondo il foglio illustrativo, la maggior parte è legata al modo in cui il farmaco agisce, compare soprattutto all'inizio della terapia e di solito si attenua nel tempo.
| Frequenza | Effetti indesiderati del brotizolam |
| Comuni (fino a 1 persona su 10) | Sonnolenza, mal di testa, disturbi di stomaco e intestino |
| Non comuni (fino a 1 su 100) | Incubi, ansia, umore depresso o alterato, agitazione, calo o alterazione del desiderio sessuale; vertigini, sedazione, perdita di coordinazione (atassia), vuoti di memoria (amnesia anterograda); visione doppia, bocca secca, debolezza muscolare, reazioni della pelle, disturbi del fegato; reazioni paradosse, irritabilità, stanchezza; dipendenza, astinenza ed effetto rimbalzo |
| Rari (fino a 1 su 1.000) | Stato confusionale, irrequietezza, riduzione dello stato di coscienza |
| Frequenza non nota | Cadute e incidenti stradali, tipici delle benzodiazepine |
L'amnesia anterograda è la difficoltà a ricordare quello che succede nelle ore dopo aver preso il farmaco. Le reazioni paradosse sono effetti opposti a quelli attesi, come agitazione, aggressività, incubi o allucinazioni: se compaiono, contatta il medico.
Lendormin fa male? Fa ingrassare?
Se usato come prescritto e per poco tempo, i rischi principali sono sonnolenza, vuoti di memoria, tolleranza e dipendenza, che aumentano con la dose e la durata.
L'aumento di peso non compare tra gli effetti indesiderati elencati nel foglio illustrativo. Se noti cambiamenti di peso o di appetito durante la terapia, parlane con il medico.
Quando non prendere Lendormin
Il foglio illustrativo indica di non prendere Lendormin in caso di:
- allergia al brotizolam, ad altre benzodiazepine o agli eccipienti;
- miastenia grave, una malattia che causa debolezza muscolare;
- insufficienza respiratoria grave;
- sindrome da apnea notturna, cioè pause ripetute del respiro durante il sonno;
- grave malattia del fegato;
- età inferiore a 18 anni;
Inoltre il farmaco non deve essere usato da chi ha una storia di abuso di alcol o droghe, e non è indicato per trattare da solo la depressione, l'ansia associata alla depressione o le psicosi.
Come segnalare un effetto indesiderato
Se noti un effetto indesiderato, anche se non è elencato, parlane con il medico o il farmacista. Puoi anche segnalarlo direttamente all'AIFA tramite il sistema nazionale di segnalazione. Non modificare la dose e non sospendere il farmaco per gestire un effetto indesiderato senza aver sentito il medico.
Lendormin e alcol
L'assunzione insieme all'alcol non è raccomandata. L'alcol aumenta sedazione, stanchezza e calo della concentrazione, peggiora la capacità di guidare e, in caso di dose eccessiva, può mettere in pericolo la vita.
Lendormin e altri farmaci
Prima di iniziare, riferisci al medico o al farmacista tutti i farmaci che assumi, compresi quelli da banco. Secondo il foglio illustrativo:
- gli effetti si sommano con altri farmaci che rallentano il sistema nervoso: altri sonniferi, ansiolitici, sedativi, antidepressivi, antipsicotici, antiepilettici, anestetici, antistaminici sedativi e antidolorifici oppioidi;
- gli oppioidi (forti antidolorifici, farmaci per la terapia della dipendenza, alcuni sciroppi per la tosse) meritano un'attenzione particolare: insieme alle benzodiazepine aumentano il rischio di sonnolenza profonda, respiro rallentato e coma. Per questo, su indicazione del gruppo di coordinamento delle agenzie europee (CMDh, 2018), l'associazione è riservata a chi non ha alternative, con dosi e durata limitate dal medico;
- alcuni farmaci cambiano il modo in cui il fegato elimina il brotizolam: un antibiotico come la rifampicina può ridurne l'effetto, un antifungino come il ketoconazolo può aumentarlo fino a renderlo dannoso.
Lendormin e guida
Sedazione, vuoti di memoria e riduzione delle capacità mentali e fisiche possono aumentare il rischio di cadute e di incidenti stradali. Il rischio cresce se si dorme poco o se si assumono alcol o altri sedativi. Se ti senti assonnato o meno lucido, non guidare e non usare macchinari, e chiedi al medico come comportarti.
Lendormin negli anziani
Con l'età il farmaco viene eliminato più lentamente. Per questo il foglio illustrativo prevede una dose che può partire da mezza compressa. La European Insomnia Guideline ricorda che tra gli effetti indesiderati delle benzodiazepine ci sono confusione notturna, cadute e disturbi della memoria; la valutazione spetta sempre al medico.
Se ti prendi cura di un familiare anziano in terapia, non modificare la dose: parlane con il medico curante.
Lendormin in gravidanza e allattamento
Secondo il foglio illustrativo, l'uso non è raccomandato né in gravidanza né durante l'allattamento, perché i dati di sicurezza non sono sufficienti e le benzodiazepine passano nel latte materno.
Se sei incinta, pensi di esserlo o stai cercando una gravidanza mentre assumi Lendormin, contatta il medico: sarà lui a indicarti come sospendere il farmaco in sicurezza.
Altre condizioni da segnalare al medico
- Malattie respiratorie croniche: le benzodiazepine possono rallentare il respiro, soprattutto di notte.
- Malattie del fegato: nelle forme gravi il farmaco è controindicato, nelle altre la dose va ridotta.
- Malattie dei reni: secondo i dati disponibili non serve modificare la dose, ma è bene informare il medico.
- Depressione o altri disturbi psichiatrici, e qualsiasi difficoltà passata con alcol, farmaci o sostanze.
Lendormin e Tavor: qual è la differenza?
Sono entrambi benzodiazepine, ma non sono lo stesso farmaco e non sono intercambiabili.
| Lendormin | Tavor | |
| Principio attivo | Brotizolam | Lorazepam |
| Indicazioni | Insonnia grave, per brevi periodi | Ansia, tensione e altre manifestazioni legate all'ansia; insonnia |
| Emivita | Circa 3-8 ore | Circa 12-16 ore |
Fonti: RCP di Lendormin (AIFA, 2020) e RCP di Tavor (AIFA, 2023).
In sintesi, Lendormin nasce come farmaco per il sonno, mentre il Tavor è usato soprattutto per l'ansia. Non esiste un "più forte" in assoluto, né una conversione di dose da fare da soli: la scelta del farmaco spetta al medico.
Per una panoramica su altri ipnotici trovi le schede dedicate a zolpidem, Minias (lormetazepam) e nitrazepam.
Serve la ricetta per Lendormin?
Sì, Lendormin si ottiene con ricetta medica ripetibile (RR) ed è in fascia C, cioè a carico del cittadino. Le differenze tra i vari tipi di ricetta sono spiegate nel dettaglio nella nostra guida alla ricetta rossa.
Dal punto di vista normativo, il brotizolam (il principio attivo del Lendormin) è una sostanza strettamente vigilata e inserita nella Tabella dei Medicinali (Sezione E) della legge sugli stupefacenti. Questo posizionamento conferma la necessità di un rigoroso controllo medico, pur consentendo l'acquisto in farmacia con una normale ricetta ripetibile.
Il prezzo può variare, per conoscerlo chiedi direttamente al farmacista, che può indicarti anche gli equivalenti (generici) disponibili.
| Se fai fatica a dormire da tempo, il primo passo è parlarne con un medico o con uno psichiatra: valuterà la tua insonnia e, se necessario, la terapia più adatta a te. |
Alternative non farmacologiche e cosa chiedere al medico
Quando l'insonnia dura nel tempo, il farmaco non è l'unica strada e spesso non è la prima. Le linee guida indicano come primo approccio la terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia (CBT-I): un percorso psicologico strutturato che lavora sulle abitudini e sui pensieri che mantengono il problema.
La European Insomnia Guideline raccomanda la CBT-I come trattamento di prima scelta per l'insonnia cronica negli adulti di ogni età e prevede i farmaci quando la CBT-I non basta. Il suo punto di forza è che i benefici tendono a durare nel tempo, senza tolleranza, dipendenza o insonnia di rimbalzo (Riemann et al., 2023). Lendormin e gli altri sonniferi, invece, sono pensati per periodi brevi.
Per saperne di più leggi il nostro articolo sulla terapia cognitivo-comportamentale.
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Cosa dire al medico prima di iniziare Lendormin
Per aiutare il medico a valutare la terapia più adatta, preparati a riferire:
- da quanto tempo dura il problema di sonno e come incide sulla tua giornata;
- tutti i farmaci e gli integratori che assumi;
- quanto e quanto spesso bevi alcolici;
- se russi molto o se qualcuno ha notato pause del respiro mentre dormi;
- se sei incinta, stai allattando o cerchi una gravidanza;
- se guidi o lavori con macchinari;
- se in passato hai avuto difficoltà con farmaci simili, alcol o altre sostanze.
Quando parlare con il medico o con lo psicologo
Vale la pena chiedere un parere se:
- dormi male da diverse settimane e la stanchezza pesa su giornate e umore;
- hai dubbi su un farmaco che ti è già stato prescritto;
- al mattino ti senti ancora assonnato, confuso o hai vuoti di memoria;
- noti effetti che ti disturbano, o senti di non riuscire più a dormire senza il farmaco;
- sei incinta, stai allattando o assumi altri farmaci o alcol.
In caso di sonnolenza molto profonda, respiro rallentato, difficoltà a respirare o segni di una grave reazione allergica, chiama subito il 112 o rivolgiti al pronto soccorso.
Il consiglio del medico Lendormin può aiutarti a superare un periodo di insonnia intensa, ma non risolve le sue cause. Usa questo periodo per capire, insieme al medico o a uno psicologo, cosa sta disturbando il tuo sonno. E ricorda: non aumentare la dose e non sospendere il farmaco da solo, anche se ti sembra di stare meglio. |
Sitografia
