Clorpromazina: cos'è, a cosa serve ed effetti collaterali

Punti chiave
- Cos'è la clorpromazina: un antipsicotico di prima generazione della famiglia delle fenotiazine.
- A cosa serve: viene impiegata per gestire schizofrenia, forte agitazione psicomotoria e singhiozzo persistente.
- Come si assume: per via orale o per iniezione intramuscolare/endovenosa.
- Attenzione: non va interrotta bruscamente e richiede controlli medici periodici (esami del sangue, funzionalità epatica e renale) durante la terapia.
Cos’è la clorpromazina
La clorpromazina è un antipsicotico di prima generazione, come l'aloperidolo o la flufenazina, e appartiene alla famiglia delle fenotiazine. Introdotta negli anni '50 insieme al litio, è stata uno dei primi psicofarmaci a offrire un trattamento efficace per i disturbi mentali gravi.
A differenza delle benzodiazepine, usate soprattutto come ansiolitici e sedativi, la clorpromazina blocca i recettori della dopamina e riduce sintomi psicotici come deliri e allucinazioni. Conosciuta anche con il nome commerciale Largactil®, oggi è utilizzata soprattutto in ambito ospedaliero o in casi selezionati dove altri trattamenti risultano meno efficaci.

Come si assume la clorpromazina?
La clorpromazina può essere somministrata in diverse modalità, per adattarsi alle necessità del paziente:
- Per via orale: in compresse o gocce, utilizzate per trattamenti a lungo termine, facilmente gestibili a casa.
- Per iniezione: somministrata in ambito ospedaliero per un effetto rapido o in situazioni di emergenza, con iniezioni intramuscolari o endovenose.
Il medico stabilisce sempre il dosaggio, di norma iniziando con dosi basse e aumentandole gradualmente. L'intervallo tra una somministrazione e l'altra è in genere di 6-8 ore.
Nella Lista dei Farmaci Essenziali dell'OMS del 2023 la clorpromazina orale compare ancora come alternativa terapeutica all'aloperidolo per la schizofrenia; la sola formulazione iniettabile è stata invece rimossa dalla lista e sostituita dall'olanzapina, per un profilo di sicurezza meno favorevole (WHO, 2024).
Quali disturbi possono essere trattati con la clorpromazina
Secondo le indicazioni terapeutiche approvate da AIFA, la clorpromazina agisce sul sistema nervoso centrale ed è utilizzata per:
- Schizofrenia e psicosi: è uno dei farmaci di riferimento per ridurre i sintomi positivi, come deliri e allucinazioni.
- Disturbi bipolari: aiuta a gestire episodi maniacali.
- Agitazione psicomotoria: efficace nel calmare stati di forte agitazione, sotto stretta supervisione medica.
- Nausea e vomito gravi: particolarmente utile in pazienti sottoposti a trattamenti come la chemioterapia.
- Singhiozzo persistente: indicato nei casi in cui altri trattamenti non sono efficaci.
- Ansia: se particolarmente grave e resistente ad altri trattamenti (ansiolitici).
- Depressione con agitazione: in associazione con antidepressivi, quando accompagnata da agitazione e delirio.
- Dolori intensi: generalmente in associazione con analgesici oppiacei.
- Medicazione preanestetica: prima di un intervento chirurgico.
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Quali sono i benefici della clorpromazina?
La clorpromazina è indicata per chi soffre di disturbi psicotici e i suoi principali benefici sono:
- riduzione dei sintomi psicotici: attenua deliri e allucinazioni, permettendo un maggiore contatto con la realtà;
- effetto calmante: aiuta a gestire l'agitazione e favorisce il sonno, utile in situazioni di forte stress mentale;
- versatilità: disponibile in più formulazioni (compresse, soluzione iniettabile), adattabili alle necessità cliniche.
Questi benefici la rendono un farmaco ancora rilevante nella gestione dei disturbi mentali gravi e nelle emergenze cliniche, nonostante siano oggi disponibili anche farmaci più recenti come gli antipsicotici di seconda generazione.
Clorpromazina: i possibili effetti collaterali
Come tutti i medicinali, la clorpromazina può causare effetti indesiderati, anche se non tutte le persone li manifestano.
I più comuni sono:
- sedazione e sonnolenza;
- bocca secca;
- visione offuscata;
- aumento di peso;
- disturbi motori: come tremori o rigidità muscolare (sintomi extrapiramidali);
- abbassamento della pressione;
- tachicardia;
- vertigini e svenimento.
Più raramente:
- disturbi del ritmo cardiaco: come il prolungamento del tratto QT;
- gravi problemi del sangue (riduzione di globuli bianchi, piastrine o globuli rossi).
La clorpromazina può anche causare:
- aumento della prolattina e alterazioni del ciclo mestruale;
- problemi al fegato;
- retinopatia;
- Sindrome Neurolettica Maligna (SNM).
La clorpromazina è uno dei farmaci più studiati della storia della psichiatria. Un'ampia revisione sistematica Cochrane sintetizza mezzo secolo di studi clinici sull'efficacia della clorpromazina per il trattamento della schizofrenia. I risultati mostrano che il farmaco riduce le ricadute e migliora i sintomi rispetto al placebo, ma con effetti indesiderati significativi come sedazione, disturbi del movimento, aumento di peso e abbassamento della pressione.
Essendo un farmaco potente, la clorpromazina è utile per disturbi gravi ma comporta un profilo di effetti collaterali importante, che richiede un attento monitoraggio medico durante tutta la terapia.

Avvertenze: a cosa stare attenti prima di assumere la clorpromazina?
Il foglio illustrativo raccomanda di usare la clorpromazina per il periodo più breve possibile e alla minima dose efficace, perché un uso prolungato e a dosi elevate può causare movimenti involontari del viso e della lingua (discinesia tardiva), che in alcuni casi possono diventare permanenti.
Sindrome Neurolettica Maligna (SNM)
È una reazione rara ma grave. Interrompi immediatamente la terapia e segnala al medico la comparsa di febbre alta, rigidità muscolare, sudorazione, tachicardia o alterazione dello stato di coscienza.
Fotosensibilità
Le linee guida britanniche NICE raccomandano esplicitamente di avvisare chi assume clorpromazina del rischio di fotosensibilità cutanea e di consigliare l'uso di una protezione solare, un'indicazione confermata anche dal foglio illustrativo, che segnala colorazioni brune della pelle nelle zone esposte al sole durante i trattamenti prolungati.
Altre situazioni che richiedono cautela
L’assunzione di clorpromazina può inoltre compromettere la capacità di guidare o utilizzare macchinari, poiché riduce i riflessi e la concentrazione.
Inoltre, il medico va informato prima di iniziare la terapia in presenza di:
- problemi cardiaci;
- epilessia o rischio di convulsioni;
- glaucoma, ipertrofia prostatica o malattie che restringono stomaco, intestino o vie urinarie;
- morbo di Parkinson o altri disturbi del movimento;
- tumore alla mammella;
- rischio di ictus o precedenti di trombosi venosa;
- demenza: la clorpromazina non è indicata in questi pazienti, per un aumentato rischio di eventi cerebrovascolari.
Interazione con l'adrenalina: se durante il trattamento si manifesta un forte calo della pressione, non va usata adrenalina, perché può peggiorare i sintomi.
Controindicazioni assolute
La clorpromazina non va assunta in presenza di:
- allergia al principio attivo, ad altre fenotiazine o a uno degli eccipienti;
- stati comatosi, in particolare quelli causati da alcol, barbiturici o oppiacei;
- danno cerebrale sottocorticale sospetto o accertato;
- gravi stati depressivi;
- gravi problemi del sangue (discrasie ematiche);
- gravi malattie epatiche o renali;
- feocromocitoma (tumore della ghiandola surrenale);
- miastenia grave;
- epilessia non trattata;
- allattamento al seno: passa nel latte materno;
- gravidanza: l'uso è riservato ai soli casi di effettiva necessità, sotto stretto controllo medico.
Sovradosaggio, dose dimenticata e interruzione del trattamento
- Dose eccessiva: in caso di assunzione accidentale di una dose eccessiva, avvertire subito il medico o rivolgersi al pronto soccorso più vicino.
- Dose dimenticata: non va mai raddoppiata la dose successiva per compensare la dimenticanza.
- Interruzione: non va interrotta bruscamente, perché possono comparire nausea, vomito, vertigini, tremori e irrequietezza motoria. In chi soffre di depressione, l'interruzione improvvisa può anche peggiorare i sintomi.
Una cosa importante
Le informazioni che trovi in questo articolo hanno uno scopo divulgativo, e non sostituiscono il parere di un medico. Ogni persona reagisce in modo diverso ai farmaci, e questo vale anche per gli eventuali effetti collaterali.
Per capire cosa è meglio per te, parla con un medico e leggi bene il foglietto illustrativo.
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