Fenilefrina: cos'è, a cosa serve ed effetti collaterali

La fenilefrina è un principio attivo che restringe i vasi sanguigni. Si trova in spray e gocce per il naso chiuso, in alcuni colliri usati dall'oculista per dilatare la pupilla e in bustine contro i sintomi di raffreddore e influenza. Il suo effetto e la sua sicurezza cambiano molto a seconda di come viene assunta: ecco cosa sapere.
Punti chiave
- Cos'è: la fenilefrina è un vasocostrittore della famiglia dei simpaticomimetici, farmaci che imitano l'azione dell'adrenalina. Non è un antistaminico né un antinfiammatorio.
- A cosa serve: decongestiona il naso, dilata la pupilla durante le visite oculistiche e, in ospedale, alza la pressione quando scende troppo.
- Dove si trova: in spray e gocce nasali, in colliri su ricetta e in bustine con paracetamolo.
- Attenzione: i prodotti in commercio in Italia non vanno usati sotto i 12 anni. Chi ha pressione alta, problemi di cuore o di tiroide deve chiedere prima al medico.
Cos'è la fenilefrina
La fenilefrina è un principio attivo appartenente alla classe dei simpaticomimetici. Sono farmaci che imitano alcuni effetti dell'adrenalina, l'ormone che il corpo produce in situazioni di allerta. La sua azione principale è la vasocostrizione, cioè il restringimento dei vasi sanguigni.
Nei farmaci la si trova quasi sempre come fenilefrina cloridrato, una forma chimica che si scioglie bene in acqua e si presta a preparazioni diverse: gocce e spray per il naso, colliri, bustine da sciogliere e fiale per uso ospedaliero.
In sintesi, fenilefrina e fenilefrina cloridrato indicano lo stesso principio attivo. A seconda di come viene assunto, però, cambiano usi, efficacia e precauzioni.

A cosa serve la fenilefrina
Le indicazioni della fenilefrina dipendono dalla forma in cui viene usata. Ecco le principali.
Nel naso: contro la congestione
In spray o gocce, la fenilefrina restringe i vasi della mucosa nasale. Il gonfiore si riduce e si respira meglio. È un aiuto per pochi giorni in caso di raffreddore, non una cura: non accorcia la malattia. Anche l'effetto sul sintomo è modesto. Secondo una revisione di più studi clinici, i decongestionanti danno al massimo un piccolo sollievo negli adulti, mentre nei bambini mancano dati su efficacia e sicurezza.
Attenzione Se il naso chiuso dura più di 10 giorni o compaiono dolore al viso e secrezioni dense, potrebbe trattarsi di una sinusite: in questo caso è meglio sentire il medico. |
Nell'occhio: per dilatare la pupilla
In collirio, la fenilefrina fa contrarre il piccolo muscolo che allarga la pupilla. Questa dilatazione si chiama midriasi e permette all'oculista di osservare retina e nervo ottico durante l'esame del fondo oculare o prima di un intervento, come quello di cataratta. Sono colliri su prescrizione, usati quasi sempre in ambulatorio o in ospedale.
In ospedale: per alzare la pressione
In vena, la fenilefrina si usa quando la pressione scende troppo, per esempio durante un'anestesia. Nel parto cesareo in anestesia spinale, secondo il consensus internazionale degli anestesisti, la fenilefrina è il vasopressore di riferimento per prevenire e trattare il calo di pressione della madre. La noradrenalina è considerata un’alternativa efficace che rallenta meno il battito cardiaco. La scelta spetta all’anestesista e dipende dal profilo clinico della paziente.
In urologia: per il priapismo
Il priapismo è un’erezione persistente, generalmente dolorosa e non legata alla stimolazione sessuale, che dura più di quattro ore. La forma ischemica è un’emergenza urologica: il sangue intrappolato nei corpi cavernosi può danneggiare il tessuto e compromettere permanentemente la funzione erettile. Le linee guida dell’AUA/SMSNA indicano come trattamento iniziale l’aspirazione del sangue associata all’iniezione intracavernosa di fenilefrina, una procedura da eseguire urgentemente in pronto soccorso con il coinvolgimento dell’urologo. Il priapismo è raro, tra le cause più frequenti ci sono alcuni trattamenti per la disfunzione erettile, in particolare quelli iniettati direttamente nel pene e alcuni psicofarmaci.
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E per bocca?
La fenilefrina orale si trova in alcune bustine per influenza e raffreddore. Qui però la sua utilità è oggi molto discussa: ne parliamo nella sezione dedicata all'uso.
In quali farmaci si trova la fenilefrina: nomi commerciali
In Italia la fenilefrina non si vende da sola in compresse. Si trova in alcuni farmaci per il naso, per l'occhio e contro i sintomi influenzali, spesso insieme ad altri principi attivi. Ecco gli esempi principali, con i dati riportati dalle schede tecniche autorizzate dall'AIFA.
| Farmaco | Forma | Principi attivi | Come si ottiene | Età |
| Visumidriatic Fenilefrina | Collirio | Fenilefrina 10% + tropicamide 0,5% | Ricetta medica | Non sotto i 12 anni |
| Mydriasert | Inserto oculare | Fenilefrina + tropicamide | Uso riservato al medico | Non sotto i 12 anni |
| Mydrane | Iniezione nell'occhio | Fenilefrina + tropicamide + lidocaina | Solo intervento di cataratta | Solo adulti |
| NTR spray nasale | Spray nasale | Fenilefrina + tenildiamina | Da banco | Non sotto i 12 anni |
| Nasomixin c.m. | Gocce nasali | Fenilefrina | Da banco | Non sotto i 12 anni |
| Tachifludec | Bustine | Fenilefrina + paracetamolo + vitamina C | Da banco | Non sotto i 12 anni |
| Tachiflutask | Granulato in bustine | Fenilefrina + paracetamolo | Da banco | Non sotto i 12 anni |
Fenilefrina collirio: Visumidriatic e gli altri
Il collirio con fenilefrina più conosciuto è Visumidriatic Fenilefrina. È importante non confonderlo con il semplice Visumidriatic, che contiene solo tropicamide. Visumidriatic Fenilefrina invece contiene due principi attivi: la fenilefrina, che dilata la pupilla, e la tropicamide, che contribuisce a dilatarla e rilassa in parte il muscolo che mette a fuoco. È un farmaco di classe C, a pagamento, e si ottiene solo con ricetta.
Gli altri colliri con fenilefrina disponibili in Italia, Mydriasert e Mydrane, sono riservati a oculisti e chirurghi.
Fenilefrina spray nasale
Per il naso, la fenilefrina si trova in NTR spray nasale, dove è associata alla tenildiamina, un antistaminico, e in Nasomixin c.m. gocce nasali. Sono farmaci da banco, quindi si comprano senza ricetta, ma vanno usati solo per pochi giorni.
Fenilefrina e paracetamolo: Tachifludec e Tachiflutask
Molti conoscono la fenilefrina per le bustine contro l'influenza. In Tachifludec è associata a paracetamolo e vitamina C; in Tachiflutask solo al paracetamolo. Ogni bustina contiene 10 mg di fenilefrina cloridrato: il paracetamolo abbassa febbre e dolori, mentre la fenilefrina dovrebbe liberare il naso.
Come agisce la fenilefrina
Sulle pareti dei vasi sanguigni ci sono dei recettori, cioè piccoli interruttori che rispondono all'adrenalina. La fenilefrina accende un tipo preciso di questi interruttori, chiamati recettori alfa-1 adrenergici. Il risultato è che il muscolo attorno ai vasi si contrae e i vasi si restringono.
L'effetto concreto dipende da dove arriva il farmaco:
- naso: i vasi ristretti portano meno sangue alla mucosa, che si sgonfia, e l'aria passa meglio;
- occhio: lo stesso meccanismo fa contrarre il muscolo che allarga la pupilla. A differenza di altri colliri dilatanti, la fenilefrina da sola non blocca la messa a fuoco;
- circolazione: i vasi più stretti fanno salire la pressione. Il cuore reagisce rallentando un po' il battito: è la cosiddetta bradicardia riflessa, un normale meccanismo di compenso.
Anche un collirio o uno spray possono passare in piccola parte nel sangue. Per questo le precauzioni per cuore e pressione valgono, in misura minore, anche per l'uso locale.
Come si usa la fenilefrina
La dose giusta dipende dal prodotto: vanno sempre seguiti il foglietto illustrativo o le indicazioni del medico. Qui trovi le regole generali per ciascuna forma.
Fenilefrina collirio: come si usa
Per dilatare la pupilla, di solito bastano 1-2 gocce per occhio, messe dal medico o dall'infermiere prima della visita. Dopo averle instillate si può premere con un dito per circa un minuto l'angolo interno dell'occhio, vicino al naso. Così meno farmaco scende nel naso e passa nel sangue.
La dilatazione dura alcune ore e offusca la vista da vicino: dopo la visita è meglio non guidare. Chi porta lenti a contatto morbide deve toglierle prima delle gocce.
Fenilefrina spray e gocce nasali: come si usano
Si usano quando serve, rispettando il numero massimo di applicazioni indicato nel foglietto. La regola più importante è la durata: non oltre 5 giorni di fila. Usati più a lungo, i decongestionanti nasali possono dare l'effetto opposto: il naso si richiude appena finisce l'effetto e si è spinti a usarne ancora. Questa condizione si chiama rinite medicamentosa o "congestione di rimbalzo".
Bustine per l'influenza
Tachifludec e Tachiflutask si prendono dai 12 anni in su, 1 bustina ogni 4-6 ore, fino a un massimo di 3 al giorno. Senza parere del medico non vanno presi per più di 3 giorni. Attenzione a non sommarli ad altri farmaci con paracetamolo: il rischio è superare la dose sicura per il fegato.
La fenilefrina per bocca funziona?
Le prove oggi dicono di no, almeno per il naso chiuso. Il motivo è che la fenilefrina ingerita viene quasi tutta trasformata dall'intestino e dal fegato prima di entrare in circolo. Secondo le analisi dell'FDA, l'agenzia che autorizza e controlla farmaci e alimenti, meno dell'1% arriva nel sangue in forma attiva.
Nel 2023 un comitato di esperti dell'FDA ha concluso all'unanimità che, alle dosi usate nei farmaci da banco, la fenilefrina orale non libera il naso più di un placebo. A novembre 2024 l'agenzia ha quindi proposto di toglierla dai decongestionanti da banco statunitensi. La decisione riguarda l'efficacia, non la sicurezza, e non tocca spray e colliri.
In Italia questi farmaci restano autorizzati. In pratica, nelle bustine l'effetto su febbre e dolori viene dal paracetamolo, mentre quello sul naso chiuso è probabilmente scarso.

Fenilefrina: controindicazioni e avvertenze
Quasi tutte le controindicazioni della fenilefrina derivano dal suo effetto sui vasi e sulla pressione. Il livello di rischio però cambia con la forma del farmaco, e alcune condizioni che per uno spray richiedono solo cautela sono invece un divieto per le bustine.
Chi non deve usarla
Secondo i foglietti illustrativi dei prodotti italiani, la fenilefrina non va usata:
- sotto i 12 anni, qualunque sia la forma;
- in caso di pressione alta o problemi al cuore o circolatori;
- in caso di ipertiroidismo, cioè una tiroide che lavora troppo;
- se si prendono o si sono presi nelle ultime due settimane antidepressivi IMAO;
- per il collirio, in caso di glaucoma ad angolo chiuso o angolo stretto: dilatare la pupilla può scatenare un aumento improvviso della pressione nell'occhio.
Per le bustine con paracetamolo l'elenco è più lungo. Sono controindicate anche con diabete, con insufficienza del fegato o dei reni, e insieme a farmaci beta-bloccanti o antidepressivi triciclici.
Quando serve cautela
Anche quando non è vietata, la fenilefrina richiede attenzione in chi ha diabete (per spray e colliri), ingrossamento della prostata (può rendere più difficile urinare), problemi di circolazione alle gambe, e negli anziani, che hanno più spesso malattie di cuore e vasi. In questi casi è bene chiedere al medico prima di usarla.
Bambini
I bambini sono più sensibili agli effetti della fenilefrina sul cuore e sul sistema nervoso. Per questo i prodotti in commercio in Italia sono controindicati sotto i 12 anni. Spray e gocce vanno tenuti fuori dalla loro portata: se ingeriti per errore possono causare sonnolenza profonda e altri effetti gravi.
Fenilefrina in gravidanza e allattamento
In gravidanza la fenilefrina va usata solo se il medico lo ritiene necessario, perché restringendo i vasi potrebbe ridurre il flusso di sangue verso la placenta. L'uso ospedaliero durante il cesareo è un caso diverso, gestito dall'anestesista.
In allattamento, il collirio Visumidriatic Fenilefrina è controindicato secondo la sua scheda tecnica. Per gli altri prodotti la decisione va presa con il medico, anche perché esistono alternative più studiate.
Interazioni con altri farmaci
Prima di usare la fenilefrina, anche in spray, conviene dire al medico o al farmacista quali altri farmaci si prendono. Le interazioni più importanti sono con:
- antidepressivi IMAO e triciclici: insieme alla fenilefrina possono far salire molto la pressione;
- beta-bloccanti e altri farmaci per la pressione, di cui la fenilefrina può alterare l'effetto;
- digossina, un farmaco per il cuore: aumenta il rischio di aritmie;
- farmaci per l'emicrania a base di ergotamina;
- altri decongestionanti, per bocca o per il naso: sommati aumentano il rischio di effetti su cuore e pressione.
Effetti collaterali della fenilefrina cloridrato
Gli effetti collaterali della fenilefrina cloridrato dipendono soprattutto dalla dose e dalla forma usata. Nella maggior parte delle persone, alle dosi indicate, sono lievi e passeggeri.
Effetti locali
- Spray e gocce nasali: bruciore, secchezza o irritazione del naso. Se usati per più di 5 giorni, congestione di rimbalzo.
- Collirio: bruciore al momento dell'applicazione, lacrimazione, fastidio alla luce e vista offuscata per alcune ore, dovuti alla pupilla dilatata.
Effetti sul resto del corpo
Sono più probabili con dosi alte, uso prolungato o nelle persone più sensibili:
- aumento della pressione, a volte con mal di testa;
- battito rallentato (bradicardia riflessa) o, più raramente, palpitazioni e aritmie;
- nervosismo, agitazione, tremori, insonnia, vertigini;
- nausea.
Con il collirio al 10% sono stati descritti, raramente, eventi cardiovascolari gravi come aritmie e infarti, quasi sempre in persone già malate di cuore. Per questo nei pazienti a rischio il medico può scegliere concentrazioni più basse e controllare la pressione dopo la visita.
Cosa succede in caso di sovradosaggio
Un sovradosaggio si verifica di solito per un uso eccessivo di spray o bustine, o quando un bambino ingerisce per errore il prodotto. I segnali da riconoscere sono:
- mal di testa forte e improvviso;
- pressione molto alta;
- palpitazioni o battito irregolare;
- dolore al petto;
- agitazione, tremori, vomito;
- nei bambini, anche sonnolenza marcata.
In questi casi bisogna chiamare subito il 112 ( o il 118) o rivolgersi al pronto soccorso, portando con sé la confezione del farmaco. Per un consiglio rapido si può contattare anche un Centro Antiveleni.
Sitografia
