Agevolazione di 30€ per la giornata mondiale della salute mentale: usa il codice SALUTEMENTALE

Barbiturici: cosa sono, a cosa servono oggi e quali rischi hanno

Cosa sono i barbiturici, come agiscono sul cervello e perché sono stati sostituiti dalle benzodiazepine. Scopri gli usi che restano oggi, i rischi di tolleranza e dipendenza e le interazioni con alcol e altri farmaci.
Scritto daStella MilazzoScientific & Medical Copywriter
Icona revisione
Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato16 ottobre 2026
•
Aggiornato16 ottobre 2026
Trova il professionista giusto per te.
Trova un terapeuta
Pagina di un libro accademico che indica cosa sono i barbiturici

Punti chiave

  • Cause del calo della libido: Il desiderio sessuale può diminuire per fattori psicologici (ansia, stress), organici (squilibri ormonali, malattie) o farmacologici (effetti di farmaci, abuso di sostanze).
  • Impatto su uomini e donne: il calo della libido si manifesta in modi simili nei due sessi, ma le cause possono variare, come vaginismo e menopausa per le donne, o disfunzione erettile per gli uomini.
  • Soluzioni e trattamenti: è fondamentale individuare le cause con il supporto di specialisti, seguire terapie personalizzate e adottare tecniche di rilassamento per migliorare il benessere generale.


Forse hai letto la parola barbiturico sul foglietto di un farmaco. Forse l'hai sentita in un film, o un tuo familiare è in terapia. È normale avere dubbi, e magari un po' di timore. In questa guida spieghiamo cosa sono i barbiturici, come agiscono, a cosa servono oggi e perché sono stati quasi del tutto superati.

Se stai male, non sei da solo/a

Se stai pensando di farti del male o ti senti in pericolo, chiama subito il 112. 

È il numero unico europeo per le emergenze: è gratuito e funziona anche da un cellulare senza SIM o senza credito. Se senti il bisogno di parlare con qualcuno, puoi chiamare Telefono Amico Italia al 02 2327 2327. È un servizio di ascolto gratuito e anonimo, attivo tutti i giorni, 24 ore su 24. 

Puoi parlarne anche con il tuo medico di base o con uno psichiatra online. 

Chiedere aiuto è un gesto di forza.

Cosa sono i barbiturici

I barbiturici sono farmaci derivati dell'acido barbiturico. Agiscono come depressori del sistema nervoso centrale. Il termine “depressore” qui non riguarda l'umore: significa che rallentano l'attività del cervello, come un freno.

L'effetto cambia a seconda della sostanza e della dose. Al crescere della dose, i barbiturici calmano le crisi convulsive e l'ansia, poi sedano, fanno dormire e, a dosi ancora più alte, portano all'anestesia generale. In altre parole, gli effetti vanno dalla sedazione lieve all'anestesia  (Löscher & Rogawski, 2012).

I barbiturici non sono benzodiazepine 

Sono due famiglie diverse, anche se agiscono sullo stesso bersaglio nel cervello. Vediamo più avanti le differenze.

Come agiscono sul cervello

Il cervello ha un suo freno naturale: un messaggero chimico chiamato GABA. Quando il GABA si aggancia al suo recettore, apre un piccolo canale nella cellula nervosa e la rende meno eccitabile.

I barbiturici potenziano questo freno, ma in un modo particolare:

  • tengono aperto il canale più a lungo quando il GABA è presente;
  • a dosi alte riescono ad aprirlo anche da soli, senza il GABA.

Le benzodiazepine, invece, rendono solo più frequente l'apertura del canale e non lo aprono senza il GABA. Questa differenza è uno dei motivi per cui le benzodiazepine sono molto più sicure.

In pratica, con i barbiturici la dose che cura e quella che può diventare pericolosa sono vicine tra loro. È quello che gli esperti chiamano "indice terapeutico basso" (DCSA, s.d.).

Effetti dei barbiturici sul cervello

Quali sono i farmaci barbiturici e per cosa si usano oggi

I barbiturici si dividono in base alla durata d'azione: ultrabreve, breve, intermedia e lunga (Skibiski et al., 2024).

  • Quelli ad azione ultrabreve sono stati usati in anestesia (oggi il propofol li ha in gran parte sostituiti).
  • Quelli a lunga durata d'azione, come il fenobarbital e il primidone, si usano soprattutto per l'epilessia.

In passato erano molto utilizzati nella pratica clinica, mentre oggi ne restano pochissimi.

Alcuni si trovano anche in medicinali di associazione, insieme ad altri principi attivi.

Barbiturici in commercio in Italia: nomi commerciali

MedicinalePrincipio attivoFormaUsi autorizzati
GardenaleFenobarbitalCompresseConvulsioni tonico-cloniche (grande male) e crisi focali. Anche disintossicazione da uso cronico di barbiturici
LuminaleFenobarbitalCompresse e fiale intramuscoloSedativo generale, soprattutto nell'epilessia e nelle condizioni che richiedono una sedazione prolungata. Può essere usato anche come ipnotico
Fenobarbitale sodico S.A.L.F.Fenobarbitale sodicoFialeIn vena: emergenza di seconda linea nello stato di male epilettico, se benzodiazepine e fenitoina non hanno funzionato
MysolinePrimidoneCompresseGrande male ed epilessia psicomotoria (del lobo temporale). Anche crisi focali, miocloniche e acinetiche
Gamibetal ComplexFenobarbital + fenitoina + buxaminaCompresseEpilessia (grande male, piccolo male, epilessia jacksoniana, temporale e post-traumatica) e manifestazioni convulsive dei bambini
OptalidonButalbital + propifenazone + caffeinaCompresse rivestite e supposteTrattamento sintomatico degli stati dolorosi, tra cui mal di testa, dolori articolari e muscolari, mal di denti e dolori mestruali

Fonti: schede tecniche AIFA di Gardenale, Luminale, Fenobarbitale sodico S.A.L.F., Mysoline, Gamibetal Complex e Optalidon.

La parola psichiatra può fare paura

Ma è un medico come tutti gli altri. E può aiutarti a rimettere a posto le cose.

  • 100% professionisti qualificati
  • Primo colloquio gratuito
  • Centro medico autorizzato

Il fenobarbital nell'epilessia: cosa dicono le linee guida

Il fenobarbital è usato contro l'epilessia da oltre 100 anni (Löscher & Rogawski, 2012). Oggi però non è quasi mai la prima scelta:

  • le linee guida britanniche del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) lo indicano, insieme al primidone, tra le opzioni da aggiungere quando i primi farmaci non bastano. Ricordano anche che può peggiorare le crisi di assenza;
  • secondo la Lega Italiana Contro l'Epilessia (LICE), nello stato di male epilettico il fenobarbital è tra i farmaci utili. In Italia è registrato per questo uso solo come terapia di seconda scelta;
  • nei Paesi a basse risorse resta spesso la prima scelta, perché costa poco.

Una breve storia: perché sono stati usati molto e perché oggi no

La storia comincia nel 1864, quando Adolf von Baeyer sintetizzò l'acido barbiturico. Da solo, però, non aveva effetti sul cervello.

Il primo barbiturico usato in medicina fu il barbital, venduto come sonnifero dal 1904 con il nome Veronal. Nel 1911 fu sintetizzato anche il fenobarbital, messo in commercio l'anno dopo con il nome Luminal.

Sempre nel 1912, lo psichiatra Alfred Hauptmann scoprì per caso che, somministrando il fenobarbital ai suoi pazienti con epilessia, le crisi diminuivano. Era il primo farmaco davvero efficace contro l'epilessia.

Dagli anni Venti alla metà degli anni Cinquanta, i barbiturici furono quasi gli unici sedativi e sonniferi disponibili. Ma i problemi erano evidenti: la dipendenza, descritta già un anno dopo l'arrivo del barbital, e il rischio di intossicazioni, dovuto al margine di sicurezza ridotto.

Nel 1960 arrivò la prima benzodiazepina, il clordiazepossido. Da allora le benzodiazepine sostituirono progressivamente i barbiturici, perché più sicure e con minor rischio di dipendenza (López-Muñoz et al., 2005; Sanabria et al., 2021).

Barbiturici e benzodiazepine: che differenza c'è

Barbiturici e benzodiazepine agiscono entrambi sul sistema del GABA, ma in modo diverso. Oggi, le benzodiazepine hanno preso il posto dei barbiturici per ansia e insonnia. Questo non significa che siano prive di rischi: anche le benzodiazepine possono dare dipendenza fisica e psichica, perfino alle dosi terapeutiche. Per questo l'AIFA ne prevede l'uso per il periodo più breve possibile.

AspettoBarbituriciBenzodiazepine
MeccanismoPotenziano il GABA e, a dosi alte, agiscono anche senza di essoPotenziano il GABA, ma non agiscono in sua assenza. Agiscono solo sui recettori del GABA
Uso attualeLimitato: soprattutto alcune forme di epilessia, sempre sotto controllo medicoAnsia, insonnia, agitazione e crisi convulsive
Margine di sicurezzaStrettoPiù ampio
DipendenzaPossibile, con tolleranzaPossibile, soprattutto con l'uso prolungato

Se vuoi approfondire, leggi la nostra guida alle benzodiazepine e quella sui sonniferi.

Effetti collaterali e rischi in generale

La scheda tecnica del fenobarbital riporta, tra gli altri, questi effetti indesiderati:

  • sistema nervoso: sonnolenza, difficoltà di memoria e di concentrazione, rallentamento. Negli anziani, a dosi elevate, possono comparire confusione e instabilità nei movimenti;
  • comportamento e umore: agitazione, aggressività, sbalzi d'umore, sintomi depressivi. Nei bambini può comparire iperattività;
  • pelle: eruzioni cutanee. Raramente si verificano reazioni gravi, più probabili nelle prime settimane di terapia;
  • ossa: con le terapie lunghe può ridursi la densità delle ossa;
  • stomaco: nausea e vomito.
Quando contattare subito il medico

Se compaiono un'eruzione sulla pelle, vesciche o lesioni in bocca, avvisa subito il medico: la terapia potrebbe dover essere interrotta. Come per altri farmaci antiepilettici, sono stati segnalati pensieri suicidari. 

Se tu o chi ti sta vicino notate cambiamenti dell'umore o pensieri di farsi del male, parlatene subito con il medico.

Persona incappucciata che soffre degli effetti collaterali causati dai barbiturici

Tolleranza e dipendenza

Come segnalato nella scheda tecnica, il fenobarbital può dare assuefazione. Con l'uso prolungato, infatti, può comparire tolleranza: l'organismo si abitua e il farmaco funziona meno. Può svilupparsi anche dipendenza fisica e psicologica.

Negli anziani questi farmaci vanno usati con ancora più attenzione. Lo dicono anche i criteri di Beers: un elenco, curato dalla Società americana di geriatria (American Geriatrics Society), dei farmaci che nelle persone anziane è meglio evitare o usare con particolare cautela. Negli anziani infatti danno facilmente dipendenza e anche dosi basse possono risultare troppo forti (Skibiski et al., 2024).

Incontra uno psicologo esperto e specializzato

Serenis è uno dei centri medici più grandi d'Italia: oltre 3000 psicoterapeuti con 13 anni di esperienza media.

  • Centro medico autorizzato
  • 100% professionisti qualificati
  • Primo colloquio gratuito

Perché non va mai sospeso da solo

Dopo un uso prolungato, la sospensione va sempre decisa e guidata dal medico. Nelle persone con epilessia, uno stop brusco può scatenare crisi anche gravi. Le linee guida NICE raccomandano che, per barbiturici e benzodiazepine, la riduzione sia più lenta rispetto ad altri antiepilettici.

In caso di sospetta intossicazione, chiama subito il 112.

Come segnalare una reazione avversa

Se pensi che un farmaco ti abbia causato un effetto indesiderato, puoi segnalarlo all'AIFA. Lo possono fare anche i cittadini, non solo gli operatori sanitari, tramite il modulo online di segnalazione.

Alcol, altri farmaci, gravidanza e guida: cosa tenere presente

Alcol e interazioni con farmaci

  • Barbiturici e alcol: l'alcol potenzia l'effetto sedativo del fenobarbital. Durante la terapia vanno evitati bevande alcoliche e medicinali che contengono alcol.
  • Altri farmaci che rallentano il cervello: benzodiazepine, oppioidi, molti antistaminici, sonniferi e antipsicotici si sommano all'effetto dei barbiturici. Il rischio di sedazione aumenta, con conseguenze anche gravi, soprattutto alla guida.
  • Prodotti naturali: anche l'iperico (erba di San Giovanni) può ridurre l'efficacia del fenobarbital.
  • Farmaci che funzionano meno: il fenobarbital accelera lo smaltimento di molti farmaci da parte del fegato. Può quindi ridurre l'effetto, per esempio, di anticoagulanti, cortisonici e contraccettivi ormonali.

La Lega Italiana Contro l'Epilessia ricorda che i barbiturici rendono meno sicura la pillola. Per questo conviene scegliere con il medico un altro metodo contraccettivo adatto (ad esempio di tipo meccanico).

Prima di associare qualsiasi farmaco o integratore, parlane con il medico o il farmacista.

Gravidanza e allattamento

Il fenobarbital può danneggiare il feto e aumentare il rischio di malformazioni. Per questo:

  • le donne in età fertile devono usare una contraccezione efficace, scelta con il medico;
  • chi desidera una gravidanza deve parlarne prima con il proprio medico;
  • se scopri di essere incinta, contatta subito il medico, senza interrompere la terapia da sola: le crisi possono essere pericolose per te e per il bambino;
  • le schede tecniche sconsigliano l'allattamento al seno.

Guida

Il fenobarbital riduce l'attenzione e allunga i tempi di reazione: meglio evitare di guidare o di svolgere attività che richiedono prontezza.

Sono legali? Stato prescrittivo in Italia

Sì, i barbiturici usati come medicinali sono legali, ma si ottengono solo con la prescrizione del medico. Il D.P.R. 309/1990, il testo unico sugli stupefacenti, li classifica così:

  • i barbiturici con una notevole capacità di dare dipendenza sono inseriti nella Tabella III delle sostanze e nella sezione A della tabella dei medicinali. In pratica il medico li prescrive su uno speciale ricettario approvato dal Ministero della Salute (Ricetta Ministeriale a Ricalco), un solo medicinale per ricetta e per una cura di massimo trenta giorni;
  • i barbiturici antiepilettici e quelli usati in anestesia generale sono invece esplicitamente esclusi dalla Tabella III per non ostacolarne la terapia. Le preparazioni a base di barbiturici antiepilettici a lunga durata d'azione (come il fenobarbital) sono inserite nella sezione C della tabella dei medicinali. Per acquistarli serve una ricetta medica da rinnovarsi volta per volta (non ripetibile), che il farmacista deve obbligatoriamente trattenere al momento della vendita.

Barbiturici e droga: perché se ne parla? 

Capita di sentir accostare i barbiturici alla parola "droga". In realtà sono farmaci, nati per curare. Come altre sostanze che agiscono sul cervello, però, possono essere usati anche al di fuori di una terapia e possono dare dipendenza. È proprio per questo che la legge li tiene sotto controllo; serve sempre la ricetta e la loro vendita segue regole precise.

Chi assume un farmaco di questo tipo: cosa è utile sapere

Se il neurologo ha prescritto il fenobarbital a te o a una persona cara, leggere “barbiturico” sul foglietto può spaventare. Ma essere in terapia con un farmaco di questa classe non è di per sé un segnale di rischio.

  • Nell'epilessia il fenobarbital è un farmaco usato da più di un secolo e alle dosi che controllano le crisi è meno sedativo dei barbiturici usati in anestesia (Löscher & Rogawski, 2012).
  • La terapia viene scelta e seguita nel tempo dal medico.
  • Non interrompere e non modificare il farmaco di tua iniziativa.
  • Per dubbi o effetti indesiderati, parlane con il medico o il farmacista.
Se pensi di aver sviluppato una dipendenza da un sedativo, anche diverso da un barbiturico, non vergognarti di parlarne con un medico. Può aiutarti a trovare la strada più sicura. Ne parliamo anche nel nostro articolo sul ruolo dei farmaci nelle dipendenze.

Non serve aspettare che un problema diventi grande per chiedere un parere. Parlane con un professionista se:

  • hai dubbi sulla tua terapia o noti effetti che ti preoccupano;
  • fai fatica a dormire o vivi un'ansia che ti spinge a cercare un sedativo: oggi esistono valutazioni e trattamenti più sicuri, da scegliere insieme al medico;
  • pensi di aver sviluppato una dipendenza da un sedativo: parlarne è il primo passo, ed è un passo che si fa senza giudizio;
  • hai pensieri di farti del male: non sei solo/a, chiama il 112 o Telefono Amico Italia, e parlane con il medico.

Il medico di base resta il primo punto di riferimento. Per i disturbi del sonno, l’ansia o i dubbi su uno psicofarmaco, puoi rivolgerti anche a uno psichiatra o a uno psicologo. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra guida agli psicofarmaci.

Il consiglio del medico
Se assumi un farmaco per l'epilessia e hai un dubbio, annotalo e portalo alla visita successiva. Non cercare risposte nei forum: ogni terapia è costruita su misura per te, e il tuo medico è la persona giusta per adattarla.
Fonti:

Sitografia

Riassunto delle caratteristiche del prodotto: Mysoline (primidone) 250 mg compresse.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Riassunto delle caratteristiche del prodotto: Gardenale (fenobarbital) 50 mg e 100 mg compresse.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Riassunto delle caratteristiche del prodotto: Xanax (alprazolam) compresse e gocce orali.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Riassunto delle caratteristiche del prodotto: Luminale (fenobarbital) compresse e soluzione iniettabile.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Riassunto delle caratteristiche del prodotto: Fenobarbitale sodico S.A.L.F. soluzione iniettabile.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Riassunto delle caratteristiche del prodotto: Gamibetal Complex compresse.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Riassunto delle caratteristiche del prodotto: Optalidon compresse rivestite e supposte.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA). (s.d.). Barbiturici.

Ministero dell'Interno

La terapia dello stato epilettico. Position paper della LICE

Lega Italiana Contro l'Epilessia (LICE)

Guida alle epilessie – Edizione 2023.

Lega Italiana Contro l'Epilessia (LICE)

The history of barbiturates a century after their clinical introduction.

Neuropsychiatric Disease and Treatment

How theories evolved concerning the mechanism of action of barbiturates.

Epilepsia

Overview | epilepsies in children, young people and adults | guidance | NICE

NICE

Barbiturates

StatPearls Publishing

Alcune domande che potresti avere sui Barbiturici

Queste cose non le sa nessuno
In Italia parliamo di "benessere mentale" solo da qualche anno: molte persone non hanno grande consapevolezza di quello che si nasconde dietro le emozioni. Se conosci qualcuno che avrebbe bisogno di leggere questo articolo, puoi condividerlo da qui.
Scritto da
Stella MilazzoScientific & Medical Copywriter
Leggi la biografia
Stella Milazzo è una Scientific & Medical Copywriter freelance con formazione in ambito farmaceutico. Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha maturato esperienza nella ricerca universitaria e nell’industria farmaceutica prima di dedicarsi alla comunicazione scientifica e divulgativa per il settore health e life science. Si occupa di redazione di articoli science-based, contenuti SEO e fact-checking, contenuti social e strategie editoriali, con attenzione alla correttezza delle fonti e alla chiarezza per il pubblico generale.
Articoli correlati
Scopri tutti
  • Benzodiazepine quali sono e come funzionano
    Benzodiazepine: quali sono, come funzionano e a cosa servono

    Le benzodiazepine sono farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale per alleviare sintomi come ansia, insonnia e convulsioni. Sono comunemente utilizzate per trattare una varietà di condizioni mediche e psichiatriche. Tuttavia, il loro uso prolungato può comportare rischi come dipendenza e effetti collaterali indesiderati.

    Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2026
  • trattamento delle dipendenze
    Che cos'è la dipendenza? Tipi di dipendenze e trattamento

    Le dipendenze rappresentano una delle sfide più complesse dei nostri tempi. Comprendere il percorso verso la guarigione e scoprire come affrontare efficacemente questo problema può fare la differenza tra una vita difficile e una piena di nuove opportunità.

    Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2026
  • Compresse bianche, gialle e arancioni sparse insieme, come quelle di Xanax
    Xanax: a cosa serve, dosaggio e quali sono gli effetti collaterali?

    Scopriamo tutto sullo Xanax: che cos'è l'alprazolam, quali sono i dosaggi consigliati, come agisce sull'ansia, quali effetti collaterali può provocare e qual è la strategia più efficace per guarire dai disturbi d'ansia.

    Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2026
  • Psicologa che prende appunti mentre una ragazza si tocca la fronte: differenza tra psicologo e psichiatra
    Qual è la differenza tra psicologo e psichiatra

    La principale differenza tra psicologo e psichiatra risiede nella formazione e approccio al paziente. Lo psicologo si focalizza su terapie psicologiche e interventi comportamentali, mentre lo psichiatra è un medico specializzato nel trattamento dei disturbi mentali, spesso attraverso l'uso di farmaci.

    Ultimo aggiornamento: 09 ottobre 2026
  • Psichiatra con un blocco in mano ascolta una paziente seduta di fronte a lei
    Quando rivolgersi allo psichiatra?

    A volte, riconoscere i segni della sofferenza psichica può essere difficile, ma è importante essere consapevoli dei segnali che potrebbero indicare la necessità di rivolgersi a uno psichiatra. Scopri quando chiedere aiuto e a chi.

    Ultimo aggiornamento: 09 ottobre 2026
  • Che cosa cura lo psichiatra
    Cosa fa lo psichiatra?

    La figura dello psichiatra è un esperto di salute mentale che si occupa della diagnosi, del trattamento e della gestione dei disturbi mentali. Scopri cosa cura e come.

    Ultimo aggiornamento: 09 ottobre 2026
Il nostro processo di revisione
Scopri di più
Approfondimento
Coinvolgiamo nella stesura dei contenuti clinici i terapeuti con almeno 2.000 ore di esperienza.
Verifica
Studiamo le ricerche sul tema clinico e quando possibile le inseriamo in bibliografia.
Chiarezza
Perfezioniamo gli articoli dal punto di vista stilistico privilegiando la comprensione del testo.
Validano gli articoli
Agnese CannistraciPsicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica in Serenis
Leggi la biografia
Dopo la laurea in Psicologia Clinica a Roma, mi sono specializzata in Gruppoanalisi e ho conseguito certificazioni in Psicodiagnostica Giudiziaria e Clinica, Tecniche Psicodrammatiche e Formazione alle Dinamiche Istituzionali. Credo che nel mio lavoro sia fondamentale generare uno spazio relazionale in cui la persona si senta vista e ascoltata, sia dal terapeuta che da se stessa, motivo per cui ho svolto un master in Sustainability Management, con l'intento di integrare gli aspetti clinici con un approccio volto alla promozione di benessere e sostenibilità individuali, organizzativi e sociali.
Trova un terapeuta
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito