Psicologo psicosomatico: quando i sintomi fisici chiedono anche un supporto psicologico

Punti chiave:
- "Psicologo psicosomatico" non è un titolo ufficiale: indica un professionista (psicologo o psicoterapeuta) che lavora con il legame tra mente e corpo.
- Un sintomo fisico che persiste va prima valutato da un medico: il supporto psicologico si affianca alla cura medica, non la sostituisce.
- Quando gli accertamenti non spiegano il quadro, o lo peggiorano stress ed emozioni, può essere d’aiuto un percorso psicologico.
- In terapia si lavora su stress, emozioni, relazione con il corpo e sui modi di affrontare i sintomi.
- Psicologo, psicoterapeuta, psichiatra e medico hanno ruoli diversi e possono collaborare in un percorso individuale.
- Il primo passo è un colloquio con un professionista, anche online.
Cosa si intende per psicologo psicosomatico (e cosa no)
In Italia, “psicologo psicosomatico” non è un titolo professionale ufficiale. L'espressione viene utilizzata per indicare uno psicologo che si occupa del rapporto tra salute fisica, emozioni e fattori psicologici, considerando come questi aspetti possano influenzarsi reciprocamente.
Si tratta di un approccio che si collega al modello biopsicosociale, secondo cui la salute dipende dall'interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali. La medicina psicosomatica studia proprio queste relazioni, senza considerare i sintomi fisici come necessariamente causati da difficoltà emotive.
Dobbiamo anche distinguere le competenze professionali:
- Lo psicologo può svolgere attività di valutazione, prevenzione e sostegno psicologico.
- Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che ha completato una specifica formazione specialistica e può esercitare la psicoterapia.
Questa distinzione è disciplinata dalla Legge 18 febbraio 1989, n. 56, in particolare dagli articoli 1 e 3.
Quando cerchi un professionista, puoi informarti sulla sua formazione, sull'esperienza con persone che convivono con sintomi fisici e sulla possibilità di collaborare con il medico curante.

Quando rivolgersi a uno psicologo per i sintomi fisici: prima il medico
Quando avverti un sintomo fisico che ti preoccupa, il primo riferimento deve essere il medico, che può valutare le possibili cause e stabilire se siano necessari accertamenti più approfonditi o trattamenti specifici.
Se gli esami non individuano una spiegazione chiara, non significa che il sintomo sia immaginario o che dipenda necessariamente dall'ansia. I sintomi fisici persistenti sono esperienze reali, anche quando non è ancora possibile identificarne completamente l'origine.
Dopo la valutazione medica, possiamo affiancare il sostegno psicologico quando le preoccupazioni per la salute, lo stress o le difficoltà emotive rendono più complessa la vita quotidiana.
Il supporto psicologico può fornire un valido sostegno anche quando è già stata diagnosticata una malattia fisica. In questo caso, il percorso non sostituisce le cure mediche, ma può aiutarti ad affrontare l'impatto emotivo della condizione e i cambiamenti che comporta. Pensiamo per esempio ai casi di patologie croniche che condizionano le nostre abitudini di vita oppure alla diagnosi di una malattia grave.
Persino la paura persistente di avere una malattia merita ascolto, in quanto uno psicoterapeuta può aiutarti ad affrontare queste preoccupazioni, mantenendo il confronto con il medico quando necessario.
Attenzione, però: se un sintomo è improvviso, intenso o potenzialmente pericoloso, richiedi una valutazione sanitaria urgente.
Compila il questionario e scopri quale terapeuta può fare al caso tuo.
- Centro medico autorizzato
- 100% professionisti qualificati
- Primo colloquio gratuito
Cosa succede in terapia: come lavora uno psicologo con i sintomi fisici
Il percorso psicologico parte dall'ascolto della persona e dalla comprensione di come i sintomi fisici influenzano la sua quotidianità. Non si va a negare ciò che si prova, ma si esplorano gli aspetti emotivi e comportamentali che possono contribuire al disagio.
Durante il primo colloquio, il professionista può chiederti informazioni sulla tua storia personale, sulle difficoltà attuali e sulle valutazioni mediche già effettuate. Con il tuo consenso, può anche confrontarsi con il medico curante per favorire un'assistenza coordinata.
Il lavoro successivo può comprendere:
- Comprensione della situazione: esplorare il rapporto tra sintomi, stress, preoccupazioni e attività quotidiane, senza presumere una causa psicologica.
- Gestione delle preoccupazioni: riconoscere modalità di pensiero che possono aumentare la paura e il disagio.
- Consapevolezza emotiva: imparare a riconoscere e comunicare meglio ciò che si prova.
- Rapporto con il corpo: lavorare sulle difficoltà che i sintomi possono creare nella vita quotidiana e nella percezione di sé.
Per esempio, una persona che ha già ricevuto una valutazione medica potrebbe accorgersi di dedicare molto tempo a preoccuparsi per le proprie sensazioni fisiche. Il percorso psicologico potrebbe aiutarla ad affrontare queste preoccupazioni, senza mettere in discussione la realtà di ciò che sente. Si tratta di un esempio illustrativo, non di un caso clinico.
Gli obiettivi e la durata degli incontri vengono concordati con il professionista, senza garanzie di risultato o tempi prestabiliti.

Gli approcci: cosa dice la ricerca
Per affrontare le difficoltà psicologiche associate ai sintomi fisici persistenti possono essere utilizzati diversi approcci terapeutici. La scelta dipende dalla situazione individuale, dalla valutazione clinica e dagli obiettivi concordati con il professionista. In ogni caso, ricorda che il percorso psicologico non sostituisce le cure mediche eventualmente necessarie.
Tra gli approcci studiati in letteratura rientrano:
- Terapia cognitivo-comportamentale (TCC): aiuta a riconoscere e modificare pensieri e comportamenti che possono alimentare le preoccupazioni per la salute e interferire con la quotidianità.
- Interventi basati sulla mindfulness e sull'accettazione: lavorano sul modo in cui la persona si rapporta alle sensazioni fisiche e alle emozioni, senza richiedere necessariamente di eliminarle.
- EAET (Emotional Awareness and Expression Therapy): un approccio emergente che si basa sull’elaborazione di traumi e conflitti emotivi che si manifestano somaticamente.
Una revisione sistematica e meta-analisi (Swainston et al., 2022) ha rilevato i benefici degli interventi psicologici nella gestione dei sintomi fisici persistenti, pur evidenziando risultati meno uniformi per ansia e depressione. Una successiva meta-analisi (Bermpohl e Martin, 2025) ha poi riscontrato effetti favorevoli sia per la TCC sia per gli interventi basati sull'accettazione e sulla mindfulness rispetto a diversi gruppi di controllo.
Questi risultati sono incoraggianti, ma non garantiscono che un determinato approccio funzioni per ogni persona o per qualsiasi sintomo. È il professionista a valutare quali interventi siano appropriati e se sia necessario un lavoro coordinato con altri specialisti.
Il nostro test sull'orientamento terapeutico è gratuito e consiste in 9 domande. Ti richiederà pochi minuti, inoltre il risultato ti verrà comunicato immediatamente.
Psicologo, psicoterapeuta, psichiatra, medico: a chi rivolgersi
In presenza di un sintomo fisico inspiegabile che provoca preoccupazione o interferisce con la vita quotidiana, può essere difficile capire quale professionista contattare. Le diverse figure hanno competenze specifiche e, quando necessario, possono collaborare per offrire un'assistenza integrata.
Nella seguente tabella abbiamo riportato i principali professionisti a cui puoi rivolgerti, specificando di cosa si occupano e quando possono intervenire.
| Professionista | Di cosa si occupa | Quando rivolgersi |
| Medico di base o specialista | Valuta i sintomi fisici, prescrive eventuali accertamenti e definisce le cure mediche. | È il primo riferimento quando compaiono sintomi fisici nuovi, persistenti o preoccupanti. |
| Psicologo | Offre valutazione, prevenzione e sostegno psicologico, anche rispetto all'impatto emotivo dei sintomi. | Quando stress, preoccupazioni o difficoltà emotive incidono sul benessere e sulla quotidianità. |
| Psicoterapeuta | Conduce percorsi di psicoterapia attraverso una specifica formazione specialistica. | Quando è indicato un trattamento psicoterapeutico per affrontare difficoltà psicologiche associate ai sintomi. |
| Psichiatra | È un medico specializzato in psichiatria, che può formulare diagnosi e prescrivere trattamenti farmacologici quando appropriati. | Quando è necessaria una valutazione specialistica della salute mentale, anche in presenza di altre condizioni mediche. |
Puoi approfondire le differenze nella guida Serenis su psicologo, psicoterapeuta e psichiatra e nell'articolo dedicato a quando rivolgersi allo psichiatra.
Che cos'è il disturbo da sintomi somatici?
Il disturbo da sintomi somatici, descritto nel DSM-5-TR, è una condizione in cui sintomi fisici che provocano disagio si accompagnano a pensieri, preoccupazioni o comportamenti persistenti e sproporzionati rispetto alla situazione, con un impatto significativo sulla vita della persona.
Non significa che i sintomi siano inventati o che non esista una malattia fisica, dal momento che il disturbo può essere presente anche quando è stata diagnosticata una condizione medica. Allo stesso modo, l'assenza di una causa identificata dagli esami non è sufficiente per formulare questa diagnosi.
La valutazione spetta a un professionista sanitario qualificato, tenendo conto sia della salute fisica sia degli aspetti psicologici. Per approfondire puoi leggere l'articolo Serenis sulla somatizzazione e il rapporto tra corpo e mente.
Psicologo online per sintomi psicosomatici: come funziona
La psicoterapia online può rappresentare un'opportunità per affrontare le difficoltà psicologiche associate ai sintomi fisici, soprattutto quando gli spostamenti risultano faticosi o gli impegni quotidiani rendono difficile raggiungere uno studio.
Con Serenis, gli incontri si svolgono in videochiamata con uno psicoterapeuta. Per partecipare sono sufficienti un dispositivo con videocamera e microfono, una connessione internet stabile e un ambiente tranquillo in cui parlare liberamente.
Durante le sedute puoi raccontare le tue preoccupazioni, esplorare il rapporto tra emozioni e benessere fisico e lavorare sugli obiettivi concordati con il professionista.
La modalità online non è però adatta a tutte le situazioni e non sostituisce le visite mediche, gli accertamenti o i trattamenti che richiedono una valutazione in presenza.
La scelta tra psicoterapia online e in studio deve quindi tenere conto delle tue condizioni di salute e delle indicazioni dei professionisti coinvolti.
Come iniziare: il primo passo con un professionista Serenis
Se i sintomi fisici ti preoccupano o stanno influenzando la tua quotidianità, il primo passo è parlarne con il medico. Una volta valutata la situazione clinica, puoi considerare anche un percorso psicologico per affrontare lo stress, le preoccupazioni per la salute e l'impatto emotivo dei disturbi.
Con Serenis puoi richiedere un colloquio con uno psicoterapeuta online e iniziare a raccontare ciò che stai vivendo. Durante i primi incontri potrai spiegare quali difficoltà desideri affrontare e concordare con il professionista gli obiettivi del percorso.
Per prepararti al colloquio, ripensa a come i sintomi incidono sulla tua vita quotidiana e, se disponibili, tieni a portata di mano le informazioni sulle visite mediche e sugli accertamenti già effettuati. Non è necessario ripetere esami o richiederne di nuovi per iniziare a parlare delle tue preoccupazioni: sarà il medico a valutare quelli eventualmente necessari.
Inoltre, non devi dimostrare che i tuoi sintomi abbiano un'origine psicologica per essere ascoltato. Il percorso può aiutarti a prenderti cura del tuo benessere emotivo, nel rispetto delle indicazioni mediche e dei tuoi tempi.
Il consiglio dello psicologo Se hai già raccontato più volte i tuoi sintomi e hai avuto la sensazione di non essere compreso, prova a spiegare al professionista non soltanto ciò che senti fisicamente, ma anche come questa esperienza sta cambiando la tua vita. Forse hai rinunciato ad alcune attività, fai fatica a concentrarti o temi che gli altri minimizzino il tuo disagio. Sono aspetti importanti da condividere, perché aiutano a comprendere quali difficoltà affrontare insieme. E se durante il percorso qualcosa non ti convince, sentiti libero di chiedere chiarimenti: una buona relazione terapeutica lascia spazio anche ai dubbi e alle domande. |
Sitografia
