Psicologo per l'autostima: quando rivolgersi a un professionista e cosa aspettarsi

Punti chiave:
- La bassa autostima non è un disturbo mentale, ma può diventare una fonte importante di sofferenza quando condiziona stabilmente il modo in cui una persona vive e prende decisioni.
- Non è necessario aspettare di stare molto male per rivolgersi a uno psicologo. Anche il desiderio di comprendere meglio il proprio rapporto con sé stessi può essere un motivo valido per chiedere sostegno.
- Il percorso parte dall'ascolto e da obiettivi condivisi. Il professionista può aiutarti a esplorare il giudizio che hai di te, le esperienze personali e le difficoltà nelle relazioni.
- La terapia cognitivo-comportamentale dispone di alcune evidenze specifiche per gli interventi sulla bassa autostima, ma la ricerca presenta ancora limiti e non garantisce gli stessi risultati a tutti.
- La durata del percorso dipende dalle esigenze individuali. Non esiste un numero di sedute valido per ogni persona, né un unico approccio adatto a tutte le situazioni.
Quando ha senso rivolgersi a uno psicologo per l'autostima
Avere dubbi sulle proprie capacità o attraversare momenti in cui è difficile riconoscere il proprio valore è un'esperienza comune. Quando però il giudizio negativo su di sé diventa persistente e influenza le scelte, le relazioni o il benessere quotidiano, è fortemente consigliato confrontarsi con uno psicologo.
Rivolgersi ad un professionista può rivelarsi utile quando il modo in cui giudichi te stesso influenza stabilmente il tuo benessere, le relazioni o le decisioni importanti. Non dobbiamo per forza avere una diagnosi psicologica per chiedere sostegno, né aspettare che le difficoltà diventino insostenibili.
A volte si prova a cambiare il proprio atteggiamento attraverso letture, riflessioni personali o consigli ricevuti dagli altri, senza riuscire a modificare il modo in cui ci si percepisce. In questi casi, il confronto con un professionista ci può offrire uno spazio diverso, in cui comprendere le nostre esperienze senza sentirsi giudicati.
Se vuoi approfondire il significato dell'autostima, puoi leggere l'articolo Serenis su che cos'è l'autostima.
Quando il disagio è particolarmente intenso o si accompagna a pensieri di farsi del male, chiedi aiuto tempestivamente a un professionista sanitario. In caso di pericolo immediato, occorre contattare i servizi di emergenza.

Cosa fa uno psicologo per l'autostima: come funziona il percorso
Uno psicologo può aiutarti a comprendere come si è sviluppato il giudizio che hai di te e in che modo influenza le tue esperienze quotidiane. Il percorso non consiste semplicemente nel ricevere incoraggiamenti o imparare a pensare positivo: è uno spazio di confronto in cui esplorare le difficoltà e individuare obiettivi condivisi.
Durante i primi colloqui, il professionista ascolta la tua storia, cerca di comprendere ciò che ti ha portato a chiedere aiuto e valuta insieme a te quali aspetti affrontare.
Il lavoro può concentrarsi su diversi elementi:
- Il dialogo interiore: esplorare il modo in cui interpreti le tue capacità, le scelte e gli errori.
- Le esperienze personali: comprendere quali situazioni abbiano contribuito a costruire l'immagine che hai di te.
- Le relazioni: osservare come il giudizio personale possa influenzare il rapporto con gli altri.
- Gli obiettivi condivisi: individuare cambiamenti significativi per la tua vita, senza imporre un modello ideale di autostima.
Per esempio, in una situazione puramente illustrativa, una persona potrebbe rinunciare a candidarsi per un'opportunità professionale perché considera inevitabile un rifiuto. Durante il percorso, il professionista potrebbe aiutarla a esplorare il significato attribuito a quella possibilità e il modo in cui valuta sé stessa.
A seconda dell'approccio utilizzato, il terapeuta può proporre attività da svolgere tra gli incontri. Tuttavia, il percorso psicologico non si riduce a una serie di esercizi di autostima: comprende anche la relazione terapeutica, l'ascolto e il lavoro sulle esperienze personali.
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Gli approcci terapeutici: cosa dice la ricerca
Esistono diversi approcci psicologici che possono affrontare le difficoltà legate all'autostima e tra quelli studiati per questo obiettivo figura la terapia cognitivo-comportamentale (TCC), che lavora anche sulle convinzioni negative riguardanti sé stessi e sul modo in cui influenzano emozioni e comportamenti.
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2018 su Psychiatry Research ha esaminato gli interventi cognitivo-comportamentali basati sul modello di Fennell per la bassa autostima, un approccio che mira a cercare le origini della bassa autostima e i motivi per cui si rinforzano gli schemi negativi.
Gli autori hanno individuato 8 studi, di cui 7 inclusi nell'analisi quantitativa. I risultati hanno mostrato miglioramenti nelle misure di autostima riferite dai partecipanti, con effetti più ampi negli interventi articolati in incontri settimanali rispetto ai workshop di una sola giornata.
Questi dati sono incoraggianti, ma dobbiamo comunque essere cauti: il numero di studi era limitato e gli stessi ricercatori hanno evidenziato che non è chiaro quanto gli interventi analizzati differiscano da quelli rivolti alla riduzione dei sintomi depressivi.
Tra gli altri approcci terapeutici in fase di studio vi sono:
- Compassion-Focused Therapy (CFT): sviluppo del “Sé compassionevole” per contrastare l’autocritica feroce e la vergogna (Vidal & Soldevilla, 2022).
- EMDR: elaborazione di ricordi traumatici o esperienze umilianti del passato che hanno strutturato l’idea di essere “non degni” (Griffioen et al., 2017).
- Terapia di Gruppo: normalizzazione del disagio attraverso il confronto e il feedback interpersonale (Swartzman et al., 2021).
La scelta del trattamento dovrebbe quindi considerare la tua storia, le tue preferenze e gli obiettivi concordati con il professionista, senza presumere che esista una terapia universalmente migliore.
Per una panoramica degli orientamenti utilizzati puoi consultare il nostro approfondimento sulla bassa autostima e i possibili percorsi per affrontarla.

Quanto dura la terapia per l'autostima? E quanto costa una seduta?
Non esiste un numero prestabilito di sedute per lavorare sulla bassa autostima. La durata del percorso dipende dalle difficoltà che desideri affrontare, dalla tua storia personale, dagli obiettivi concordati e dall'eventuale presenza di altre condizioni psicologiche.
Alcuni interventi prevedono incontri strutturati e obiettivi specifici, mentre altri possono richiedere un lavoro più prolungato. Durante il percorso, il professionista può confrontarsi con te sui cambiamenti osservati e sull'opportunità di proseguire, modificare o concludere gli incontri.
Anche il costo delle sedute può variare in base al professionista, al servizio e alla modalità scelta.

Lavorare su di sé, coaching o psicoterapia: come scegliere
Se il desiderio è quello di migliorare il rapporto con te stesso, potresti chiederti se sia sufficiente lavorare in autonomia, affidarti a un coach oppure iniziare un percorso psicologico.
Tutte possibilità che hanno obiettivi e caratteristiche differenti. La scelta dipende non solo dalle tue esigenze, ma anche dalla natura delle difficoltà che stai vivendo, come puoi vedere nella tabella seguente.
| Lavoro autonomo | Coaching | Psicoterapia | |
| Quando può essere utile | Per riflettere su obiettivi personali e affrontare difficoltà circoscritte, senza sostituire un aiuto professionale quando necessario. | Per sviluppare competenze e perseguire obiettivi concreti in ambiti non clinici. | Quando il rapporto con sé stessi provoca sofferenza o richiede un intervento psicologico strutturato. |
| Focus | Riflessione personale, apprendimento e cambiamenti nelle abitudini. | Definizione degli obiettivi, pianificazione e sviluppo delle risorse personali o professionali. | Comprensione e trattamento delle difficoltà psicologiche attraverso metodi clinici. |
| Chi lo fa | La persona autonomamente, anche attraverso materiali divulgativi. | Un coach: il titolo, da solo, non attesta un'abilitazione sanitaria. | Uno psicoterapeuta abilitato, psicologo o medico con specifica formazione. |
| Cosa non sostituisce | Una valutazione o un trattamento professionale quando necessari. | La diagnosi, il sostegno psicologico clinico o la psicoterapia. | Le cure mediche eventualmente necessarie e gli altri interventi sanitari appropriati. |
Qual è la differenza tra psicologo e psicoterapeuta per l’autostima?
La distinzione è disciplinata dalla Legge 18 febbraio 1989, n. 56, in particolare dagli articoli 1 e 3.
In particolare, lo psicologo è un professionista abilitato e iscritto all'Albo, che può svolgere attività di valutazione, prevenzione, sostegno e consulenza psicologica nell'ambito delle proprie competenze.
Lo psicoterapeuta, invece, è uno psicologo o un medico che possiede anche una specifica formazione abilitante alla psicoterapia. Può quindi svolgere trattamenti psicoterapeutici secondo il proprio orientamento.
Non è necessario scegliere da soli quale figura sia più adatta: il primo confronto con uno psicologo ci aiuta a comprendere se sia sufficiente un percorso di sostegno oppure se sia indicata una psicoterapia.
Psicologo online per l'autostima: come funziona
Un percorso psicologico per l'autostima può svolgersi anche online, attraverso colloqui in videochiamata con un professionista. Questa modalità permette di partecipare agli incontri senza doversi spostare e può essere particolarmente comoda quando gli impegni quotidiani rendono difficile raggiungere uno studio.
Per una seduta online sono generalmente sufficienti un dispositivo con connessione internet e uno spazio tranquillo in cui poter parlare con riservatezza.
Durante gli incontri puoi affrontare le stesse questioni che porteresti in uno studio: il rapporto con te stesso, le difficoltà nelle relazioni, le esperienze personali e gli obiettivi su cui desideri lavorare.
La modalità online non cambia automaticamente gli obiettivi del percorso, ma richiede comunque una valutazione della sua adeguatezza rispetto alle tue esigenze.
Come iniziare: il primo passo con un professionista Serenis
A questo punto, potresti chiederti se le tue difficoltà siano abbastanza importanti da meritare un aiuto esterno oppure temere di non riuscire a spiegare ciò che provi. Non devi per forza avere già le idee chiare per iniziare un percorso.
Con Serenis puoi avviare la prenotazione di un colloquio online con uno psicoterapeuta in pochi e semplici passaggi. Durante la procedura potrai fornire informazioni sulle tue esigenze e conoscere le modalità previste dal servizio.
Il primo incontro rappresenta un'occasione per raccontare ciò che stai vivendo, chiarire le tue aspettative e iniziare a comprendere, insieme al professionista, quali aspetti desideri affrontare.
Poiché anche la relazione con lo psicoterapeuta è importante, poni le domande che possono rassicurarti e aiutarti a comprendere il metodo utilizzato; elementi che influenzano anche la scelta del percorso.
Chiedere aiuto non significa ammettere di essere incapaci di affrontare la vita da soli.
Il consiglio dello psicologo Se vivi una bassa autostima, potresti ritrovarti a valutare anche il tuo comportamento durante una seduta: chiederti se stai parlando troppo, se ciò che racconti è interessante o se il terapeuta penserà che stai esagerando. Quando succede, prova a ricordare che non devi dimostrare nulla al professionista che ti ascolta. Puoi esprimere apertamente queste preoccupazioni, anche quando ti sembrano difficili da spiegare. Il modo in cui vivi il colloquio può diventare un elemento utile da esplorare insieme, senza giudizi. Non devi essere una persona diversa, più sicura o più preparata, per meritare uno spazio di ascolto. |
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