Obesità infantile: sintomi, cause e come prevenirla

L'obesità infantile è una condizione caratterizzata dall'accumulo eccessivo di tessuto adiposo, spesso causata da fattori come una dieta sbilanciata, mancanza di attività fisica, e influenze genetiche. È cruciale intervenire precocemente con un'educazione alimentare adeguata per prevenire rischi per la salute futura dei bambini.

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Obesità infantile

L'obesità infantile è un disturbo complesso che richiede prevenzione e intervento immediato per evitare conseguenze gravi e complicazioni come il diabete o disturbi psicologici in età adulta. 

Vediamo come riconoscere i primi segnali grazie al calcolo dei percentili, quali sono le cause e i fattori di rischio che possono favorire l'insorgere di questa patologia e come può essere gestita grazie alla prevenzione e all'intervento di diversi professionisti.

Cos'è l'obesità infantile?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l'obesità come una malattia multifattoriale caratterizzata dall'accumulo eccessivo di tessuto adiposo e peso corporeo. Tale condizione può portare a conseguenze sulla salute, ad esempio lo sviluppo di malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione.

Dati e statistiche sull'obesità infantile

Se non trattata in età pediatrica, nel 70% dei casi persiste nell'età adulta.

L'obesità infantile è un problema sempre più diffuso, che in Italia riguarda il 9,8% dei bambini di 8-9 anni

Il problema dell'obesità infantile non riguarda solo l'Italia, ma interessa anche il resto d’Europa. Secondo i dati del COSI, tra il 2018 e il 2020 il 29% dei bambini tra i 7 e i 9 anni risultava sovrappeso o obeso.

Ancora più allarmanti sono le previsioni del World Obesity Atlas 2023, che stima un incremento del 61% nei ragazzi obesi e del 75% nelle ragazze obese tra i 5 e i 19 anni dal 2020 al 2035.

Le principali cause dell'obesità infantile includono una carenza di educazione alimentare e una predisposizione genetica. Talvolta, possono coesistere anche disturbi alimentari come il binge eating e la sindrome da alimentazione notturna. Questa condizione ha gravi ripercussioni sulla salute fisica, mentale e sociale dei bambini obesi. Per questo motivo è fondamentale fornire ai giovani e alle loro famiglie una solida educazione alimentare per migliorare il loro rapporto con il cibo e con il corpo e promuovere abitudini alimentari sane.

Obesità infantile in Italia

Secondo il rapporto COSI (Childhood Obesity Surveillance Initiative) l'Italia è quarta in Europa per prevalenza di sovrappeso e obesità infantile, con un tasso di sovrappeso appena al di sotto del 40%. Considerando invece la sola obesità, L'Italia si classifica seconda in Europa, subito dopo la Spagna.

In Italia all'età di 8 anni il 39% dei bambini è in sovrappeso, mentre il 17% risulta obeso.

Come si misura l'obesità nei bambini? BMI e percentili

Nei bambini il calcolo dell'obesità avviene in maniera differente rispetto a come si fa negli adulti. Viene infatti preso sempre in considerazione l'Indice di Massa Corporea (BMI), ma questo viene poi confrontato con le curve di crescita sviluppate dall'OMS. Queste tabelle definiscono i percentili di BMI specifici per età e sesso del bambino.

I valori di BMI vengono classificati nel seguente modo:

ClassificazionePercentile di riferimento del BMI
SottopesoInferiore al 5° percentile per età e sesso.
NormopesoDal 5° all'85° percentile per età e sesso.
SovrappesoDall'85° al 94° percentile per età e sesso.
ObesitàPari o superiore al 95° percentile per età e sesso.
Obesità GravePari o superiore al 99° percentile per età e sesso.

Inquadrando il peso di un bambino al 60° percentile, riusciamo a capire che il 60% degli altri bambini dello stesso sesso e della stessa età ha un BMI inferiore.

Il BMI si calcola dividendo il peso del bambino (in chilogrammi) per il quadrato della sua altezza (in metri), secondo la formula:

BMI = peso (kg) / altezza² (m²).

Vediamo un esempio pratico:

Se un bambino pesa 50 kg ed è alto 1,20 m il suo BMI sarà:

BMI = 50/(1,20*1,20) = 34,72.

Una volta ottenuto questo valore, per completare la valutazione, sarà necessario andarlo a confrontare con le tabelle dei percentili.

Bambino obeso che si pesa

Obesità infantile: cause e fattori di rischio modificabili

L'obesità infantile deriva da una combinazione di fattori genetici, ambientali e comportamentali. Vediamo nel dettaglio i fattori comportamentali, che poi sono i fattori che possiamo modificare:

  • ore di sonno insufficienti;
  • attività fisica ridotta o assente;
  • consumo abituale di cibo ad alto contenuto calorico e bassa densità nutrizionale;
  • consumo frequente di snack e bibite zuccherate;
  • spuntini frequenti fuori pasto;
  • bassa assunzione di frutta e verdura.

Molte di queste abitudini sono facilitate dalle disuguaglianze sociali ed economiche, che pongono i bambini in ambienti obesogenici. Questi ambienti incentivano il consumo di alimenti poco salutari e uno stile di vita sedentario.

In alcuni casi l'obesità infantile è favorita dalla predisposizione genetica ad accumulare grasso corporeo.

Impatto e conseguenze sulla salute fisica e mentale dei bambini

L'obesità infantile può favorire l'insulino-resistenza,  lo sviluppo di patologie come il diabete di tipo 2, l'ipertensione, problemi cardiaci, steatosi epatica, infiammazioni gastrointestinali, problemi ortopedici e apnee notturne.

Salute mentale e obesità infantile sono strettamente correlate. Il bambino può sviluppare:

  • una concezione negativa della propria immagine corporea;
  • bassa autostima e insicurezza;
  • incapacità nel regolare le proprie emozioni;
  • ansia;
  • depressione;
  • disturbi alimentari.

Non dimentichiamo inoltre che l'obesità infantile può esporre al rischio di subire bullismo, discriminazioni e molestie. Il rischio è che il bambino si isoli progressivamente rifiutando il contatto con i suoi coetanei oppure che sviluppi, soprattutto durante l'adolescenza, una percezione distorta del suo corpo e una preoccupazione eccessiva per la forma fisica e la massa muscolare (vigoressia).

Come far dimagrire bambina obesa

Obesità infantile: prevenzione e intervento precoce

La prevenzione è essenziale per evitare i numerosi problemi causati dall’obesità: cambiare stile di vita è il primo passo per gestire questa patologia. La Società Italiana di Pediatria raccomanda di iniziare il percorso preventivo sin dalla gravidanza: i primi 1000 giorni di vita di un essere umano rappresentano un periodo fondamentale per la sua salute futura.

Ruolo dell'alimentazione, dell'attività fisica e dell'educazione

Per contrastare l'obesità infantile è necessario mettere in atto una vera e propria educazione alla salute.

Un'alimentazione sana ma che non demonizzi alcun alimento aiuta a prevenire l'obesità e le patologie connesse mentre l'attività sportiva non solo promuove la salute fisica ma favorisce il benessere sociale e psicologico infantile, diventando uno strumento importante in termini di prevenzione, di socializzazione e interazione tra coetanei.

Mangiare è un atto strettamente associato alla sopravvivenza ma anche alla nozione di piacere: dimenticare questa caratteristica significherebbe condannare al fallimento qualsiasi politica di prevenzione dell’obesità. La chiave per combattere questa patologia è racchiusa in due semplici ma fondamentali parole: educazione e sensibilizzazione.

L'educazione coinvolge scuola e famiglia mentre la sensibilizzazione passa anche attraverso iniziative come la Giornata Mondiale del Fiocchetto Lilla, nata per puntare il focus sui disturbi del comportamento alimentare.

Trattamenti e terapie disponibili: l'importanza del supporto multidisciplinare

L'obiettivo dei trattamenti relativi all'obesità infantile non deve essere la proposizione di un regime dietetico quanto una revisione dello stile di vita del piccolo e dell'intera famiglia.

Oltre a lavorare sull'alimentazione e sull'attività fisica, è fondamentale un approccio che coinvolga diversi professionisti, come nutrizionisti, psicologi e medici, e che comprenda anche scuola e famiglia. Solo così è possibile creare un ambiente che supporti scelte sane e aiuti i bambini a migliorare il loro stile di vita in modo duraturo.

Innanzitutto, è fondamentale condurre il bambino verso un percorso di alimentazione consapevole (mindful eating) piuttosto che di restrizione e limitazione. Privare un bambino del cibo può avere conseguenze sul suo rapporto con l'alimentazione ma anche sulla sua autostima e sullo sviluppo della sua autonomia. Eventuali regimi dietetici devono essere seguiti soltanto su raccomandazione dello specialista o da uno dei centri specializzati nella cura di disturbi alimentari dislocati sul territorio nazionale.

La terapia psicologica è un supporto prezioso nella lotta all'obesità infantile: spesso, con il passare del tempo, si instaura un certo adattamento del bambino alla sua situazione, una tolleranza alla derisione e un’accettazione del proprio corpo che possono ostacolare il successo delle cure e della rieducazione.

La terapia cognitivo comportamentale unita ai trattamenti comportamentali sulla famiglia può garantire una migliore adesione al programma di rieducazione fisica e alimentare del bambino.

I biologi nutrizionisti di Serenis Nutrizione possono elaborare piani alimentari personalizzati volti al miglioramento dello stile di vita in presenza di patologie già diagnosticate dal medico curante o dallo specialista, ma soltanto a partire dai 14 anni in su e con il consenso di entrambi i genitori (o tutori). 

L'intervento nutrizionale può e deve essere integrato con un percorso psicoterapeutico, per affrontare il rapporto con il cibo e le cause sottostanti al disturbo dell'alimentazione. 

L'alimentazione è spesso connessa con le emozioni e con i nostri bisogni emotivi più profondi e nascosti. La psicoterapia online di Serenis è al tuo fianco per aiutare tuo figlio a imparare la gestione delle sue emozioni e a recuperare un rapporto sano, naturale e piacevole con il cibo. Anche in questo caso, è possibile intraprendere un percorso soltanto dai 14 anni in su con il consenso di entrambi i genitori o tutori. 

Per provare il nostro servizio, è sufficiente compilare il questionario e prenotare un primo colloquio gratuito con uno psicoterapeuta, con un nutrizionista o con entrambi i professionisti.

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Fonti:

Sitografia

Obesità infantile: quello che devi sapere.

Società Italiana Di Pediatria.

Raccomandazioni per la diagnosi e il trattamento ambulatoriale dell'obesità infantile in età evolutiva.

Ministero della Salute

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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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Claudia TripiPsicologa e Psicoterapeuta
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Dopo la laurea in Psicologia, mi sono specializzata in psicoterapia dell'approccio centrato sulla persona. Durante il primo colloquio cerco di mettere l'altro/a a proprio agio e di cogliere sia le difficoltà in atto, sia le risorse che la persona porta con sé e di cui, magari, non è consapevole. Successivamente invito l'altro/a a riflettere sugli obiettivi che vuole raggiungere, per stabilire insieme un punto di partenza e capire le sue priorità.
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