Cos'è la cleptomania: sintomi, cause e come curarla
La cleptomania è un disturbo psicologico caratterizzato da impulsività ricorrente nel rubare oggetti, nonostante non vi sia un motivo economico o una necessità pratica.

Punti chiave
- Cos’è la cleptomania: la cleptomania è un disturbo del controllo degli impulsi che porta a rubare oggetti inutili, senza scopo economico. Il gesto è impulsivo e nasce da un bisogno immediato di sollievo.
- Sintomi: chi soffre di cleptomania avverte tensione prima del furto e sollievo dopo il furto. I furti non sono premeditati e non derivano da rabbia, vendetta o bisogno reale.
- Trattamento: la terapia cognitivo-comportamentale aiuta a gestire gli impulsi e modificare i pensieri disfunzionali. Nei casi più gravi si affiancano farmaci specialmente in casi di comorbidità con altre patologie.
La cleptomania è spesso fraintesa e ridotta all’idea di un semplice furto. In realtà si tratta di un disturbo psicologico complesso, legato al controllo degli impulsi, che può causare forte disagio emotivo e conseguenze significative nella vita personale e sociale.
In questo articolo approfondiremo cos’è la cleptomania, come si manifesta, quali sono le sue cause e i possibili trattamenti.
Cos’è la cleptomania?
La cleptomania è un disturbo psicologico classificato dal DSM-5 tra i disturbi del comportamento dirompente, del controllo degli impulsi e della condotta.
Il termine deriva dal greco antico e significa letteralmente “mania di rubare”. Tuttavia, il significato più profondo di questo disturbo va oltre il semplice furto: riguarda una difficoltà marcata nell’autocontrollo.
Chi soffre di cleptomania è infatti incapace di controllare i propri comportamenti impulsivi: frenare l’atto di rubare diventa impossibile, anche in assenza di un reale bisogno o di un vantaggio economico. La persona cleptomane non agisce per necessità, profitto o trasgressione consapevole, ma è guidata dall’urgenza del momento e dalla ricerca immediata di sollievo emotivo. Tra le principali cause della cleptomania si riscontra spesso l’impossibilità di differire la gratificazione, che porta a ignorare le conseguenze sociali, familiari o legali delle proprie azioni, senza modificare il comportamento sulla base delle esperienze passate.
Gli oggetti sottratti non soddisfano bisogni reali, non vengono rivenduti e hanno solitamente scarso valore: potrebbero essere acquistati senza difficoltà e non rappresentano né un guadagno economico né un bisogno personale. Prima del furto, l’individuo è pervaso da una tensione o ansia intensa che trova temporaneo sollievo proprio nell’atto di rubare.

Quali sono i sintomi della cleptomania?
Il DSM-5 identifica la cleptomania attraverso cinque criteri diagnostici principali, ciascuno riconducibile a uno specifico sintomo.
Tra i più rilevanti si riscontrano:
- il bisogno ricorrente di rubare: la persona avverte un impulso costante a rubare oggetti che non hanno un’utilità reale né un valore economico significativo. Spesso si tratta di beni di scarso valore, che vengono accumulati, scartati o regalati ad altri;
- la crescente tensione prima del furto: prima di compiere il gesto, la persona avverte una forte tensione che non riesce a controllare;
- il sollievo o piacere dopo il furto: l’atto di rubare produce una sensazione di sollievo, gratificazione o piacere, la cui intensità può variare da persona a persona;
- l’assenza di motivazioni esterne: il comportamento non è pianificato, non è guidato da rabbia, vendetta o desiderio di nuocere, né è riconducibile ad allucinazioni o deliri;
- l’esclusione di altri disturbi: la diagnosi di cleptomania richiede l’assenza di disturbi di personalità o comportamentali come il disturbo antisociale di personalità.
Questi criteri permettono di distinguere la cleptomania da altri disturbi. La persona affetta da cleptomania, anche quando viene colta in flagranza, tende a ripetere nel tempo comportamenti di appropriazione di oggetti altrui, proprio perché l’impulso non dipende da una scelta consapevole ma da una difficoltà persistente nel controllo degli impulsi.
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Quando insorge la cleptomania?
L’esordio della cleptomania può avvenire a qualsiasi età, ma più spesso i primi sintomi compaiono durante l’adolescenza. Una volta iniziato, il disturbo può protrarsi anche per anni e, anche in presenza di arresti o condanne per taccheggio, questo non è sufficiente a contenerlo, trattandosi di un problema legato al mancato controllo degli impulsi.
Le modalità con cui la cleptomania può manifestarsi sono essenzialmente tre:
- cleptomania sporadica: episodi isolati di furto seguiti da lunghi periodi senza sintomi;
- cleptomania episodica: alternanza di periodi con e senza furti, di durata simile;
- cleptomania cronica: l’andamento degli episodi di furto è discontinuo.
Cause della cleptomania
Le cause della cleptomania non sono ancora del tutto chiare, ma la ricerca suggerisce che il disturbo derivi da una combinazione di fattori biologici, psicologici e ambientali che interagiscono tra loro.
- dal punto di vista neurochimico, alterazioni nei sistemi della dopamina e della serotonina possono influenzare i meccanismi di gratificazione e la capacità di inibire i comportamenti impulsivi. A questo si possono associare disfunzioni di specifiche aree cerebrali coinvolte nella regolazione dell’autocontrollo e del comportamento;
- sul piano psicologico e ambientale, eventi stressanti o traumatici possono agire come fattori scatenanti o aggravanti del disturbo, soprattutto in soggetti già vulnerabili. La cleptomania è inoltre frequentemente associata ad altre condizioni psicopatologiche, come la depressione maggiore, i disturbi d’ansia, la bulimia nervosa, i disturbi di personalità, i disturbi da uso di sostanze e il disturbo bipolare.
Per quanto riguarda la familiarità, non esistono attualmente studi scientifici conclusivi che dimostrino una trasmissione genetica diretta della cleptomania. Tuttavia, Tuttavia, spesso chi soffre di cleptomania ha parenti con altre problematiche psicologiche ad esempio il disturbo ossessivo-compulsivo o un disturbo da abuso di sostanze.

Come si cura la cleptomania?
La cura della cleptomania prevede generalmente un approccio integrato che combina psicoterapia e, in alcuni casi, trattamento farmacologico.
La psicoterapia, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), aiuta la persona a riconoscere e modificare i pensieri disfunzionali che precedono il comportamento impulsivo. Tecniche specifiche, come la prevenzione della risposta e il training sulle abilità di autocontrollo, possono essere utili per gestire gli impulsi e ridurre la frequenza dei furti.
In alcuni casi, il trattamento può includere anche l’uso di farmaci, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), impiegati per intervenire sui meccanismi neurochimici coinvolti nel controllo degli impulsi. In alcuni casi, si utilizzano trattamenti per disturbi associati, come depressione o ansia.
Non esiste un protocollo terapeutico unico valido per tutti: il trattamento della cleptomania deve essere personalizzato in base alle caratteristiche e ai bisogni della persona. Questo perché il disturbo raramente si presenta in modo isolato e, nella maggior parte dei casi, è accompagnato da altre condizioni psicologiche. Non è insolito, ad esempio, riscontrare una depressione associata, che può insorgere anche in seguito alla consapevolezza di avere difficoltà nel controllo degli impulsi.
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