Diagnosi dell'ADHD negli adulti: dove farla? Quanto costa?

Scopri di più su come viene diagnosticato l'ADHD negli adulti e quali sono i principali criteri diagnostici.

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Diagnosi dell’ADHD negli adulti

Come si fa la diagnosi dell'ADHD negli adulti?

La diagnosi dell'ADHD viene effettuata da professionisti che somministrano test sulle funzioni esecutive per valutare la memoria, la pianificazione e la capacità di concentrazione. Capire che malattia è l'ADHD è fondamentale per affrontare questo percorso: i sintomi devono manifestarsi in almeno due contesti differenti, come casa e scuola, per garantire che le difficoltà non siano legate solo a un ambiente specifico.

La diagnosi dell'ADHD richiede solitamente una valutazione divisa in due fasi: una parte psicologica e una medica psichiatrica. Entrambe possono essere effettuate negli ospedali pubblici, nei servizi di neuropsichiatria territoriale o in centri privati specializzati.

Criteri diagnostici: come riconoscere l'ADHD negli adulti?

Secondo il DSM-5 (Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali), devono essere presenti almeno 6 sintomi di ciascuna categoria per l’ADHD di tipo combinato, oppure 6 di una sola categoria per il solo deficit di attenzione o l’iperattività.

Quando parliamo di sintomi dell'ADHD dobbiamo distinguere tra sintomi tipici della disattenzione e sintomi tipici dell'iperattività e impulsività. Li abbiamo raccolti nella seguente tabella. 

Sintomi tipici della disattenzionesintomi di iperattività e impulsività
  • difficoltà a mantenere l’attenzione per tempi prolungati;
  • incapacità di concentrarsi sui dettagli;
  • incapacità di portare a termine i compiti nei tempi stabiliti o mancato rispetto delle istruzioni;
  • difficoltà organizzative;
  • si distrae facilmente a causa di stimoli estranei all’attività svolta
  • dimenticanze frequenti;
  • non ama svolgere attività che richiedono tempo e pazienza.
  • movimenti incontrollati di mani e piedi;
  • incapacità di rimanere seduti in situazioni strutturate;
  • eccessiva loquacità;
  • risposte impulsive, date senza riflettere;
  • incapacità di rispettare il proprio turno;
  • intromissioni frequenti in discorsi o attività.

In ogni caso, la presenza di questi sintomi deve essere abbastanza invasiva da compromettere il regolare svolgimento delle attività e causare difficoltà in diversi contesti, ad esempio lavorativo o sociale.

Scopri se hai l'ADHD con una valutazione clinica completa

Ricevi una diagnosi accurata da psicoterapeuta e psichiatra specializzati. Compili test validati, ottieni una relazione clinica e, se necessario, un certificato riconosciuto per scuola e lavoro.

A chi rivolgersi per la diagnosi di ADHD negli adulti?

Se un adulto sospetta di avere l’ADHD, la prima cosa da fare è rivolgersi a uno specialista, nello specifico uno psichiatra o un neuropsichiatra. 

È importante evitare di autodiagnosticarsi: solo i professionisti sono in grado di riconoscere i sintomi e differenziarli da altre condizioni psichiatriche o neurocognitive.

Come funziona la visita psicologica per l'ADHD?

La visita psicologica serve a ricostruire il funzionamento mentale e relazionale della persona per capire come i sintomi influenzano la sua quotidianità e confermare la diagnosi di adhd. Questo incontro non è un semplice colloquio, ma un'analisi strutturata che serve a distinguere l'ADHD da altre condizioni, come l'ansia o la depressione, che potrebbero manifestarsi con segnali simili. 

Vengono utilizzate per la visita psicologica:

  • interviste cliniche: lo specialista indaga la storia personale e si approfondisce per capire se l'ADHD è presente già prima dei 12 anni per essere confermato.
  • test e questionari: vengono utilizzati strumenti validati scientificamente che misurano oggettivamente la capacità di attenzione, la memoria di lavoro e il controllo dell'impulsività.
  • osservazione comportamentale: lo psicologo osserva come il paziente gestisce il tempo, la comunicazione e lo spazio durante la seduta per raccogliere dati sul suo modo di agire spontaneo.
  • analisi dei documenti: se disponibili, vengono esaminate le vecchie pagelle scolastiche o i giudizi dei maestri, che spesso contengono tracce preziose di disattenzione precoce.
Come fare la diagnosi di adhd negli adulti

Qual è il ruolo della visita psichiatrica nella diagnosi dell'adulto con ADHD?

La visita psichiatrica è il passaggio medico necessario per escludere cause fisiche ai sintomi e per stabilire se è necessaria una terapia farmacologica. Il percorso varia in base all'età e nell'ADHD negli adulti è frequente una autosegnalazione o un invio dallo psichiatra. Lo psichiatra valuta l'aspetto biologico e neurologico del disturbo, assicurandosi che il trattamento sia sicuro per la salute generale del paziente.

Il protocollo della valutazione psichiatrica include:

  • Anamnesi medica: lo psichiatra analizza la storia clinica familiare e personale per verificare la presenza di ereditarietà, dato che l'ADHD ha una forte componente genetica.
  • Esami clinici mirati: possono essere richiesti esami del sangue, elettrocardiogramma o visite neurologiche per controllare che il cuore e il sistema nervoso siano pronti a un eventuale supporto farmacologico.
  • Diagnosi differenziale medica: il medico verifica che i problemi di attenzione non siano causati da altre patologie, come disturbi della tiroide, problemi del sonno o carenze vitaminiche.
  • Scelta della terapia: se i sintomi compromettono gravemente la vita del paziente, lo psichiatra prescrive farmaci specifici che aiutano il cervello a regolare i livelli di dopamina e noradrenalina.

Quanto costa la diagnosi di ADHD per gli adulti?

I costi da sostenere per diagnosticare l'ADHD possono variare molto a seconda che ci si rivolga al sistema sanitario nazionale o al settore privato. 

Nel primo caso i costi sono più contenuti perché ci saranno da sostenere soltanto le spese dei ticket, il cui importo varia di regione in regione. 

Se invece ci si rivolge a cliniche private il costo aumenta considerevolmente: può raggiungere anche diverse centinaia di euro comprendendo sia le visite che il costo dei test diagnostici necessari.

Diagnosi dell'ADHD con Serenis

Grazie a Serenis, puoi iniziare un percorso di diagnosi dell'ADHD con psichiatri e psicoterapeuti. 

Il percorso prevede alcune sedute di valutazione con uno psicoterapeuta, ciascuna della durata di 45 minuti. Dopodiché, verrai indirizzato allo psichiatra che analizza la relazione clinica redatta dallo psicoterapeuta e in caso di effettiva diagnosi di ADHD rilascia un certificato.

Dopo la diagnosi potrai fare incontri di mantenimento con psicoterapeuta e/o psichiatra oppure un percorso di psicoeducazione solo con lo psicoterapeuta.

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Quanto tempo ci vuole per diagnosticare l'ADHD?

La diagnosi dell'ADHD richiede tempo e una valutazione accurata da parte di professionisti qualificati. Non esiste un singolo test che confermi la presenza del disturbo e gli specialisti si basano su una combinazione di interviste, osservazioni e test psicologici. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità  la valutazione deve considerare i sintomi presenti da almeno sei mesi in più di un ambiente, come scuola e casa, prima di poter arrivare a una diagnosi.

Chi diagnostica l'adhd negli adulti

Perché è importante ottenere una diagnosi in età adulta?

Visto l’enorme impatto dell’ADHD sulla vita quotidiana dell’individuo, avere una diagnosi è importante per moltissime motivazioni, in particolare perché permette di:

  • comprendere il disturbo e di trattarlo in maniera accurata e quindi efficace;
  • ridurre la sensazione di frustrazione dovuta alla non comprensione della propria situazione;
  • relazionarsi con gli altri in maniera migliore: conoscere le proprie necessità e i propri bisogni permette di comunicarli agli altri in maniera migliore;
  • ottenere supporto nell'ambito scolastico e in quello lavorativo grazie alla certificazione ADHD, che aiuta a raggiungere risultati migliori;
  • evitare le conseguenze che potrebbero insorgere se l’ADHD non viene trattato.

Il supporto psicologico nella diagnosi di ADHD

L’ADHD non è sempre un disturbo con cui è facile convivere. Oltre alle difficoltà causate direttamente dalla sintomatologia, possono presentarsene altre che possono aggravare lo stato di malessere della persona. Ad esempio, la percezione di essere socialmente inefficaci può portare a un crollo dell’autostima e a una crescente insicurezza che, nei giovani che sono particolarmente sensibili al tema dell’inclusione, può infine esitare in una sintomatologia depressiva o ansiosa.

Negli adulti, le difficoltà dell’ADHD possono rendere difficile mantenere il posto di lavoro e aumentare l’insoddisfazione per la propria vita sociale.

In tutte queste circostanze, può essere utile il supporto di un professionista della salute mentale, che aiuti la persona a trovare le sue risorse interne per affrontare i problemi che questa sindrome causa, anche indirettamente. 

Esperienza reale

In tenera età potrebbe risultare molto sottile la linea tra bambini che risultano essere “vivaci” e quelli che invece hanno delle vere difficoltà a tal proposito. F. ha 10 anni e fino ad ora non ha mai ricevuto una diagnosi di ADHD se non essere annoverato come un bambino eccessivamente vivace che a volte sfocia nella maleducazione. Accolgo l’intera famiglia che, su segnalazione della scuola, giunge al centro per una presa in carico. La famiglia è molto scoraggiata e stanca perchè non sa più cosa fare e come aiutare il figlio mentre F. è assai stanco dei continui rimproveri che riceve senza capirne il senso profondo. È subito evidente che qualcosa mette in difficoltà il bambino e che va aiutato necessariamente anche solo a capire chi è. L’intera famiglia viene accompagnata nel processo diagnostico, nella restituzione finale e nel piano di intervento. A fronte della diagnosi di ADHD, non solo il bambino verrà aiutato a trovare strategie migliori ma anche la famiglia verrà accompagnata nella gestione di ció che gli compete. 

 

Fonti:

Bibliografia

Diagnosis and management of ADHD in children. — American Family Physician, 90(7), pp. 456-464

Felt, B. T., Biermann, B., Christner, J. G., Kochhar, P., Van Harrison, R. (2014)

ADHD: Is objective diagnosis possible?. — Psychiatry (Edgmont), 2(11), pp. 44

Gualtieri, C. T., Johnson, L. G. (2005)

Adult ADHD: Diagnostic assessment and treatment. — Springer Science & Business Media.

Kooij, J. S. (2012)

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Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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