ADHD e dislessia: come riconoscere il legame e supportare la crescita dei figli

ADHD e dislessia sono due condizioni distinte del neurosviluppo che spesso si presentano insieme, sia nei bambini che negli adulti. Comprendere il loro legame e riconoscere i segnali a scuola e nel quotidiano è fondamentale per attivare percorsi di supporto personalizzati ed efficaci.

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ADHD e dislessia

Punti chiave:

  • Natura dei disturbi: l'ADHD colpisce la regolazione dell'attenzione e degli impulsi, mentre la dislessia è un disturbo specifico della lettura.
  • Frequente sovrapposizione: non sono la stessa cosa, ma sono strettamente collegati e si presentano spesso insieme nello stesso soggetto.
  • Segnali a scuola: la fatica a decodificare le parole amplifica la distrazione, aumentando la stanchezza a fine giornata.
  • Strategie di intervento: l'uso di strumenti compensativi e una didattica personalizzata permettono al bambino di esprimere il suo reale potenziale.

Il legame tra ADHD e DSA

Quando una famiglia riceve una diagnosi di ADHD o di Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA), una delle prime domande che emergono riguarda il possibile legame tra queste condizioni. La risposta della ricerca scientifica conferma che ADHD e DSA possono coesistere e, quando accade, il percorso scolastico può diventare più complesso.

DSA comprendono disturbi come:

  • Dislessia;
  • Disgrafia;
  • Disortografia;
  • Discalculia. 

L'ADHD, invece, interessa principalmente attenzione, controllo degli impulsi e funzioni esecutive. Sebbene si tratti di condizioni distinte, condividono alcuni meccanismi neurobiologici e possono influenzarsi reciprocamente nella vita quotidiana.

Per un bambino, affrontare contemporaneamente difficoltà attentive e di apprendimento può richiedere uno sforzo molto superiore rispetto ai coetanei. Non è raro, infatti, che emergano frustrazione, calo dell'autostima o paura di non essere all'altezza. 

Sono tutti aspetti che vengono presi in considerazione per costruire un percorso educativo che valorizzi le risorse del ragazzo invece di concentrarsi esclusivamente sulle sue difficoltà.

ADHD e dislessia sono la stessa cosa?

È normale che i termini ADHD e dislessia vengano spesso confusi o persino usati come sinonimi, ma stiamo parlando di due condizioni molto diverse. Entrambe possono influenzare il rendimento scolastico, causare difficoltà nello studio e generare preoccupazione nei genitori, ma presentano sostanziali differenze.

La dislessia è un Disturbo Specifico dell'Apprendimento che interessa principalmente la capacità di leggere in modo fluente e accurato. L'ADHD è invece un disturbo del neurosviluppo che coinvolge attenzione, autoregolazione e controllo degli impulsi.

All'esterno alcune manifestazioni possono sembrare simili. Un bambino che perde il filo durante la lettura o commette errori nei compiti potrebbe apparire disattento. In realtà, le cause sottostanti possono essere molto diverse. Questa distinzione è fondamentale per individuare gli strumenti più efficaci per sostenere il bambino a scuola e nella vita quotidiana.

Le differenze tra ADHD e dislessia

Come genitore ti chiederai quale sia la reale differenza tra ADHD e dislessia e se sono la stessa cosa. Dal punto di vista clinico la risposta è no: si tratta di due condizioni distinte del neurosviluppo.

La dislessia appartiene ai DSA e riguarda soprattutto l'automatizzazione della lettura e si presenta con:

  • Tempi più lunghi per leggere un testo;
  • Errori di decodifica;
  • Affaticamento da lettura prolungata;
  • Produzione linguistica ritardata;
  • Difficoltà nell’articolazione del linguaggio;
  • Difficoltà nel ricordare nomi, colori e numeri.

L'ADHD nei bambini, invece, coinvolge principalmente le funzioni esecutive

  • Pianificazione;
  • Organizzazione;
  • Gestione dell'attenzione;
  • Controllo degli impulsi. 

Il bambino spesso comprende ciò che deve fare, ma fatica a mantenere la concentrazione o a portare avanti il compito senza distrazioni.

Proprio per questo motivo possono comparire insieme anche altre condizioni più complesse, come ADHD dislessia e disgrafia oppure ADHD dislessia e discalculia, creando un quadro più articolato che richiede una valutazione multidisciplinare e interventi personalizzati.

adhd e dislessia insieme

È possibile avere ADHD e dislessia insieme?

Dal punto di vista clinico, ADHD e dislessia insieme rappresentano una situazione tutt'altro che rara. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha mostrato che i disturbi del neurosviluppo tendono spesso a presentarsi in associazione, dando origine a quella che gli specialisti chiamano comorbilità.

Per un bambino, convivere con entrambe le condizioni significa affrontare una doppia sfida: da un lato può avere difficoltà a mantenere l'attenzione, organizzare il materiale scolastico o gestire il tempo; dall'altro può incontrare ostacoli nella lettura fluente e nell'automatizzazione di alcune competenze scolastiche.

Questo può tradursi in una maggiore fatica durante lo studio, tempi più lunghi per svolgere i compiti e una frequente sensazione di frustrazione. Ricorda che tali difficoltà non dipendono da scarso impegno o mancanza di motivazione, ma si tratta di caratteristiche neurobiologiche reali che richiedono strategie educative e didattiche adeguate, secondo le linee guida SINPIA.

Quando la comorbilità viene riconosciuta precocemente, è possibile costruire interventi mirati che aiutano il bambino a valorizzare le proprie capacità e a ridurre l'impatto delle difficoltà sul benessere emotivo.

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ADHD e dislessia sono collegati?

Molti genitori e insegnanti si chiedono se ADHD e dislessia siano collegati fra loro e se si influenzino reciprocamente. Le recenti evidenze scientifiche suggeriscono che esista effettivamente un legame tra queste condizioni, anche se non si tratta dello stesso disturbo.

Numerosi studi hanno evidenziato che una quota significativa di bambini con ADHD presenta anche difficoltà specifiche nella lettura. Le stime variano a seconda delle indagini, ma indicano che circa il 30-40% dei bambini con ADHD può presentare anche un disturbo specifico dell'apprendimento legato alla lettura.

Gli specialisti ritengono che questa associazione sia dovuta, almeno in parte, a fattori genetici e biologici condivisi, come alcune vulnerabilità comuni nei processi cognitivi coinvolti nell'elaborazione delle informazioni. Entrambe le condizioni, infatti, possono influenzare la velocità con cui il cervello organizza, seleziona e utilizza gli stimoli provenienti dall'ambiente.

Con ciò non stiamo dicendo che tutti i bambini con ADHD svilupperanno una dislessia o viceversa, ma che, quando una delle due condizioni viene diagnosticata, è utile monitorare attentamente l'eventuale presenza dell'altra per garantire un supporto completo ed evitare diagnosi tardive.

Tabella di confronto: come distinguere le fatiche in classe

Comportamento dell'alunnoSe la causa principale è la dislessiaSe la causa principale è l'ADHD
Fatica a leggere un testola lettura è lenta, scorretta e richiede un enorme sforzo di decodifica delle lettereil soggetto salta le righe o perde il segno perché l'attenzione si sposta altrove
Comprensione della paginaè compromessa dalla difficoltà di decifrare le singole parole, esaurendo la memoria di lavoroè frammentaria perché la mente si distrae prima di aver terminato il paragrafo
Irrequietezza alla scrivaniaemerge come reazione di frustrazione o rifiuto di fronte a un compito di lettura faticosoè presente in modo costante, a prescindere dal tipo di attività scolastica richiesta

Come gestire la scuola con ADHD e dislessia

La scuola rappresenta uno dei contesti in cui la presenza contemporanea di ADHD e dislessia diventa maggiormente visibile. Un bambino può conoscere la risposta corretta ma perdere il segno durante la lettura, dimenticare il materiale necessario o avere difficoltà a mantenere l'attenzione per tutta la durata della lezione.

Tra le manifestazioni più comuni si osservano:

  • Stanchezza durante lo studio;
  • Rifiuto di leggere ad alta voce;
  • Frequenti distrazioni;
  • Difficoltà nell'organizzazione dei compiti;
  • Irrequietezza motoria;
  • Calo dell'autostima scolastica.

Per questo motivo è fondamentale costruire un'alleanza tra famiglia, scuola, pediatra e specialisti. Il Ministero dell’Istruzione prevede strumenti di tutela come il Piano Didattico Personalizzato (PDP) per ADHD, che può includere misure compensative e dispensative adeguate alle necessità del bambino e adolescente. Gli strumenti compensativi sono previsti anche per le DSA, secondo la Legge 170/2010, in cui rientra anche la dislessia.

Ad esempio, gli audiolibri e le sintesi vocali possono supportare la lettura, mentre pause programmate, istruzioni chiare e attività suddivise in piccoli passaggi possono aiutare nella gestione dell'attenzione. L'obiettivo non è semplificare il percorso scolastico, ma renderlo accessibile al funzionamento di una mente neurodivergente.

Tieni presente che nei casi più gravi, in cui i disturbi diventano particolarmente invalidanti, è possibile richiedere l’invalidità civile con le tutele previste dalla Legge 104, che si affiancano al programma di studi personalizzato.

adhd dislessia e disgrafia

ADHD e dislessia negli adulti

Trattandosi di disturbi che generalmente vengono riscontrati durante l’età evolutiva, si parla poco di ADHD negli adulti o dell’impatto della dislessia nella propria quotidianità.

Anche se venissero diagnosticate precocemente, comunque non scomparirebbero con la crescita, ma le manifestazioni andrebbero semplicemente ad evolversi. Molti adulti continuano a convivere con caratteristiche che influenzano il lavoro, l'organizzazione quotidiana e le relazioni personali, anche se in forme diverse rispetto a quelle osservate nei bambini. 

Alcune persone ricevono persino etichette poco lusinghiere, come "svogliato", "disorganizzato" o "distratto", senza comprendere l'origine delle proprie difficoltà. Altre riescono a ottenere buoni risultati professionali, ma a costo di uno sforzo costante che rimane invisibile a chi le circonda.

Quando poi ADHD e dislessia coesistono, le richieste della vita adulta possono diventare particolarmente impegnative. Gestire scadenze, documenti, email, attività amministrative e organizzazione familiare richiede infatti un impiego di energie cognitive spesso superiore rispetto alla media.

Come si manifesta la comorbilità in età adulta e il fenomeno del masking

Nell'età adulta, la combinazione tra ADHD e dislessia assume spesso caratteristiche diverse rispetto all'infanzia. L'iperattività motoria tende generalmente a ridursi, ma può lasciare spazio a una sensazione persistente di irrequietezza interna, difficoltà a rilassarsi e continuo bisogno di stimoli

La dislessia, invece, può manifestarsi attraverso una lettura più lenta, una maggiore fatica nell'analizzare documenti complessi o la tendenza a evitare attività che richiedono la gestione di grandi quantità di testo scritto. Alcuni adulti riferiscono difficoltà nel rispondere rapidamente alle email, nel revisionare report o nel compilare documentazione amministrativa.

Per adattarsi alle richieste dell'ambiente lavorativo molte persone sviluppano strategie compensative, attraverso il fenomeno del masking, che può manifestarsi con:

  • Perfezionismo rigido;
  • Ansia da puntualità;
  • Autocontrollo verbale;
  • Iperpreparazione;
  • Evitamento di lettura pubblica;
  • Controllo ossessivo dei testi.

Sebbene questi comportamenti possano favorire il successo professionale, nel lungo periodo possono comportare un notevole consumo di energie mentali ed emotive, aumentando il rischio di affaticamento psicologico, burnout e depressione.

Il percorso verso la diagnosi tardiva negli adulti

Non è raro che una persona scopra la propria neurodivergenza soltanto in età adulta. Spesso la diagnosi per ADHD inizia quando un figlio riceve una valutazione specialistica e il genitore riconosce in sé molte delle caratteristiche descritte dai professionisti.

La diagnosi tardiva non cambia il passato, ma può aiutarti a reinterpretare molte esperienze vissute negli anni, nel lavoro e nella propria quotidianità, come:

  • Difficoltà organizzative;
  • Procrastinazione;
  • Iperattivazione interna;
  • Sbalzi d’umore improvvisi e scarsa tolleranza alla frustrazione;
  • Iperfocus alternato a distrazione;
  • Lettura lenta e faticosa;
  • Problemi di memoria a breve termine;
  • Fatica nella sintesi e comprensione;
  • Errori frequenti e persistenti di ortografia e punteggiatura.

Ricevere una diagnosi significa comprendere meglio il proprio funzionamento e individuare strategie più efficaci per affrontare la vita quotidiana. Strumenti come agende digitali, promemoria automatici, sintesi vocali, software di lettura assistita e tecniche di gestione del tempo possono aiutarti a ridurre il carico cognitivo e migliorare il tuo benessere personale e professionale.

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Fonti:

Sitografia

Disturbo da deficit di attenzione/iperattività.

Manuali MSD Edizione Professionisti.

Dislessia.

Manuali MSD Edizione Professionisti. 

La continuità delle cure nei disturbi del neurosviluppo.

Linee guida SINPIA

Bibliografia

Visual attention span capacity in developmental dyslexia: A meta-analysis. — Research in Developmental Disabilities, 135, 104465. 

Liu, J., Ren, X., Wang, Y., Zhao, J. (2023)

The Emotional Impact of Family Involvement during Homework in Children with Neurodevelopmental Disorders: A Systematic Review. — Children, 11(6), 713. 

Abín, A., Pasarín-Lavín, T., Areces, D., Rodríguez, C., Núñez, J. C. (2024)

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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
DDDDomenico De Donatis
Domenico De DonatisPsichiatra
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Domenico De Donatis è un medico psichiatra con esperienza nella cura dei disturbi psichiatrici. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Parma, ha poi ottenuto la specializzazione in Psichiatria all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Registrato presso l'Ordine dei Medici e Chirurghi di Milano n° 51304, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute mentale dei suoi pazienti.
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