Vareniclina: come funziona il farmaco per smettere di fumare
La vareniclina è un farmaco in compresse studiato per aiutare i fumatori a smettere di fumare che agisce riducendo il desiderio compulsivo di nicotina e i sintomi di astinenza.

Esistono farmaci studiati appositamente per smettere di fumare e uno di questi è proprio la vareniclina, un medicinale in compresse che aiuta a diminuire il desiderio di nicotina e i sintomi del craving. Cerchiamo di capire meglio come la vareniclina può dare una mano concreta a chi vuole smettere di fumare, in modo semplice ma scientificamente supportato.
Cos’è la vareniclina?
La vareniclina è un farmaco specificamente indicato per la disassuefazione dal fumo. Viene somministrata sotto forma di compresse da assumere per via orale, di solito due volte al giorno per un periodo che va da 3 a 6 mesi.
Questo medicinale può essere prescritto da un medico specialista o dal medico di base e in Italia e in molti Paesi è in vendita con il nome commerciale Champix. La forma farmaceutica è di solito una compressa da 0,5 mg o da 1 mg: la dose tipica inizia con una pasticca da 0,5 mg al giorno per i primi tre giorni, poi si passa a due da 0,5 mg, infine dopo una settimana si assumono due compresse da 1 mg, una al mattino e una alla sera.
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Come funziona la vareniclina?
La vareniclina agisce direttamente sui recettori nicotinici nel cervello e, in particolare, si lega al recettore chiamato α4β2, il principale bersaglio della nicotina, ma lo fa in modo parziale.
Assumendo questo farmaco il cervello riceve un segnale di gratificazione minore rispetto al fumo, ma sufficiente per alleviare una parte del senso di piacere che di solito si ottiene.
Inoltre la vareniclina, rimanendo legata al recettore, impedisce al principale alcaloide del tabacco introdotto con il fumo di agganciarsi a quello stesso recettore. Così facendo, quando una persona accende una sigaretta, la stessa quantità di nicotina produce meno soddisfazione rispetto al solito e, di conseguenza il piacere derivante dal tabacco si abbassa notevolmente. Grazie a questo meccanismo, chi è in cura col farmaco, spesso nota che la voglia di accendersi una sigaretta è molto attenuata e ciò spinge naturalmente a fumare di meno.
Sono numerosi gli studi clinici che confermano che l’efficacia del farmaco: una recente metanalisi su oltre 12.000 fumatori ha rilevato che le possibilità di mantenere l’astinenza per 6 mesi sono più che doppie rispetto a placebo.

Effetti collaterali della vareniclina
Come ogni farmaco, anche la vareniclina può causare alcuni effetti indesiderati, sebbene spesso lievi e temporanei e i disturbi più comuni sono nausea, mal di testa, insonnia e sogni vividi o strani. Se necessario, il medico potrà suggerire di assumere la compressa insieme ai pasti per ridurre le reazioni avverse o addirittura di ridurre leggermente la dose serale per migliorare l’addormentamento.
Un recente studio clinico randomizzato su 300 pazienti fumatori con diabete di tipo 2 conferma che gli assistiti in trattamento con vareniclina riportano più frequentemente disturbi come nausea, insonnia, sogni anomali, ansia e irritabilità rispetto a chi assumeva placebo, sempre di natura transitoria.
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Quali sono gli altri metodi per smettere di fumare?
Oltre alla vareniclina, esistono altre opzioni efficaci per chi desidera smettere e le principali terapie farmacologiche alternative includono la terapia sostitutiva della nicotina (NRT) e il bupropione.
Le NRT comprendono prodotti come cerotti, gomme, pastiglie, spray nasali o inalatori che rilasciano nicotina a basso dosaggio senza le sostanze tossiche del fumo. Aiutano a ridurre i sintomi di astinenza e il desiderio di nicotina in modo controllato, preparando gradualmente il corpo all’assenza totale di nicotina.
Su consiglio medico, un altro farmaco da valutare è la citisina, sostanza vegetale con un meccanismo simile alla vareniclina e alternativa meno costosa a medicinali analoghi.
Oltre ai farmaci, poi, esistono altri metodi di supporto. Alcuni medici raccomandano la sigaretta elettronica come riduzione del danno, anche se l’Organizzazione Mondiale della Sanità e molte autorità sanitarie la considerano al momento un possibile escamotage e mettono in evidenza l’importanza di non usarla come scusa per mantenere la dipendenza da nicotina.
Infine, anche semplici strategie pratiche come evitare le situazioni in cui si è soliti fumare, bere molta acqua e fare attività fisica possono aiutare a gestire i momenti di crisi.
In ogni caso, è bene ricordare che la combinazione di più metodi è spesso la scelta migliore per smettere di fumare e l’OMS raccomanda di affiancare sempre la farmacoterapia a interventi psicologici o di counselling, questo perché la dipendenza da nicotina ha una forte componente comportamentale, come pensieri automatici legati alla sigaretta, abitudini quotidiane consolidate e gesti rituali e, senza affrontare anche questi aspetti, la lotta contro il fumo risulta ardua.