Agevolazione di 30€ per la giornata mondiale della salute mentale: usa il codice SALUTEMENTALE

Impatto psicologico della retinopatia diabetica

La retinopatia diabetica genera ansia, stress e paura della cecità. Compromette l’autonomia, aumenta il senso di vulnerabilità e può causare depressione, isolamento sociale e calo della qualità della vita.
Scritto daAgnese CannistraciPsicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica in Serenis
Icona revisione
Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato18 settembre 2024
•
Aggiornato01 settembre 2026
Trova il professionista giusto per te.
Richiedi un consulto medico online
Conseguenze psicologiche della retinopatia diabetica

Impatto psicologico della retinopatia diabetica

La retinopatia diabetica, complicanza oculare del diabete, ha un impatto significativo non solo sulla vista ma anche sulla salute psicologica della persona colpita. La diagnosi di questa condizione porta spesso a una forte preoccupazione per il rischio di cecità, generando ansia e paura per l’evoluzione della malattia e alla possibilità di perdere completamente l’autonomia. La necessità di controlli frequenti, trattamenti invasivi come le iniezioni intraoculari e l’eventuale calo visivo progressivo alimentano uno stato di stress costante. 

Questo disagio si riflette anche nella sfera emotiva, con un aumento della tristezza e della frustrazione, soprattutto quando la persona fatica a mantenere il proprio stile di vita attivo. Nei casi più gravi, può insorgere depressione, aggravata dal senso di dipendenza dagli altri per le attività quotidiane. Inoltre, la retinopatia diabetica si aggiunge a una condizione cronica già presente, il diabete, rendendo il carico psicologico ancora più pesante. Il paziente può sentirsi sopraffatto dalla gestione continua della malattia e perdere fiducia nella possibilità di miglioramento. 

Per questo motivo, è fondamentale affiancare al trattamento medico un supporto psicologico mirato, che aiuti la persona a elaborare le emozioni, a rafforzare la motivazione nella cura di sé e a mantenere una buona qualità della vita nonostante le difficoltà visive. Per questo puoi rivolgerti a noi di Serenis: i nostri psicoterapeuti hanno in media 13 anni di esperienza e il primo colloquio è gratuito. Le sedute successive costano 49 € l'una.

Esperienza reale

Con H., 56 anni, abbiamo fatto un percorso di accettazione della malattia, così da massimizzare l’aderenza alle terapie preventive e non solo. Giunse alla mia attenzione subito dopo la diagnosi di retinopatia diabetica, diagnosi che, proprio a lei con una forma di ansia generalizzata abbastanza importante, la terrorizzava non poco, fino al punto da mettere in atto l’evitamento di visite mediche e controlli, sulla base della distorsione cognitiva che “se non lo so, non succede” che lei stessa riconosceva essere irrazionale e pericolosa per la sua salute. Giusto per dare un’idea di quanto fosse marcato l’evitamento, dico solo che si era rivolta privatamente a me, piuttosto che alla psicologa dell’equipe di un centro multidisciplinare specializzato in diabetologia e sue complicanze di rilievo nazionale, centro che la seguiva praticamente da sempre.

Nel breve percorso fatto insieme, il lavoro che ho fatto è stato, da una parte, contenere l’ansia e, dall’altra, fare psicoeducazione sulla sua funzione e sul significato delle strategie disfunzionali che metteva in atto per gestirla, fino a portarla ad affidarsi in toto al centro specializzato.

Retinopatia diabetica: una panoramica generale

La retinopatia diabetica è una complicanza del diabete che colpisce i piccoli vasi sanguigni della retina, causando danni progressivi alla vista. Si sviluppa quando livelli elevati di glucosio nel sangue alterano la circolazione oculare, provocando perdite di liquidi, microemorragie e, nei casi avanzati, la formazione di nuovi vasi anomali che possono causare distacchi di retina o emorragie vitreali. 

Esistono due forme principali: la retinopatia non proliferante, più lieve e iniziale, e quella proliferante, più grave e potenzialmente invalidante. La patologia si sviluppa lentamente e, nelle fasi iniziali, può essere asintomatica, motivo per cui sono fondamentali controlli oculistici regolari nei pazienti diabetici. 

Se non diagnosticata e trattata in tempo, può portare a una compromissione visiva permanente. Le terapie includono controlli glicemici rigorosi, trattamenti laser, iniezioni intravitreali e, nei casi più gravi, interventi chirurgici. Una diagnosi precoce consente di rallentare la progressione e preservare la vista.

Uomo con il cappello seduto contro un muro con il viso tra le mani

Terapia medica per la retinopatia diabetica

La terapia medica per la retinopatia diabetica ha l’obiettivo di rallentare la progressione del danno retinico e preservare la vista. Il primo passo fondamentale è il controllo accurato della glicemia, della pressione arteriosa e dei livelli di colesterolo, poiché questi fattori influenzano direttamente lo stato dei vasi sanguigni oculari. 

Nei casi più avanzati, si ricorre a trattamenti specifici come le iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF, che bloccano la formazione di nuovi vasi anomali e riducono l’edema maculare. In alcune situazioni viene utilizzata la terapia laser (fotocoagulazione), indicata per sigillare i capillari danneggiati e limitare le emorragie. Quando il danno è esteso, può rendersi necessario un intervento chirurgico di vitrectomia, utile per rimuovere sangue o tessuti cicatriziali che compromettono la retina. La scelta del trattamento dipende dallo stadio della retinopatia e dalle condizioni generali del paziente, ed è sempre accompagnata da controlli oculistici periodici per monitorare l’evoluzione della malattia.

Sei più della tua malattia
Un percorso di supporto psicologico può aiutarti a vedere oltre quello che ti fa del male. Il primo colloquio è gratuito.

Fonti:

  • Vankudre, G. S., Mohamed, Z. D., Ayyappan, J. P., & Alrasheed, S. H. (2025). Psychometric Impact of Diabetic Retinopathy-Induced Visual Impairment: A Hospital-Based Study, Al Buraimi, Sultanate of Oman. Clinical Optometry, Volume 17, 3–10.
  • Fenwick, E., Rees, G., Pesudovs, K., Dirani, M., Kawasaki, R., Wong, T. Y., & Lamoureux, E. (2012). Social and emotional impact of diabetic retinopathy: a review. Clinical & experimental ophthalmology, 40(1), 27–38. 

Alcune domande che potresti avere sulla retinopatia diabetica

Queste cose non le sa nessuno
In Italia parliamo di "benessere mentale" solo da qualche anno: molte persone non hanno grande consapevolezza di quello che si nasconde dietro le emozioni. Se conosci qualcuno che avrebbe bisogno di leggere questo articolo, puoi condividerlo da qui.
Scritto da
Agnese CannistraciPsicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica in Serenis
Leggi la biografia
Dopo la laurea in Psicologia Clinica a Roma, mi sono specializzata in Gruppoanalisi e ho conseguito certificazioni in Psicodiagnostica Giudiziaria e Clinica, Tecniche Psicodrammatiche e Formazione alle Dinamiche Istituzionali. Credo che nel mio lavoro sia fondamentale generare uno spazio relazionale in cui la persona si senta vista e ascoltata, sia dal terapeuta che da se stessa, motivo per cui ho svolto un master in Sustainability Management, con l'intento di integrare gli aspetti clinici con un approccio volto alla promozione di benessere e sostenibilità individuali, organizzativi e sociali.
Articoli correlati
Scopri tutti
  • Conseguenze psicologiche dei problemi alla retina
    L'impatto psicologico dei disturbi della retina

    I disturbi della retina comprendono condizioni che colpiscono la retina, influenzando gravemente la capacità visiva. Questi disturbi possono causare ansia, preoccupazione e nei casi più gravi anche depressione.

    Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2026
  • Conseguenze psicologiche della degenerazione maculare
    Impatto psicologico della degenerazione maculare nei pazienti e nei caregiver

    La degenerazione maculare causa ansia, paura della cecità, frustrazione e perdita dell’autonomia. Può portare a isolamento, tristezza e depressione, influenzando profondamente il benessere emotivo e la qualità della vita.

    Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2026
  • sindrome di rett
    Sindrome di Rett: uno sguardo generale

    La sindrome di Rett è un disturbo neurologico raro che colpisce principalmente le bambine, caratterizzato da uno sviluppo inizialmente normale seguito da un declino significativo delle capacità motorie e cognitive

    Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2026
Il nostro processo di revisione
Scopri di più
Approfondimento
Coinvolgiamo nella stesura dei contenuti clinici i terapeuti con almeno 2.000 ore di esperienza.
Verifica
Studiamo le ricerche sul tema clinico e quando possibile le inseriamo in bibliografia.
Chiarezza
Perfezioniamo gli articoli dal punto di vista stilistico privilegiando la comprensione del testo.
Validano gli articoli
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
Leggi la biografia
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Leggi la biografia
Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
Claudia TripiPsicologa e Psicoterapeuta
Leggi la biografia
Dopo la laurea in Psicologia, mi sono specializzata in psicoterapia dell'approccio centrato sulla persona. Durante il primo colloquio cerco di mettere l'altro/a a proprio agio e di cogliere sia le difficoltà in atto, sia le risorse che la persona porta con sé e di cui, magari, non è consapevole. Successivamente invito l'altro/a a riflettere sugli obiettivi che vuole raggiungere, per stabilire insieme un punto di partenza e capire le sue priorità.
Trova un terapeuta
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito