Quando rivolgersi allo psichiatra?

A volte, riconoscere i segni della sofferenza psichica può essere difficile, ma è importante essere consapevoli dei segnali che potrebbero indicare la necessità di rivolgersi a uno psichiatra. Scopri quando chiedere aiuto e a chi.

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Quando rivolgersi allo psichiatra

In genere, è consigliato rivolgersi ad uno psichiatra per una visita quando si manifestano sintomi come ansia, panico, depressione o disturbi che alterano la qualità della vita, soprattutto se non migliorano con interventi di psicoterapia.

Ma ci sono, a livello pratico e concreto, dei segnali che indicano quando rivolgersi a uno psichiatra?

Quando rivolgersi a uno psichiatra: i disturbi psichiatrici

Lo psichiatra è un medico specializzato nella diagnosi, prevenzione e cura dei disturbi mentali. A differenza di altre figure, integra la terapia farmacologica con il supporto psicologico per trattare un ampio spettro di condizioni, tra cui:

I sintomi iniziali possono essere subdoli, quindi se noti un cambiamento drastico nelle tue attività quotidiane, nelle interazioni sociali o nella capacità di provare piacere (anedonia), una valutazione specialistica può essere necessaria per valutare lo stato di salute psicologica.

La parola psichiatra può fare paura

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Come capire se hai bisogno di uno psichiatra? 6 segnali d'allarme

Ci sono dei segni, nello specifico, che possono essere più eloquenti di altri e fungere da campanello d’allarme indicando che è il momento di rivolgersi a uno psichiatra? La risposta è sì, e possiamo trovare tra questi:

  1. Difficoltà a gestire le emozioni (Disregolazione emotiva): a tutti noi capita di sentirci tristi, nervosi o arrabbiati, ma sono stati d’animo che passano senza lasciare traccia e di cui non ci si deve preoccupare. Al contrario, quando si viene pervasi da emozioni eccessive al punto da avere la percezione di perdere il controllo su di esse e non riuscire a gestirle, questo può essere un segnale di difficoltà che necessita dell’aiuto di un esperto.
  2. Disturbi del sonno e insonnia: quando siamo turbati da qualcosa o ci lasciamo prendere dall’ansia non è così facile addormentarsi. Molte persone, inoltre, sperimentano difficoltà anche a mantenere il sonno in maniera continuativa, svegliandosi pi volte nel corso della notte. Altre volte, invece, il sonno è talmente leggero che non riesce a essere riposante. Tutte queste alterazioni compromettono il livello di energie fisiche e mentali di chi ne soffre, e quindi a sua volta rende più difficile prendersi carico di una psicopatologia.
  3. Abuso di alcool e sostanze: alcune persone usano delle scorciatoie come via di fuga dalla loro sofferenza, anche se si tratta di soluzioni che in realtà non fanno altro che peggiorare la situazione, aumentando temporaneamente la distanza dal problema e accrescendone gli effetti. Ad esempio, l’utilizzo di farmaci o sostanze come l’alcol è molto comune, ma è solo un altro segno che c’è bisogno di uno psichiatra.
  4. Peggioramento delle performance cognitive e lavorative: in presenza di una psicopatologia è anche il rendimento a risentirne, quindi lo studio (per bambini e adolescenti) e il lavoro (per gli adulti) rappresentano dei metri di paragone di importanza fondamentale: le tue performance sono cambiate o ti stanno costando più fatica del solito?
  5. Cambiamenti nelle dinamiche relazionali: se il tuo dubbio è quello di soffrire di una sindrome depressiva o ansiosa, pensa a come sono cambiate le tue relazioni con gli altri: la socialità è un vero banco di prova per la psicopatologia. Ad esempio, chi è depresso può perdere interesse nelle interazioni e nella vicinanza degli altri, mentre gli ansiosi preferiscono evitare le situazioni in cui potrebbero essere esposti a disagio, pericoli o al giudizio degli altri. In entrambi i casi, generalmente, il risultato è l’isolamento e la chiusura in se stessi e nel proprio malessere.
  6. Problematiche fisiche: infine, anche se può sembrarti una domanda insolita, hai notato un peggioramento della tua condizione fisica o qualche malattia o sintomo fisico che non riesci a spiegare? Mal di pancia, cefalea ed emicrania, disturbi intestinali, nausea e perfino la psoriasi possono essere l’espressione visibile di un malessere mentale. Il corpo, infatti, diventa teatro di ciò che succede dentro di noi e chiede aiuto quando noi non lo facciamo.

Se pensi di aver bisogno di un percorso psichiatrico, puoi rivolgerti anche al nostro centro medico Serenis. Il nostro percorso puoi svolgerlo online e la prima visita ha un prezzo di 89 €, mentre le visite successive costano 77 € l'una.

Come capire se hai bisogno di uno psichiatra 6 segnali d'allarme

Falsi miti sullo psichiatra: perché abbiamo paura di chiedere aiuto?

Spesso l'esitazione nel cercare supporto medico nasce da pregiudizi radicati. Tra i pregiudizi più comuni possiamo trovare ad esempio:

  • "Lo psichiatra si occupa solo di casi gravissimi": molti pensano che lo psichiatra intervenga solo in caso di gravi psicosi o sintomi molto estremi. Al contrario, lo psichiatra tratta anche sintomi lievi che però compromettono la qualità della vita quotidiana.
  • "Lo psichiatra ti riempie solo di farmaci": sebbene lo psichiatra possa prescrivere terapie farmacologiche, il suo obiettivo è il benessere integrato. Spesso il farmaco serve solo a "mettere in sicurezza" il paziente per permettere alla psicoterapia di funzionare meglio.

Scegliere di farsi aiutare non significa essere "deboli", ma al contrario, decidere di riprendere in mano le redini della propria vita. Per questo motivo, intervenire con il supporto di uno specialista offre benefici concreti.

Che cosa succede quando ci si rivolge allo psichiatra?

Come abbiamo detto, lo psichiatra si occupa di vari tipi di psicopatologie, effettuando una diagnosi precisa e trovando, per ciascun paziente, il trattamento che meglio risponde alle sue esigenze, in base ai mezzi che la sua formazione gli ha fornito. 

Durante la visita psichiatrica solitamente gli psichiatri si servono, oltre che dei colloqui individuali, anche degli psicofarmaci. Questi possono essere ansiolitici, antidepressivi, stabilizzatori dell’umore o anche antipsicotici e antiepilettici.

Una volta chiarito il problema, in base alla domanda portata dal paziente e alle informazioni raccolte dallo specialista, occorre monitorare l’andamento della terapia verificandone i risultati. Questo passaggio viene effettuato nelle visite di controllo, in cui lo psichiatra osserva i progressi e valuta la necessità di modificare la terapia per renderla più efficace, mentre il paziente porta avanti anche le sedute di psicoterapia.

Fonti:

Bibliografia

The role of the psychiatrist. — Crim. Behav. & Mental Health, 1, 109.

Gunn, J. (1991)

The psychiatrist. — In Mental Health Ethics. Routledge., pp. 93-101

Double, D. (2010)

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Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.