Elvanse (lisdexamfetamina): cos'è, a cosa serve e com'è la situazione in Italia

Punti chiave
- Cos'è: Elvanse è un nome commerciale estero della lisdexamfetamina, uno stimolante del sistema nervoso centrale usato nel trattamento dell'ADHD sotto controllo specialistico.
- In Italia: il nome Elvanse non risulta tra quelli autorizzati. Nel 2026 l'AIFA ha autorizzato un medicinale a base di lisdexamfetamina con un altro nome, Minalix.
- Sostanza controllata: è prescrivibile solo da specialisti dei centri di riferimento per l'ADHD indicati dalle Regioni, con una ricetta dedicata. Non è un farmaco da usare in autonomia.
- Attenzione: effetti indesiderati e avvertenze sono quelli tipici degli stimolanti: cuore e pressione, appetito, sonno, rischio di abuso.
- Non solo farmaco: la terapia fa parte di un percorso più ampio, che comprende interventi psicoeducativi e psicologici.
Hai letto online dell'Elvanse o te ne ha parlato qualcuno che vive all'estero? Se hai il dubbio che possa essere utile per te o per tuo figlio e ti stai chiedendo se esista anche in Italia, le tue domande sono più che comprensibili. In questa guida trovi cos'è la lisdexamfetamina, per chi è autorizzata, quali effetti indesiderati può dare e qual è la situazione in Italia oggi.
Cos'è Elvanse e qual è il suo principio attivo
Elvanse è un nome commerciale della lisdexamfetamina, il principio attivo. Lo stesso farmaco si chiama Vyvanse negli Stati Uniti. Il nome cambia da Paese a Paese, la molecola resta la stessa.
In Europa il farmaco è autorizzato come Elvanse in molti Paesi, tra cui Germania, Spagna e Svezia, e come Tyvense in Irlanda. L’Italia non compare nell’elenco dei Paesi riportato nel foglio illustrativo del medicinale.
| Nome commerciale | Dove | Principio attivo |
| Elvanse | Regno Unito e diversi Paesi europei | Lisdexamfetamina |
| Tyvense | Irlanda | Lisdexamfetamina |
| Vyvanse | Stati Uniti | Lisdexamfetamina |
| Minalix | Italia (autorizzato nel 2026) | Lisdexamfetamina |
La lisdexamfetamina è uno stimolante del sistema nervoso centrale. La scheda tecnica di Minalix la classifica tra i simpaticomimetici ad azione centrale. In parole semplici, sono farmaci che potenziano l’azione del sistema nervoso simpatico, quello che ci tiene vigili e pronti a reagire.
Che cosa vuol dire “profarmaco”?
La lisdexamfetamina è un profarmaco: quando la ingerisci è ancora inattiva. Si attiva solo dopo, nel sangue, dove i globuli rossi la trasformano in dexamfetamina. Puoi immaginarla come una chiave che diventa utilizzabile solo dopo essere entrata nell'organismo.

A cosa serve e per chi è indicato
In Italia la lisdexamfetamina è autorizzata solo per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), in due casi precisi. Secondo la scheda tecnica di Minalix è indicata, come parte di un programma terapeutico globale:
- nei bambini dai 6 anni in su, quando la risposta a una precedente terapia con metilfenidato è considerata clinicamente inadeguata;
- negli adulti che avevano già sintomi di ADHD durante l'infanzia, da confermare con la documentazione clinica o con interviste strutturate.
La stessa scheda precisa alcuni punti importanti:
- la diagnosi deve basarsi su una valutazione completa secondo i criteri DSM o ICD, mai su uno o pochi sintomi;
- negli adulti l'ADHD deve essere almeno di gravità moderata e creare difficoltà in due o più ambiti della vita, come lavoro, studio o relazioni;
- il farmaco non è indicato per tutte le persone con ADHD e non va usato sotto i 6 anni.
Negli Stati Uniti Vyvanse è approvato anche per il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating) negli adulti. In Italia questa indicazione non è prevista.
Se vuoi capire meglio che cos'è l'ADHD e come si arriva a una diagnosi, trovi tutto nel percorso per richiedere la diagnosi di ADHD di Serenis e nella nostra guida ai farmaci per l'ADHD.
Come funziona Elvanse
Le cellule del cervello comunicano attraverso messaggeri chimici, i neurotrasmettitori. Due di questi, la dopamina e la noradrenalina, sono coinvolti nell'attenzione, nella motivazione e nel controllo degli impulsi.
Secondo la scheda tecnica, il meccanismo esatto con cui le amfetamine agiscono nell'ADHD non è del tutto chiarito. Si ritiene che la dexamfetamina, la forma attiva del farmaco, aumenti la quantità di dopamina e noradrenalina disponibile tra una cellula nervosa e l'altra: ne favorisce il rilascio e ne rallenta il riassorbimento.
Il ruolo della dopamina nell'ADHD è più complesso di una semplice carenza. Lo approfondiamo nell'articolo dedicato a ADHD e dopamina.
Elvanse in Italia: cosa è autorizzato e cosa no
In breve: in Italia il nome Elvanse non risulta autorizzato. La lisdexamfetamina, però, è legale come medicinale: dal giugno 2026 l'AIFA ha autorizzato un farmaco che la contiene, Minalix, da usare solo su prescrizione specialistica. Per capire bene la situazione conviene separare quattro piani.
| Aspetto | Situazione in Italia | Fonte |
| 1. Nome e principio attivo | Elvanse è un nome estero. Il principio attivo, la lisdexamfetamina, in Italia è contenuto nel medicinale Minalix | Foglio illustrativo Elvanse (UK); Gazzetta Ufficiale n. 138/2026 |
| 2. Autorizzazione AIFA | Minalix (titolare Farmitalia) è autorizzato con la determina AIFA n. 182 del 9 giugno 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 17 giugno 2026. È un medicinale equivalente che ha come riferimento proprio Elvanse, approvato con una procedura europea guidata dalla Svezia | Gazzetta Ufficiale n. 138/2026; Agenzia svedese dei medicinali, 2026 |
| 3. Classe e commercializzazione | Classe C, non ancora valutato ai fini della rimborsabilità. | Gazzetta Ufficiale n. 138/2026; |
| 4. Sostanza controllata | Con il decreto del Ministero della Salute del 18 aprile 2025 la lisdexamfetamina è entrata nella Tabella I e nella Tabella dei medicinali, sezione A, del Testo unico sugli stupefacenti (DPR 309/1990) | Gazzetta Ufficiale n. 104/2025 |
Autorizzato non significa necessariamente disponibile in farmacia. L'autorizzazione dice che il medicinale può essere venduto in Italia. Se e quando lo sia davvero dipende dalla commercializzazione, che va controllata sulla banca dati dell'AIFA. Per avere il dato aggiornato, fai sempre riferimento allo specialista che ti segue.
Come viene prescritto in Italia
La lisdexamfetamina non si prescrive come un farmaco qualunque. Secondo la determina AIFA n. 182/2026:
- serve la ricetta ministeriale a ricalco (RMR), quella prevista per i medicinali stupefacenti;
- la prescrizione è riservata agli specialisti in neuropsichiatria infantile e in psichiatria che lavorano nei centri di riferimento per l'ADHD individuati da Regioni e Province autonome.
Il percorso, in generale, è questo:
- Valutazione e diagnosi da parte di uno specialista (psichiatra per l'adhd o neuropsichiatra infantile).
- Controlli prima di iniziare: la scheda tecnica chiede di valutare cuore, pressione e frequenza cardiaca, di raccogliere la storia clinica personale e familiare, compresi eventuali casi di morte cardiaca improvvisa in famiglia, e di registrare il peso; nei bambini anche l'altezza.
- Inizio e monitoraggio della terapia da parte dello specialista, con controlli regolari.
L'elenco dei centri di riferimento cambia da Regione a Regione. Per sapere a quale rivolgerti, chiedi al tuo medico di famiglia, al pediatra o allo specialista che ti segue.
Ricevi una diagnosi accurata da psicoterapeuta e psichiatra specializzati. Compili test validati, ottieni una relazione clinica e, se necessario, un certificato riconosciuto per scuola e lavoro. Il primo colloquio di 30 minuti è gratuito.
Effetti indesiderati
Come tutti i farmaci, anche la lisdexamfetamina può dare effetti indesiderati, anche se non tutti li manifestano. Quelli più frequenti riguardano appetito, sonno e bocca secca. Ecco i principali, secondo il foglio illustrativo.
| Frequenza | Effetti indesiderati |
| Molto comuni (più di 1 persona su 10) | Riduzione dell'appetito, difficoltà a dormire, bocca secca, mal di testa. Nei bambini e negli adolescenti anche calo di peso; nei bambini dolore alla pancia |
| Comuni (fino a 1 persona su 10) | Irritabilità, ansia, agitazione, sbalzi d'umore, stanchezza, capogiri, tremori, tic, battito accelerato o palpitazioni, nausea, diarrea, stitichezza, sudorazione eccessiva, digrignamento dei denti |
| Non comuni (fino a 1 persona su 100) | Mania, reazioni allergiche, visione offuscata, alterazioni del gusto, svenimento, sangue dal naso |
L'elenco non è completo, per tutti gli effetti indesiderati fai riferimento al foglio illustrativo della confezione.
Quando contattare subito il medico o il 112/118
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Come segnalare una reazione avversa
Se noti un effetto indesiderato, parlane con il medico o con il farmacista. Puoi anche segnalarlo tu direttamente all'AIFA, tramite la pagina ufficiale per le segnalazioni o il modulo online. Ogni segnalazione aiuta a conoscere meglio la sicurezza dei farmaci.

Avvertenze e controlli
Prima di iniziare, e durante tutta la terapia, lo specialista tiene sotto controllo alcuni aspetti. Ecco i principali secondo la scheda tecnica.
1. Cuore e pressione
La lisdexamfetamina non si usa in caso di malattia cardiovascolare con sintomi, arteriosclerosi avanzata, pressione alta moderata o grave, ipertiroidismo, glaucoma e stati di agitazione. Secondo la scheda tecnica, glli stimolanti fanno salire in media la pressione di 2-4 mmHg e il battito di 3-6 battiti al minuto, ma in alcune persone l'aumento è maggiore. Per questo pressione e frequenza cardiaca vanno misurate almeno ogni 6 mesi e a ogni cambio di dose. Una revisione pubblicata su The Lancet Psychiatry conferma piccoli aumenti di pressione e battito con quasi tutti i farmaci per l'ADHD, non solo con gli stimolanti, e raccomanda di monitorarli per tutti (Farhat et al., 2025).
2. Rischio di abuso e dipendenza.
Questo farmaco va assunto solo come prescritto e non va mai ceduto ad altri. Serve particolare cautela in chi ha avuto problemi di dipendenza da alcol, farmaci o sostanze: informa sempre lo specialista. Conservalo in un luogo sicuro, lontano da altre persone.
3. Altri farmaci
La lisdexamfetamina è controindicata insieme agli antidepressivi IMAO, o entro 14 giorni dalla loro sospensione. Può interagire anche con altri antidepressivi che agiscono sulla serotonina e con i farmaci per la pressione. Di' al medico tutti i farmaci e gli integratori che prendi, anche quelli da banco.
4. Salute mentale
Può peggiorare disturbi psicotici o bipolari già presenti e, raramente, far comparire sintomi nuovi come allucinazioni o mania. Può anche aggravare i tic.
5. Gravidanza e allattamento
La forma attiva del farmaco attraversa la placenta. Un studio su circa 3.100 gravidanze, ha osservato un rischio maggiore di preeclampsia e parto pretermine. In gravidanza si usa solo se il medico valuta che il beneficio giustifichi il rischio; durante l'allattamento non va usata, perché le amfetamine passano nel latte.
6. Guida e alcol
Può dare capogiri, sonnolenza e vista offuscata. Non guidare finché non sai come reagisci al farmaco.
I dati sulle interazioni con l'alcol sono limitati: parlane con il medico.
7. Crescita nei bambini
Gli stimolanti possono rallentare l'aumento di peso e di altezza. Altezza, peso e appetito vanno registrati almeno ogni 6 mesi; negli adulti si controlla il peso.
| Da sapere: la lisdexamfetamina può dare un risultato positivo ai test antidroga. Se devi sottoporti a un test, segnala la terapia. |
Se la terapia dura più di un anno, lo specialista ne rivaluta l'utilità almeno una volta l'anno. Non sospenderla e non modificarla mai da solo: ogni cambiamento va deciso con chi ti segue.
Se hai già ricevuto una diagnosi di ADHD, il nostro psichiatra valuta la tua situazione. Se clinicamente indicato, può avviare o aggiornare una terapia farmacologica.
Differenze con altri farmaci per l'ADHD
I farmaci per l'ADHD si dividono in due grandi gruppi: stimolanti e non stimolanti. Hanno principi attivi diversi e non sono intercambiabili, ogni scelta e ogni cambio di terapia spettano allo specialista.
| Principio attivo | Categoria | Cosa sapere |
| Lisdexamfetamina (Elvanse all'estero, Minalix in Italia) | Stimolante | Profarmaco della dexamfetamina. In Italia, nei bambini, è indicata quando la risposta al metilfenidato è inadeguata |
| Metilfenidato | Stimolante | Molecola diversa, con un meccanismo d'azione proprio |
| Atomoxetina | Non stimolante | Molecola non stimolante, con un meccanismo diverso. Il medicinale di marca Strattera non è più commercializzato in Italia dal 30 settembre 2023, per limiti di fornitura e non per problemi di sicurezza o efficacia |
Non esiste un farmaco “migliore” in assoluto. Una grande analisi di 133 studi pubblicata su The Lancet Psychiatry ha confrontato i farmaci per l'ADHD: nei bambini e negli adolescenti, secondo la valutazione dei clinici, tutti hanno ridotto i sintomi più del placebo nel breve periodo. La tollerabilità, però, variava da farmaco a farmaco e mancavano dati sufficienti per valutare gli effetti a 6 mesi e a un anno (Cortese et al., 2018). Negli adulti, una revisione Cochrane sull'efficacia e la sicurezza delle amfetamine (inclusa la lisdexamfetamina), ha giudicato le prove disponibili di qualità bassa o molto bassa (Castells et al., 2018).
Per questo lo specialista sceglie caso per caso, tenendo conto di età, storia clinica, altre condizioni presenti e risposta a eventuali terapie precedenti.

Usi impropri da evitare
Gli stimolanti vengono talvolta usati senza prescrizione per studiare, concentrarsi, dimagrire o per divertimento. Non sono usi sicuri e il farmaco non è una scorciatoia per rendere di più.
Secondo il consensus internazionale della World Federation of ADHD, l'uso non medico degli stimolanti è un problema di salute pubblica, soprattutto tra gli studenti. Inoltre, ci sono poche prove che migliori il rendimento scolastico in chi non ha l'ADHD (Faraone et al., 2021). I rischi sono reali: effetti sul cuore, disturbi psichiatrici e dipendenza. L'agenzia statunitense FDA lo segnala, ricordando che l'abuso può portare a overdose.
Se ti riconosci in questa situazione, puoi parlarne con il tuo medico senza timore di essere giudicato. Chiedere aiuto è un passo di cura.

Oltre il farmaco: l'intervento non farmacologico
Il farmaco è solo una parte del percorso. La stessa scheda tecnica italiana precisa che la lisdexamfetamina va usata all'interno di un programma terapeutico globale, che comprende misure psicologiche, educative, comportamentali e sociali.
Le linee guida vanno nella stessa direzione:
- Adulti: il consensus europeo sull'ADHD nell'adulto indica la psicoeducazione come primo passo e raccomanda un approccio che combina, secondo i casi, farmaci, terapia cognitivo-comportamentale e coaching, coinvolgendo quando possibile partner e familiari (Kooij et al., 2019).
- Bambini dai 6 anni: per i bambini con ADHD, l'American Academy of Pediatrics raccomanda di affiancare ai farmaci il training per i genitori e interventi comportamentali in classe, insieme ai supporti scolastici (Wolraich et al., 2019).
- A tutte le età: le linee guida britanniche NICE chiedono un piano di cura condiviso, che tenga conto dei bisogni psicologici, comportamentali, scolastici o lavorativi della persona (NICE, 2018).
In Italia l'Istituto Superiore di Sanità sta preparando una linea guida nazionale su diagnosi e trattamento, farmacologico e non, dell'ADHD dall'infanzia all'età adulta, con società scientifiche come SINPIA, SIP e SINPF. Al 15/10/2026 è ancora in fase di progettazione.
Una revisione del 2025 sugli interventi per gli adulti con ADHD ha trovato benefici per terapia cognitivo-comportamentale, psicoeducazione e mindfulness secondo la valutazione dei clinici, con risultati però meno coerenti nelle autovalutazioni dei pazienti (Ostinelli et al., 2025). Nella vita quotidiana possono aiutare anche routine regolari, sonno sufficiente, attività fisica e strumenti per organizzare tempi e impegni (NIMH, 2024).
Quando parlarne con lo specialista
Parlane con lo specialista, o con il tuo medico di famiglia, se:
- hai dubbi sulla terapia che stai seguendo o su quella di tuo figlio;
- noti effetti indesiderati che ti preoccupano, anche se sembrano lievi;
- dopo un mese di terapia non noti miglioramenti, o ti senti peggio;
- vuoi capire se un percorso di valutazione per l'ADHD può essere adatto a te.
In ogni caso, non modificare e non sospendere la terapia da solo: i sintomi potrebbero ripresentarsi e ogni cambiamento va pianificato con chi ti segue.
| Se riconosci in te, o in tuo figlio, difficoltà di attenzione, organizzazione o impulsività che pesano sulla vita di tutti i giorni, una valutazione con uno specialista è il punto di partenza. Serve a capire che cosa succede e quale percorso è più adatto, che preveda o meno un farmaco. |

Sitografia
