Efexor: cos'è, come funziona ed effetti collaterali

Efexor è un antidepressivo ampiamente studiato e utilizzato nella pratica clinica per il trattamento dei disturbi depressivi e d'ansia, in virtù di un'azione farmacologica mirata, che agisce su specifici neurotrasmettitori cerebrali coinvolti nella regolazione dell’umore e dell’ansia.

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Efexor

Cos'è Efexor?

Efexor è il nome commerciale di un farmaco antidepressivo appartenente alla classe degli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina. Il principio attivo dell'Efexor è la venlafaxina, una molecola che agisce su più sistemi neurochimici coinvolti nella regolazione dell'umore.

Dal punto di vista farmacologico, Efexor è classificato come SNRI (Serotonin and Norepinephrine Reuptake Inhibitor). A differenza degli SSRI, che agiscono esclusivamente sulla serotonina, Efexor esercita una duplice azione, modulando anche la noradrenalina (effetto dose-dipendente), neurotrasmettitore implicato nei processi di attenzione, vigilanza e risposta allo stress. L’azione sulla noradrenalina diventa clinicamente più rilevante ai dosaggi medio-alti. Efexor farmaco è soggetto a prescrizione medica e viene utilizzato prevalentemente in ambito psichiatrico   in base a protocolli terapeutici ben definiti.

Esempi di farmaci che contengono Efexor

Efexor è disponibile in diverse formulazioni, comprese quelle a rilascio prolungato. I principali dosaggi presenti in commercio includono Efexor 37 5, Efexor 75 mg e Efexor 150, che consentono una modulazione graduale della terapia in base alle condizioni del paziente e alla risposta clinica.

Esempi di farmaci che contengono Efexor

A cosa serve Efexor?

Il quesito a cosa serve l’Efexor trova risposta in un ampio numero di indicazioni cliniche supportate da evidenze scientifiche solide.

  • Disturbo depressivo maggiore: efexor è approvato per il trattamento della depressione maggiore, condizione caratterizzata da umore depresso persistente, perdita di interesse o piacere, affaticamento, disturbi del sonno e diminuzione delle capacità cognitive. Diversi studi clinici dimostrano come la venlafaxina migliori in modo significativo i sintomi depressivi rispetto al placebo e risulti una buona chance terapeutica anche nei casi di depressione severa e di risposta insufficiente ad altri antidepressivi. La duplice azione su serotonina e noradrenalina contribuisce a  migliorare l'umore, ma anche a ridurre la fatica fisica e psicologica, l'apatia e il rallentamento psicomotorio, aspetti spesso presenti nelle forme di depressione più gravi e invalidanti.
  • Disturbo d'ansia generalizzato (GAD): una delle indicazioni cliniche più consolidate di Efexor riguarda il disturbo d'ansia generalizzato, caratterizzato da preoccupazione eccessiva e persistente, unita a sintomi fisici quali tensione muscolare, insonnia e irritabilità. Studi effettuati su ampi gruppi di pazienti hanno mostrato come la venlafaxina, somministrata per molte settimane, riduca significativamente i sintomi di ansia rispetto al placebo, con effetti evidenti già entro poche settimane dall'inizio della terapia. L'efficacia è simile anche nel trattamento a lungo termine, in virtù di una riduzione continua dei sintomi emozionali e somatici nel corso della terapia
  • Disturbo di panico: le crisi di panico rappresentano un altro importante ambito d'uso di Efexor. Questo disturbo si manifesta attraverso attacchi di panico ricorrenti, paura intensa e sintomi somatici quali palpitazioni, sensazione di soffocamento e paura di morire. Studi clinici indicano come il principio attivo riduca la frequenza e l'intensità degli attacchi di panico, nonché l'ansia anticipatoria associata, migliorando la capacità del paziente di affrontare situazioni trigger senza evitarle
  • Disturbo d'ansia sociale: l’ansia sociale è una condizione caratterizzata dalla paura intensa di essere giudicati in contesti sociali e da evitamento significativo di tali situazioni. Studi scientifici hanno dimostrato come Efexor sia in grado di migliorare i punteggi delle scale cliniche relative alla paura sociale rispetto al placebo, favorendo una riduzione dei sintomi e un miglioramento del funzionamento quotidiano in poche settimane. Tali risultati sono molto importanti, considerato che l'ansia sociale può risultare particolarmente invalidante e, in alcuni casi, richiedere un trattamento farmacologico e non farmacologico integrato.
  • Comorbidità tra depressione e ansia: molti pazienti con disturbo depressivo maggiore presentano ansia significativa. Se non trattata adeguatamente, questa esercita un impatto negativo sulla prognosi. La duplice azione di Efexor su serotonina e noradrenalina rende il farmaco particolarmente utile in questi casi, essendo in grado di migliorare sia l'umore che i sintomi legati all'ansia
  • Altri usi clinici documentati scientificamente: oltre che nelle indicazioni già approvate, Efexor è stato utilizzato in altre condizioni cliniche con evidenze preliminari di efficacia. Tra i disturbi che beneficiano dei trattamenti con venlafaxina è necessario citare quelli correlati allo stress e all'ansia complessa (incluso il disturbo post-traumatico da stress). Inoltre è stato studiato un suo contributo sul dolore cronico e sulle sindromi dolorose complice la modulazione noradrenergica con risultati variabili. Infine, Efexor è stato utilizzato off label per alleviare alcuni sintomi vasomotori associati alla menopausa.

Come funziona Efexor?

Efexor agisce bloccando selettivamente la ricaptazione di serotonina e noradrenalina a livello sinaptico. Ciò determina un aumento della disponibilità di tali neurotrasmettitori nello spazio sinaptico, favorendo la comunicazione neuronale.

A basse dosi prevale l'effetto serotoninergico, mentre a dosaggi più elevati emerge l'azione noradrenergica. Questa caratteristica rende Efexor particolarmente utile nei pazienti con sintomi depressivi associati a stanchezza marcata e ridotta motivazione. Tuttavia, il miglioramento dell'umore non è immediato: le modifiche neuro-adattative innescate dal farmaco, infatti, richiedono settimane di trattamento continuativo prima di manifestarsi pienamente.

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Posologia: come si assume Efexor?

Solo il medico può stabilire la posologia di Efexor. La scelta del dosaggio si basa su linee guida cliniche e prove scientifiche. La titolazione graduale è fondamentale per massimizzare l'efficacia terapeutica, ridurre gli effetti collaterali e permettere un adattamento fisiologico sicuro del paziente. Quanto detto vale sia nelle formulazioni a rilascio immediato sia in quelle a rilascio prolungato.

  • Principi generali di dosaggio: efexor è disponibile in capsule rigide a rilascio immediato e a rilascio prolungato. La somministrazione avviene una volta al giorno per le formulazioni a rilascio prolungato, mentre nelle formulazioni immediate può essere suddivisa in più somministrazioni giornaliere.
  • Dose iniziale e titolazione: in molti casi, soprattutto nei trattamenti per la depressione maggiore o l'ansia generalizzata, è possibile iniziare con una dose da 37,5–75 mg al giorno. Questa fase serve a valutare la tolleranza al farmaco e a ridurre gli effetti avversi iniziali. Dopo un periodo di 4–7 giorni, il medico può aumentare la dose fino a raggiungere la dose terapeutica efficace. Questa strategia serve a ridurre gli effetti avversi più comuni, tra cui nausea, cefalea e agitazione.
  • Depressione maggiore; la dose iniziale tipica è pari a 37,5–75 mg/die, mentre la dose di mantenimento è quasi sempre di 75 mg/die. Si raccomanda di non oltrepassare i 225 mg/die
  • Disturbo d'ansia generalizzato (GAD): la dose iniziale suggerita si aggira tra i 37,5 e i 75 mg/die, mentre nella fase di mantenimento è necessario assumere 75 mg/die.
  • Disturbo d'ansia sociale: in genere, la dose consigliata è di 75 mg/die, poiché non vi sono evidenze di benefici aggiuntivi a dosaggi più elevati per questa indicazione.
  • Disturbo di panico: la dose iniziale tipica per questo campo d'impiego è di 37,5 mg/die per i primi 7 giorni. In seguito, è possibile aumentare il dosaggio fino a raggiungere i 75 mg/die. Anche in questo caso, la dose massima raccomandata è di 225 mg al giorno.
  • Modalità di assunzione: Efexor va assunto intero con acqua, senza dividere, schiacciare o masticare le capsule. È consigliabile assumere il farmaco ogni giorno alla stessa ora, al fine di mantenere i livelli plasmatici stabili e migliorare l'aderenza terapeutica. La risposta clinica a Efexor può richiedere diverse settimane di trattamento continuativo prima di manifestarsi pienamente; per questo motivo, il medico è tenuto a valutare il paziente e i sintomi dopo le prime 4–6 settimane di terapia. In presenza di condizioni croniche come la depressione ricorrente o il disturbo d'ansia generalizzato, il trattamento di mantenimento può perdurare per diversi mesi o anni, a seconda della risposta e della storia clinica individuale
Posologia come si assume Efexor

Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere Efexor?

La venlafaxina può comportare rischi specifici legati alla sua azione farmacologica e alle potenziali interazioni con altri farmaci. Le seguenti avvertenze sono basate su studi clinici e dati di farmacovigilanza.

  • Monitoraggio iniziale e rischio suicidario: l'uso di Efexor, come accade con molti altri antidepressivi, è associato a un rischio aumentato di ideazione suicidaria e comportamenti autolesionistici, in particolare nelle fasi iniziali della terapia o dopo modifiche della dose, e soprattutto nei giovani sotto i 25 anni. È essenziale monitorare strettamente il decorso clinico e segnalare tempestivamente qualsiasi peggioramento dell'umore.
  • Sindrome serotoninergica: la venlafaxina aumenta i livelli di serotonina e noradrenalina nel cervello. L'uso concomitante con altri farmaci serotoninergici (come antidepressivi, triptani, tramadolo, litio o alcuni integratori) può causare sindrome serotoninergica, condizione potenzialmente grave caratterizzata da agitazione, tremore, sudorazione, ipertermia e alterazioni dello stato mentale. In presenza dei sintomi appena elencati, è necessario contattare un medico.
  • Interazioni farmacologiche: l'associazione della venlafaxina con gli inibitori delle monoamino-ossidasi (MAOI) è assolutamente controindicata per il rischio di iperstimolazione serotoninergica. Dopo l'interruzione di un MAOI è necessario un periodo di wash-out di almeno 14 giorni. Interazioni simili sono state osservate anche in concomitanza con antibiotici come il linezolid o il blu di metilene
  • Effetti cardiovascolari: l'uso di venlafaxina può determinare un innalzamento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, specialmente a dosaggi più elevati, e talvolta il prolungamento dell'intervallo QT. Per questo motivo, è fondamentale valutare preventivamente i pazienti con disturbi cardiaci acclarati o che assumono altri farmaci in grado di prolungare l'intervallo QT.
  • Pazienti vulnerabili: efexor può aumentare il rischio di convulsioni, pertanto è necessaria cautela nei pazienti con storia di crisi epilettiche o fattori predisponenti. Inoltre, sono stati riportati casi di iponatriemia nei pazienti anziani e in chi assume diuretici. I sintomi possono includere confusione, debolezza e aumento del rischio di cadute. In presenza di segni clinici sospetti è importante monitorare i livelli di sodio nel sangue. La venlafaxina, esattamente come altri SNRI, può aumentare il rischio di sanguinamenti, soprattutto se assunta in combinazione con anti-aggreganti piastrinici o anticoagulanti come il warfarin. Questo effetto è attribuito all'interferenza con la funzione piastrinica e richiede un attento monitoraggio nei pazienti con terapia anticoagulante concomitante.
  • Interferenze con le attività quotidiane: Efexor può alterare le capacità di concentrazione e coordinazione psicomotoria, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento. Pertanto, è importante evitare attività potenzialmente pericolose come la guida di veicoli o l'uso di macchinari, almeno fin quando non si è certi della propria tolleranza al farmaco.

Quali sono gli effetti collaterali dell'Efexor?

Come tutti gli altri antidepressivi, gli  effetti collaterali dell’Efexor variano in base alla dose e alla sensibilità individuale. Ecco i più comuni in relazione al dosaggio scelto dal medico.

  • Efexor 37 effetti collaterali: nausea, cefalea e disturbi gastrointestinali. Talvolta, possono comparire anche secchezza delle fauci, sonnolenza, capogiri e diminuzione della libido. In genere, questi effetti si attenuano entro un paio di settimane dall'inizio della terapia, man mano che l'organismo si abitua al farmaco.
  • Efexor 75 effetti collaterali: sudorazione elevata, agitazione, stitichezza e insonnia. È possibile osservare anche una sensibile riduzione dell'appetito
  • Efexor 150 effetti collaterali: aumento della pressione cardiaca, tachicardia e disturbi della vista (visione offuscata, pupille dilatate). Effetti rari ma gravi possono includere sindrome serotoninergica, angioedema, problemi epatici o cardiaci

Cosa succede per un sovradosaggio da Efexor?

In caso di sovradosaggio da Efexor, i sintomi possono includere:

  • nausea intensa
  • vomito
  • tachicardia
  • ipertensione
  • alterazioni della coscienza
  • convulsioni
  • aritmie (effetto raro)
  • coma (nei casi più gravi)

La gestione è esclusivamente di supporto e richiede un intervento medico immediato in ambiente ospedaliero.

Fonti:

Bibliografia

Venlafaxine. — StatPearls - NCBI Bookshelf.

Singh, D., Saadabadi, A. (2024)

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FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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