Diazepam (Valium): cos'è, a cosa serve ed effetti collaterali

Il diazepam, una tra le benzodiazepine più prescritte al mondo, è noto soprattutto con il nome commerciale Valium. Ha effetti ansiolitici, sedativi, miorilassanti e anticonvulsivanti, ma è anche un farmaco che va usato con attenzione, per tempi brevi e sotto controllo medico.
Punti chiave
- Cos'è: il diazepam è una benzodiazepina ad azione lunga, prescritta per ansia, insonnia grave, spasmi muscolari, convulsioni e astinenza da alcol.
- Durata trattamento: deve essere la più breve possibile: al massimo 4 settimane per l'insonnia, 8-12 settimane per l'ansia, periodo di sospensione graduale incluso.
- Attenzione: l'uso prolungato può causare tolleranza e dipendenza fisica e psicologica; la sospensione va sempre fatta in modo graduale.
- Ricetta medica: è un farmaco soggetto a prescrizione medica obbligatoria; non può essere acquistato senza ricetta, né online.
Cos'è il diazepam?
Il diazepam appartiene alla classe delle benzodiazepine, il gruppo di ansiolitici più utilizzato in psichiatria dagli anni '60. Il nome commerciale più noto è Valium®, ma lo stesso principio attivo si trova anche in:
- Ansiolin®
- Tranquirit®
- Noan®
- Vatran®
- Aliseum®
- Farmaci generici (EG, Mylan, Doc Generici, Zentiva, Ratiopharm)
Se ti è stato prescritto proprio il Valium, o vuoi capire come si integra con un percorso di psicoterapia, trovi un approfondimento dedicato nel nostro articolo sul Valium. Qui invece ci concentriamo sul principio attivo diazepam in generale: tutte le formulazioni, il confronto con le altre benzodiazepine e gli aspetti farmacologici.
In quali formulazioni è disponibile il diazepam?
| Formulazione | Utilizzo |
| Compresse (2, 5, 10 mg) | Terapia orale a dosi fisse |
| Gocce orali (5 mg/ml, 1 ml = 25 gocce) | Dosaggio flessibile, assorbimento più rapido |
| Fiale (intramuscolo o endovena) | Uso ospedaliero, urgenze (convulsioni, agitazione acuta) |
| Supposte/soluzione rettale | Crisi convulsive, anche in età pediatrica |

A cosa serve il diazepam?
Secondo il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) approvato da AIFA, il diazepam è indicato per:
- Ansia, tensione e altre manifestazioni psichiche o somatiche associate a sindrome ansiosa grave e disabilitante.
- Insonnia dell'adulto, solo quando è grave e causa disagio significativo nella vita quotidiana.
- Spasmi muscolari di origine centrale o periferica (traumi, infiammazioni articolari, spasticità).
- Convulsioni e stato epilettico, come trattamento di supporto in ambito ospedaliero.
- Sindrome da astinenza da alcol, per ridurre agitazione e rischio di convulsioni nelle prime fasi.
- Premedicazione prima di interventi o esami che richiedono sedazione.
Nota bene Le benzodiazepine non sono considerate un trattamento di prima linea per l'ansia. Le linee guida britanniche del NICE per il disturbo d'ansia generalizzato e il disturbo di panico ne raccomandano l'uso solo come misura a breve termine nelle fasi acute, non come terapia continuativa. |
Diazepam e altre benzodiazepine: le differenze principali
Una delle domande più frequenti riguarda il confronto con altre molecole della stessa classe, come Xanax® (alprazolam) o Tavor® (lorazepam). Le benzodiazepine si differenziano soprattutto per emivita (quanto restano in circolo) e potenza (a parità di effetto, il dosaggio necessario):
| Molecola | Nome commerciale | Emivita indicativa | Nota |
| Diazepam | Valium, Ansiolin, Tranquirit | 20-50 ore | Azione lunga, rischio di accumulo |
| Alprazolam | Xanax | 6-12 ore | Più potente: 0,5 mg equivalgono a circa 5-10 mg di diazepam |
| Lorazepam | Tavor | 10-20 ore | Metabolismo più semplice, utile in caso di insufficienza epatica |
| Bromazepam | Lexotan | 10-20 ore | Ansiolitico, azione intermedia |
| Delorazepam | En | ~100 ore | Tra le benzodiazepine a emivita più lunga, elevato rischio di accumulo |
Il medico sceglie uno di questi farmaci in base alla situazione clinica, indipendentemente dalla loro potenza.
Un'emivita lunga come quella del diazepam riduce il rischio di sintomi da astinenza tra una dose e l'altra, ma aumenta quello di accumulo, specie negli anziani.
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Come funziona il diazepam?
Il diazepam agisce potenziando l'azione del GABA (acido gamma-aminobutirrico), il principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello. Aumentando l'ingresso di ioni cloruro nei neuroni, li rende meno eccitabili: da qui derivano l'effetto ansiolitico, sedativo, miorilassante e anticonvulsivante.
Dal punto di vista farmacocinetico, l'assorbimento orale è rapido e quasi completo: il picco plasmatico si raggiunge in 30-90 minuti. Il diazepam viene poi metabolizzato nel fegato (enzimi CYP2C19 e CYP3A) in metaboliti attivi, tra cui il nordiazepam, che ha un'emivita di eliminazione fino a 100 ore.
È proprio questa lunga persistenza a spiegare perché gli effetti, e il rischio di accumulo, possano protrarsi per giorni dopo l'ultima dose, soprattutto negli anziani e nei pazienti con problemi epatici o renali.
Posologia: quanti mg (o quante gocce) di diazepam si assumono?
Per il trattamento ambulatoriale la dose abituale è 2-5 mg due o tre volte al giorno; il medico valuta se aumentarla, restando comunque entro le indicazioni della scheda tecnica. Dosi più elevate (10-20 mg tre volte al giorno) sono previste solo in ambito ospedaliero, sotto stretta supervisione medica.
Per gli spasmi muscolari di origine centrale o periferica, il medico può prescrivere una dose abituale di 2-10 mg al giorno, suddivisa in più somministrazioni in base alla causa e alla gravità del disturbo.
| Gocce | Equivalenza in mg |
| 10 gocce | 2 mg |
| 25 gocce | 5 mg |
| 50 gocce | 10 mg |
Un punto spesso trascurato riguarda la durata: il trattamento deve essere il più breve possibile e, secondo l'RCP, non dovrebbe superare le 4 settimane per l'insonnia e le 8-12 settimane per l'ansia, periodo di sospensione graduale incluso. Un'eventuale estensione richiede una nuova valutazione clinica, non un semplice rinnovo della ricetta.
Negli anziani e nei pazienti fragili si parte da dosi ridotte (indicativamente 2 mg, una o due volte al giorno), perché l'eliminazione del farmaco è più lenta e il rischio di accumulo e di effetti cognitivi è maggiore.
Diazepam: controindicazioni e avvertenze: quando è controindicato il diazepam?
Il foglio illustrativo riporta:
- allergia nota al diazepam o ad altre benzodiazepine;
- miastenia gravis (malattia neuromuscolare);
- insufficienza respiratoria grave;
- insufficienza epatica grave, acuta o cronica (rischio di encefalopatia);
- sindrome delle apnee notturne.
Situazioni che richiedono cautela
- Anziani e pazienti debilitati: dosi più basse, per il rischio di sedazione eccessiva, cadute e fratture.
- Alcol: l'assunzione concomitante va evitata dato che l'effetto sedativo si somma e la capacità di guidare o usare macchinari ne risulta compromessa.
- Altri farmaci depressori del sistema nervoso centrale (antipsicotici, altri ansiolitici, antidepressivi, antiepilettici, anestetici, antistaminici sedativi): il rischio di sedazione aumenta.
- Oppioidi: questa è una delle interazioni più pericolose e documentate. L'uso combinato di benzodiazepine e oppioidi aumenta in modo significativo il rischio di sedazione profonda, depressione respiratoria, coma e morte; per questo dosaggio e durata dell'uso concomitante vanno sempre limitati al minimo indispensabile.
- Storia di abuso di alcol o sostanze: il rischio di dipendenza è più alto.
- Malattie epatiche o renali: richiedono monitoraggio, per l'eliminazione più lenta del farmaco.
- Guida e uso di macchinari: da evitare quando si avverte sonnolenza, amnesia o riduzione della concentrazione.

Diazepam in gravidanza e allattamento
La sicurezza del diazepam in gravidanza non è stata stabilita e l'RCP ne sconsiglia l'uso nel primo trimestre. Se somministrato negli ultimi mesi di gravidanza o durante il travaglio, per motivi medici importanti, può causare nel neonato ipotermia, ipotonia e depressione respiratoria; un uso cronico nelle fasi avanzate può portare a dipendenza fisica del neonato e sintomi da astinenza dopo la nascita.
Durante l'allattamento, il diazepam passa nel latte materno. Il database LactMed dei National Institutes of Health statunitensi segnala che il farmaco e il suo metabolita attivo si accumulano nel siero del lattante con dosi ripetute, e per questo altri farmaci sono generalmente preferibili, specie con neonati o prematuri.
Effetti collaterali del diazepam
Gli effetti collaterali più comuni, soprattutto a inizio terapia, tendono ad attenuarsi con il tempo:
- sonnolenza, anche diurna, e riduzione della vigilanza;
- debolezza muscolare e atassia (incoordinazione dei movimenti);
- difficoltà di concentrazione e confusione, più marcata negli anziani;
- vertigini, mal di testa, visione doppia o offuscata;
- bocca secca o disturbi gastrointestinali lievi.
Meno frequenti ma da conoscere:
- amnesia anterograda: difficoltà a formare nuovi ricordi dopo l'assunzione, più probabile se il sonno viene interrotto prima delle 7-8 ore;
- reazioni paradosse: agitazione, irritabilità, aggressività o comportamenti anomali invece di calma, più comuni nei bambini e negli anziani. Se compaiono, il trattamento va sospeso e va contattato il medico;
- cadute e fratture, soprattutto negli anziani e in caso di uso combinato con altri sedativi.
- Ipotensione, alterazioni della frequenza cardiaca, in rari casi depressione respiratoria.
Con l'uso prolungato possono comparire anche tolleranza (il farmaco perde efficacia) e dipendenza fisica e psicologica.
Sospensione del diazepam: dipendenza e sindrome da astinenza
Il rischio di dipendenza aumenta con la dose e con la durata del trattamento, ed è più alto in chi ha una storia di abuso di alcol o droghe.
Una sospensione brusca, dopo un uso prolungato, può causare una sindrome da astinenza con:
- cefalea;
- dolori muscolari;
- ansia intensa;
- tensione;
- irrequietezza;
- confusione e irritabilità;
- derealizzazione, allucinazioni o convulsioni, nei casi più gravi.
È anche possibile un fenomeno di rimbalzo, in cui l'ansia o l'insonnia che avevano motivato la terapia ricompaiono, temporaneamente, in forma più intensa.
Per questo una recente linea guida clinica congiunta di dieci società scientifiche statunitensi - tra cui l'American Psychiatric Association e l'American Geriatrics Society - raccomanda di non interrompere mai bruscamente una benzodiazepina in un paziente probabilmente dipendente, ma di personalizzare la riduzione graduale caso per caso, eventualmente affiancandola a un supporto psicologico. È esattamente il tipo di percorso integrato (farmaco più terapia cognitivo-comportamentale o altro supporto psicoterapeutico).
Sovradosaggio da diazepam: cosa fare
Un sovradosaggio di sola benzodiazepina raramente mette a rischio la vita, ma il pericolo cresce molto se è associato ad alcol o ad altri farmaci depressori del sistema nervoso centrale. I sintomi possono includere:
- sonnolenza marcata, confusione, letargia (nei casi lievi);
- atassia, ipotonia, ipotensione;
- depressione respiratoria;
- coma, nei casi più gravi.
| In caso di sospetto sovradosaggio, proprio o di un'altra persona, chiama subito il 112 o recati al Pronto Soccorso più vicino, portando con te la confezione del farmaco. |
Diazepam: serve la ricetta? Ed esiste un equivalente?
Il diazepam rientra nella tabella dei medicinali (sezione E) del DPR 309/1990 sulla disciplina degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope. In pratica, questo significa che serve sempre una ricetta medica ripetibile, valida 30 giorni e utilizzabile per un massimo di tre dispensazioni. Non è possibile, né legalmente né in sicurezza, acquistarlo senza prescrizione: diffida di qualunque sito che lo proponga come acquisto libero online, anche perché si tratta spesso di canali non autorizzati.
Esistono numerosi farmaci generici a base di diazepam (EG, Mylan, Doc Generici, Zentiva, Ratiopharm, tra gli altri), con lo stesso principio attivo, la stessa efficacia e un costo generalmente inferiore rispetto al farmaco di marca. Per qualsiasi dubbio su equivalenze e sostituibilità, il riferimento resta sempre il farmacista o il medico curante.
Sitografia