Catcalling: significato, esempi, aspetti legali e come difendersi


Il catcalling è una forma di molestia di strada (street harassment) che consiste in commenti non richiesti, fischi, apprezzamenti espliciti, colpi di clacson o inseguimenti rivolti a persone (prevalentemente donne) in luoghi pubblici.
Punti chiave
- Cos'è il catcalling: è una forma di molestia verbale in strada, che include fischi, commenti sull’aspetto e suoni, spesso non richiesti e offensivi.
- Esempi di catcalling: frasi come “Sei sola stasera?”, fischi, rumori di clacson o gesti volgari sono esempi comuni di catcalling che creano disagio e paura.
- Conseguenze psicologiche: il catcalling provoca emozioni come paura, ansia e imbarazzo, spingendo molte vittime a evitare situazioni o modificare il proprio comportamento.
Sebbene per molto tempo sia stato minimizzato o derubricato a "galanteria azzardata", il catcalling è a tutti gli effetti una forma di violenza psicologica e di genere che limita la libertà personale, generando ansia, ipervigilanza e un costante senso di minaccia.
In questa guida completa analizzeremo il significato esatto del termine, l'evoluzione della sua percezione sociale, cosa dicono i dati e la legge italiana, le radici psicologiche del fenomeno e come affrontarne l'impatto emotivo e pratico.
Che cos’è il catcalling e perché si chiama così
Il termine catcalling nasce dall'unione delle parole inglesi cat (gatto) e calling (richiamo), traducibile letteralmente come "richiamo del gatto", ossia il verso o il fischio utilizzato per attirare l'attenzione di un animale domestico.
- Origine storica: Nel XVIII secolo, il termine catcall indicava i fischi e i suoni sgradevoli con cui il pubblico a teatro manifestava la propria disapprovazione verso gli attori sul palco.
- Evoluzione moderna: A partire dal XX secolo, la parola è passata a definire le molestie verbali e gestuali rivolte da sconosciuti per strada.
- Sinonimi in italiano: Il fenomeno è sovrapponibile al concetto di pappagallismo (comportamento di chi importuna le passanti in modo insistente e grossolano) e alla locuzione molestie di strada.
Perché è una molestia e non un complimento: cos'è cambiato nel tempo
La riflessione sul "perché un tempo era più tollerato e oggi genera ansia e paura" tocca un nodo fondamentale della psicologia sociale e del costume. In passato, comportamenti come il fischio per strada o la battuta ad alta voce venivano spesso liquidati come "apprezzamenti inopportuni" o consuetudini di folklore urbano.
Oggi, la percezione e l'impatto psicologico di questi episodi sono profondamente cambiati per motivi strutturali:
1. Dall'inopportunità alla percezione della minaccia
Ciò che distingue un complimento da una molestia è la prevedibilità dell'esito. Un tempo, l'apprezzamento per strada poteva essere percepito come un gesto maleducato ma circoscritto. Oggi, per chi lo subisce, quel commento non richiesto non è mai visibile come un fatto isolato: è un campanello d'allarme che può precedere un inseguimento, un'aggressione o un'escalation di violenza. L'incertezza su "cosa farà adesso?" trasforma l'interazione in un segnale di pericolo imminente.
2. Il consenso e l'asimmetria di potere
Un complimento autentico si basa sulla reciprocità, sul rispetto dei confini e sul desiderio di far piacere all'altro. Il catcalling viene subito senza consenso, da parte di sconosciuti e in contesti dove la persona è di passaggio o isolata. Non c'è alcun intento flirtante: è un'esibizione unilaterale che forza l'attenzione di chi passa.
3. La percezione dello spazio pubblico
Negli ultimi decenni è emersa una maggiore consapevolezza del diritto alla sicurezza e all'incolumità psicologica negli spazi pubblici. La strada non è un luogo in cui le persone devono "accettare di essere valutate" sul proprio aspetto fisico per il solo fatto di attraversarla.
| Elemento | Complimento autentico | Catcalling (Molestia di strada) |
|---|---|---|
| Relazione | Tra persone che si conoscono o in contesti sociali appropriati | Tra sconosciuti in spazi pubblici o di transito |
| Consenso | Implicito, reciproco o gradito | Assente e non richiesto |
| Percezione di sicurezza | Assenza di minaccia, clima paritario | Ipervigilanza, timore di un'escalation o inseguimento |
| Sensazione provocata | Piacere, gratificazione, lusinga | Disagio, rabbia, ansia, paura, senso di vulnerabilità |
| Obiettivo reale | Esprimere apprezzamento con rispetto | Esercitare controllo visivo o verbale sullo spazio |

Esempi di catcalling: frasi e comportamenti comuni
Il catcalling si manifesta attraverso un'ampia gamma di espressioni verbali, paraverbali e gestuali.
Frasi e commenti tipici
- "Sei sola stasera?", "Dove vai di bello?", "Vieni qui un attimo".
- Commenti invasivi sull'aspetto fisico o sull'abbigliamento ("Guarda che bella", "Che fisico").
- Battute a sfondo esplicitamente sessuale o volgare.
Comportamenti e suoni
- Fischi, schiocchi con le labbra e rumori di baci.
- Suoni di clacson o fari lampeggianti da auto e moto in corsa.
- Inseguimenti o affiancamenti a piedi o in macchina a bassa velocità.
- Risate di gruppo, applausi ironici o commenti urlati da cantieri ed edifici.
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I dati del catcalling: quanto è diffuso in Italia e nel mondo?
Il catcalling non è un evento eccezionale, ma un'esperienza sistemica che coinvolge la gran parte delle donne fin dalla prima adolescenza.
- La ricerca internazionale (Cornell University & Hollaback!): Uno studio condotto su oltre 16.000 donne in 22 Paesi ha rivelato che l'84% delle intervistate ha subito il primo episodio di catcalling prima dei 17 anni.
- I dati in Italia: Dallo stesso studio emerge che in Italia il 79% delle donne è stata vittima di molestie di strada prima della maggior età e che il 69% è stata seguita a piedi o in auto almeno una volta nella vita.
- Rilevazioni Istat: Secondo i dati Istat sulle molestie e i ricatti sessuali, la maggior parte delle molestie verbali o dei comportamenti persecutori al di fuori delle relazioni affettive avviene proprio in luoghi pubblici o di transito.
Questi numeri confermano come la sensazione di ipervigilanza non sia un'esagerazione individuale, ma una risposta adattiva a una realtà ampiamente diffusa.
Le dinamiche psicologiche: perché si compie il catcalling?
Dal punto di vista della psicologia sociale, il catcalling è raramente un tentativo reale di avviare una conoscenza o un corteggiamento. Gli studi sulle molestie di strada individuano diverse motivazioni alla base di questa condotta:
- L'influenza del gruppo e la convalida tra pari: Molto spesso il catcalling avviene in presenza di amici o colleghi. L'atto serve a mostrare la propria "virilità" e ad affermare la propria posizione nel gruppo.
- Controllo dello spazio e dinamiche di potere: Il fischio o la frase urlata servono a ribadire una presenza dominante nello spazio pubblico, segnalando implicitamente alla persona che il suo passaggio viene "osservato e giudicato".
- Oggettificazione e deumanizzazione: Chi compie catcalling non si relaziona con l'altro come individuo dotato di confini ed emozioni, ma ne riduce l'immagine a mero oggetto visivo.
- Bassa consapevolezza ed empatia: Molti autori di molestie tendono a minimizzare l'impatto delle proprie azioni, rifiutando di considerare lo stato d'ansia o di allarme che generano nella persona coinvolta.
Il catcalling è un reato in Italia? Gli aspetti legali
In Italia non esiste una fattispecie di reato autonoma denominata "catcalling" (a differenza di Paesi come la Francia, dove le molestie verbali di strada sono punite con sanzioni pecuniarie specifiche). Tuttavia, questo comportamento non è privo di rilevanza penale e può configurare diverse fattispecie di reato.
1. Articolo 660 c.p. – Molestia o disturbo alle persone
Il catcalling rientra comunemente nella contravvenzione prevista dall'art. 660 del Codice Penale, che punisce:
"Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a euro 516."
La "petulanza" si configura nell'atteggiamento invadente, arrogante, sgradevole o pressante del molestatore.
2. Articolo 612-bis c.p. – Stalking (Atti persecutori)
Qualora gli episodi di molestia non siano isolati ma reiterati nel tempo da parte dello stesso individuo — provocando nella vittima un perdurante e grave stato di ansia, paura per la propria incolumità o la costrizione a alterare le proprie abitudini di vita — si può configurare il reato di stalking.
Il fenomeno sociale: dal Victim Blaming alla consapevolezza collettiva
Negli ultimi anni, il dibattito sul catcalling si è intensificato anche grazie alle testimonianze condivise sui social media e alle campagne d'informazione. Questo ha permesso di portare alla luce un meccanismo purtroppo ancora diffuso: la vittimizzazione secondaria o Victim Blaming.
Spesso, chi denuncia un episodio di catcalling si sente rivolgere domande o commenti minimizzanti come:
- "In fondo ti ha fatto solo un complimento, dovresti prenderlo come un lusinga."
- "Com'eri vestita?"
- "Perché ti trovi a passare da sola a quell’ora?"
Questo tipo di risposte sposta ingiustamente la responsabilità dalla persona che compie la molestia a chi la subisce, alimentando sensi di colpa e vergogna del tutto infondati.

Le conseguenze psicologiche del catcalling
Subire ripetutamente molestie di strada genera conseguenze reali sulla salute mentale e sui comportamenti quotidiani.
Impatto emotivo e comportamentale
- Stato di ipervigilanza: aumento del battito cardiaco, tensione muscolare e costante scansione dell'ambiente circostante per valutare eventuali minacce.
- Comportamenti di evitamento: cambiare percorso per tornare a casa, rinunciare a uscire in determinati orari, evitare i mezzi pubblici o modificare il proprio abbigliamento per "non attirare l'attenzione".
- Isolamento e perdita di autonomia: limitare i propri spostamenti condiziona negativamente la sfera lavorativa, sociale e personale.
L'esperienza in psicoterapia: Il caso di F., 30 anni
Esperienza reale
F. 30 anni mi chiede di anticipare la seduta con urgenza perché la sera prima, uscendo dal lavoro, ha subito catcalling da un tipo mai visto prima (vive in un paesino in cui si conoscono tutti), è salita in macchina di corsa ed ha fatto strada fino a casa al telefono col 1522. Sa che non è successo niente di grave, perché comunque è arrivata a casa sana e salva e perché il tipo effettivamente non l’ha seguita, ma ha voluto anticipare la seduta perché ugualmente non ha dormito tutta la notte per l’ansia, si sente in colpa “per aver tenuto impegnato l’operatore del 1522 per una cosa di poco conto” e sta pensando di prendersi un giorno di permesso perché ha paura di trovare quell’uomo ad aspettarla davanti alla porta dell’ufficio. Gli esercizi di respirazione, lavorare insieme sulla decostruzione dei pensieri irrazionali, dare un senso alle emozioni vissute, narrare i ricordi di esperienze simili precedenti alla base della reazione emotiva così intensa, l’hanno aiutata a superare l’emergenza e a ritrovare l’equilibrio perduto.

Come difendersi e come reagire al catcalling
La priorità assoluta di fronte a un episodio di catcalling deve essere sempre la propria sicurezza fisica. Di seguito alcune strategie d'azione raccomandate:
- Valuta il contesto: se ti trovi in una zona isolata o buia, evita il contatto visivo, non fermarti e allontanati velocemente verso un luogo affollato o illuminato.
- Risposta decisa (se il contesto è sicuro): se vi sono altre persone attorno, uno "Stop" o un "Non mi conosci, non rivolgerti a me in questo modo" pronunciato ad alta voce e con tono fermo può disarmare il molestatore ed evidenziarne la condotta sgradevole di fronte ai passanti.
- Usa la tecnologia e le reti di supporto
- Fingi o effettua una chiamata mantenendo la linea attiva.
- Contatta il 1522 (Numero gratuito antiviolenza e stalking, attivo 24/7).
- In caso di pericolo imminente o inseguimento, chiama subito il 112.
- Utilizza l'app YouPol della Polizia di Stato per segnalare episodi di molestia (anche in forma anonima).
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Cosa fare se si assiste al catcalling: la guida per i testimoni (Le 5 D)
Quando si assiste a una scena di catcalling in luogo pubblico, l'intervento dei presenti (bystanders) può fare la differenza per fermare la molestia e far sentire la vittima al sicuro. La rete internazionale Right To Be suggerisce il metodo delle 5 D:
- Distrarre: crea una diversione. Avvicinati alla persona molestata e chiedile un'informazione (es. "Scusa, sai che ora è?"), ignorando il molestatore per rompere la dinamica.
- Delegare: cerca l'aiuto di una figura d'autorità o di altre persone presenti (es. il conducente del bus, il personale di un negozio o le forze dell'ordine).
- Documentare: se la situazione è sicura, registra un video o prendi nota dei dettagli dell'episodio (ora, luogo, descrizione dell'aggressore) da consegnare poi alla persona coinvolta.
- Dirigere: intervieni direttamente rivolgendoti al molestatore con tono fermo e calmo ("Questo comportamento non è ok"), solo se non ci sono rischi di escalation fisica.
- Dare sostegno: quando l'episodio è terminato, avvicinati alla persona che ha subito la molestia, chiedile come sta e offrile vicinanza.
Catcalling e supporto psicologico: come rielaborare il vissuto e ritrovare serenità
Subire episodi di catcalling o molestie di strada non è un fatto da sottovalutare.
Di fronte a un potenziale pericolo o a contesti isolati, cambiare percorso o orario è un atto spontaneo di prudenza e autotutela. La sicurezza fisica viene sempre al primo posto ed è assolutamente normale ed è vitale proteggere la propria incolumità.
Il problema sorge quando l'esperienza subìta trasforma la saggia prudenza in un uno stato di allarme costante: quando la paura si generalizza a qualsiasi contesto, portandoti a limitare la tua vita sociale, lavorativa o personale anche dove non vi è alcun pericolo oggettivo. Se senti che gli episodi di catcalling o di molestia di strada generano uno stato di ansia costante, paura di uscire di casa o un continuo senso di allarme, intraprendere un percorso psicologico può rivelarsi di grande aiuto.
Come ti aiuta il percorso con Serenis
Con l'aiuto di uno psicoterapeuta potrai:
- Gestire l'ansia e l'ipervigilanza: Imparare a disattivare le reazioni acute di stress e ritrovare la calma nei contesti quotidiani.
- Superare la vittimizzazione secondaria: Liberarti dai pensieri di colpa e comprendere che la responsabilità di una molestia ricade sempre e solo su chi la compie.
- Rafforzare l'assertività e la sicurezza: Riconquistare il tuo benessere emotivo e la libertà di muoverti negli spazi pubblici con maggiore serenità.
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