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Tranilcipromina: cos'è, come funziona ed effetti collaterali

Riassunto: La tranilcipromina è un antidepressivo appartenente alla classe degli IMAO, impiegato nei casi di depressione resistenti alle altre terapie.
Scritto daUgo De RosaPsichiatra
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Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato21 gennaio 2026
•
Aggiornato13 settembre 2026
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Capsule azzurre su sfondo chiaro, tranilcipromina in versione di antidepressivo

Cos'è la tranilcipromina?

La tranilcipromina è un antidepressivo appartenente alla classe degli inibitori delle monoamino ossidasi irreversibili non selettivi, comunemente noti come IMAO. A differenza degli IMAO reversibili di generazione successiva (come la moclobemide), è uno dei farmaci più antichi e, al tempo stesso, più potenti nel trattare disturbi depressivi resistenti ad altri rimedi.

A causa del suo particolare profilo farmacologico, richiede una gestione clinica rigorosa, con monitoraggi regolari e una forte attenzione alle interazioni alimentari e farmacologiche. 

La tranilcipromina veniva commercializzata con diversi nomi, tra cui Parnate e Parmodalin.

A cosa serve la tranilcipromina?

La tranilcipromina viene utilizzata principalmente per il trattamento della depressione maggiore, con particolare riferimento alle forme resistenti ad altre terapie. Il suo profilo farmacologico rende questo IMAO particolarmente utile quando le opzioni standard (SSRI, SNRI e triciclici) non determinano un miglioramento significativo.

Studi clinici e linee guida indicano come la tranilcipromina possa risultare efficace soprattutto in quadri depressivi che presentano caratteristiche quali:

  • marcata perdita di energia e rallentamento psicomotorio
  • ipersensibilità al rifiuto interpersonale
  • anedonia persistente
  • pattern depressivi ricorrenti e resistenti agli antidepressivi di prima scelta

Oltre che per la depressione maggiore, la tranilcipromina può essere prescritta in casi selezionati di disturbo depressivo atipico, caratterizzato da reattività dell'umore, aumento dell'appetito, ipersonnia e forte sensibilità al rifiuto interpersonale. 

Pur non essendo un'opzione di prima linea, il medico può considerarla quando altre terapie non risultano efficaci, anche nel trattamento del Disturbo di Panico, nel Disturbo d’Ansia Sociale e nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo.

Utilizzo della tranilcipromina

Come funziona la tranilcipromina?

La tranilcipromina esercita la sua azione antidepressiva attraverso l'inibizione irreversibile degli enzimi monoamino ossidasi di tipo A e B (MAO-A e MAO-B). Questi enzimi sono responsabili della degradazione di neurotrasmettitori fondamentali per la regolazione dell'umore, tra cui serotonina, noradrenalina e dopamina.

Bloccando l'azione delle monoamino ossidasi, la tranilcipromina aumenta la disponibilità di questi neurotrasmettitori nelle sinapsi, contribuendo al miglioramento dei sintomi depressivi. 

L'inibizione è definita "irreversibile" perché il farmaco si lega stabilmente agli enzimi, rendendo necessario un periodo lungo diverse settimane affinché l'organismo sintetizzi nuove MAO funzionanti. Ciò spiega perché gli effetti della tranilcipromina, sia terapeutici che collaterali, possono persistere anche dopo la sospensione del farmaco.

Posologia: come si assume la tranilcipromina?

La somministrazione della tranilcipromina deve essere definita e monitorata da un medico specializzato, che abbia particolare cura nel controllare la risposta clinica del paziente e le eventuali reazioni avverse. Generalmente, il trattamento inizia con dosaggi bassi, che vengono aumentati gradualmente.

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Modalità generali di assunzione

La dose iniziale è spesso pari a 10–20 mg al giorno ed è suddivisa in una o due somministrazioni. In base alla risposta del paziente, la dose può essere aumentata fino a raggiungere i 30–60 mg al giorno. Dosaggi più elevati vengono utilizzati solo in casi di depressione grave resistente.

Poiché la tranilcipromina può influenzare i livelli di energia e l'attivazione psicomotoria, almeno una somministrazione dovrebbe avvenire al mattino, in modo da ridurre il rischio di insonnia.

Sospensione della tranilcipromina: come funziona?

La sospensione della tranilcipromina non deve essere brusca, poiché ciò potrebbe causare sintomi da interruzione e sbalzi d'umore. Inoltre, è necessario un intervallo di almeno due settimane tra la sospensione della tranilcipromina e l'inizio della somministrazione di altri antidepressivi, in modo da evitare interazioni potenzialmente gravi.

Effetti collaterali della tranilcipromina

La tranilcipromina è un farmaco efficace, ma richiede una valutazione attenta del rapporto rischi-benefici. Come tutti gli IMAO, presenta diversi effetti collaterali, in parte prevedibili, essendo legati al suo meccanismo d'azione.

Effetti collaterali comuni

Tra gli effetti collaterali più comuni di questo farmaco possiamo trovare:

  • Insonnia o difficoltà ad addormentarsi
  • Secchezza delle fauci
  • Vertigini o sensazione di testa leggera
  • Mal di testa
  • Ansia e agitazione
  • Aumento significativo dell'energia
  • Nausea
Donna a terra contro il divano a testa bassa, per gli effetti della tranilcipromina

Effetti collaterali meno comuni ma rilevanti

Tra gli effetti collaterali rilevanti che però si verificano meno frequentemente, possiamo trovare i seguenti:

  • Tachicardia
  • Aumento della pressione arteriosa
  • Ritenzione urinaria
  • Visione offuscata
  • Sudorazione intensa
  • Interazioni alimentari: tra le caratteristiche più note degli IMAO figura il rischio di crisi ipertensive, possibili quando il paziente consuma alimenti ricchi di tiramina (formaggi stagionati, insaccati, crauti, salsa di soia, vino rosso e altri cibi fermentati). In questi casi la tiramina, non più metabolizzata correttamente, può provocare un brusco aumento della pressione sanguigna
  • Sensazione di euforia o iperattivazione persistenti

Interazioni farmacologiche

La tranilcipromina non deve essere assunta in combinazione con:

  • SSRI, SNRI, NaSSA, triciclici e NaRI come la reboxetina (per il rischio di crisi ipertensive o sindrome serotoninergica)
  • alcuni analgesici come meperidina e tramadolo
  • simpaticomimetici
  • decongestionanti nasali
  • altri antidepressivi senza adeguata finestra di washout
Fonti:

Sitografia

Trattamento farmacologico della depressione.

Manuali MSD Edizione Professionisti.

Bibliografia

Tranylcypromine. — StatPearls - NCBI Bookshelf.

Parikh, N., Yilanli, M., Saadabadi, A. (2025)

Efficacy and adverse effects of tranylcypromine and tricyclic antidepressants in the treatment of depression. — Journal of Clinical Psychopharmacology, 40(1), pp. 63-74

Ulrich, S., Ricken, R., Buspavanich, P., Schlattmann, P., Adli, M. (2019)

Alcune domande che potresti avere sulla Tranilcipromina

Queste cose non le sa nessuno
In Italia parliamo di "benessere mentale" solo da qualche anno: molte persone non hanno grande consapevolezza di quello che si nasconde dietro le emozioni. Se conosci qualcuno che avrebbe bisogno di leggere questo articolo, puoi condividerlo da qui.
Scritto da
Ugo De RosaPsichiatra
Leggi la biografia
Ugo De Rosa è un medico specialista in Psichiatria. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Napoli, ha poi conseguito la specializzazione presso l'Università di Pisa. Registrato presso l'Ordine dei Medici e Chirurghi di Caserta n° 8469.
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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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