Seropram: cos'è, come funziona ed effetti collaterali

Seropram è un antidepressivo appartenente alla classe degli SSRI, utilizzato per regolare l'umore nei disturbi depressivi e d'ansia. Il suo profilo di efficacia è ben documentato nella letteratura scientifica.

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Seropram

Cos'è il Seropram?

Seropram è un farmaco antidepressivo appartenente alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), una categoria di psicofarmaci che agisce modulando i livelli di serotonina nel cervello. La serotonina è un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell'umore, dell'ansia, del sonno e di altri processi psichici e fisiologici.

Il principio attivo del Seropram  è il citalopram (nella forma di citalopram bromidrato o cloridrato, a seconda della formulazione), molecola con una spiccata selettività per il trasportatore della serotonina. Ostacolando la ricaptazione della serotonina dai neuroni presinaptici, il Seropram aumenta la disponibilità di questo neurotrasmettitore nello spazio sinaptico, contribuendo al miglioramento dei sintomi depressivi ed ansiogeni.

Il Seropram è disponibile in diverse formulazioni: Seropram compresse rivestite da 20 mg o 40 mg e Seropram gocce orali con soluzione da 40 mg/ml. Inoltre, non mancano formulazioni speciali, anche in formato per infusione endovenosa.

A cosa serve il Seropram?

Il Seropram è un antidepressivo SSRI il cui utilizzo terapeutico è supportato da dati clinici e linee guida internazionali. Il principio attivo, il citalopram, è riconosciuto come uno degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina raccomandati come terapia di prima linea per determinati disturbi dell'umore e d'ansia, in virtù di un profilo di efficacia e sicurezza consolidato.

  • Depressione maggiore e sindromi depressive endogene: la depressione è la principale indicazione approvata per il Seropram. Quest'ultimo agisce sull'equilibrio della serotonina nel cervello, contribuendo a risollevare l'umore basso, a migliorare apatia e perdita di interesse per le attività quotidiane e ad alleviare altri sintomi associati. Le linee guida dell'OMS riconoscono gli SSRI come trattamento di prima scelta nella depressione maggiore, considerate le solide evidenze relative all'efficacia e al profilo di tollerabilità migliori rispetto agli antidepressivi più datati.
  • Disturbo d'ansia con attacchi di panico (con o senza agorafobia). I farmaci SSRI, incluso il citalopram, sono spesso raccomandati come terapia di prima linea nei disturbi di panico, con evidenze che mostrano un miglioramento significativo nella frequenza e gravità degli attacchi rispetto al placebo. Tuttavia, gli effetti benefici del farmaco non sono immediati: la risposta ai trattamenti ansiolitici di questo tipo, infatti, richiede diverse settimane di terapia continuativa.
  • Disturbo d'ansia generalizzato e altri disturbi d’ansia: nonostante le linee guida non elenchino esplicitamente tutte le patologie appartenenti al capitolo dei disturbi d’ansia,  gli SSRI come il Seropram sono utili anche nel trattamento del disturbo d'ansia generalizzato (GAD) e di altre forme d'ansia, in virtù di una riduzione significativa dei sintomi legati alla preoccupazione e alla tensione
  • Disturbo ossessivo-compulsivo: oltre alle indicazioni approvate, alcune condizioni psichiatriche possono beneficiare del trattamento con citalopram, sebbene non siano ancora elencate nella scheda tecnica del farmaco. Tra queste figura il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). Sebbene non sia l'impiego principale del Seropram, evidenze cliniche sugli SSRI indicano come i farmaci appartenenti a questa classe sono utili nella gestione del DOC, pur richiedendo dosi e approcci personalizzati
  • Disturbo post-traumatico da stress (PTSD): gli SSRI rientrano tra le possibili opzioni per il trattamento del PTSD, sebbene viga l'obbligo assoluto di una valutazione approfondita dei sintomi e della storia clinica del paziente prima della prescrizione
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Come funziona il Seropram?

Il meccanismo d'azione del Seropram si basa sull'inibizione selettiva della ricaptazione della serotonina nei neuroni presinaptici. La serotonina è un neurotrasmettitore che influenza diverse funzioni psicologiche, comprese la regolazione dell'umore e dell'ansia. A differenza di antidepressivi più vecchi (triciclici e MAO-inibitori), gli SSRI agiscono principalmente sul trasportatore della serotonina, senza influenzare in modo significativo altri neurotrasmettitori come la noradrenalina o la dopamina. Questo profilo farmacologico è associato a un rischio ridotto di effetti collaterali anticolinergici, sedativi o cardiovascolari rispetto ai farmaci più datati.

La ricaptazione della serotonina viene bloccata dalla quiescenza del trasportatore SERT, favorendo un aumento della concentrazione di serotonina nelle sinapsi e un potenziamento della trasmissione serotoninergica. Nel tempo, questi cambiamenti neurochimici si traducono in una regolazione dell'umore e nella riduzione dei sintomi depressivi e ansiosi. Gli effetti terapeutici, tuttavia, richiedono alcune settimane prima di manifestarsi pienamente. In genere, occorrono almeno 3–4 settimane affinché la terapia dia i suoi frutti.

Posologia: come si assume il Seropram?

La posologia del Seropram dipende dalla condizione clinica trattata e dalla forma utilizzata. Il farmaco è soggetto a prescrizione medica e deve essere somministrato sotto supervisione di un professionista.

  • Seropram compresse: in genere, si comincia con una dose giornaliera compresa tra i 10 mg (mezza compressa) ed i 20 mg, da assumere in un'unica volta e sempre alla stessa ora. Quando necessario, sulla base della risposta terapeutica e della tollerabilità individuale, la dose può aumentare fino a 40 mg al giorno
  • Seropram gocce: la soluzione orale può essere assunta più facilmente dai pazienti con difficoltà di deglutizione o esigenze di aggiustamento graduale. La posologia consigliata è di 16 mg (8 gocce) al giorno, con incremento possibile fino a 32 mg (16 gocce), sempre in base alla risposta clinica
  • Dopo quanto fa effetto? Gli effetti psicoattivi completi, tra cui la riduzione della sintomatologia depressiva o ansiogena, tendono ad emergere dopo 3-4 settimane dall'inizio del trattamento. Una terapia antidepressiva efficace dovrebbe durare per ulteriori 6–9 mesi dopo il miglioramento dei sintomi, in modo da prevenire eventuali recidive.
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Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere il Seropram?

Tra le principali informazioni da sapere prima di assumere il seropram troviamo:

  • Rischio di prolungamento dell'intervallo QT e di aritmie cardiache: dati raccolti dalla FDA statunitense e da altre autorità regolatorie europee indicano come il citalopram possa causare modificazioni dose-dipendenti dell'intervallo QT, aumentando il rischio di aritmie ventricolari gravi, inclusa la torsione di punta e potenziali casi di morte improvvisa. Studi clinici mostrano, infatti, che dosi più elevate aumentano significativamente il rischio rispetto a dosi più basse e che tali eventi possono essere clinicamente rilevanti nei pazienti fragili o con altre comorbilità cardiache. In definitiva, nei pazienti con malattie cardiache preesistenti (bradicardia, insufficienza cardiaca, infarto recente) o con disturbi elettrolitici (ipokaliemia, ipomagnesiemia), l'uso del Seropram richiede particolare cautela, nonché un monitoraggio tramite ECG prima e durante la terapia. Inoltre, si raccomanda di non oltrepassare i 20 mg/giorno e di considerare dosi più basse  negli anziani e nei pazienti con compromissione epatica
  • Sindrome serotoninergica: l'assunzione contemporanea di Seropram con altri farmaci che aumentano la serotonina può causare sindrome serotoninergica, condizione rara ma potenzialmente pericolosa. Quanto detto può accadere se il Seropram viene prescritto insieme a inibitori delle monoamino-ossidasi (MAOI), altri antidepressivi serotoninergici o alcuni farmaci per l'emicrania. In questi casi, i sintomi possono includere agitazione, confusione, febbre, rigidità muscolare e alterazioni dell'equilibrio autonomico. È essenziale evitare la combinazione con i MAOI e osservare un periodo di wash-out tra l’uno e l’altro, nonché è indicata cautela negli switch tra due SSRI diversi tra loro, incluso il Seropram.
  • Interazioni farmacologiche rilevanti: il Seropram può interagire con numerosi farmaci, aumentando il rischio di effetti avversi. Tra le sostanze da assumere con cautela figurano i farmaci che prolungano l'intervallo QT, tra cui alcuni antiaritmici, antipsicotici e antibiotici, e gli inibitori del CYP2C19 come la cimetidina, in grado di aumentare i livelli plasmatici di citalopram. Inoltre, è necessario evitare supplementi di serotonina o sostanze che possono aumentarne fortemente i livelli, onde ridurre il rischio di sindrome serotoninergica. Infine gli SSRI come il Citalopram riducono la serotonina nelle piastrine, aumentando il rischio di sanguinamento, specialmente se presi con aspirina o FANS (ibuprofene, ecc.), dunque, anche in questi casi, occorre monitorare i potenziali sintomi con attenzione.
  • Considerazioni su età e funzione epatica: i pazienti anziani hanno un metabolismo più lento, in grado di aumentare oltre i limiti i livelli plasmatici del citalopram. Ne consegue un forte rischio di effetti avversi. Per questa ragione, la dose massima raccomandata agli anziani è inferiore (non più di 20 mg al giorno). Nei pazienti con compromissione epatica, similmente, sono necessari aggiustamenti posologici specifici, accompagnati da un monitoraggio clinico frequente
  • Gravidanza e allattamento: l'uso del Seropram in gravidanza deve essere ponderato con molta attenzione. Dati osservazionali segnalano potenziali rischi neonatali, soprattutto se l'esposizione al farmaco avviene durante il terzo trimestre. Al contempo, altrettanti rischi vengono corsi da future madri e neonati in casi di depressione materna e/o ansia non trattate. Non essendo espressamente vietato, quindi, la decisione relativa all'assunzione di Seropram spetta alla madre e al medico curante
  • Rischio di pensieri suicidari e cambiamenti dell'umore: come altri antidepressivi, il Seropram può essere associato a un aumentato rischio di pensieri suicidari o comportamenti autolesionistici, in particolare nei giovani (fino a 24 anni), durante le prime fasi di terapia o dopo determinate modifiche posologiche. Il monitoraggio clinico nelle prime settimane è quindi fondamentale per identificare tempestivamente segni di peggioramento dell'umore o comportamenti potenzialmente rischiosi
  • Disturbi elettrolitici e monitoraggio clinico: condizioni come ipokaliemia o ipomagnesiemia possono aumentare il rischio di aritmie durante l'assunzione di Seropram. Prima e durante la terapia, ai pazienti a rischio di soffrire squilibri idro-elettrici è raccomandato il controllo dei livelli di elettroliti e, se necessario, la correzione di eventuali disionie
  • Sospensione del farmaco e sindrome da interruzione: interrompere improvvisamente l'assunzione di Seropram può causare sintomi serotoninergici di rimbalzo (irritabilità, vertigini, disturbi del sonno). Di conseguenza, il dosaggio va ridotto gradualmente sotto supervisione medica, soprattutto dopo terapie prolungate.
Avvertenze cosa bisogna sapere prima di assumere il Seropram

Quali sono gli effetti collaterali del Seropram?

Nonostante molti pazienti tollerino bene il Seropram, come gli altri antidepressivi può causare effetti collaterali. Questi variano da lievi a severi e in genere si manifestano durante le fasi iniziali del trattamento.

  • Nausea e disturbi gastrointestinali
  • Insonnia o sonnolenza eccessiva
  • Aumento della sudorazione
  • Bocca secca
  • Cefalea
  • Affaticamento
  • Diminuzione dell'appetito e perdita di peso
  • Confusione
  • Agitazione
  • Tremori
  • Rigidità muscolare

I sintomi appena elencati sono spesso transitori e tendono ad attenuarsi dopo le prime settimane di terapia. Tuttavia, sono segnalati anche effetti collaterali più rari, ma anche più significativi:

  • Alterazioni della funzione sessuale (riduzione della libido e difficoltà a raggiungere l'orgasmo)
  • Reazioni allergiche
  • Sindrome serotoninergica, in presenza di interazione con altri farmaci serotonergici

In presenza di effetti indesiderati gravi o persistenti, è fondamentale consultare un medico.

Cosa succede per un sovradosaggio da Seropram?

Il sovradosaggio da Seropram può causare sintomi neurologici e cardiovascolari, tra cui:

  • nausea
  • vomito
  • tremori
  • convulsioni
  • tachicardia
  • aritmie (nei casi più gravi)

Nei casi di sovradosaggio significativo, è necessario un intervento medico immediato con trattamento sintomatico e di supporto. Non esistono antidoti specifici, per cui la gestione clinica si focalizza sulla stabilizzazione delle funzioni vitali.

Fonti:

Bibliografia

Citalopram. — StatPearls Publishing.

Sharbaf Shoar, N. , Fariba, K. A., Padhy, R. K. (2023)

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FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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