Ipocondria: sintomi, cause e trattamenti

L'ipocondria è caratterizzata da una preoccupazione eccessiva per la propria salute, anche senza sintomi fisici evidenti. Le cause possono includere ansia, traumi passati o disturbi psicologici.

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Ipocondria

Punti chiave

  • Cos'è l'ipocondria: l’ipocondria, o disturbo d’ansia di malattia, è la paura persistente di essere gravemente malati, anche senza evidenze mediche. La persona interpreta segnali corporei normali come sintomi di malattie gravi.
  • Sintomi: chi soffre di ipocondria può cercare continuamente conferme mediche o, al contrario, evitare controlli per paura di scoprire una malattia, dedicando molto tempo al monitoraggio del proprio corpo.
  • Trattamento: il trattamento più efficace combina psicoterapia cognitivo-comportamentale e farmaci serotoninergici, come la paroxetina.

Che cos'è l'ipocondria?

L’ipocondria, oggi chiamata anche disturbo d’ansia di malattia, è una condizione psicologica caratterizzata da una paura persistente e intensa di avere o sviluppare una malattia grave, anche in assenza di reali problemi di salute.

Secondo i criteri diagnostici, questa preoccupazione deve durare almeno sei mesi e persistere nonostante visite mediche, esami diagnostici negativi e rassicurazioni da parte dei professionisti sanitari.

Cos'è l'ipocondria

Cosa vuol dire “ipocondriaco”, dunque? Il termine, proveniente dal greco antico, si riferiva a un malessere localizzato nella zona addominale, dove si credeva avessero origine gli stati ansiosi. Oggi, il significato di ipocondriaco indica una persona che tende a interpretare in modo allarmante normali sensazioni corporee o piccoli disturbi, come un battito cardiaco accelerato, un dolore lieve o una reazione cutanea passeggera. Questi segnali vengono vissuti come prove certe di una malattia grave. L’ansia può concentrarsi su diversi organi o malattie in momenti diversi, oppure fissarsi su un’unica condizione, come ad esempio una patologia cardiaca o tumorale.

Quali sono i sintomi di chi soffre di ipocondria?

L’ipocondria si manifesta attraverso tre principali modalità comportamentali.

L'amplificazione somatosensoriale 

La persona ipocondriaca sviluppa un’attenzione eccessiva e costante verso il proprio corpo, arrivando ad amplificare e ad attenzionare in modo selettivo e persistente sensazioni e sintomi fisici. Questo atteggiamento porta a:

  • richieste frequenti di esami diagnostici e visite mediche;
  • accentuato stato di ansia e paura a causa della ricerca ossessiva della malattia;
  • difficoltà a fidarsi delle rassicurazioni fornite dai professionisti.

In questo contesto, anche la ricerca online dei sintomi e delle diverse malattie correlabili può rinforzare il circolo vizioso dell’ansia: la molteplicità di informazioni disponibili (a cui spesso la persona ipocondriaca fa affidamento) aumenta confusione e paura delle malattie, contribuendo al mantenimento della condizione. 

L’evitamento dei contesti ritenuti ad “alto rischio”

Questo disturbo porta la persona a evitare ospedali, centri medici o ambienti di cui ritiene le condizioni igienico-sanitarie non adeguate. Questo comportamento genera una riduzione del livello di socializzazione, favorendo il mantenimento della fobia ossessiva per la malattia.

L’esasperazione dei sintomi fisici

Alcune persone ipocondriache manifestano sintomi fisici reali, ma ne sovrastimano la gravità. È il caso in cui un semplice mal di testa viene interpretato come il possibile segnale di un tumore cerebrale, generando l'iter di rassicurazioni e controlli medici volti a scongiurare questa possibilità. In queste situazioni, l’ansia si riduce solo temporaneamente, per poi riattivarsi alla comparsa di un nuovo sintomo.

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Da cosa nasce l'ipocondria?

Il modello cognitivo-comportamentale spiega che la percezione amplificata di sensazioni corporee normali, interpretate come segnali di gravi patologie, è la principale causa dell’ipocondria. 

Questa interpretazione distorta alimenta la paura delle malattie e porta la persona a ricercare rassicurazioni continue, attraverso controlli medici, esami o conferme esterne, senza però ottenere un sollievo duraturo.

pensieri intrusivi sulla malattia aumentano la vulnerabilità psicologica e possono favorire lo sviluppo e il mantenimento del disturbo. Non a caso, alcune forme di ipocondria mostrano somiglianze con i disturbi ossessivo-compulsivi.

Ipocondria da stress

L'ipocondria da stress è una forma di ipocondria in cui l'ansia e la preoccupazione eccessiva per la propria salute sono scatenate o amplificate da situazioni stressanti o eventi della vita.

In questo contesto, lo stress può agire come un catalizzatore che intensifica la percezione di sintomi fisici, anche quelli comuni o benigni, portando a una preoccupazione costante riguardo a possibili malattie gravi.

Quali sono le cause dell'ipocondria

Come si cura l'ipocondria?

Il trattamento più efficace per la cura dell'ipocondria combina la psicoterapia e la terapia farmacologica. La psicoterapia cognitivo-comportamentale agisce sui pensieri e sui comportamenti che mantengono il disturbo, aiutando il paziente a interpretare in modo corretto le sensazioni corporee e il bisogno di rassicurazioni. 

Il trattamento farmacologico può essere prescritto solo dagli psichiatri e utilizza molecole ad azione serotoninergica, come la paroxetina, per ridurre gli effetti dell’ansia e la rimuginazione ossessiva. Questa combinazione migliora la stabilità emotiva e riduce i sintomi nel tempo.

Se senti il bisogno di un supporto psicologico per l’ipocondria, puoi rivolgerti al nostro centro medico autorizzato. Con Serenis hai accesso a centinaia di psicoterapeuti, con in media 13 anni di esperienza, e puoi iniziare con un primo colloquio gratuito.

Esperienza reale

S., 48 anni, soffre di ipocondria da ormai 30 anni, successivamente ad un’esperienza spiacevole accaduta dopo un rapporto sessuale con una donna. La sua ipocondria si è concentrata prevalentemente sulla possibilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili (in particolare l’HIV), per cui da allora ogni volta che è ha un rapporto sessuale con una partner o vede del sangue altrui (come macchie per la strada) entra in un forte stato di ansia che lo porta a fare controlli medici costanti, a chiedere alle partner esami del sangue specifici e a chiamare ripetutamente il numero verde di supporto per le malattie sessualmente trasmissibili al fine di cercare rassicurazioni. La terapia si è incentrata sia sull’elaborazione dell’esperienza traumatica, sia sullo sbloccare gli stati di ansia e la ricerca continua di rassicurazioni mediante le tecniche della terapia breve strategica, come la ritualizzazione del rituale e il check up. Il percorso è stato molto intenso e profondo, ma man mano le fobie si sono attenuate sempre di più, consentendo a S. di vivere i rapporti sessuali in maniera più serena e meno ossessiva e di interrompere quella catena di rassicurazioni che fungevano da rinforzo dello stato ansioso

Fonti:

Bibliografia

Ipocondria, Ansia per le malattie e Disturbo da sintomi somatici. — Guida per il clinico e manuale per chi soffre di disturbo.

Daniele Piacentini, Daniela Leveni, Marco Lussetti (2011)

Hypochondria: the worried well. — The Consultant pharmacist : the journal of the American Society of Consultant Pharmacists, 23(3), pp. 192-208

Wick, J. Y., Zanni, G. R. (2008)

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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
MCMonica Celeste
Monica CelestePsicologa e Psicoterapeuta
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Dopo la laurea in Psicologia, ho frequentato diverse specializzazioni: mi sono formata in Psiconcologia e specializzata in Psicoterapia Gestalt Analitica. Il mio lavoro ha un focus principale: offrire la possibilità di vivere autenticamente, di compiere delle scelte responsabilmente e in linea con i propri bisogni e desideri e soprattutto aiutare a comprendere che un cambiamento e una scelta diversa sono sempre possibili, anche quando non sembrano esserci alternative.
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