Come funziona la comunicazione non violenta (CNV)

La Comunicazione Non Violenta (CNV) offre una metodologia per migliorare le relazioni interpersonali, facilitando l'espressione autentica e l'ascolto empatico, per risolvere i conflitti in modo costruttivo.

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Comunicazione non violenta

Cos'è la comunicazione non violenta (CNV) e a cosa serve?

L'acronimo CNV in psicologia e comunicazione sta per comunicazione non violenta (da non confondere con "Comunicazione Non Verbale").

La CNV si configura come un modello formale replicabile, utile non solo nel dialogo con gli altri, ma anche nello sviluppo dell'auto-empatia, ovvero la comunicazione intrapersonale. Significa imparare a relazionarsi con sé stessi (ad esempio, di fronte a un errore o un fallimento) in modo oggettivo e compassionevole, evitando i giudizi e i pensieri auto-svalutanti tipici della mancanza di assertività.

Quali sono gli ambiti di applicazione della CNV?

La comunicazione non violenta si rivela uno strumento fondamentale in numerosi contesti:

  • Rapporto intrapersonale: sviluppo di auto-empatia e consapevolezza emotiva.
  • Dialogo con gli altri: promozione di empatia e ascolto nelle relazioni.
  • Espressione consapevole: imparare a esternare pensieri ed emozioni senza generare conflitto.
  • Gestione dei conflitti: disinnescare le tensioni in contesti di coppia, familiari o lavorativi.
CNV cosa significa comunicazione nonviolenta

Come funziona la Comunicazione Non Violenta? I 4 passi fondamentali

La CNV si basa sul presupposto che è possibile evitare i conflitti disfunzionali non mutando il contenuto espressivo, ma modificandone la forma. Questo modello contrasta attivamente la tendenza a reagire con aggressività verbale quando ci sentiamo in difficoltà.

La Comunicazione Non Violenta si articola in quattro principi cardine che rappresentano i passi per una comunicazione assertiva ed empatica:

  1. Osservare senza giudicare
  2. Identificare ed esprimere i sentimenti
  3. Individuare il bisogno soddisfatto o insoddisfatto
  4. Formulare una richiesta efficace

Osservare senza giudicare

Per avviare una comunicazione nonviolenta, devo come prima cosa pormi nella posizione di osservatore e non di giudice. Per esempio, se sto dialogando con un partner, ho il dovere di ascoltare i suoi bisogni e riconoscerli come importanti.

Solo in questo modo, l’interlocutore non si sentirà attaccato e sarà in grado di avviare a sua volta una comunicazione nonviolenta fondata sull’empatia e sulla reciproca comprensione.

Se invece sono il parlante, devo tentare di relativizzare le mie posizioni per non offendere l’altrui posizione. Invece di dire: "Mi hai ferito", devo cercare di dire: "Mi sono sentito ferito da…". Riuscirò così ad esprimere i miei sentimenti senza colpevolizzare chi ho di fronte. Un comportamento assertivo è sempre apprezzato.

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Corretta comprensione ed espressione dei sentimenti

Per avviare una comunicazione funzionale, devo dapprima riconoscere le emozioni che sto provando. Invece di mascherare alcune emozioni con altre (tra i casi più comuni: mascherare la tristezza con la rabbia), potrò così provare a comprendere i miei bisogni e riuscire a comprendere anche quelli dell’altro. Questo è molto importante negli esercizi di comunicazione.

Individuazione del bisogno

A questo punto, dopo aver ascoltato la prospettiva dell’altro e aver compreso le mie emozioni, posso individuare il mio reale bisogno. Per esempio: ho paura che un familiare si allontani da casa e di restare solo. Invece di mettere in pratica strategie di manipolazione per far sì che ciò accada (es. il vittimismo), andando a creare ulteriore conflitto interpersonale, individuo il bisogno senza utilizzare strategie subliminali.

Richiesta emotiva

L'ultimo passo è formulare una richiesta che sia concreta, attuabile e coerente con il bisogno identificato, e soprattutto, che non suoni come un'imposizione o una manipolazione. La richiesta dovrebbe essere formulata in termini positivi (cosa si vuole, non cosa si vuole evitare) e deve essere aperta alla possibilità di un rifiuto.

Richiesta emotiva

Funzioni della CNV

La Comunicazione Non Violenta è uno strumento potente in diversi contesti terapeutici e relazionali, dalle terapie di coppia ai contesti familiari.

I vantaggi chiave della CNV:

  • Disinnesco dei conflitti: insegna a riconoscere e affrontare le dinamiche disfunzionali prima che degenerino in escalation. La maggior parte dei litigi deriva infatti da un uso scorretto del linguaggio e da meccanismi disfunzionali come la manipolazione emotiva.
  • Sviluppo cognitivo: una buona capacità comunicativa è intrinsecamente legata a una migliore capacità di pensare, identificare le proprie emozioni e, di conseguenza, sviluppare una profonda empatia.
  • Aumento dell'assertività: la CNV è una tecnica di comunicazione che permette di difendere i propri diritti e bisogni in modo rispettoso e diretto, aumentando l'autostima e riducendo il rischio di ansia e depressione legate a sentimenti repressi.

Come è possibile imparare la comunicazione non verbale?

La CNV è un insieme di tecniche di comunicazione che possono essere apprese e affinate attraverso la pratica costante. Alcuni metodi per imparare la CNV sono:

  • Training di assertività: programmi specifici focalizzati sull'espressione efficace dei propri diritti, pensieri e sentimenti in modo rispettoso. Questi training spesso integrano le basi della CNV.
  • Psicoterapia: lavorare con uno psicologo online o in studio è uno dei modi più efficaci. Il professionista può insegnare le tecniche di CNV applicandole direttamente alle tue dinamiche relazionali e conflittuali specifiche.

Se senti il bisogno di confrontarti con uno psicoterapeuta puoi iniziare con un primo colloquio gratuito, mentre le sedute successive costano 49 € l'una.

F. e D. giungono a studio poiché la loro incapacità di comunicare in modo non violento li sta portando ad allontanarsi sempre di più. Non riescono a non aggredirsi e a non comunicare in modo rabbioso. Dapprima cerchiamo insieme di capire come stanno, cosa provano e cosa li ha portati fin qui. Il passo successivo è stato quello di utilizzare la stanza di terapia come “momento di esperienza, di esercizio” per sperimentarsi in modalità altre che potessero fargli comprendere il tutto. Imparare ad usare nuovi strumenti da poter portare fuori e utilizzare nella quotidianità. Ha richiesto tempo, pazienza e apertura e ascolto verso se stesso e l’altro. Una strada che peró ha potuto aprire nuove orizzonti.

Fonti:

Bibliografia

La comunicazione nonviolenta strumento di trasformazione sociale.

Zecca, F. (2007)

Le parole sono finestre, oppure muri. Introduzione alla comunicazione nonviolenta. — Editoriale–Diversità e collaborazione, 71.

Rosenberg, M. B. (2017)

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Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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Sara MassimiPsicologa e Psicoterapeuta
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Dopo la laurea in psicologia dinamico-clinica, mi sono specializzata in Psicoterapia Sistemico-Relazionale. Nel mio lavoro, attraverso l'individuazione, la definizione e la costruzione di obiettivi condivisi, accompagno la persona in un delicato processo esplorativo ed evolutivo al fine di poter imparare insieme a "saper essere come si è".
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