Metadone: cos'è, a cosa serve e controindicazioni

Il metadone è uno psicofarmaco particolarmente utile per coloro che richiedono un trattamento costante per il dolore o per chi cerca di liberarsi dalla dipendenza da oppiacei, poiché riduce i sintomi di astinenza e il craving.

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Cos'è il metadone?

Il metadone è un farmaco fondamentale nella medicina moderna, utilizzato principalmente per il trattamento della dipendenza da oppiacei (come l'eroina) e per la gestione del dolore cronico. 

Sebbene sia spesso circondato da pregiudizi, rappresenta un pilastro dei percorsi di riabilitazione supportati dal Sistema Sanitario Nazionale.

A cosa serve il metadone?

Il metadone è uno psicofarmaco agonista degli oppioidi che agisce sul sistema nervoso centrale. La sua funzione principale è duplice:

  1. Disintossicazione da droghe: riduce drasticamente i sintomi dell’astinenza e il craving (il desiderio compulsivo di assumere la sostanza).
  2. Terapia del dolore: viene impiegato per trattare il dolore cronico severo in pazienti che non rispondono ad altri farmaci analgesici.

In Italia, il trattamento con metadone è ampiamente riconosciuto come affidabile, efficace e accessibile. È fornito gratuitamente attraverso i Servizi per le Dipendenze (Ser.D), disponibili nelle principali aree urbane e diffuse in tutto il Paese.

A cosa serve il metadone

Come viene somministrato il metadone?

Il metadone è estremamente versatile e può essere somministrato in diverse modalità a seconda delle necessità cliniche. Le forme più comuni includono lo sciroppo concentrato (la più diffusa per le dipendenze) e le compresse.

Le vie di somministrazione principali sono:

  • Orale (sciroppo o pastiglie);
  • Intramuscolare ed endovenosa;
  • Sottocutanea, epidurale e intratecale (principalmente in ambito ospedaliero per la gestione del dolore).

Qual è il dosaggio corretto di metadone?

Il dosaggio del metadone non è standard, ma viene personalizzato dal medico in base alle specifiche necessità e tolleranze del paziente:

  • Pazienti  che non hanno mai usato oppioidi: si inizia solitamente con 2,5 mg ogni 8 ore, con piccoli incrementi settimanali.
  • Pazienti tolleranti: si utilizzano tabelle di conversione specifiche per stabilire dosi equivalenti ad altri oppiacei già assunti.

Le linee guida dell'American Society of Addiction Medicine (ASAM) enfatizzano l'importanza della sorveglianza attenta durante tutte le fasi del trattamento con Metadone. Durante l'induzione, la dose iniziale viene personalizzata in base alle specifiche necessità del paziente, mentre durante la titolazione, l'incremento della dose avviene gradualmente per garantire la stabilizzazione del paziente nel tempo.

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Benefici del metadone: quali sono?

L'uso del metadone sotto controllo medico può portare diversi benefici, come ad esempio:

  • Riduzione della mortalità: diminuisce il rischio di overdose e di decessi legati all'abuso di sostanze.
  • Stabilizzazione del tono dell'umore: permette alla persona di riprendere le normali attività quotidiane e lavorative.
  • Maggiore sicurezza per la salute del paziente: sostituendo l'uso iniettivo di droghe, riduce il rischio di contrarre malattie infettive (HIV, epatite).

Per chi è indicato il trattamento di mantenimento?

Il trattamento con il metadone è la scelta d'elezione per:

  • Soggetti con dipendenza da oppiacei a lungo termine che hanno fallito altri percorsi.
  • Pazienti che necessitano di una stabilizzazione vitale per gestire sintomi di astinenza che sono fuori controllo.
  • Chi desidera intraprendere un percorso di recupero e migliorare la propria qualità della vita.

Quali sono gli effetti collaterali del metadone?

L'utilizzo del metadone in psichiatria può comportare una serie di effetti collaterali, che possono variare da persona a persona. Gli effetti collaterali possono essere divisi in effetti comuni o gravi:

Effetti collaterali comuni (breve termine)

Tra gli effetti collaterali più comuni derivanti dall'uso di metadone possiamo trovare:

  • Sonnolenza e letargia;
  • Nausea e vomito (frequenti all'inizio della terapia);
  • Costipazione (effetto tipico di tutti gli oppioidi);
  • Iperidrosi (sudorazione eccessiva anche a riposo);
  • Secchezza delle fauci e vertigini.
Effetti collaterali comuni

Effetti collaterali rari o gravi

Tra gli effetti collaterali che sono più gravi invece troviamo:

  • Possibili alterazioni del ritmo cardiaco.
  • Depressione respiratoria: una riduzione pericolosa della frequenza respiratoria.
  • Cambiamenti a livello cognitivo: confusione o "nebbia mentale".
  • Dipendenza fisica dalla sostanza: rischio legato all'uso prolungato senza supervisione.

Altri sintomi gravi come ad esempio convulsioni, prurito, rash cutaneo o difficoltà respiratorie devono essere trattati immediatamente con l'assistenza medica. 

Durante la gravidanza e l'allattamento, l'uso di metadone richiede una particolare attenzione, poiché potrebbe comportare rischi per il neonato o il feto. 

Una cosa importante

Le informazioni che trovi in questo articolo hanno uno scopo divulgativo, e non sostituiscono il parere di un medico. Ogni persona reagisce in modo diverso ai farmaci, e questo vale anche per gli eventuali effetti collaterali.

Per capire cosa è meglio per te, parla con un medico e leggi bene il foglietto illustrativo.

Interazioni pericolose: cosa evitare durante l'assunzione di metadone?

Il metadone è un farmaco che interagisce profondamente con il metabolismo del fegato e con il sistema nervoso centrale. Alcune combinazioni possono annullare l’effetto del farmaco (causando crisi d'astinenza) o, al contrario, potenziarlo fino a livelli tossici.

Alcol e sostanze sedative: il rischio di arresto respiratorio

L’interazione più pericolosa è quella con le sostanze che deprimono il sistema nervoso centrale.

  • Alcol: anche piccole quantità di alcol possono potenziare l'effetto sedativo del metadone, aumentando  il rischio di depressione respiratoria fatale.
  • Benzodiazepine: farmaci per l’ansia o il sonno (come diazepam o lorazepam) devono essere assunti solo sotto strettissimo controllo medico, poiché possono essere una causa di complicanze gravi nei pazienti in terapia sostitutiva.

Per questo motivo, è necessario riferire ogni sostanza assunta al medico psichiatra in modo che possa dare le giuste indicazioni per garantire un trattamento sicuro ed efficace.

Fonti:

Bibliografia

Methadone.

Durrani M., Bansal K. (2024)

Il trattamento con metadone. — Vol. 17. FrancoAngeli

Cibin, Mauro., G. P. Guelfi (2004)

Curare gli eroinomani: l'uso del metadone nel panorama italiano ed europeo. — Vol. 20. FrancoAngeli

Strepparola, Giovanni (2005)

Methadone for Pain Management: A Pharmacotherapeutic Review. — CNS drugs, 34(8), pp. 827-839

Kreutzwiser, D., Tawfic, Q. A. (2020)

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Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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