Cachessia: cause, sintomi e trattamento

La cachessia è la perdita involontaria di peso e di massa muscolare che accompagna una malattia di base grave, come un tumore in fase avanzata, uno scompenso cardiaco, una BPCO o un'insufficienza renale terminale, e non è una malattia a sé. Secondo von Haehling, Anker e Anker (2016) sul Journal of Cachexia, Sarcopenia and Muscle, la sviluppa il 50–80% delle persone con tumore maligno avanzato e il 5–15% di chi ha uno scompenso cardiaco in stadio terminale.
Se stai accompagnando un familiare malato, te ne accorgi prima dalle fotografie e dai vestiti che dalla bilancia. Il pranzo diventa una trattativa quotidiana che non riporta indietro un chilo, e la sensazione è che mangiare non serva più a niente.
Cos'è la cachessia: definizione clinica
La cachessia è un deperimento sistemico complesso: una perdita di massa muscolare e di grasso corporeo involontaria e inarrestabile, accompagnata da alterazioni del metabolismo e da riduzione dell'appetito.
Non è la stessa cosa della denutrizione. Nella denutrizione dimagrisci perché mangi poco, e recuperi tornando a mangiare; nella cachessia il corpo è in uno stato ipercatabolico e consuma i propri muscoli, e mangiare di più non basta a invertirla.
Il risultato è forza che cala, stanchezza che non passa e, nei casi più gravi, un rischio diretto per la sopravvivenza.
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Sintomi della cachessia: come si manifesta?
I sintomi cambiano da persona a persona, ma il nucleo è sempre lo stesso, cioè muscolo che si riduce, energia che manca e appetito che si spegne. Questi sono i più comuni.
- debolezza muscolare: la perdita di massa rende faticose le attività quotidiane e aumenta il rischio di cadute;
- affaticamento: è una stanchezza estrema, che il riposo non risolve e che rende difficile anche il gesto più semplice;
- diminuzione dell'appetito: contribuisce alla perdita di peso, ma da sola non la spiega;
- anomalie metaboliche: il metabolismo cambia, con più infiammazione e minore produzione di proteine;
- maggiore vulnerabilità alle infezioni: il sistema immunitario si indebolisce;
- minore tolleranza alle cure: il corpo indebolito sopporta con più difficoltà i trattamenti medici, come la chemioterapia, e ne accusa di più gli effetti collaterali.
Diagnosi della cachessia: come riconoscerla?
Si riconosce da una perdita di peso involontaria di almeno il 5% in dodici mesi o meno, oppure da un indice di massa corporea sotto 20 kg/m2, in presenza di una malattia cronica. A questo il consenso internazionale del 2008 firmato da Evans e colleghi su Clinical Nutrition chiede di affiancare almeno 3 di questi 5 criteri.
- riduzione della forza muscolare;
- astenia, cioè un affaticamento che il riposo non risolve;
- anoressia, cioè riduzione dell'appetito e dell'assunzione di cibo;
- indice di massa magra basso, perché è il muscolo a ridursi mentre il grasso corporeo può restare;
- alterazioni degli esami del sangue, cioè infiammazione (proteina C-reattiva sopra 5 mg/L o interleuchina-6 sopra 4 pg/mL), anemia (emoglobina sotto 12 g/dL) o albumina sotto 3,2 g/dL.
La sarcopenia, cioè la perdita di muscolo legata all'età e all'inattività, è un'altra cosa. Può accompagnare la cachessia, ma da sola non la definisce.

Cause della cachessia: patologie correlate
La cachessia non nasce da sola, ma da una malattia che la alimenta.
- cancro: è la causa più frequente, e la trovi descritta nella sottosezione qui sotto;
- malattie croniche: insufficienza cardiaca, malattie polmonari croniche e malattie renali portano allo stesso punto;
- infiammazione: la risposta infiammatoria dell'organismo altera il metabolismo e consuma il muscolo.
Cachessia neoplastica: la cachessia nel cancro
È la forma più frequente, e quella su cui è costruita la classificazione clinica che oggi si usa come riferimento anche altrove. Il tumore e la risposta dell'organismo rilasciano mediatori dell'infiammazione che spostano il metabolismo verso il catabolismo, così il muscolo si consuma anche quando mangi a sufficienza. Quando la cachessia compare la prognosi peggiora e la tolleranza alla chemioterapia si riduce, come descrive il consenso internazionale del 2011 firmato da Fearon e colleghi su The Lancet Oncology.
Cachessia senile: la cachessia nell'anziano
Nell'anziano la cachessia accompagna quasi sempre una malattia cronica, dallo scompenso cardiaco alla BPCO, dall'insufficienza renale al tumore fino alla demenza avanzata, e non dipende dall'età in sé. Va distinta da due condizioni che le somigliano. La sarcopenia è perdita di muscolo da età e inattività, e risponde almeno in parte all'esercizio e a un buon apporto proteico. L'anoressia senile è invece una riduzione dell'appetito su cui si può intervenire correggendone le cause, dai farmaci ai problemi dentali all'isolamento. Le tre condizioni spesso convivono nella stessa persona, e distinguerle cambia il trattamento.
Cachessia e disturbi del comportamento alimentare: differenze fondamentali
La cachessia è una sindrome medica, e la sua causa prima è una patologia fisica cronica. I disturbi del comportamento alimentare sono diagnosi psichiatriche, definite da criteri psicologici e comportamentali. Il deperimento visibile può farli confondere, ma l'origine è diversa e con l'origine cambia la cura. Se il dimagrimento nasce da una malattia cronica, l'intervento è prima di tutto medico e nutrizionale; se nasce da un disturbo alimentare, il perno è il supporto psicologico.
Cura e trattamento della cachessia: supporto nutrizionale e psicoterapeutico
Nessun trattamento inverte la cachessia da solo, e la leva principale resta la cura della malattia di base. Intorno a quella si lavora su quattro fronti.
- Alimentazione. Proteine e calorie adeguate sono parte del trattamento, ma non bastano. Finché la malattia alimenta l'infiammazione il muscolo continua a consumarsi, perciò il supporto nutrizionale si decide caso per caso, e l'alimentazione artificiale ha senso solo finché porta un beneficio, cosa che nella fase refrattaria non accade;
- Esercizio fisico. Un'attività regolare e calibrata aiuta a conservare massa muscolare e forza.
- Farmaci. Alcuni migliorano l'appetito, altri riducono l'infiammazione o sostengono la massa muscolare.
- Terapia psicologica. La psicoterapia serve a gestire l'ansia e la depressione che accompagnano la malattia, il rapporto con un corpo che cambia e la perdita di autonomia, e a sostenere l'aderenza a protocolli di cura faticosi.
Nella maggior parte dei casi l'approccio migliore è multidisciplinare, perché figure diverse coprono aspetti diversi della stessa malattia. Su Serenis puoi svolgere un percorso integrato con nutrizionisti e psicoterapeuti. Dopo il questionario, un primo colloquio gratuito ti serve a capire se il servizio fa al caso tuo.
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Aspettativa di vita con la cachessia: qual è la prognosi?
La prognosi dipende dalla malattia di base, non dalla cachessia presa da sola. Detto questo, la comparsa della cachessia è di per sé un fattore prognostico sfavorevole, perché segnala che la malattia ha spostato il metabolismo dell'intero organismo.
Vale per la cachessia cardiaca, dove il deperimento che compare nello scompenso avanzato peggiora la prognosi rispetto a chi mantiene il peso, e vale per la cachessia nell'anziano, dove il quadro si somma alla fragilità e alle altre malattie croniche. Nella cachessia refrattaria, lo stadio in cui la malattia di base non risponde più alle terapie, quello stesso consenso stima un'aspettativa di vita inferiore a tre mesi. In quella fase l'obiettivo diventano le cure palliative, cioè il controllo dei sintomi e la qualità delle giornate che restano.
Il trattamento medico e nutrizionale può essere affiancato ad un percorso di psicoterapia per affrontare i trattamenti e le cure. Per questo esiste Serenis: i nostri psicoterapeuti sono specializzati nel supporto per le problematiche alimentari.
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