Acatisia: cos'è e quali sono i trattamenti

L'acatisia è caratterizzata da irrequietezza intensa e impossibilità di stare fermi. Ecco come si manifesta e quali sono i trattamenti per gestirla, dai farmaci alla psicoterapia.
Scritto daAgnese CannistraciPsicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica in Serenis
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Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato07 maggio 2025
•
Aggiornato18 settembre 2026
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Acatisia

Punti chiave

  • Cos'è l'acatisia: è un disturbo del movimento che provoca irrequietezza fisica e un impulso continuo a muoversi. Spesso deriva da squilibri neurologici o da effetti collaterali di farmaci psichiatrici.
  • Sintomi e cause: i sintomi includono incapacità di restare fermi, camminare avanti e indietro, movimenti ripetitivi e agitazione. Le cause principali sono l’uso di antipsicotici.
  • Trattamento: il trattamento prevede la modifica della terapia farmacologica, l’uso di farmaci sintomatici e il supporto psicologico.

Cos'è l'acatisia?

L'acatisia è un disturbo del movimento che si manifesta con irrequietezza interna e un bisogno compulsivo di muoversi. La parola deriva dal greco "a" (senza) e "kathisia" (seduto), e descrive l'incapacità di rimanere fermi. Chi ne soffre si ritrova spesso a camminare avanti e indietro, dondolare il corpo, accavallare e disaccavallare le gambe in modo ripetitivo. 

Non si tratta di nervosismo, ma di una condizione medica che può compromettere la qualità della vita.

Quali sono i sintomi dell'acatisia?

Tra i sintomi principali dell'acatisia possiamo trovare: 

  • Irrequietezza intensa
  • Difficoltà o impossibilità di stare seduti
  • Necessità di camminare avanti e indietro
  • Movimenti ripetitivi degli arti
  • Dondolamenti del corpo
  • Battere ritmicamente i piedi
  • Agitazione costante

Questi sintomi fisici si accompagnano spesso ad ansia, irritabilità e frustrazione. Una persona che non riesce a stare ferma a causa dell'acatisia può sperimentare disagio emotivo, sentendosi incompresa e isolata.

Quali sono i sintomi dell'acatisia?

Cause e fattori di rischio dell'acatisia

La causa più comune è l’assunzione di farmaci antipsicotici, utilizzati in psichiatria per trattare schizofrenia o disturbo bipolare. Questo effetto collaterale è stato riconosciuto fin dagli anni ’50.

Il meccanismo alla base dell'acatisia riguarda lo squilibrio dei neurotrasmettitori cerebrali, in particolare la dopamina. I fattori di rischio includono:

  • Uso di farmaci antipsicotici, specialmente quelli di prima generazione
  • Dosaggi elevati di psicofarmaci
  • Interruzione brusca di certe medicine
  • Predisposizione genetica
  • Lesioni cerebrali
  • Malattie neurodegenerative

Gli antipsicotici causano l'acatisia alterando i livelli di dopamina nel cervello. Questo squilibrio chimico si traduce nei movimenti involontari tipici della condizione.

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Quali sono le patologie associate all'acatisia?

Sebbene possa manifestarsi in diverse circostanze, l'acatisia è frequentemente correlata a:

  • Morbo di Parkinson: la progressiva degenerazione dei neuroni dopaminergici altera i circuiti del movimento, scatenando un'irrequietezza motoria che spesso si sovrappone ai sintomi tipici della malattia.
  • Sindrome delle gambe senza riposo (RLS): si distingue per l'urgenza irrefrenabile di muovere gli arti, un sintomo che emerge prevalentemente in condizioni di riposo o durante la notte, entrando spesso in diagnosi differenziale con l'acatisia.
  • Demenze e deterioramento cognitivo: in diverse forme di demenza, l’alterazione delle funzioni cerebrali può manifestarsi con stati di agitazione psicomotoria e stereotipie comportamentali che ricalcano il profilo dell'acatisia.
  • Disturbi dissociativi: in questi quadri psichiatrici, il disagio emotivo profondo può "somatizzarsi", dando luogo a manifestazioni fisiche di agitazione estrema che mimano o esasperano l'irrequietezza soggettiva.

Trattamento dell'acatisia

Il trattamento dell'acatisia richiede diversi interventi, spesso combinati tra loro di cui si occupa principalmente un medico psichiatra. I trattamenti comprendono:

  • Riduzione della dose del farmaco scatenante
  • Sostituzione con antipsicotici di nuova generazione (come il brexpiprazolo (Rxulti), progettato con una modulazione parziale della dopamina specifica per ridurre il rischio di irrequietezza)
  • Benzodiazepine per ridurre l'agitazione
  • Beta-bloccanti come il propranololo, efficaci nel controllare i sintomi
  • Farmaci che riducono i tremori (anticolinergici) per casi specifici

Trattamento dell'acatisia

Acatisia e psicoterapia

L’acatisia può ridurre la qualità della vita e aumentare disagio emotivo. Anche se ha origine neurologica, la psicoterapia può offrire supporto ai pazienti affetti da acatisia. 

Il trattamento psicoterapico non elimina i sintomi motori, ma aiuta la persona a gestire l’ansia, il senso di frustrazione e l’impatto sociale del disturbo.

Tecniche come la terapia cognitivo-comportamentale favoriscono strategie di adattamento e migliorano il benessere emotivo, soprattutto se l’acatisia è legata all’uso di farmaci psicotropi. Il lavoro integrato tra medico e psicoterapeuta è spesso la via più efficace.

Fonti:

Bibliografia

The Assessment and Treatment of Antipsychotic-Induced Akathisia. — The Canadian Journal of Psychiatry, 63(11), pp. 719-729

Pringsheim, T., Gardner, D., Addington, D., Martino, D., Morgante, F., Ricciardi, L., Poole, N., Remington, G., Edwards, M., Carson, A., Barnes, T. R. E. (2018)

Sensori- and psychomotor abnormalities, psychopathological symptoms and functionality in schizophrenia-spectrum disorders: a network analytic approach. — Schizophrenia, 11(1).

Fritze, S., Brandt, G. A., Volkmer, S., Daub, J., Altinok, D. C. A., Kubera, K. M., Correll, C. U., Northoff, G., Meyer-Lindenberg, A., Hirjak, D. (2025)

Alcune domande che potresti avere sull'acatisia

Queste cose non le sa nessuno
In Italia parliamo di "benessere mentale" solo da qualche anno: molte persone non hanno grande consapevolezza di quello che si nasconde dietro le emozioni. Se conosci qualcuno che avrebbe bisogno di leggere questo articolo, puoi condividerlo da qui.
Scritto da
Agnese CannistraciPsicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica in Serenis
Leggi la biografia
Dopo la laurea in Psicologia Clinica a Roma, mi sono specializzata in Gruppoanalisi e ho conseguito certificazioni in Psicodiagnostica Giudiziaria e Clinica, Tecniche Psicodrammatiche e Formazione alle Dinamiche Istituzionali. Credo che nel mio lavoro sia fondamentale generare uno spazio relazionale in cui la persona si senta vista e ascoltata, sia dal terapeuta che da se stessa, motivo per cui ho svolto un master in Sustainability Management, con l'intento di integrare gli aspetti clinici con un approccio volto alla promozione di benessere e sostenibilità individuali, organizzativi e sociali.
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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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