Olanzapina: cos'è, come funziona ed effetti collaterali
L'olanzapina è un antipsicotico ampiamente utilizzato in psichiatria. Comprenderne caratteristiche, utilizzi clinici ed effetti collaterali aiuta a collocare correttamente questo farmaco nei percorsi terapeutici dedicati ai disturbi dell'umore e psicotici.

Cos'è l'olanzapina?
L'olanzapina è un farmaco antipsicotico atipico (seconda generazione) utilizzato per trattare disturbi psichiatrici caratterizzati da alterazioni del pensiero, del comportamento e dell'emotività. È noto per la sua efficacia non solo sui sintomi positivi della schizofrenia (deliri, allucinazioni), ma anche per il suo ruolo stabilizzante dell'umore.
Il suo principio attivo è noto per la sua capacità di modulare diversi sistemi neurotrasmettitoriali, in particolare dopamina e serotonina. Questa caratteristica spiega sia gli effetti terapeutici sia alcuni degli effetti collaterali più frequenti.
L'olanzapina è disponibile in compresse, compresse orodispersibili ed anche in formulazioni chiamate long acting. Queste ultime, conosciute come formulazione depot, sono iniezioni intramuscolari che vengono somministrate ogni 28 giorni al paziente, per mantenere la stabilità clinica e l’assunzione del farmaco, senza che il paziente debba assumerlo quotidianamente per bocca. Esiste poi la formulazione intramuscolare da 10 mg, di pertinenza ospedaliera, per i casi acuti di agitazione psicomotoria e di psicosi.
Esempi di farmaci che contengono l'olanzapina
Tra i medicinali contenenti olanzapina, figurano i nomi commerciali più noti come Zyprexa che è presente in formulazione compresse che in formulazione orodispersibile (Zyprexa Velotab), e con vari dosaggi le compresse hanno dosaggi di 2,5 mg, 5 mg e 10 mg, mentre la formulazione orodispersibile solo 5 e 10 mg.

A cosa serve l'olanzapina?
L'olanzapina è utilizzata in caso di:
- Schizofrenia, soprattutto nelle fasi acute e nel trattamento di mantenimento
- Episodi maniacali associati al disturbo bipolare
- Mantenimento nella cura del disturbo bipolare, al fine di prevenire eventuali recidive
- Depressione resistente, in associazione con alcuni antidepressivi (es. fluoxetina)
- Agitazione psicomotoria, in circostanze specifiche
Per queste ragioni si sente spesso parlare di olanzapina per ansia e depressione: sebbene non sia un ansiolitico tradizionale, l’olanzapina può stabilizzare l'umore e ridurre sintomi ansiosi quando associati a quadri psicotici o bipolari.
Come funziona l'olanzapina?
Per comprendere davvero l'olanzapina a cosa serve, è utile considerare il suo meccanismo d'azione recettoriale. L'olanzapina agisce bloccando in modo selettivo diversi recettori nel sistema nervoso centrale. L'efficacia dell'olanzapina deriva dal suo ampio spettro di affinità recettoriale. A differenza dei neurolettici tipici, agisce su più sistemi:
- Antagonismo dopaminergico (D1, D2, D4): agisce sui recettori D2 nel sistema mesolimbico (riducendo i sintomi positivi della schizofrenia) con una minore affinità per i recettori del sistema nigrostriatale, il che spiega la bassa incidenza di effetti extrapiramidali (EPS).
- Antagonismo serotoninergico (5-HT2A, 5-HT2C, 5-HT3, 5-HT6): l'elevata affinità per i recettori 5-HT2A è cruciale per il miglioramento dei sintomi negativi e delle funzioni cognitive.
- Affinità per altri recettori: si lega ai recettori H1 (Istamina), determinando sedazione e aumento di peso, e ai recettori M1-M5 (Muscarinici), causando effetti anticolinergici.
Questa combinazione di effetti spiega perché l'olanzapina abbia sia risvolti positivi sul controllo dei sintomi che potenziali effetti collaterali a lungo termine. Questi ultimi vanno monitorati attentamente.
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Posologia: come si assume l'olanzapina?
L'olanzapina è disponibile in diversi dosaggi, tra cui:
- olanzapina compresse 2,5 mg
- olanzapina 5 mg
- olanzapina 10 mg
Il medico stabilisce la dose in base al disturbo, alla risposta e alla tollerabilità del paziente. Normalmente, in caso di schizofrenia la dose iniziale è compresa tra 5 e 10 mg al dì, con incrementi progressivi. In presenza di manie, invece, si parte da 10 o 15 mg. Infine, per il trattamento combinato della depressione resistente, vengono spesso utilizzati dosaggi inferiori (in genere compresi tra 2,5 e 10 mg).
Sebbene alcuni medici possano prescrivere l’Olanzapina come farmaco per dormire, questo non è un farmaco ipnotico di prima linea. Il suo uso per il sonno è off-label e va limitato alle indicazioni psichiatriche (schizofrenia e disturbo bipolare) in cui l'insonnia è un sintomo associato. Grazie al suo legame con i recettori istaminergici e alla sua funzione di farmaco “anti-angoscia”, riesce ad alleviare molti aspetti legati all’architettura del sonno.
Riguardo la formulazione LAI (long acting injection), vale a dire la formulazione depot da effettuare ogni 28 giorni ( spesso per i pazienti poco complianti alla terapia) è fondamentale per garantire la compliance a lungo termine sulla prevenzione delle ricadute e sulla pericolosità sociale attenuata dal trattamento. Esistono questi dosaggi, il nome commerciale è Zypadhera:
- 210 mg
- 300 mg
- 405 mg
Questi trattamenti possono essere somministrati ogni 2 o 4 settimane.
Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere l'olanzapina?
Prima di avviare il trattamento, è indispensabile una valutazione medica accurata. È fondamentale tenere ben presenti i seguenti fattori:
- Rischio metabolico: l'olanzapina può aumentare l'appetito, favorire l'aumento di peso, alterare glicemia e lipidi. Non sorprende, quindi, la domanda "olanzapina fa ingrassare?" La risposta al quesito è potenzialmente sì, essendo in grado di provocare incremento ponderale soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento
- Sonno e sedazione: l'effetto sedativo del farmaco è significativo. L'olanzapina fa dormire e ciò può rivelarsi utile soprattutto nei momenti di forte agitazione. Tuttavia, il farmaco può causare eccessiva sonnolenza, interferendo con le normali attività quotidiane
- Sistema cardiovascolare: l'olanzapina può causare ipotensione e tachicardia, pertanto il monitoraggio nei pazienti cardiopatici è essenziale farlo con una cadenza costante, in base al paziente e alle sue comorbidità e anche al dosaggio del farmaco stesso.
- Interazioni farmacologiche: è fondamentale evitare alcuni farmaci, tra cui le benzodiazepine, a causa del rischio di sedazione eccessiva. Anche la combinazione tra olanzapina e alcol può aumentare la sedazione e compromettere la vigilanza.
- Uso nei minori. L'impiego del farmaco da parte di bambini e adolescenti richiede particolare cautela, poiché gli effetti metabolici possono essere più marcati
- Effetti a lungo termine: gli effetti collaterali a lungo termine possono includere aumento di peso, resistenza insulinica, rischio cardiovascolare e discinesia tardiva (raro). Non esistono prove solide circa eventuali olanzapina danni cerebrali come supposto in passato, sebbene siano presenti effetti avversi transitori sul sistema nervoso centrale
- Questioni di sicurezza generale: le affermazioni "olanzapina è una droga" o "olanzapina è una droga pericolosa" sono improprie. Stiamo parlando, infatti, di un farmaco efficace e sicuro quando usato correttamente, nonostante la necessità di una gestione medica accurata

Quali sono gli effetti collaterali dell'olanzapina?
Come accade con tutti gli psicofarmaci, gli effetti collaterali dell'olanzapina sono variabili e dipendono dalla dose, dalla durata del trattamento e dalla sensibilità individuale. Tra quelli più molto comuni è necessario segnalare:
- Aumento dell'appetito e del peso
- Sonnolenza
- Ipotensione ortostatica
Tra gli effetti comuni figurano:
- Alterazioni della glicemia
- Aumento dei trigliceridi
- Stipsi (lieve)
- Secchezza della bocca (lieve)
- Eosinofilia
- Capogiro, acatisia, Parkinsonismo e discinesia (disturbi del sistema nervoso)
- Irrequietezza o acatisia ( sensazione interna di irrequietezza e dal bisogno impellente di muoversi)
- Riduzione della pressione arteriosa
- Sindrome neurolettica maligna (molto raro)--> sindrome che si verifica se si verificano più antipsicotici o se si sospendono improvvisamente
- Convulsioni
- Trombocitopenia
- Aumento significativo dei valori epatici (si tratta di uno degli olanzapina effetti collaterali a lungo termine più rari, ma comunque possibili)
Cosa succede per un sovradosaggio da olanzapina?
Un sovradosaggio può essere pericoloso e necessita di assistenza medica immediata. I sintomi possono includere:
- Sedazione profonda fino al coma
- Agitazione paradossa
- Tachicardia
- Disturbi respiratori
- Ipotensione arteriosa
- Alterazioni del ritmo cardiaco
Non esiste un antidoto specifico: il trattamento consiste nel monitoraggio intensivo e nel supporto delle funzioni vitali.
Bibliografia
Olanzapine. — StatPearls - NCBI Bookshelf.
Thomas, K., Saadabadi, A. (2023)