Disturbo da esibizionismo: cos'è e trattamento

L'esibizionismo è una parafilia caratterizzata dalla tendenza a mostrare i propri organi sessuali in luoghi pubblici, spesso causato da fantasie devianti e condizioni emotive negative.

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Esibizionismo

Punti chiave

  • Cos'è l'esibizionismo: è una parafilia che consiste nel mostrare le parti intime a estranei non consenzienti per suscitare shock o piacere. Diventa un disturbo esibizionista quando il comportamento è compulsivo, causa sofferenza o interferisce con la vita quotidiana.
  • Cause: le origini sono multifattoriali e includono piacere associato all'atto, fisiologiche (squilibri neuronali). Fattori di rischio rilevanti sono abusi subiti nell'infanzia, disturbi dell'umore o della personalità.
  • Trattamenti: il
psicoterapia (terapia dell'avversione o immaginativa) e farmacologia. L'uso di SSRI o anti-androgeni aiuta a ridurre la libido compulsiva, facilitando il percorso di ristrutturazione cognitiva del paziente." />

Cos'è l'esibizionismo?

L'esibizionismo è una parafilia caratterizzata dal desiderio di attirare l'attenzione degli altri, spesso attraverso atti sessuali o la visibilità di parti intime in pubblico, con l'intento di suscitare shock, curiosità o soddisfazione personale.

Secondo il DSM-5, parliamo di "disturbo esibizionista" quando il comportamento è caratterizzato da pulsioni o fantasie esibizionistiche che causano sofferenza o interferiscono con le normali attività quotidiane. L'aspetto principale di questo disturbo è la natura compulsiva.

L'esibizionismo è sempre un disturbo?

No, l'esibizionismo di per sé non è sempre un disturbo e la differenza sta nel consenso di chi assiste e di chi è coinvolto nell'atto. Possiamo dividere infatti l'esibizionismo in:

  • Consensuale: coinvolge partner o osservatori consapevoli che traggono piacere dall'atto (comune in contesti di scambismo o comunanze sessuali).
  • Non consensuale: l'atto è rivolto a persone ignare. Qui l'obiettivo è spesso la reazione di shock della vittima, configurandosi come un reato.
L'esibizionismo è sempre un disturbo

Insorgenza e caratteristiche del disturbo da esibizionismo

L'attrazione verso il mostrare i genitali a persone non consenzienti si manifesta spesso sin dall'adolescenza. Sebbene le pulsioni tendano a diminuire con l'età, la persistenza nel tempo del disturbo è ancora poco conosciuta:

  • Diffusione del disturbo di esibizionismo: si stima che tra il 2% e il 4% degli uomini soffra di questo disturbo, mentre è presumibilmente molto meno comune nelle donne (APA, 2013).
  • Rilevanza penale: gli atti di esibizionismo sono tra i reati sessuali più frequentemente segnalati, rappresentando fino a due terzi di tutti i reati sessuali denunciati (Firestone et al., 2006; Gebhard et al., 1965; McNally & Fremouw, 2014).

Spesso le vittime non denunciano l'accaduto per paura o perché non riconoscono immediatamente il comportamento come un crimine.

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Quali sono le conseguenze per le vittime di esibizionismo?

L'esibizionismo non è un "reato minore" senza conseguenze. La ricerca dimostra che il 44% delle donne ha vissuto situazioni di esibizionismo almeno una volta nella vita, e il 34% ha riportato episodi recidivi.

Le conseguenze principali includono:

  • Impatto psicologico: il desiderio dell'esibizionista di imporre la propria volontà trasforma la vittima in un "oggetto", rendendo l'atto una forma di violenza involontaria.
  • Limitazioni della libertà: il 28% delle vittime femminili dichiara che l'evento ha influenzato negativamente le proprie attività sociali e i propri spostamenti (Clark et al., 2016; Riordan, 1999).
Quali sono le conseguenze per le vittime di esibizionismo

Quali sono le cause del disturbo da esibizionismo?

Le cause precise del disturbo da esibizionismo sono ancora oggetto di studio. Diverse teorie che sono state proposte per spiegare questo fenomeno sono le seguenti:

  • Teoria comportamentale: il disturbo si sviluppa perché una persona associa l'atto di esibirsi sessualmente con una sensazione di piacere sessuale.
  • Teoria psicoanalitica: suggerisce che l'esibizionismo sia una sorta di difesa contro l'ansia da castrazione, un concetto della psicoanalisi che si riferisce alla paura inconscia di perdere i genitali. Mostrarsi sessualmente potrebbe essere un modo per contrastare questa paura.
  • Approccio fisiologico: il comportamento esibizionistico è causato da eccessive scariche neuronali in determinate aree del cervello, e questi squilibri portano una persona a mostrarsi sessualmente.
  • Ipotesi del disturbo del corteggiamento: questa teoria suggerisce che l'esibizionismo sia solo uno dei tanti comportamenti sessuali anomali che una persona può manifestare. In questo caso, l'esibizionismo sarebbe considerato parte di un insieme più ampio di comportamenti sessuali devianti che la persona utilizza come una forma distorta di corteggiamento.

Ci sono inoltre diversi fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare il disturbo da esibizionismo e possono essere associati ad esso:

  • Aver subito abusi emotivi o sessuali durante l'infanzia (McNally & Fremouw, 2014; Mohr, Turner, & Ball, 1962);
  • Predisposizione a violenza verbale e comportamenti rischiosi o problematici;
  • Disturbi mentali o comportamentali, come ad esempio disturbi dell'umore.

Inoltre, gli aggressori che hanno mostrato un escalation erano più propensi a presentare un disturbo della personalità, una libido eccessiva (misurata da più di un orgasmo al giorno) e una diagnosi infantile di disturbo oppositivo-provocatorio e/o disturbo ossessivo-compulsivo (Sugarman et al., 1994).

Esibizionismo: è collegato ad altri reati?

Gli esperti McNally e Fremouw hanno scoperto che circa il 25% degli esibizionisti torna a commettere un reato sessuale di qualsiasi tipo, mentre tra il 5% e il 10% passa a commettere un reato che coinvolge il contatto con la vittima entro cinque anni.

Gli esibizionisti possono evolvere verso comportamenti sessuali sempre più estremi nel corso del tempo, come molestare fisicamente le persone o compiere aggressioni sessuali. Questa escalation potrebbe essere alimentata dalla ricerca di sensazioni sempre più intense, portando l'individuo a commettere reati sessuali più gravi e dannosi nel tempo.

Il comportamento esibizionistico è stato associato anche ad atti di pedofilia, tentativi e violenze sessuali completate (Gebhard et al., 1965; McNally & Fremouw, 2014; Rooth, 1973). Uno studio condotto da Abel et al. (1988) ha scoperto che il 46% degli esibizionisti ha anche agito sessualmente contro bambini o è stato coinvolto in un reato di incesto. Inoltre, in un campione di 241 esibizionisti, il 15% ha ammesso di aver commesso uno stupro su un adulto (Bader et al., 2008; Freund, 1990).

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Diagnosi e trattamento: come intervenire?

La diagnosi del disturbo da esibizionismo richiede una valutazione approfondita della frequenza e gravità dei comportamenti. Spesso l'unico metodo è l'intervista clinica, che però può essere influenzata dalla tendenza del soggetto a minimizzare i fatti.

Psicoterapia e farmaci per il disturbo da esibizionismo

Per questo disturbo, il trattamento che viene considerato il "gold standard" è la combinazione di farmaci e psicoterapia (Chopin-Marcé, 2001):

  • Terapia dell'avversione: descritta da William T. O’Donohue e Paul A. Schewe, prevede l'associazione tra l'impulso a esibirsi e stimoli spiacevoli (es. inalazione di ammoniaca) per ridurre la pulsione (Marshall, 2006).
  • Trattamento farmacologico: l'uso di SSRI o anti-androgeni può ridurre il desiderio sessuale compulsivo, facilitando la ristrutturazione cognitiva. Il trazodone a basso dosaggio ha mostrato efficacia nel diminuire la libido e i tassi di recidiva (Terao & Nakamura, 2000).
  • Terapia immaginativa: incoraggia la sostituzione di fantasie sessuali devianti con immagini appropriate (Dandescu & Wolfe, 2003).
Fonti:

Bibliografia

Meanings and process in erotic offensiveness: An expose of exposees. — Journal of Contemporary Ethnography, 5,, pp. 377-396

Davis, S. K., Davis, P. W. (1976)

Evaluating sex offenders: A manual for civil commitments and beyond. — Thousand Oaks, CA: Sage.

Doren, D. M. (2002)

Public nuisance offenses: Exhibitionism, voyeurism and transvestism. — In S. G. Kling (Ed.), Sexual behavior and the law. New York: Pocket Books.

Enelow, M. L. (1969)

Improved street lighting and crime prevention. — Justice Quarterly, 19, pp. 313-342

Farrington, D. P., Welsh, B. C. (2002)

On acting. — Psychoanalytic Quarterly, 15, pp. 144-160

Fenichel, O. (1964)

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FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.