L'anorgasmia spiegata: sintomi, cause e come curarla
L'anorgasmia è l'impossibilità, sia persistente o ricorrente di raggiungere l'orgasmo durante l'attività sessuale. Scopri le cause e i sintomi di questo disturbo con il nostro articolo.

Cos’è l’anorgasmia e come si manifesta?
L'anorgasmia è un disturbo sessuale che consiste nel forte ritardo o nella totale assenza dell'orgasmo dopo una normale fase di eccitazione. Questa condizione riguarda sia il sesso con un partner sia l’autoerotismo e deve presentarsi in almeno il 75% dei rapporti per essere diagnosticata. Sebbene un rapporto possa essere considerato soddisfacente anche senza il culmine finale, chi soffre di questo disturbo prova spesso una sensazione di tensione, nervosismo o frustrazione, descritta a volte come un "non sentire niente".
L'anorgasmia è più frequente nelle donne. Le statistiche indicano che la difficoltà a raggiungere il piacere colpisce tra il 16% e il 28% delle donne in Europa e nelle Americhe, mentre in alcuni Paesi asiatici la percentuale sale fino al 46%.
Quali sono le diverse tipologie di anorgasmia?
IL DSM-5-TR individua diverse tipoplogie di anorgasmia con quattro categorie principale:
- Permanente (primaria): l'anorgasmia è presente fin dalle prime esperienze sessuali.
- Acquisita (secondaria): in questoi caso, l'anorgasmia inizia dopo un periodo di funzionamento sessuale normale.
- Generalizzata: il disagio si verifica in ogni situazione e con ogni partner.
- Situazionale: il disagio si verifica solo con determinati tipi di stimolazione, partner o contesti.

Cause e sintomi principali dell'anorgasmia
Le cause dell'anorgasmia non sono ancora del tutto chiare perché ogni persona reagisce agli stimoli in modo soggettivo, ma sono spesso riconducibili a fattori fisici, psicologici o sociali. I sintomi principali sono l'assenza del culmine del piacere e le emozioni negative collegate, come tristezza, rabbia, senso di colpa o angoscia.
Cause fisiche dell'anorgasmia
Tra le cause fisiche dell'anorgasmia possiamo trovare:
- Uso di farmaci o sostanze dopanti.
- Traumi fisici ai genitali (come infibulazione o malattie della pelle).
- Dolore durante il rapporto (dispareunia) o contrazione involontaria dei muscoli vaginali (vaginismo).
Cause psicologiche dell'anorgasmia
I fattori psicologici dell'anorgasmia sono i più comuni e comprendono:
- Eccessivo autocontrollo e ansia da prestazione.
- Attenzione rivolta solo al piacere del partner.
- Traumi passati o violenze subite, che richiedono un supporto specialistico per superare le paure.
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Come curare l'anorgasmia: terapie ed esercizi
La cura dell'anorgasmia dipende dalla causa specifica individuata dal medico e solitamente prevede un percorso che unisce cambiamenti nello stile di vita, farmaci e psicoterapia. Il primo passo è una diagnosi accurata tramite un esame fisico e un colloquio sulla storia personale, utile a indagare traumi, abusi o l'uso di sostanze.
L'approccio psicoterapico è considerato fondamentale. La terapia può essere individuale o di coppia; in quest'ultimo caso la collaborazione del partner è essenziale per cambiare la visione del sesso nella relazione. La terapia cognitivo-comportamentale è attualmente il metodo più efficace per risolvere questo disturbo. In aggiunta, tecniche come lo yoga e la mindfulness aiutano molti pazienti a riconnettersi con il proprio corpo.
Terapia psicologica per l'anorgasmia
Tra gli approcci utilizzati per l'anorgasmia possiamo trovare:
- Terapia Mansionale Integrata (TMI): è l'approccio d'elezione in sessuologia clinica. Si basa sulla prescrizione di "compiti" (mansioni) che la persona o la coppia svolgono a casa in intimità per esplorare il corpo e superare vergogna e senso di colpa.
- Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT): serve ad identificare e modificare le credenze negative sul sesso (es. "il sesso è sporco", "devo per forza raggiungere l'orgasmo per compiacere il partner").
- Terapia di coppia: se l'anorgasmia si manifesta solo nel rapporto con il partner (anorgasmia situazionale), la terapia si concentra sulla comunicazione e la gestione dei conflitti.

Terapia fisica per l'anorgasmia
Il trattamento fisico dell'anorgasmia mira a ripristinare la corretta risposta fisiologica e la sensibilità dei tessuti attraverso diversi percorsi medici e riabilitativi:
- Riabilitazione del pavimento pelvico: fondamentale sia in caso di ipotono (muscoli troppo deboli che non inviano stimoli corretti) che di ipertono (muscoli troppo contratti che causano dolore o bloccano l'afflusso sanguigno), utilizza esercizi di Kegel guidati o biofeedback per rieducare la zona.
- Terapia farmacologica e ormonale: prevede l'uso di creme a base di estrogeni o testosterone locale (specialmente in menopausa) per migliorare la lubrificazione e lo spessore dei tessuti, oppure la revisione di terapie in corso (come il passaggio a diversi antidepressivi) che potrebbero inibire l'orgasmo.
- Supporti tecnologici e stimolazione: l'uso di dispositivi vibranti specifici può aiutare a rinvigorire i percorsi nervosi e ad aumentare l'afflusso di sangue (vasocongestione) necessario per raggiungere l'apice.
- Trattamenti rigenerativi: in casi selezionati, procedure come l'uso di acido ialuronico o carbossiterapia vengono impiegate per migliorare l'idratazione e la microcircolazione delle aree erogene.
Quando rivolgersi ad un sessuologo?
È importante consultare un medico o un sessuologo ai primi segnali di disagio per evitare che il problema diventi cronico. Gli esperti analizzano gli aspetti biologici e psicologici per capire cosa impedisce il raggiungimento del piacere. Rivolgersi a un professionista è un atto di consapevolezza fondamentale per riappropriarsi del proprio benessere. Alcuni indicatori principali sono i seguenti:
- Sofferenza personale: quando l'assenza di orgasmo genera ansia, senso di inadeguatezza, frustrazione o una significativa perdita di autostima che influisce sulla vita quotidiana.
- Evitamento della sessualità: se inizi a rinunciare ai rapporti o all'autoerotismo per paura di "fallire" o perché l'atto è diventato un dovere meccanico privo di piacere.
- Tensione nella coppia: quando la situazione crea conflitti, silenzi o sentimenti di colpa tra i partner, rendendo l'intimità un momento di stress anziché di condivisione.
- Anorgasmia secondaria o situazionale: se prima riuscivi a raggiungere l'apice e ora non più, oppure se ci riesci solo in determinate condizioni (es. solo da sola/o) e desideri estendere questa capacità al rapporto condiviso.
- Blocchi psico-educativi: quando senti di avere dubbi, tabù o una scarsa conoscenza del tuo corpo che ti impediscono di lasciarti andare completamente.
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