Amisulpride: cos'è, come funziona ed effetti collaterali
Grazie alla sua azione selettiva sui sistemi dopaminergici coinvolti nel controllo dell'umore e del comportamento, l'amisulpride è utilizzato in ambito psichiatrico per il trattamento di diversi disturbi mentali.

Cos'è l'amisulpride?
L'amisulpride è uno psicofarmaco appartenente alla classe degli antipsicotici atipici, sebbene presenti caratteristiche farmacologiche peculiari che lo distinguono da altri medicinali della stessa categoria. È utilizzato da molti anni nella pratica clinica, soprattutto in ambito psichiatrico, ed è stato oggetto di numerosi studi scientifici che ne hanno approfondito efficacia e sicurezza.
Il principio attivo fu sintetizzato in Francia dalla Synthelabo (l'attuale Sanofi-Aventis) e commercializzato a partire dai primi anni '90 per il trattamento della schizofrenia e dei disturbi psicotici, sia acuti che cronici. Col passare del tempo, l'amisulpride ha ricevuto un numero crescente di feedback positivi.
Dal punto di vista chimico-farmacologico, l'amisulpride agisce come antagonista selettivo dei recettori dopaminergici D2 e D3, soprattutto a livello del sistema nervoso centrale. Questa selettività contribuisce a un profilo di efficacia mirato, con un impatto relativamente contenuto sugli altri sistemi neurotrasmettitoriali.
Esempi di farmaci che contengono l'amisulpride
I principali medicinali a base di amisulpride disponibili in commercio sono:
- Solian (nome commerciale più noto)
- Deniban
- Sulamid
- Amisulpride Aurobindo
- Amisulpride EG
- Amisulpride Mylan
Questi farmaci sono disponibili in compresse con differenti dosaggi, tra cui 50 mg, 200 mg e 400 mg, a seconda dell'indicazione terapeutica.

A cosa serve l'amisulpride?
Le indicazioni cliniche del principio attivo sono ben definite e supportate da numerose evidenze scientifiche. Ecco le principali:
- Disturbi psicotici: l'amisulpride è utilizzato nel trattamento della schizofrenia, sia nelle fasi acute sia nella terapia di mantenimento. È efficace nel ridurre sintomi positivi (deliri, allucinazioni, disorganizzazione del pensiero) e sintomi negativi (apatia, isolamento sociale, riduzione dell'espressività emotiva).
Una meta-analisi del 2019 ha messo a confronto 32 antipsicotici assegnando all'amisulpride il secondo posto tra gli antipsicotici più efficaci nel ridurre la sintomatologia complessiva nei pazienti schizofrenici (dietro alla clozapina) e il primo nel ridurre i sintomi positivi. Inoltre, l'amisulpride ha superato la clozapina dal punto di vista della tollerabilità e degli effetti collaterali.
Il principio attivo è stato sperimentato anche in associazione con altri farmaci, tra cui alcuni anticolinergici e antiparkinsoniani, così come insieme alla clozapina, al fine di potenziarne gli effetti terapeutici nei pazienti che lamentano forme di schizofrenia resistenti alle cure. Gli esiti di tali sperimentazioni sono stati incoraggianti - Disturbi dell'umore: in determinati contesti clinici, l'amisulpride viene impiegato anche per il trattamento dei disturbi depressivi cronici (distimia), soprattutto quando coesistono sintomi come rallentamento psicomotorio o ritiro sociale. Per questo motivo, si tende a definire con linguaggio colloquiale l'amisulpride “antidepressivo”, nonostante il principio attivo non appartenga formalmente alla classe degli antidepressivi tradizionali.
- Disturbi d'ansia e somatizzazioni: a basse dosi (50 mg), l'amisulpride può essere prescritto come farmaco co-adiuvante per la cura dei disturbi d'ansia, somatoformi o funzionali, da assumere assieme ad un farmaco antidepressivo, grazie al suo effetto modulante sull'umore e sulla percezione del disagio corporeo. Dagli studi effettuati finora pare che la combinazione tra amisulpride e uno SSRI possa potenziare gli effetti terapeutici di questi ultimi nei pazienti con patologie resistenti al trattamento.
Come funziona l'amisulpride?
Il meccanismo d'azione dell'amisulpride è considerato a ragione uno dei suoi aspetti più interessanti. A differenza di molti altri antipsicotici atipici, non agisce in modo significativo sui recettori serotoninergici, ma esercita un'azione selettiva sui recettori dopaminergici.
- A basse dosi: quando utilizzato a dosaggi contenuti (ovvero 50 mg), l'amisulpride tende a bloccare i recettori presinaptici della dopamina. Ciò determina un aumento della disponibilità dopaminergica in alcune aree cerebrali, contribuendo a un miglioramento del tono dell'umore e della motivazione.
- A dosi più elevate: a dosaggi più alti, l'amisulpride diviene un antagonista dei recettori dopaminergici postsinaptici, riducendo l'eccessiva attività dopaminergica responsabile dei sintomi psicotici. Questo doppio meccanismo (a dosi contenute e a dosi elevate) spiega perché l'amisulpride possa essere impiegato sia come antipsicotico che come “antidepressivo”.
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Posologia: come si assume l'amisulpride?
La posologia dell'amisulpride varia in base all'indicazione terapeutica e alle caratteristiche del paziente. La definizione del dosaggio spetta sempre al medico.
Dosaggi più comuni
Tra i dosaggi più comuni dell'amisulpride possiamo trovare:
- dosaggi bassi (pari a 50 mg/die): spesso utilizzato in caso di disturbi depressivi, ansia o sintomi negativi di lieve entità
- dosaggi intermedi (ad es. 300-400 mg/die): questi dosaggi vengono solitamente impiegati nella schizofrenia con sintomi misti
- dosaggi più elevati (ad es. 500 mg/die e oltre): sono riservati alle forme psicotiche più gravi
Il farmaco va assunto per via orale, una o due volte al giorno, preferibilmente lontano dai pasti, in modo da favorirne l'assorbimento.
Durata del trattamento
La durata della terapia può essere breve o protratta nel tempo, a seconda della patologia trattata. Nei disturbi cronici, l'amisulpride viene spesso utilizzato come trattamento di mantenimento.
Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere l'amisulpride?
Prima di iniziare una terapia a base di amisulpride, è fondamentale valutare attentamente il quadro clinico del paziente e tenere ben presenti le condizioni che richiedono cautela nell'uso del principio attivo. In particolare, l'impiego dell'amisulpride deve essere monitorato attentamente in presenza di:
- Patologie cardiovascolari: studi hanno evidenziato come l'amisulpride possa prolungare l'intervallo QT sull'elettrocardiogramma, aumentando il rischio di aritmie, soprattutto in pazienti con cardiopatie preesistenti, squilibri elettrolitici o in trattamento con altri farmaci che agiscono sul ritmo cardiaco. In questi casi, è spesso raccomandato un monitoraggio elettrocardiografico periodico
- Insufficienza renale: l'amisulpride viene eliminato prevalentemente per via renale. Ricerche cliniche indicano che nei pazienti con compromissione della funzione renale il farmaco può accumularsi, aumentando il rischio di effetti collaterali
- Disturbi endocrini: l'amisulpride è associato a un aumento dei livelli di prolattina. Nei pazienti con patologie endocrine preesistenti, come prolattinomi, disturbi tiroidei o alterazioni ormonali, tale effetto può avere rilevanza clinica e richiedere controlli periodici. E’ dunque assolutamente controindicato in pazienti affetti da patologie endocrine prolattino-secernenti e/o feocromocitoma.
- Anamnesi di convulsioni: sebbene l'amisulpride non sia tra gli antipsicotici con il più alto rischio epilettogeno, studi clinici suggeriscono che può abbassare la soglia convulsiva. Nei pazienti con una storia di epilessia o crisi convulsive, l'uso del farmaco richiede particolare prudenza e una valutazione rischi-benefici individuale.
- Popolazioni particolari: negli anziani e nei pazienti con demenza, l'uso degli antipsicotici deve essere valutato con attenzione, a causa delle elevate possibilità che si verifichino eventi avversi.
- Interazioni farmacologiche: l'amisulpride può interagire con altri farmaci che influenzano il sistema nervoso centrale o il ritmo cardiaco. È per questo controindicata l’assunzione contemporanea con alcuni farmaci antiaritmici, quindi occorre sempre segnalare al medico eventuali terapie concomitanti.
- Gravidanza e allattamento: in gravidanza il farmaco non è consigliato, sebbene manchino all'appello prove di teratogenicità sugli animali e sull'uomo. Amisulpride è sconsigliato anche alle donne che allattano, in quanto il farmaco è escreto nel latte materno.

Quali sono gli effetti collaterali dell'amisulpride?
Gli effetti collaterali dell'amisulpride possono variare in base al dosaggio e alla sensibilità individuale. Tra quelli più comuni è necessario segnalare:
- Insonnia o sonnolenza
- Aumento di peso (soltanto a dosi elevate)
- Nausea
- Mal di testa
- Ansia
- Rigidità muscolare
- Tremori
- Affaticamento
Effetti a lungo termine:
- Alterazioni del ciclo mestruale
- Galattorrea
- Riduzione della libido
- Disturbi metabolici
- Sintomi motori persistenti
Per i motivi appena elencati è essenziale un monitoraggio clinico regolare. Il bilanciamento tra benefici terapeutici ed effetti collaterali rappresenta un elemento centrale nella valutazione dell'efficacia complessiva del trattamento.
Cosa succede per un sovradosaggio da amisulpride
Un sovradosaggio di amisulpride può provocare:
- Sedazione marcata
- Ipotensione
- Alterazioni del ritmo cardiaco
- Episodi di torsione di punta
- Sintomi extrapiramidali accentuati
Nei casi più gravi possono verificarsi disturbi della coscienza. Il trattamento del sovradosaggio è sintomatico e richiede assistenza medica immediata.
Bibliografia
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