Zolpidem: cos'è, come funziona ed effetti collaterali
Lo zolpidem è un farmaco ipnotico ampiamente utilizzato nel trattamento dell'insonnia, noto per la sua azione rapida e per un meccanismo farmacologico differente dalle benzodiazepine.

Cos'è lo zolpidem?
Lo zolpidem è una molecola appartenente alla classe delle cosiddette Z-drugs (Z dalle loro iniziali). Questi psicofarmaci vengono utilizzati soprattutto come sedativi, essendo in grado di favorire l'addormentamento. Pur condividendo alcune proprietà con le benzodiazepine, se ne differenzia per la struttura chimica e per una maggiore selettività recettoriale.
Dal punto di vista farmacologico, zolpidem principio attivo agisce come un ipnotico non benzodiazepinico, con indicazione specifica per il trattamento a breve termine dei disturbi del sonno. In letteratura scientifica viene descritto come un farmaco efficace soprattutto nel ridurre la latenza di addormentamento, ma con un impatto più contenuto sulla struttura e sulla durata globali del sonno rispetto ai sedativi tradizionali.
Esempi di farmaci che contengono zolpidem
Tra i medicinali più noti a base di zolpidem figurano:
- Sonirem
- Stilnox
- Zolpeduar
Tutti e tre i farmaci appena citati sono ampiamente utilizzati nella pratica clinica. In particolare, Stilnox principio attivo, nome commerciale distribuito anche in Italia, è lo zolpidem tartrato, presente in formulazioni gocce, compresse e sublinguale (Zolpeduar e Sonirem)
Sia Zolpidem compresse che spray orale sono appositamente progettati per garantire un assorbimento rapido e un effetto ipnotico mirato alle prime ore del sonno.

A cosa serve zolpidem?
L'indicazione principale dello zolpidem è il trattamento dell'insonnia, soprattutto nei casi in cui il sintomo predominante è la difficoltà ad addormentarsi. Le meta-analisi pubblicate su Sleep Medicine Reviews e The Lancet Psychiatry confermano come il farmaco sia efficace nel ridurre il tempo necessario per prendere sonno e nel migliorare la percezione soggettiva della qualità del riposo.
Il suo utilizzo è generalmente limitato ai trattamenti di breve durata. Le principali linee guida internazionali raccomandano cautela nell'impiego prolungato degli ipnotici. Lo zolpidem non è indicato come terapia di prima linea per l'insonnia cronica. In questi casi, infatti, gli interventi non farmacologici, tra cui la terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia, rappresentano l'approccio preferenziale.
Come funziona zolpidem?
Il meccanismo d'azione dello zolpidem è legato alla modulazione del sistema GABAergico, il principale apparato inibitorio del sistema nervoso centrale. Il farmaco si lega selettivamente ai recettori GABA-A contenenti la subunità α1, responsabile degli effetti sedativi e ipnotici.
Questa selettività spiega perché lo zolpidem eserciti un'azione prevalentemente ipnoinducente, con effetti ansiolitici, miorilassanti e anticonvulsivanti inferiori rispetto alle benzodiazepine classiche. Studi eseguiti nell'ambito della neurofarmacologia dimostrano come tale caratteristica contribuisca a una minore alterazione delle fasi profonde del sonno, pur favorendo l'addormentamento.
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Posologia: come si assume zolpidem?
La posologia dello zolpidem deve essere sempre personalizzata in base all'età, allo stato di salute generale e alla risposta individuale al trattamento. Per sfruttarne a pieno l'efficacia, è importante assumere il farmaco di sera, poco prima di coricarsi, cosicché il paziente abbia la possibilità di dormire un numero adeguato di ore.
Le linee guida internazionali raccomandano l'utilizzo della dose minima efficace per il minor tempo possibile. Il dosaggio può variare, ma va valutato attentamente nei pazienti anziani o in quelli con compromissione epatica, nei quali il metabolismo del farmaco può risultare rallentato.
Generalmente, la dose raccomandata per gli adulti è di 10 mg/die. Ai pazienti anziani o debilitati e alle donne, per meccanismi di sintesi epatica del farmaci, i medici prescrivono dosi inferiori, spesso pari a 5 mg al giorno. .. raccomanda di non oltrepassare mai la dose massima consigliata dal medico, che è di 10 mg.
Sospensione della terapia
L'interruzione improvvisa del trattamento può essere accompagnata dai classici sintomi da astinenza, tra cui cefalea, ansia, dolori muscolari, irrequietezza, tensione, irritabilità, confusione, iperacusia, derealizzazione, depersonalizzazione, intorpidimento e/o formicolio delle estremità, allucinazioni e ipersensibilità alla luce, ai rumori e al contatto fisico.
Rimane fondamentale nei casi di sospensione della terapia parlare con il proprio medico che si occuperà di prescrivere le variazioni di dosaggio e monitorare il trattamento farmacologico.

Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere zolpidem?
Prima di iniziare una terapia a base di zolpidem è essenziale una valutazione clinica accurata. Inoltre, è bene tenere a mente determinate controindicazioni, tra cui:
- Possibilità di sedazione eccessiva: il farmaco può lasciare effetti residui il giorno successivo all'assunzione: tra i sintomi maggiormente segnalati figurano sonnolenza e riduzione della vigilanza, soprattutto quando assunto a dosi elevate o in associazione con altre sostanze sedative
- Sonnambulismo: un aspetto rilevante, documentato da diverse revisioni sistematiche, riguarda la possibilità che si verifichino comportamenti complessi nel sonno, tra cui alzarsi, camminare o mangiare, senza averne piena consapevolezza. Sebbene tali eventi siano rari, rappresentano una delle principali avvertenze associate all'uso del farmaco. Lo Zolpidem è noto per causare automatismi complessi in stato di non completa veglia, tra cui:
- Sleep-walking (sonnambulismo).
- Sleep-eating (alimentazione incontrollata notturna).
- Sleep-driving (guidare l'auto mentre si dorme).
- Interazioni pericolose: l'assunzione concomitante di zolpidem e alcol o altri depressori del sistema nervoso centrale aumenta significativamente il rischio di effetti avversi. Inoltre, è necessaria molta cautela nei pazienti che lamentano disturbi respiratori, tra cui l'apnea notturna, e nei soggetti con una storia di abuso di sostanze
- Gravidanza e allattamento: sebbene nessuno studio indichi effetti dannosi gravi, la somministrazione dello zolpidem in gravidanza andrebbe evitata in maniera precauzionale. È noto, infatti, che l'uso prolungato di benzodiazepine o farmaci simili può indurre la comparsa di sintomi da astinenza nei neonati
Quali sono gli effetti collaterali dello zolpidem?
Gli effetti collaterali più comuni associati all'uso di zolpidem includono:
- sonnolenza diurna
- vertigini
- cefalea
- lievi disturbi gastrointestinali
Meta-analisi indicano come, nella maggior parte dei casi, tali effetti siano di entità lieve o moderata e tendano a ridursi con il passare del tempo e il conseguente adattamento dell'organismo. Tuttavia, in una minoranza di pazienti possono comparire effetti neuropsichiatrici come:
- confusione
- allucinazioni
- alterazioni del comportamento
- amnesia anterograda
- reazioni paradosse. Alcuni pazienti, con particolare riferimento a bambini e anziani, possono sviluppare inquietudine, agitazione, irritabilità e talvolta aggressività. Tali reazioni sono più probabili nelle fasi iniziali del trattamento
L'uso prolungato, invece, può essere associato a una maggiore tolleranza e, in alcuni casi, a dipendenza psicologica, ragion per cui il trattamento dovrebbe essere limitato nel tempo. Le linee guida internazionali consigliano terapie che non superino le 12 settimane.
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Cosa succede per un sovradosaggio da zolpidem?
Un sovradosaggio di zolpidem può determinare una marcata depressione del sistema nervoso centrale, con sintomi che vanno dalla sonnolenza profonda fino al coma, soprattutto se il farmaco viene assunto insieme ad alcol o altri sedativi.
Per fortuna, la letteratura scientifica indica che, se assunto da solo, zolpidem presenta un margine di sicurezza relativamente ampio. Il rischio, però, aumenta significativamente in caso di poli-farmacoterapia. Il trattamento del sovradosaggio è principalmente di supporto e richiede un intervento medico tempestivo.
Bibliografia
Zolpidem: efficacy and side effects for insomnia. — Health Psychology Research, 9(1)
Edinoff, A. N., Wu, N., Ghaffar, Y. T., Prejean, R., Gremillion, R., Cogburn, M., Chami, A. A., Kaye, A. M., Kaye, A. D. (2021)