Zaleplon: cos'è, come funziona ed effetti collaterali

Lo zaleplon è un ipnotico di nuova generazione utilizzato per trattare alcuni disturbi del sonno. Grazie al suo assorbimento rapido, rappresenta un'opzione terapeutica interessante per chi necessita di interventi sedativi brevi e mirati.

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Zaleplon

Cos'è lo zaleplon?

Lo zaleplon è uno psicofarmaco appartenente alla classe degli ipnotici non benzodiazepinici, comunemente definiti Z-drugs. Pur condividendo alcuni effetti con le benzodiazepine, presenta caratteristiche farmacologiche diverse. La rapida insorgenza d’azione e la breve emivita lo rendono un farmaco utile per favorire l’addormentamento.

Zaleplon è considerato un farmaco a uso controllato e il suo impiego richiede supervisione clinica.

Lo zaleplon è disponibile con il nome commerciale di Sonata, ed è utilizzato in diversi Paesi per trattare l'insonnia cronica caratterizzata da difficoltà ad addormentarsi.

Esempi di farmaci che contengono lo zaleplon

I principali medicinali che includono lo zaleplon come principio attivo sono:

  • Sonata, zaleplon nome commerciale più diffuso
  • Zerene
  • diverse formulazioni generiche disponibili in dosi da 5 e 10 mg
Esempi di farmaci che contengono lo zaleplon

A cosa serve lo zaleplon?

Lo zaleplon viene prescritto principalmente per il trattamento dei disturbi del sonno, in particolare quando il problema riguarda la fase di addormentamento. Le sue indicazioni principali comprendono:

  • Insonnia con difficoltà ad addormentarsi. Lo zaleplon agisce rapidamente, riducendo i tempi necessari per addormentarsi. Proprio la sua breve emivita lo rende un rimedio in grado di favorire l'addormentamento, ma non un farmaco ideale per mantenere il sonno durante l'intera nottata
  • Risvegli notturni con riaddormentamento difficoltoso. In alcuni protocolli clinici può essere utilizzato quando il primo risveglio avviene entro poche ore
  • Trattamento a breve termine dell'insonnia. Lo zaleplon non può essere utilizzato per trattamenti prolungati. La sua funzione principale consiste nell'intervenire temporaneamente su situazioni acute o transitorie

Come funziona lo zaleplon?

Lo zaleplon è un ipnotico che agisce modulando selettivamente alcuni recettori del sistema nervoso centrale. Ma come funziona e quali sono le sue caratteristiche più importanti?

  • Interagisce con il recettore GABA-A, aumentando l'effetto inibitorio del neurotrasmettitore GABA
  • Produce una rapida induzione del sonno grazie all'assorbimento veloce e alla breve emivita plasmatica
  • Poiché viene eliminato rapidamente, ha minori effetti residui al risveglio rispetto ai sedativi più duraturi
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Posologia: come si assume lo zaleplon?

Le linee generali prevedono che:

  • Lo zaleplon venga assunto poco prima di coricarsi, in modo da sfruttarne la rapida insorgenza d’azione
  • Sia possibile dormire un numero adeguato di ore dopo l'assunzione del farmaco, onde evitare sonnolenza residua al risveglio
  • La dose venga personalizzata in base all'età, al quadro clinico e alla risposta individuale. Le formulazioni più utilizzate sono quelle da 5 e 10 mg, ma soltanto il medico può stabilire il corretto dosaggio

Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere lo zaleplon?

L'uso dello zaleplon richiede attenzione in diverse situazioni:

  • Durata del trattamento: trattandosi di un ipnotico a breve durata, non dovrebbe essere utilizzato per periodi prolungati, onde evitare fenomeni di tolleranza o dipendenza psicofisica
  • Interazioni con altre sostanze: lo zaleplon può potenziare gli effetti di alcol, oppioidi, benzodiazepine e altri sedativi, aumentando il rischio di sedazione eccessiva, difficoltà respiratorie e riduzione dei riflessi.
  • Attività che richiedono vigilanza e concentrazione: la capacità di guidare o usare macchinari può risultare compromessa dopo l'assunzione del farmaco, pertanto si consiglia di utilizzare zaleplon soltanto poco prima di coricarsi.
  • Condizioni mediche preesistenti: l'impiego del medicinale deve essere valutato con cautela nei soggetti con problemi respiratori, insufficienza epatica, anamnesi di dipendenza da sostanze, condizioni psichiatriche complesse.
  • Comportamenti inconsapevoli durante il sonno: alcuni pazienti possono manifestare episodi di attività motoria o comportamentale durante il sonno (camminare, mangiare o parlare nel sonno). Tali fenomeni sono segnalati anche con altri ipnotici appartenenti alla stessa classe.
  • Interruzione del trattamento: l'interruzione improvvisa può provocare insonnia di rimbalzo o sintomi da sospensione come ansia, irrequietezza, cefalea, irritabilità e confusione; in genere è consigliabile una sospensione graduale secondo indicazioni mediche.
Avvertenze cosa bisogna sapere prima di assumere lo zaleplon

Quali sono gli effetti collaterali dello zaleplon?

Gli effetti collaterali più comuni includono:

  • sonnolenza
  • vertigini
  • cefalea
  • difficoltà di coordinazione
  • sensazione di confusione o alterazione dello stato di coscienza
  • amnesia temporanea, soprattutto se non si dormono sufficienti ore dopo l'assunzione del farmaco

Tra gli effetti più rari figurano:

  • alterazioni dell'umore
  • reazioni allergiche
  • disturbi gastrointestinali
  • visione alterata o percezioni distorte
  • comportamenti inconsapevoli durante il sonno

In caso di uso prolungato (oltre il lasso di tempo consigliato dal medico) possono verificarsi tolleranza al principio attivo, dipendenza o sintomi da sospensione, motivo per cui l'assunzione deve sempre essere monitorata attentamente da un professionista.

Fonti:

Bibliografia

Zaleplon. — StatPearls - NCBI Bookshelf.

Bhandari, P., Sapra, A.

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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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