Reboxetina: cos'è, come funziona ed effetti collaterali

La reboxetina è un antidepressivo con un profilo farmacologico specifico, utile in determinati quadri clinici. Comprendere cos'è, come funziona e quali effetti collaterali comporta, aiuta a inquadrare  il suo uso in maniera consapevole e informata.

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Reboxetina

Cos'è la reboxetina?

La reboxetina è un farmaco antidepressivo appartenente alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della noradrenalina (NaRI o NRI). A differenza di molti antidepressivi più noti, che agiscono prevalentemente sulla serotonina, la reboxetina presenta un meccanismo d'azione mirato sul sistema noradrenergico, caratteristica che la rende utile in specifiche forme di depressione. Se volessimo entrare nel dettaglio farmacologico puro, la Reboxetina rappresenta l’opposto degli SSRI, per il suo meccanismo d’azione: è, infatti, un inibitore selettivo della ricaptazione della Noradrenalina (NARI). 

La reboxetina è un composto in grado di aumentare la disponibilità sinaptica della noradrenalina, contribuendo a migliorare tono dell'umore, energia e motivazione. Il farmaco fu introdotto negli anni '90 come alternativa agli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e ai triciclici, con l'obiettivo di offrire un profilo di tollerabilità più mirato.

Esempi di farmaci che contengono reboxetina

Il principale ed unico nome commerciale della reboxetina è Edronax 4 mg, disponibile in confezioni da 20 o 60 compresse rivestite. 

A cosa serve la reboxetina?

La reboxetina è usata principalmente per il trattamento degli episodi depressivi maggiori. In particolare, viene prescritta quando il quadro clinico è caratterizzato da:

  • marcata perdita di energia
  • ridotta capacità di concentrazione
  • rallentamento psicomotorio
  • scarsa motivazione
  • calo dell'iniziativa
  • apatia
  • sintomi depressivi persistenti
A cosa serve la reboxetina

Utilizzi Off-Label

  • Depressione maggiore nel morbo di Parkinson
  • ADHD
  • Disturbi d'ansia
  • Attacchi di panico
  • Schizofrenia
  • Disfunzioni sessuali provocate da terapie con antidepressivi serotoninergici
  • Dolore neuropatico

Come funziona la reboxetina?

la Reboxetina blocca solo il NET (Trasportatore della Noradrenalina). Questo aumenta la disponibilità di noradrenalina in tutto il cervello. Quando la Reboxetina blocca il NET, impedisce che venga riassorbita sia la Noradrenalina sia la Dopamina.

Per comprendere come funziona la reboxetina è utile considerare il ruolo della noradrenalina nel sistema nervoso centrale. Questo neurotrasmettitore è coinvolto nella regolazione di:

  • vigilanza e attenzione
  • risposta allo stress
  • capacità di iniziativa
  • regolazione dell'umore

La reboxetina agisce inibendo selettivamente il trasportatore che riassorbe la noradrenalina dalle sinapsi. In questo modo, la concentrazione del neurotrasmettitore rimane più elevata nello spazio sinaptico, aumentando la stimolazione dei recettori post-sinaptici.

Il risultato è un miglioramento progressivo del tono dell'umore e dell'energia psicofisica. Il tempo necessario per osservare l'effetto antidepressivo varia dalle 3 alle 4 settimane, come avviene per la maggior parte degli antidepressivi, poiché il cervello deve riorganizzarsi sulla base dei nuovi livelli di neurotrasmissione.

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Posologia: come si assume la reboxetina?

Dosi e modalità di assunzione vengono stabilite dal medico curante in base alle caratteristiche del paziente. Tuttavia, alcune indicazioni generali possono aiutare a orientarsi meglio.

La posologia abituale per un adulto è di 8 mg al giorno, generalmente suddivisi in due somministrazioni. In alcuni casi, la dose può essere ridotta o aumentata fino a un massimo di 10 mg al giorno, a seconda della risposta clinica e del grado di tollerabilità.

E’ un farmaco attualmente poco usato in Italia per i suoi effetti collaterali rispetto ai benefici clinici, vista la presenza di altre molecola con maggiore efficacia per le medesime patologie. Rimane comunque un’ulteriore disponibilità farmacologica per il clinico nei pazienti che presentano le manifestazioni sopra indicate. 

La reboxetina viene assunta per via orale, con o senza cibo.  L'assunzione del principio attivo non va interrotta senza consulto medico, nemmeno quando i sintomi migliorano, poiché il trattamento antidepressivo richiede un percorso continuativo di diversi mesi.

Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere la reboxetina?

Prima di iniziare una terapia a base di reboxetina è essenziale valutare diversi aspetti. In particolare, è importante informare il medico qualora siano presenti:

  • disturbi cardiovascolari preesistenti (aritmie, ipertensione non controllata)
  • disturbi urinari, in particolare ipertrofia prostatica
  • glaucoma ad angolo stretto
  • storia di convulsioni
  • disturbi bipolari
  • insufficienza epatica o renale

La reboxetina può aumentare la pressione sanguigna o indurre tachicardia, soprattutto durante le prime settimane di terapia. Per questo motivo può essere raccomandato un monitoraggio regolare della pressione.

 È importante segnalare anche eventuali altri farmaci assunti, poiché possono verificarsi spiacevoli interazioni, in particolare con:

  • antidepressivi della classe IMAO
  • alcuni antipsicotici
  • farmaci che influenzano il ritmo cardiaco
  • medicinali metabolizzati dagli stessi enzimi epatici
Cosa bisogna sapere prima di assumere la reboxetina

Effetti collaterali della reboxetina

Come ogni psicofarmaco, anche la reboxetina può determinare diversi effetti collaterali, anche se non tutti i pazienti li sperimentano. I più comuni sono:

  • secchezza delle fauci
  • aumento della sudorazione
  • insonnia o disturbi del sonno
  • tachicardia o palpitazioni
  • stipsi
  • difficoltà nella minzione
  • diminuzione dell'appetito
  • sensazione di agitazione o irrequietezza, soprattutto nelle prime settimane

Altri effetti collaterali, meno comuni ma piuttosto rilevanti, includono:

  • aumento della pressione arteriosa
  • disturbi urinari significativi
  • alterazioni del ritmo cardiaco
  • episodi di confusione, soprattutto negli anziani

Durante le prime settimane di trattamento può comparire un lieve aumento dell'ansia o dell'irrequietezza: è un fenomeno noto, generalmente transitorio, ma va comunque comunicato al medico. 

Per quanto riguarda gravidanza e allattamento, l'uso della reboxetina richiede una valutazione accurata del rapporto rischi-benefici. Si raccomanda di segnalare tempestivamente al medico qualsiasi sintomo nuovo o insolito, soprattutto nelle fasi iniziali della terapia.

Cosa succede per un sovradosaggio di reboxetina?

Un sovradosaggio di reboxetina può causare un marcato aumento degli effetti stimolanti sul sistema noradrenergico. In questo caso, i sintomi possono includere:

  • vertigini, anche piuttosto intense
  • ipertensione
  • tachicardia severa
  • agitazione
  • tremori
  • sonnolenza profonda
  • convulsioni nei casi più gravi

Il sovradosaggio richiede un intervento medico immediato. Il trattamento consiste nel supporto delle funzioni vitali e nel controllo dei sintomi cardiovascolari e neurologici. Per evitare un uso improprio del farmaco è fondamentale un monitoraggio medico costante, nonché la gestione del paziente da parte di un professionista con esperienza.

Fonti:

Bibliografia

Reboxetine. — Prescriber’s Guide, pp. 681-686

Stahl, S. M. (2020)

Reboxetine: uses, dosage, side effects and more | MIMS Singapore. — MIMS Singapore.

Team, C. B. M.

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FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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