Farmaci per smettere di fumare: come funzionano?

La dipendenza da nicotina rende difficile smettere di fumare con la sola forza di volontà. Fortunatamente, esistono farmaci che possono aumentare le probabilità di successo, aiutando a gestire la dipendenza fisica e i sintomi di astinenza. 

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Farmaci per smettere di fumare

Terapie farmacologiche per smettere di fumare

farmaci per smettere di fumare hanno la funzione di arginare il desiderio di nicotina e attenuare i sintomi dell’astinenza, aumentando le probabilità di riuscire a smettere definitivamente. 

Esistono sia prodotti per smettere di fumare contenenti nicotina sia farmaci che agiscono sul cervello. I sostituti della nicotina (cerotti, gomme da masticare, pastiglie per smettere di fumare) forniscono al corpo nicotina pura in forma controllata e ciò soddisfa parzialmente la dipendenza fisica, evitando lo shock improvviso da astinenza.

È importante sottolineare che le terapie farmacologiche agiscono sulla dipendenza fisica dal fumo ma non eliminano la componente psicologica dell’abitudine, per questo motivo è importante affiancare ai farmaci anche un supporto comportamentale o motivazionale. 

Quali sono i farmaci principali per smettere di fumare?

Attualmente sono disponibili diversi farmaci per aiutare i fumatori a disassuefarsi dalla nicotina e i principali approcci farmacologici sono vareniclinabupropionecitisina:

  • Vareniclina è considerata da molti specialisti il miglior farmaco per smettere di fumare in termini di efficacia. Appartiene alla categoria degli agonisti parziali dei recettori nicotinici, ciò significa che stimola gli stessi recettori su cui agisce la nicotina, ma in modo attenuato. Si assume per via orale di solito per un periodo di 2-3 mesi o più e, attualmente, non è rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale, quindi il costo è a carico del paziente.
  • Citisina è un farmaco relativamente nuovo nel panorama della lotta al tabagismo, derivato da un estratto vegetale (semi di Cytisus laburnum). Il suo funzionamento è molto simile a quello della vareniclina, in quanto anche la citisina è un agonista parziale dei recettori nicotinici. In Italia è disponibile in compresse su prescrizione medica col nome commerciale Desmoxan.
  • Bupropione è un antidepressivo che si è rivelato utile anche come farmaco per smettere di fumare per il suo particolare meccanismo d’azione. Esso inibisce la ricaptazione di dopamina e noradrenalina, neurotrasmettitori coinvolti nei circuiti della dipendenza. Non contenendo nicotina, il farmaco agisce più sul versante psicologico/neurologico della dipendenza. Si presenta in compresse da assumere per alcune settimane ed è controindicato in caso di epilessia o disturbi convulsivi e in persone con disturbi del comportamento alimentare.

È importante sottolineare che la scelta del farmaco va sempre personalizzata. Ogni terapia ha pro e contro e l’ideale è discuterne con il proprio medico che, tenendo conto delle preferenze del paziente, delle sue caratteristiche di salute e dell’eventuale presenza di controindicazioni, consiglierà il trattamento più adatto.

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Efficacia dei farmaci

Viene spontaneo chiedersi quanto funzionano davvero questi farmaci. Numerosi studi clinici hanno dimostrato che le terapie farmacologiche aumentano in modo significativo le probabilità di smettere di fumare rispetto al tentativo fatto esclusivamente con la forza di volontà.

Ogni farmaco ha il suo modo di agire e proprio per questo l’efficacia può variare da persona a persona. In generale, la vareniclina è considerata uno dei trattamenti più validi perché agisce direttamente sui recettori della nicotina nel cervello, riducendo sia il piacere che si prova fumando sia i sintomi dell’astinenza. In alcuni studi, chi ha assunto vareniclina ha riscontrato tassi di successo superiori rispetto a chi ha usato altri farmaci o semplici sostituti della nicotina.

Anche la citisina ha dimostrato un livello di efficacia simile, con il vantaggio di avere un costo inferiore. Poi ci sono le terapie sostitutive a base di nicotina, come cerotti, gomme e pastiglie, che, se usate correttamente, sono molto utili per ridurre gradualmente la dipendenza. Funzionano ancora meglio se combinate tra loro, ad esempio usando un cerotto per l’effetto prolungato e una pastiglia per gestire le crisi improvvise.

Il bupropione, infine, può essere una buona opzione per chi ha bisogno di lavorare anche sull’umore e sulla parte emotiva legata al fumo. Anche se la sua efficacia è leggermente inferiore rispetto alla vareniclina, resta un valido alleato in molti percorsi di disassuefazione.

Efficacia dei farmaci

Effetti collaterali dei farmaci per smettere di fumare

Come per qualsiasi trattamento, anche i farmaci per smettere di fumare possono avere effetti collaterali e in molti casi si tratta di disturbi lievi e temporanei.

  • La vareniclina, ad esempio, può causare nausea, insonnia o sogni vividi. Sono effetti piuttosto comuni che tendono a ridursi nel giro di qualche settimana.
  • Il bupropione, invece, può provocare secchezza della bocca, mal di testa o difficoltà a dormire. In rari casi, può aumentare il rischio di crisi convulsive, per questo è sconsigliato a chi soffre di epilessia o disturbi alimentari.

Infine, i prodotti sostitutivi della nicotina, come cerotti, gomme o pasticche per smettere di fumare, sono generalmente ben tollerati, possono dare irritazione locale o lievi disturbi gastrointestinali ma anche qui si tratta di effetti reversibili e legati soprattutto al dosaggio.

Quali sono i metodi alternativi per smettere di fumare?

Oltre ai farmaci per smettere di fumare, esistono diversi metodi non farmacologici che possono aiutare le persone a liberarsi dal fumo e molti fumatori preferiscono approcci alternativi o li affiancano alle cure farmacologiche per aumentare le possibilità di riuscita. Tra i metodi più efficaci, il supporto psicologico ha un ruolo chiave.

La terapia cognitivo-comportamentale (TCC), in particolare, aiuta a riconoscere e gestire le situazioni che scatenano la voglia di fumare. Il terapeuta lavora insieme al paziente per trovare nuove abitudini e strategie pratiche che sostituiscono la sigaretta. 

Un altro approccio di cui si parla spesso è l’ipnosi e alcune persone riportano benefici nel ridurre il desiderio di fumare attraverso sessioni con ipnoterapeuti qualificati. La tecnica può essere utile per rafforzare la motivazione e agire su schemi inconsci legati alla dipendenza, ma va considerata come parte di un percorso più ampio e sempre con la guida di professionisti esperti.

Fonti:

Bibliografia

Smettere di fumare è possibile: alcuni farmaci aiutano, ma solo chi vuole smettere! — SIF Magazine

Graziosi, A. (2023)

Pharmacological interventions for smoking cessation: an overview and network meta-analysis. — Cochrane Database of Systematic Reviews

Cahill, K. et al. (2013)

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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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