Chi è il counselor e cosa fa


Il counselor è una figura professionale sempre più ricercata in Italia nell’ambito delle relazioni di aiuto e del benessere personale. Attraverso un percorso di counseling, il professionista accompagna la persona in uno spazio di ascolto e consapevolezza, aiutandola ad affrontare difficoltà legate alla vita quotidiana, alle relazioni, al lavoro o alla crescita personale.
In questo articolo vedremo chi è il counselor, cosa fa concretamente, quali sono i principali tipi di counseling, qual è la differenza tra counselor e psicologo e quale percorso seguire per diventare counselor in Italia.
Cos'è il counseling: definizione
Il counseling è un percorso di supporto alla persona che ha l'obiettivo di migliorare il benessere, la consapevolezza e la qualità della vita. Secondo AssoCounseling, si tratta di "un'attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione."
Il termine viene dall'inglese to counsel, ovvero "consigliare". A livello internazionale, tra i counselor famosi e i principali riferimenti teorici vengono spesso citati Carl Rogers e Rollo May, psicologi considerati tra i padri fondatori del counseling moderno: è dal loro lavoro, a partire dagli anni Quaranta, che nasce gran parte del modo in cui oggi si intende la relazione di counseling.
A differenza di un trattamento psicologico o psicoterapeutico, però, il counseling non si occupa di fornire diagnosi o curare disturbi psicologici, ma offre uno spazio di ascolto, confronto e crescita personale.
Tipi di counseling
Esistono diversi tipi di counseling, pensati per rispondere a bisogni differenti della persona: che si tratti di mettere a fuoco le proprie risorse o di affrontare con maggiore consapevolezza momenti di cambiamento, difficoltà o decisione.
Tra le forme più conosciute troviamo:
- il counseling matrimoniale, utile per trattare difficoltà nella vita di coppia;
- il counseling olistico, che considera la persona nella sua globalità;
- il career counseling, dedicato all'orientamento professionale;
- il counseling filosofico, che utilizza domande e strumenti della filosofia per riflettere su dubbi, scelte e passaggi di vita.
Differenze tra coaching e counseling: facciamo chiarezza
Quando si parla di counseling è frequente confonderlo con il coaching, perché entrambi sono percorsi di supporto alla persona e vengono utilizzati in ambiti come crescita personale, lavoro, relazioni e cambiamento. In realtà, però, coaching e counseling non sono la stessa cosa: cambiano gli obiettivi, il metodo e il tipo di bisogno a cui rispondono.
Il coaching è un percorso che va dai 10 ai 12 mesi con incontri periodici, ed è orientato al raggiungimento di obiettivi specifici, concreti e misurabili. Viene spesso utilizzato in ambito professionale, aziendale o sportivo per migliorare performance, organizzazione, leadership, motivazione o capacità decisionali. Il coach aiuta la persona a definire un obiettivo, costruire un piano d'azione e monitorare i progressi nel tempo, con un approccio pratico e rivolto soprattutto al futuro.
Il counseling, invece, si concentra maggiormente sull'ascolto, sulla consapevolezza e sulla gestione di difficoltà personali, relazionali o professionali. Il counselor non lavora solo sul raggiungimento di un risultato esterno, ma aiuta la persona a comprendere meglio ciò che sta vivendo, riconoscere bisogni e risorse, affrontare momenti di crisi o cambiamento e trovare modalità più funzionali per stare nella situazione.
I percorsi di counseling durano in genere da 6 mesi a un anno, con incontri settimanali o bisettimanali.
Chi è e cosa fa il counselor
Il lavoro del counselor si pone come obiettivo aiutare la persona a gestire momenti di stress, difficoltà comunicative, cambiamenti lavorativi, crisi relazionali, decisioni importanti o fasi di transizione: per questo può operare in tanti contesti diversi, come studi privati, aziende, scuole, associazioni e organizzazioni del terzo settore.
Attraverso ascolto attivo, dialogo e tecniche di orientamento, il counselor supporta il cliente a comprendere meglio i propri bisogni, riconoscere le proprie risorse e individuare strategie concrete.
Un counselor, inoltre, deve possedere una serie di abilità fondamentali per svolgere bene il proprio lavoro:
- comprendere le domande, i bisogni e le motivazioni del cliente;
- informare il cliente sul servizio offerto;
- motivare il cliente ad auto-aiutarsi;
- riconoscere situazioni al di fuori della propria competenza e indirizzare il cliente verso il professionista giusto.
Il counselor può aprire uno studio?
Sì, il counselor può aprire uno studio personale dove esercitare la professione liberamente: la Legge 4/2013 lo permette senza obbligo di iscrizione ad alcuna associazione. C'è però un confine da rispettare: lo studio di un counselor può occuparsi solo di consulenza sulla qualità della vita, non di diagnosi o cura di disturbi psicologici, che restano di competenza di psicologi, psicoterapeuti e psichiatri, come ribadito più volte dal Ministero della Salute.
Molti percorsi, inoltre, si svolgono anche a distanza: il counseling online permette di fare sedute via videochiamata, chat o telefono, con la stessa efficacia di un incontro in presenza.
Il counseling funziona? Cosa dice la ricerca scientifica
Il counseling funziona? La risposta dipende dal tipo di percorso, dal contesto in cui viene svolto e dalla formazione del professionista: per questo la ricerca scientifica tende a valutare il counseling in ambiti specifici.
Counseling per ansia e stress
Una revisione sistematica su ampie coorti di pazienti in cure primarie ha rilevato che gli interventi psicologici e di counseling producono risultati significativi rispetto alla lista d'attesa. Tuttavia, il vantaggio si riduce quando il confronto avviene con le cure mediche ordinarie già disponibili (Parker, E.L. et al., 2021). Un aspetto importante emerso dallo studio riguarda la qualità dell'intervento: i percorsi condotti da professionisti con formazione specialistica tendono a mostrare risultati più solidi rispetto a forme di supporto generiche o poco strutturate.
Counseling in ambito sanitario
Un altro ambito riguarda il counseling in ambito sanitario, in particolare nei percorsi dedicati alle persone con malattie croniche. Una meta-analisi su trial clinici randomizzati ha evidenziato che il counseling erogato da team interprofessionali, come infermieri o farmacisti, può contribuire a migliorare alcuni indicatori clinici, tra cui pressione arteriosa, glicemia e colesterolo (Pascucci, D. et al., 2021). In questi casi il beneficio sembra passare soprattutto da una maggiore aderenza alle terapie e da un accompagnamento più attivo del paziente nel proprio percorso di cura. Al contrario, gli interventi puramente informativi, basati solo sulla trasmissione di indicazioni, tendono ad avere effetti più limitati e meno duraturi.
Counseling per il burnout lavorativo
La ricerca ha approfondito anche il ruolo del counseling nella prevenzione del burnout lavorativo. Un trial randomizzato su un campione di medici ha valutato un programma di counseling e psicoeducazione, mostrando una riduzione significativa di esaurimento emotivo, depersonalizzazione e ansia rispetto al gruppo di controllo (Medisauskaite, A. & Kamau, C., 2019). Questo dato suggerisce che interventi strutturati di supporto possono essere utili nei contesti professionali ad alto carico emotivo, soprattutto quando aiutano la persona a riconoscere segnali di stress, sviluppare strategie di gestione e ritrovare un maggiore equilibrio.
Nel complesso, gli studi suggeriscono che gli effetti del counseling possono attenuarsi nel tempo, soprattutto se non sono previsti follow-up, sessioni di richiamo o strategie da mantenere nella vita quotidiana.
Come si diventa counselor in Italia
Chi si chiede come diventare counselor deve sapere prima di tutto una cosa: la professione non è regolamentata: non esiste un Ordine professionale e lo Stato non stabilisce requisiti minimi per il suo esercizio. Rientra tra le "professioni non organizzate" a cui fa riferimento la Legge n. 4 del 14 gennaio 2013.
Di conseguenza, anche il percorso formativo non è regolamentato: non c'è un'unica strada per chi si chiede come diventare counselor, ma percorsi diversi tra cui scegliere in base alle proprie aspirazioni e risorse.
Per diventare counselor serve una laurea?
Il legame tra counselor e laurea è uno dei dubbi più comuni su questa professione, ma la risposta è chiara: no, non è necessaria una laurea né l'iscrizione a un'associazione di categoria per esercitare la professione di counselor.
Neanche la laurea in psicologia è un requisito obbligatorio: serve solo se si vuole iscriversi a un Master universitario per specializzarsi nel settore. È il caso, per esempio, degli psicologi che scelgono di adottare l'approccio del counseling psicologico dopo la laurea, l'abilitazione e la relativa formazione specifica.
Corsi per la formazione del counselor
Per formarsi, il counselor può frequentare corsi privati erogati da associazioni di settore o corsi professionalizzanti o di perfezionamento specifici: in Italia, infatti, non esistono scuole di counseling riconosciute dal MIUR (Ministero dell'Istruzione e del Merito).
In tutti i casi, il possesso di un attestato non rappresenta un requisito obbligatorio per esercitare.
Come riportato da AssoCounseling, alcuni accordi nazionali e internazionali hanno stabilito standard formativi che ogni corso di base dovrebbe rispettare:
- una durata non inferiore ai 3 anni;
- un monte ore minimo tra le 650 e le 700 ore, di cui 378 di didattica d'aula, 72 di supervisione didattica, un numero variabile di ore di percorso personale e un tirocinio di 150 ore.
Quanto guadagna un counselor al mese?
Lo stipendio di un counselor può variare notevolmente in base a diversi fattori. Un counselor stipendio medio si aggira intorno ai 3.000 € al mese, ma la cifra dipende molto dalla reputazione professionale e dal livello di formazione.
Un counselor professionista che lavora come consulente indipendente può costare dai 40 € l'ora per una sessione, ma l'importo può salire a 110 € o più se il cliente è un'azienda. Il prezzo delle sessioni varia anche in base alla regione e al mercato in cui opera il counselor.
Il ruolo della psicoterapia
Counseling e psicoterapia non sono la stessa cosa, ma condividono un punto in comune: il valore di avere uno spazio protetto in cui parlare di sé con un professionista preparato. Se quello che stai vivendo va oltre la ricerca di maggiore benessere quotidiano (come ansia persistente, sintomi depressivi o difficoltà che influenzano in modo significativo la tua vita) rivolgerti a uno psicologo o a uno psicoterapeuta è la scelta più indicata, perché sono le uniche figure abilitate a diagnosticare e trattare i disturbi psicologici.
Su Serenis puoi iniziare un percorso di psicoterapia online: il primo colloquio è gratuito, le sedute successive hanno un costo di 49 € l'una.
Sitografia
Bibliografia
How to choose between a counselor and a therapist. — Very Well Health
Olivine, A., PhD, MPH. (2019)