Amitriptilina: cos'è, come funziona ed effetti collaterali

L'Amitriptilina è un antidepressivo triciclico utilizzato per curare depressione maggiore, disturbi d'ansia, dolore neuropatico, cefalea tensiva ed emicrania. L’articolo esplora a cos'è, come funziona, cosa serve e i suoi effetti collaterali.

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Amitriptilina, cos'è, come funziona ed effetti collaterali

Cos'è l'amitriptilina?

L'amitriptilina è un farmaco appartenente alla classe degli antidepressivi triciclici (TCA), noto da decenni per la sua efficacia nel trattamento della depressione e di diverse patologie neurologiche e psichiatriche. Il principio attivo, l'amitriptilina cloridrato, agisce sul sistema nervoso centrale modulando i neurotrasmettitori serotonina e noradrenalina, responsabili della regolazione dell'umore, della percezione del dolore e del ciclo sonno-veglia.

Oltre alla forma in compresse, l'amitriptilina è disponibile in gocce, che permettono una somministrazione più precisa e modulata sulle esigenze del paziente. Questa formulazione è nota soprattutto con il nome commerciale Laroxyl gocce. Tuttavia, l'amitriptilina viene commercializzata anche come Triptizol, Limbitryl, Saroten, MutabonAdepril. La disponibilità di diverse marche e formulazioni permette di adattare la terapia alle necessità cliniche di ciascun paziente.

Nel corso degli anni, l'amitriptilina è stata ampiamente studiata e utilizzata, sia in ambito psichiatrico che neurologico. La sua versatilità l'ha resa uno dei farmaci di riferimento non solo per la cura della depressione, ma anche per il trattamento di condizioni come emicraniadolore neuropaticodisturbi d'ansia. Per questo motivo e per la varietà dei nomi commerciali, molte persone si chiedono: "a cosa serve l'amitriptilina gocce", "triptizol a cosa serve", o ancora "laroxyl cos'è". Domande, queste, chiaramente votate a una comprensione più chiara delle possibili applicazioni del farmaco.

Amitriptilina per la depressione

A cosa serve l'amitriptilina?

Amitriptilina gocce a cosa serve? Pazienti e caregiver devono sapere che la principale indicazione del farmaco è la gestione della depressione maggiore, nella quale l'assunzione del principio attivo contribuisce a migliorare l'umore, la motivazione e la capacità di affrontare le attività quotidiane. La sua azione si estende anche ai disturbi d'ansia, dove può ridurre tensione, agitazione e preoccupazione costante.

Un altro ambito di applicazione riguarda il dolore neuropatico e la fibromialgia, in cui l'amitriptilina, agendo sui neurotrasmettitori, può modulare la percezione del dolore. Per tale motivo, farmaci come Limbitryl o Adepril vengono spesso impiegati nella prevenzione degli attacchi di cefalea, offrendo un'alternativa terapeutica valida ai pazienti che non rispondono ad altri trattamenti. In alcuni paesi europei, l'amitriptilina è stata addirittura approvata ufficialmente come terapia per l'emicrania cronica (in questo caso la dose abituale è di 10-50 mg, a seconda delle esigenze e dell'età del paziente).

La combinazione con altri principi attivi, come nel caso del clordiazepossido, permette di gestire anche forme di ansia associate a depressione, migliorando il benessere complessivo del paziente. È importante sottolineare che, pur essendo talvolta considerato un farmaco sedativo per la sua capacità di indurre sonnolenza (non a caso è facile incappare in avvertimenti o indicazioni come "laroxyl sonnolenza" o "adepril porta sonnolenza"), l'amitriptilina non deve essere impiegata esclusivamente come ausilio per il sonno.

L'amitriptilina viene talvolta utilizzata anche per tenere sotto controllo il dolore causato dalla spondilite anchilosante e in alcuni casi è somministrata in qualità di protettore agli individui con discinesia biliare ricorrente. Il consiglio è di assumerne 10 mg al giorno e di attenersi scrupolosamente alle indicazioni del proprio medico curante. Infine, l'amitriptilina viene usata per trattare l'enuresi notturna nei bambini di età pari o superiore a 6 anni, sebbene in maniera più rara rispetto alla desmopressina. Alcuni studi recenti hanno mostrato una discreta efficacia nella cura dell'enuresi notturna.

Utilizzi off label

Sono descritti casi in cui l'amitriptilina è stata usata per curare ulteriori condizioni, tra cui cefalea da astinenza di anti-cefalgicidisturbo post traumatico da stress (PTSD), tosse cronica, tinnitonevralgia post-erpetica (fastidio/dolore persistente che può manifestarsi dopo un'infezione da herpes zoster), sindrome del tunnel carpale (CTS), cistite interstiziale, vulvodiniasindrome del colon irritabile (IBS), prostatitedolore neurologiconeuropatia periferica diabeticaneuropatia sensitiva laringea e determinate parestesie legate alla sclerosi multipla. In genere, per modificare efficacemente la percezione del dolore, vengono impiegati dosaggi compresi tra 10 e 50 mg al giorno.

L'amitriptilina a basse dosi può essere assunta anche per limitare la comparsa dei sintomi legati alla sindrome da stanchezza cronica. Infine, una ricerca pubblicata nel 2005 ha scoperto quanto l'amitriptilina fosse efficace nel trattamento della dispepsia funzionale che fatica a rispondere a terapie di prima linea come il mosapride e la famotidina.

Come funziona esattamente l'amitriptilina?

L'amitriptilina agisce come inibitore della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina. Questi neurotrasmettitori giocano un ruolo chiave nella regolazione dell'umore e delle sensazioni dolorose. Aumentandone la disponibilità nelle sinapsi, l'amitriptilina contribuisce a migliorare il tono dell'umore, a ridurre l'ansia e a modulare la percezione del dolore.

Oltre all'effetto antidepressivo, il farmaco svolge anche un'azione sedativa, che in alcuni pazienti si manifesta sotto forma di sonnolenza diurna. Questo effetto può risultare benefico per chi soffre di insonnia legata a depressione o dolore cronico, ma richiede cautela nelle attività che necessitano della massima attenzione, tra cui la guida o altre operazioni complesse.

La presenza di diverse formulazioni e nomi commerciali, tra cui i già citati Laroxyl, Triptizol, Limbitryl e Adepril, consente di personalizzare la terapia in base alle necessità del paziente. In particolare, le gocce di Laroxyl permettono un dosaggio più flessibile, utile nei pazienti anziani, nei bambini o in chi trova difficoltà nel deglutire le compresse. La diluizione in acqua (laroxyl gocce va diluito in acqua) è fondamentale per garantire una corretta somministrazione del prodotto.

L'amitriptilina è impiegata anche nella prevenzione dell'emicrania. Studi clinici hanno dimostrato come la modulazione dei neurotrasmettitori possa ridurre la frequenza e l'intensità degli attacchi, rendendo farmaci come Limbitryl e Adepril strumenti validi nella profilassi.

Cos'è l'Amitriptilina

Posologia: come si assume l'amitriptilina?

La posologia dell'amitriptilina varia in base alla patologia trattata, all'età e alle condizioni cliniche del paziente. Il dosaggio iniziale più comune è amitriptilina 25 mg, che può essere aumentato gradualmente in base alla risposta e alla tollerabilità individuali. Formulazioni più elevatecome 50 mg o 75 mgsono utilizzate nei casi di depressione maggiore resistente e dolore cronico.

Le gocce rappresentano una modalità di assunzione flessibile e personalizzabile, particolarmente utile nei pazienti che richiedono dosaggi precisi o per chi ha difficoltà a deglutire le compresse. È essenziale seguire le istruzioni del medico sia per quanto riguarda la diluizione in acqua (laroxyl gocce va diluito in acqua) che per la somministrazione, in modo da evitare errori di dosaggio.

Le compresse vanno generalmente assunte alla seraper sfruttare l'effetto sedativo del farmaco e ridurre la sonnolenza diurna. La combinazione dell’amitriptilina con il  clordiazepossido consente di trattare sia la depressione che l'ansia ad essa associata, migliorando il benessere complessivo del paziente, in maniera analoga alla combinazione di amitriptilina e perfenazina.

La sospensione del trattamento a base di amitriptilina deve avvenire gradualmente. Interrompere improvvisamente la somministrazione del farmaco può provocare sintomi da astinenza, tra cui irritabilità, ansia, disturbi del sonno e, in rari casi, sintomi neurologici più gravi.

Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere l'amitriptilina?

Prima di iniziare la terapia, è fondamentale considerare alcune cose. L'amitriptilina può aumentare la frequenza cardiaca e alterare la conduzione elettrica del cuore, rendendo necessario il monitoraggio costante nei pazienti con problemi cardiovascolari pregressi. In persone con disturbi epatici o renali, invece, potrebbe essere necessario un aggiustamento del dosaggio. Infine, chi ha allergie note al principio attivo o ad altri triciclici deve assolutamente evitare il farmaco.

È importante segnalare al medico eventuali farmaci concomitanti, in quanto l'amitriptilina può interagire con i farmaci IMAO (Inibitori delle Monoamino Ossidasi), altri antidepressivi o sedativi potenti. 

Effetti collaterali dell'amitriptilina

Come tutti gli antidepressivi, anche l'amitriptilina presenta determinati effetti collaterali che possono manifestarsi in modi diversi e variare a seconda della persona e della formulazione utilizzata. Tra quelli più comuni figurano sonnolenzavertiginibocca seccacostipazioneaumento ponderale (Adepril può determinare un aumento di peso; tale effetto è dovuto a un aumento dell'appetito e a un incremento della resistenza insulinica) e alterazioni della vista.

Anche Laroxyl ha effetti collaterali a lungo termine, che possono includere aumento di peso, ma anche talune alterazioni metaboliche e cardiache. Altri farmaci a base di amitriptilina, tra cui Triptizol, Limbitryl o Adepril, condividono effetti simili, sebbene le risposte individuali possano differire in maniera significativa. 

Cosa succede per un sovradosaggio di amitriptilina?

Un sovradosaggio di amitriptilina può rivelarsi fatale. I sintomi includono confusione mentalearitmieipotensione gravecrisi convulsive e, in casi estremi, coma. La gestione dell'emergenza deve essere il più veloce possibile e richiede l'intervento dei servizi sanitari, ai quali bisognerà riportare il numero preciso di compresse o gocce ingerite. È cruciale evitare sovradosaggi attenendosi scrupolosamente alle indicazioni del medico, soprattutto in caso di formulazioni liquide come amitriptilina gocce o combinazioni con altri farmaci.

Conclusioni sull'uso di amitriptilina

L'amitriptilina è un farmaco versatile, utilizzato da decenni per la gestione della depressione, dei disturbi d'ansia, del dolore neuropatico e dell'emicrania. La scelta della formulazione, tra compresse, gocce o combinazioni con altri principi attivi, deve essere sempre guidata dal medico.

I nomi commerciali del prodotto, tra cui Laroxyl, Triptizol, Limbitryl, Saroten, Adepril e Mutabon, nonché le varie formulazioni presenti in commercio, offrono diverse possibilità di personalizzazione della terapia. L'attenzione agli effetti collaterali, alle controindicazioni e alle interazioni farmacologiche è essenziale per garantire sicurezza ed efficacia a lungo termine. 

Fonti:

Sitografia

Comparison of Amitriptyline and US Food and Drug Administration–Approved treatments for fibromyalgia

JAMA Network Open, 5(5), e2212939

Amitriptyline dependence and its Associations: A case report and literature review.

Case Reports in Psychiatry

Repeated administration of amitriptyline in neuropathic pain: modulation of the noradrenergic descending inhibitory system.

Anesthesia & Analgesia, 125(4), 1281–1288

Amitriptyline.

StatPearls - NCBI Bookshelf.

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Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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