Nortriptilina: cos'è, come funziona ed effetti collaterali

La nortriptilina è un antidepressivo triciclico utilizzato da molti anni in ambito clinico. Conoscerne caratteristiche, impieghi, benefici ed effetti collaterali aiuta a comprenderne il ruolo nei moderni percorsi terapeutici.

|
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito
Nortriptilina: cos'è, come funziona ed effetti collaterali

Cos'è la nortriptilina?

La nortriptilina è un farmaco appartenente alla classe degli antidepressivi triciclici (TCA), tra i più studiati e impiegati nella pratica clinica da oltre cinquant'anni. 

Si tratta di uno dei metaboliti attivi dell'amitriptilina ed è considerata generalmente più tollerabile rispetto ad altri TCA, pur mantenendo un'efficacia significativa nel trattamento dei disturbi dell'umore. Per questo motivo è ancora oggi prescritta in casi selezionati, soprattutto quando altre classi di antidepressivi non risultano sufficientemente efficaci o ben tollerate. 

In Italia è nota con vari nomi commerciali, tra cui Norcapto e Noritren, entrambi disponibili nelle formulazioni da 10 mg e 25 mg.

A cosa serve la nortriptilina

A cosa serve la nortriptilina?

La nortriptilina viene utilizzata principalmente nel trattamento della depressione maggiore. Storicamente, i TCA sono stati tra i primi farmaci antidepressivi a collezionare evidenze robuste  e la nortriptilina rimane utile soprattutto nei pazienti che non rispondono adeguatamente ad antidepressivi più recenti come gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) o gli inibitori della ricaptazione di serotonina e noradrenalina (SNRI).

L'impiego della nortriptilina non si limita però al solo disturbo depressivo. In ambito clinico, infatti, può essere prescritta per curare altre condizioni, quali:

  • alcune forme di dolore neuropatico
  • disturbi d'ansia resistenti alle terapie di prima linea
  • profilassi dell'emicrania in casi selezionati

In alcuni Paesi, inoltre, è considerata un'opzione terapeutica in specifiche condizioni somatiche correlate allo stress, sebbene tali usi dipendano dalle linee guida locali.

Come funziona la nortriptilina?

La nortriptilina agisce modulando l'equilibrio dei neurotrasmettitori cerebrali, in particolare noradrenalina e, in misura minore, serotonina. Blocca la ricaptazione di questi neurotrasmettitori nello spazio sinaptico, aumentando la loro disponibilità e potenziando la trasmissione nervosa. 

Oltre al suo effetto sulla ricaptazione, la nortriptilina presenta un'azione anticolinergica moderata, proprietà che contribuisce sia ai suoi effetti terapeutici sia ai possibili effetti indesiderati.

Tuttavia, il suo profilo farmacologico è considerato più "pulito" rispetto a quello di altri TCA: produce minore sedazione ed esercita un impatto ridotto sulla pressione arteriosa rispetto a molti composti. Questo è uno dei motivi che la rendono ancora una scelta valida in determinate situazioni cliniche.

Posologia: come si assume la nortriptilina?

Il dosaggio della nortriptilina deve essere stabilito dal medico che valuta caratteristiche cliniche, condizioni fisiche e risposta individuale. In genere, il trattamento inizia con dosaggi bassi, che possono essere aumentati gradualmente.

La somministrazione può prevedere una o più dosi giornaliere. Molti pazienti assumono il farmaco alla sera, soprattutto nei casi in cui provochi sedazione. Altri, invece, suddividono la dose nell'arco della giornata, a seconda di quanto indicato dal medico.

Essendo un TCA, il farmaco ha un'emivita relativamente lunga: ciò consente un'assunzione agevole, ma impone alcune precauzioni, poiché l'accumulo può aumentare il rischio di effetti collaterali.

L'assunzione regolare è fondamentale per garantire la stabilità dei livelli plasmatici; tuttavia, l'interruzione del trattamento deve essere sempre graduale. Una cessazione brusca, infatti, può generare sintomi da sospensione, soprattutto nei pazienti che la assumono da parecchio tempo.

Effetti collaterali della nortriptilina

Avvertenze: cosa bisogna sapere prima di assumere la nortriptilina?

Prima di avviare una cura con nortriptilina è essenziale che il medico valuti attentamente la storia clinica del paziente. Gli antidepressivi triciclici, infatti, presentano particolari precauzioni, soprattutto nei soggetti con condizioni mediche pregresse. Le principali avvertenze includono:

  • Problemi cardiaci. La nortriptilina può influire sulla conduzione cardiaca, quindi è spesso richiesto un elettrocardiogramma prima di iniziare il trattamento
  • Glaucoma ad angolo chiuso. I suoi effetti anticolinergici possono peggiorare la situazione
  • Ritenzione urinaria. Tale sintomo potrebbe manifestarsi o peggiorare nelle persone con ipertrofia prostatica
  • Disturbi convulsivi. Come tutti i TCA può abbassare la soglia epilettogena
  • Interazioni farmacologiche. È fondamentale evitare l'uso di nortriptilina in combinazione con IMAO o altri antidepressivi in grado di aumentare i livelli di serotonina. Ciò, infatti, aumenta il rischio di sindrome serotoninergica
  • Assunzione di alcol. Le bevande alcoliche possono potenziare la sedazione e alterare la vigilanza
  • La nortriptilina richiede particolare cautela nei soggetti anziani, poiché questi potrebbero essere più sensibili alle sue componenti anticolinergiche

Effetti collaterali della nortriptilina

La nortriptilina, come tutti gli antidepressivi, può causare gravi effetti collaterali. La loro comparsa dipende da sensibilità individuale, dosaggio, condizioni di salute generali e concomitanza con altre terapie farmacologiche. 

In molti casi, però, gli effetti collaterali tendono a ridursi dopo le prime settimane di assunzione. Tra quelli più comuni segnaliamo:

  • secchezza delle fauci
  • stipsi
  • leggera sonnolenza
  • visione offuscata
  • aumento della frequenza cardiaca
  • lieve variazione dell'appetito
  • sudorazione aumentata
  • possibile aumento di peso, comune nei TCA

Noritren effetti collaterali meno frequenti

Tra gli effetti collaterali meno frequenti segnaliamo:

  • confusione, soprattutto nelle persone anziane
  • ipotensione ortostatica
  • difficoltà minzionali
  • cambiamenti dell'umore e/o irritabilità

Cosa succede per un sovradosaggio di nortriptilina?

I TCA presentano rischi significativi in caso di sovradosaggio. Un'assunzione eccessiva di notriptilina può causare:

  • alterazioni della conduzione cardiaca
  • aritmie potenzialmente gravi
  • convulsioni
  • forte sedazione
  • stato confusionale
  • abbassamento della pressione arteriosa
  • difficoltà respiratorie

Il sovradosaggio è considerato un'emergenza medica e richiede immediata assistenza sanitaria. Il trattamento prevede il supporto delle funzioni vitali e, in alcuni casi, interventi specifici ospedalieri.

Considerazioni finali sull'uso di notriptilina

La nortriptilina rimane un antidepressivo di comprovata efficacia, soprattutto qualora le terapie più recenti non risultino sufficientemente efficaci. Richiede tuttavia un monitoraggio attento e una valutazione clinica approfondita, data la sua natura e i possibili effetti collaterali.

La scelta di impiegare la nortriprtilina deve rientrare sempre in un percorso terapeutico integrato, personalizzato e seguito da professionisti competenti.

Fonti:

Sitografia

Nortriptyline

StatPearls - NCBI Bookshelf

Quantitative analysis of nortriptyline’s analgesic properties: a comparative systematic review and meta-analysis.

BMJ Open, 14(8), e085438.

Side effects of nortiptyline

nhs.uk

Alcune domande che potresti avere
Il nostro processo di revisione
Scopri di più
Approfondimento
Coinvolgiamo nella stesura dei contenuti clinici terapeuti con almeno 2.000 ore di esperienza.
Verifica
Studiamo le ricerche sul tema clinico e quando possibile le inseriamo in bibliografia.
Chiarezza
Perfezioniamo gli articoli dal punto di vista stilistico privilegiando la comprensione del testo.
Validano gli articoli
FRFederico Russo
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Leggi la biografia
Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
DsMDott.ssa Martina Migliore
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
Leggi la biografia
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
Trova un terapeuta
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito