Meltdown e shutdown nell'autismo: cosa sono e come comportarsi

Il meltdown è una reazione emotiva spropositata, che spesso segue un sovraccarico emotivo, cognitivo o informativo.
Scritto daDott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato30 settembre 2024
Aggiornato03 settembre 2026
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Meltdown autistico

I termini meltdown e shutdown nell'autismo descrivono due reazioni che possono verificarsi come risposte a un sovraccarico sensoriale, emotivo o cognitivo.

l meltdown si manifesta con una perdita di controllo comportamentale, spesso caratterizzata da scoppi di rabbia, pianto o comportamenti fisicamente intensi. Al contrario, lo shutdown implica un ritiro emotivo e comunicativo, con una riduzione delle interazioni e della responsività.

In questo articolo approfondiamo cause, segnali e strategie per riconoscerli e gestirli in diversi contesti. 

Autismo: che cos'è

Molto in generale, si può dire che l'autismo deriva da uno sviluppo precoce dell'area cerebrale, che ha cominciato a maturare quando il bambino si trovava ancora nel ventre materno.

Nel dettaglio, ecco uno schema riassuntivi dei principali disturbi dello spettro autistico:

  • sindrome di Asperger;
  • disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato;
  • autismo classico;
  • disturbo disintegrativo dell’infanzia.


Ogni disturbo ha delle caratteristiche singolari e influisce sulla qualità della vita sociale e relazionale in maniera unica.

Ciononostante, i disturbi hanno anche dei caratteri comuni, che comprendono:

  • problemi di comunicazione: che possono riguardare nella fattispecie la comunicazione non verbale e la capacità di interagire col prossimo;
  • comportamenti stereotipati.
Autismo che cos'è

Il meltdown nell'autismo

Gli scoppi di rabbia non sono rari all'interno del disturbo dello spettro autistico. Questi episodi possono manifestarsi all'improvviso e apparentemente senza motivazione, portando il soggetto a gridare, manifestare comportamenti violenti, colpire oggetti e altro ancora.

Perché nei disturbi vi è una componente tanto invadente di rabbia? La motivazione è subito chiara: generalmente, le persone con disturbo dello spettro autistico vivono con grande ansia le situazioni legate al cambiamento e all'inaspettato. Ecco che, lì dove si verifica un evento inatteso che causa frustrazione e angoscia, possono prodursi le reazioni aggressive.

Ad alimentare la problematica vi è spesso la difficoltà, in chi soffre di autismo, di comprendere le emozioni altrui e anche le proprie. Tale difficoltà si traduce poi nell'espressione disfunzionale degli stati emotivi attraverso la rabbia.

Proprio in questo frangente si situa il meltdown: una reazione emotiva spropositata, che spesso segue un sovraccarico emotivo, cognitivo o informativo. In altre parole: lì dove il soggetto affetto da disturbo dello spettro autistico si scontra con una quantità troppo ampia di informazioni, che non riesce a fronteggiare e a metabolizzare, subisce una violenta attivazione del sistema nervoso autonomo.

Di qui la rabbia, le grida, il pianto incontrollato, talvolta addirittura la violenza rivolta verso oggetti e persone.

Quali sono i sintomi fisici del meltdown

Il meltdown autistico non è solo un evento comportamentale, ma una vera e propria tempesta neurofisiologica. Poiché si tratta di un’attivazione estrema del sistema nervoso simpatico (risposta “attacco o fuga”), i sintomi fisici sono sistemici e spesso invalidanti.

Durante il meltdown, il corpo subisce un picco di adrenalina e cortisolo, che si manifesta con:

  • tachicardia: un aumento significativo e improvviso della frequenza cardiaca.
  • alterazioni respiratorie: respiro affannoso, superficiale o iperventilazione.
  • sudorazione e termodisregolazione: sudorazione eccessiva o, al contrario, sensazione di brividi improvvisi.
  • tensione muscolare estrema: rigidità degli arti o del tronco, che può portare a tremori involontari.

È fondamentale distinguere questi sintomi da un attacco di panico. Mentre l’attacco di panico è spesso legato alla paura della morte o di perdere il controllo, il meltdown è una risposta fisica a un esaurimento delle risorse di elaborazione neurologica.

Quali sono le cause del meltdown

Gli stimoli (o trigger), che possono attivare il meltdown comprendono:

  • contatto fisico;
  • eccesso di suoni e rumori;
  • luci eccessive;
  • ambiente rumoroso o caotico;
  • cambiamenti inaspettati;
  • alterazione dei piani per la giornata;

Per rispondere alla problematica, è necessario agire in tempi brevi cercando di sottrarre il soggetto all'ambiente stressante e riportandolo ad uno stato di tranquillità. Allontanando i trigger, si può infatti agire in maniera rapida sullo stato emotivo e sulla reazione emotiva spropositata.

Quanto può durare un meltdown autistico?

La durata di un meltdown autistico varia notevolmente a seconda dell’individuo e del contesto, ma può essere analizzata attraverso tre fasi temporali distinte.

1. fase acuta (esplosione), in genere da 10 a 30 minuti, ma può durare oltre un’ora in caso di stimolazione ambientale persistente. La fase acuta termina solitamente quando l’energia fisica o emotiva si esaurisce o quando la fonte di stress viene rimossa.

2. fase di recupero (crollo), da poche ore a 24-48 ore. La persona spesso sperimenta un estremo esaurimento fisico, sentimenti di vergogna o senso di colpa, e una necessità assoluta di sonno o isolamento. In questa fase, la capacità di elaborare informazioni è drasticamente ridotta.

La durata e la gravità possono essere influenzate da diversi fattori clinici e ambientali:

  • intensità dello stimolo: rumori forti, luci intense o folle prolungano la durata se non si riesce a trovare una via di fuga.
  • intervento esterno: tentare di ragionare con la persona o punire il comportamento durante la fase acuta tende a prolungare l’episodio aumentando i livelli di stress.
  • regolazione emotiva: nei bambini in età prescolare, la durata può essere ridotta attraverso interventi di comunicazione funzionale che permettono di esprimere il bisogno prima dell’esplosione.
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Cosa fare durante un meltdown autistico

Durante un meltdown associato ai disturbi dello spettro autistico, è fondamentale mantenere la calma e adottare strategie efficaci per aiutare la persona a superare il momento di crisi. Ecco alcune linee guida per gestire un meltdown:

  • Mantenere la calma: la tua tranquillità è essenziale: non reagire con rabbia o frustrazione, poiché questo potrebbe aggravare la situazione. Mantieni un tono di voce basso e rassicurante.
  • Allontanare la persona dai trigger: identifica e riduci gli stimoli che hanno scatenato il meltdown, come rumori forti, luci intense o contatto fisico. Cerca di portare la persona in un ambiente tranquillo e privo di stimoli che potrebbero aumentare lo stress.
  • Non tentare di razionalizzare o discutere: durante un meltdown, la persona può essere sopraffatta da emozioni o sensazioni. Non cercare di discutere o di chiedere spiegazioni in quel momento, perché potrebbe non essere in grado di rispondere razionalmente.
  • Fornire uno spazio sicuro: lascia che la persona si ritiri o si isoli se lo desidera. Questo aiuta a evitare il sovraccarico sensoriale. Se necessario, crea un "angolo tranquillo" o un rifugio dove possa sentirsi protetta e al sicuro.
  • Evitare il contatto fisico (a meno che non sia richiesto): alcune persone con autismo non tollerano bene il contatto fisico, specialmente durante un meltdown. Non cercare di abbracciarle o trattenerle a meno che non ti sia stato indicato che questo possa essere di aiuto.
  • Offrire oggetti o attività calmanti: se la persona ha oggetti che usa per calmarsi (ad esempio un giocattolo sensoriale, una coperta, ecc.), offri loro questi strumenti. Alcuni trovano conforto in attività ripetitive o previste, che possono aiutarli a ritrovare un senso di controllo.
  • Rimanere neutrali e non giudicanti: evita rimproveri o commenti negativi riguardo al comportamento. Ricorda che il meltdown non è sotto il controllo della persona e giudicarla potrebbe solo aumentare la frustrazione.
Cosa fare durante un meltdown autistico

Lo shutdown nell'autismo

Simile e contrario è lo shutdown: un meccanismo di difesa che il soggetto autistico può mettere in atto per mettersi al riparo dall'eccesso di stimoli o trigger. Se il meltdown comporta una reazione emotiva violenta, lo shutdown comporta invece uno "spegnimento": cognitivo, vocale e comportamentale.

Quando si presenta uno shutdown, il soggetto autistico può rannicchiarsi, rimanere in silenzio, estraniarsi dalla situazione presente, ammutolirsi, non rispondere, nascondersi in un luogo sicuro e così via.

Anche in questo caso, lo shutdown segue un accumulo sensoriale, che comporta fattori stressanti per il soggetto autistico come eccesso di suoni, contatto fisico, ambienti affollati e simili.

Per rispondere allo shutdown in maniera funzionale, è necessario aiutare il paziente a trovare un luogo sicuro, lontano dai trigger che hanno innescato la reazione, evitando al contempo giudizi, critiche e rimproveri.

Quanto dura uno shutdown autistico

La durata di uno shutdown autistico è estremamente variabile e non è definita da criteri statistici rigidi, poiché dipende dall’intensità dello stimolo scatenante e dalla tempestività dell’intervento ambientale.

La durata può essere suddivisa in due fasi temporali principali:

1. Durata dell'episodio acuto, nella maggior parte dei casi, lo stato di mutismo, ritiro motorio o ridotta reattività dura da 20-30 minuti fino a qualche ora. (Phung et al., 2021). La rimozione immediata dello stimolo (rumore, luci, pressione sociale) accelera la risoluzione. Se la persona rimane esposta alla fonte di stress, lo shutdown può prolungarsi o evolvere in un meltdown.

2. Periodo di recupero, una volta terminata la fase di distacco acuto, la persona può esperire una coda di estrema stanchezza, nebbia cognitiva e ipersensibilità sensoriale residua. Il ritorno al funzionamento basale può richiedere da 12 a 48 ore. In questo periodo, la vulnerabilità a nuovi shutdown è significativamente aumentata. (Posar & Visconti, 2018)

Se gli shutdown diventano cronici e frequenti, possono evolvere in un quadro di burnout autistico, caratterizzato da una perdita persistente di abilità, esaurimento cronico e ridotta tolleranza agli stimoli. In questo scenario, il recupero richiede tempi molto più lunghi e modifiche strutturali dello stile di vita.

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Ricordiamo che i disturbi dello spettro autistico risultano ad oggi ampiamente trattabili, sia con percorsi terapeutici che con terapie farmacologiche volte alla gestione dei sintomi. Se iniziate in tenera età, le terapie per l'autismo possono aiutare chi ne soffre a costruire una vita equilibrata e serena.

Capire cosa succede durante un meltdown o uno shutdown è il primo passo. Il secondo è avere qualcuno con cui parlarne: un percorso di psicoterapia può aiutarti a gestire la fatica di accompagnare una persona autistica in questi momenti, senza sentirti da sola o da solo a farlo.

Fonti:

Sitografia

Irritability and Problem Behavior in Autism Spectrum Disorder: A Practice Pathway for Pediatric Primary Care.

Pediatrics

What I Wish You Knew: Insights on Burnout, Inertia, Meltdown, and Shutdown From Autistic Youth.

Frontiers in Psychology

Sensory abnormalities in children with autism spectrum disorder.

Jornal de Pediatria

Alcune domande che potresti avere su Meltdown e Shutdown autistici

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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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